giovedì 22 settembre 2011

Presagio triste - Banana Yoshimoto



Wow! Che faccia!

Perdonate le mie condizioni pietose ma, da come potete notare (smalto rosicchiato, occhiaie e capelli arruffati), sono in pausa studio. La settimana prossima mi aspettano due esami sui quali punto tanto e che voglio fare bene quindi mi sto applicando ad uno studio "matto e disperatissimo" per riuscire a terminare i due programmi.

Sono appena stata al telefono con la mia amica-compagna-di-letture e siccome ho citato questo libro appena terminato durante la nostra conversazione ho deciso di recensirlo.
Mi sento coraggiosa!





Vi parlerò della mia ultima lettura: Presagio Triste firmato Banana Yoshimoto. La mie edizione è della Universale Economica Feltrinelli, prezzo 6.50 euro, 127 pagine, codice ISBN 8807818825.

Questa mattina io e miomarito siamo stati "trattenuti" da dentista e banca e grazie a questi impegni sono riuscita a terminare la lettura di questo libricino, iniziato ieri sera prima di andare a letto.

Qualche giorno fa ho acquistato ben tre romanzi della Yoshimoto e sono stati una piacevolissima sorpresa. Io che non le davo più un minimo di fiducia dopo la sventurata lettura di "kitchen" ho rivalutato subito la mia posizione nei confronti di questa famosa scrittrice.
Dopo tutto se così tante persone ne parlano bene ci sarà un motivo, no?
In questa storia, in particolare, troviamo Yayoi, una ragazza di diciannove anni che vive in una bella casa con la sua bella famiglia felice: il giardino è sempre ben curato, i vestiti sempre stirati, i fiori sempre freschi sul tavolo. Insomma, la vita perfetta. Però c'è un però: Yayoi percepisce una sorta di inquietudine; le sembra che quella famiglia tanto perfetta abbia poco a che vedere con lei: contribuscono ad inquietarla anche il fatto che non riesce a ricordare niente della sua infanzia e il fatto che il trasporto nei confronti del fratello Tetsuo valica i limiti dell'amore fraterno. Un presagio triste si insinua nell'animo di Yayoi e la turba fino ad indurla a scappare di casa e rifugiarsi nella casa della strana zia trentenne, che vive in una casa buia e vecchia in cui tutto è polveroso come se il tempo si fosse fermato. Questa zia, avvolta nel suo manto di stranezza e malinconia farà scoprire a Yayoi molto più di quanto i suoi genitori sarebbero disposti a rivelarle riguardo la sua infanzia ma soprattutto riguardo alla sua famiglia.

Banana Yoshimoto riesce a circoscrivere in 127 pagine una moltitudine di emozioni, stati d'animo pensieri e immagini poetiche. La lettura è scorrevole e coinvolgente.
Se vi trovate nella sala d'aspetto di un dentista; se siete bloccati in banca a causa dell'incompetenza degli impiegati o se di sera, dopo aver ripetuto quattrocento pagine di un libro, non riuscite a prendere sonno Presagio triste è un ottimo passatempo.

Dei tre libri mi manca Delfini, spero che non smentisca la splendida visione che ho di questa autrice, ora. Che ne pensate? Avete già letto qualcosa di questa autrice?

Torno a studiare che "gli esami sono vicini"!
A presto!!

sabato 17 settembre 2011

Lucertola - Banana Yoshimoto

 Secondo libro letto in questa settimana.
Chi mi segue sulla mia pagina facebook saprà che ho acquistato di recente tre libri della Yoshimoto. Avevo già letto in passato "Kitchen" della stessa autrice ed ero rimasta un pò delusa. Dopo aver letto diverse recensioni positive e dopo aver visionato diversi video su YouTube di ragazze che ne parlano benissimo, ho deciso di dare una seconda opportunità all'autrice...
Bhè, in realtà le ho dato altre tre possibilità di riscatto dal momento che ho acquistato "Delfini", "Lucertola" e "Presagio triste".
Ho deciso di iniziare da questo perchè è un libro di racconti e tra la ripetizione di un capitolo e l'altro è funzionale come pausa studio\caffè.




La mia copia è edita da Universale Economica Feltrinelli, prezzo 6.00 euro, pagine 116, codice ISBN 9788807814211.

E' un libricino composto da sei racconti, pubblicato per la prima volta in lingua originale nel 1993.
Al termine del libro ci sono due Postscriptum scritti dall'autrice in cui ci comunica che i sei racconti sono stati scritti nell'arco di due anni. Per quanto riguarda i personaggi la Yoshimoto dice che sono tutti alle soglie di una trasformazione a cui potremmo dare il nome di "speranza" perchè ad un tratto si accorgono di qualcosa che fa rivivere loro sensazioni dimenticate e scoprono l'esigenza di entrare in azione come non hanno mai fatto in passato. Il loro disagio, la loro angoscia nel fare i conti con i propri fardelli spirituali e il sollievo della liberazione, dice, sono temi che tratta nel libro.

Ho utilizzato le sue parole per esprimere questi concetti perchè probabilmente non c'è modo migliore per raggiungere questo obiettivo.
Ogni personaggio protagonista del racconto che gli spetta compie un viaggio introspettivo, valuta ciò che lo circonda spiritualmente e fisicamente e dopo un breve periodo di crisi e di apertura verso il lettore o verso i suoi amici protagonisti, riesce, in un certo qual modo, a raggiungere una sorta di pace interiore e di consapevolezza di sè stesso. Questo senso di pace, attraverso lo stile della scrittrice, viene pienamente trasmesso a chi legge.
E' straordinaria questa capacità. Mentre leggevo riuscivo ad entrare nell'ottica del personaggio; comprendevo la sua storia; mi inquietavo con lui\lei e le pulsazioni del mio cuore acceleravano poi eccola lì! La soluzione al problema: che sia la rassegnazione, che sia un'uscita estemporanea e la sosta in un albergo, che sia un buon sonno ristoratore...qualsiasi cosa, ma dopo averla raggiunta ecco che torna la pace. E il mio cuore diminuiva i battiti.
Leggere questo libro è stato come salire sulle montagne russe.
Mi ha emozionato.

I miei racconti preferiti?
Uno è Lucertola,il secondo racconto e l'altro è Sogno con Kimchee, il quarto racconto.

Kitchen non mi era piaciuto...dopo la lettura di Lucertola, però, ho rivalutato Banana Yoshimoto e non vedo l'ora di leggere gli altri due libri che ho acquistato!
Voi...Che ne pensate?

Il Piccolo Principe - Antoine De Saint - Exupèry


Ciao a tutti!
Blogger in questi giorni mi sta dando dei problemi, speriamo che almeno oggi mi sarà possibile scrivere tutto ciò che mi sono prefissata di pubblicare.
Ebbene si, in questi giorni ho letto tanto! Sarà perchè ho ricominciato a studiare e i miei occhi hanno iniziato ad allenarsi per il "campionato" di studio 2011-2012, o forse, più probabilmente, perchè proprio in questa settimana ho avuto diversi piacevoli "incontri libreschi".
Ciancio alle bande. Iniziamo!


Il primo libro di oggi è Il Piccolo Pricipe di Antoine da Saint-Exupery. La mia copia è edita da Bompiani tascabili, 6.50 euro, 124 pagine, codice ISBN 8845247414.

Acquistai questo libro durante l'estate tra la seconda e la terza media. Quasi sicuramente se fosse stato per me non l'avrei degnato di uno sguardo però la mia amata professoressa di lettere, quando ce lo assegnò per le vacanze estive, ci minacciò dicendo che a Settembre avrebbe preparato una verifica su questo e gli altri libri da leggere per le vacanze. Ricordo come fosse oggi che mi dimenticai completamente di prenderlo in libreria. A Settembre fui, però, costretta a comprarlo perchè il compito in classe ci sarebbe stato davvero, non era una minaccia! Era pura e semplice realtà dei fatti. Uscita da scuola corsi al supermercato più vicino in cerca di questo famoso Piccolo Principe, lo acquistai, lo lessi e me ne innamorai.

Qualche giorno fa, poi, mentre girovagavo su facebook, ho trovato una pagina meravigliosa chiamata "I Sognalibri" gestita dalla genitilissima Jessica! Ho dato un'occhiata alle sue foto e mi sono innamorata a prima vista del Sognalibro dedicato al Piccolo Principe. Non potevo farmelo sfuggire e l'ho acquistato appena ho potuto. Già che c'ero ho rispolverato anche il libro...ormai lo conosco quasi a memoria..




La storia la conosciamo tutti ed è in verità semplicissima: Antoine de Saint-Exupery sta volando con il suo aereo sul deserto del Sahara ed è costretto ad atterrare per via di un guasto al motore. Inizia a preoccuparsi perchè è completamente solo e la sua scorta di acqua è sufficiente per circa una settimana. All'alba viene svegliato da un ragazzino che gli chiede di disegnargli una pecora. Antoine da bambino non aveva coltivato molto l'arte del disegno perchè, stanco di essere frainteso dagli adulti e disanimato dal fatto che questi non riuscivano mai a capire i suoi disegni, decise di occuparsi di cose più concrete come la geografia e le altre discipline comprensibili dagli adulti. Immaginate la difficoltà del povero Antoine, lui che per cinquant'anni non aveva più disegnato niente, si trova a dover disegnare una pecora per un ragazzino. Tra domande e rivelazioni il pilota approfondirà la conoscenza del suo piccolo amico, scoprirà che la sua casa è su un minuscolo pianeta sconosciuto in cui c'è spazio per i suoi tre vulcani, il suo sgabellino per guardare il tramonto e la sua rosa.




E' dolcissimo, poetico e sottile al punto giusto. E' la lettura perfetta per tutte le età e se provate, come me, a rileggere questo libro ogni anno o magari anche ogni due, sono sicura che vi accorgerete che il vostro punto di vista prenderà sfumature sempre diverse e spesso illuminanti.

Vorrei condividere con voi il capitolo che più mi affascina: l'incontro con la volpe...


XXI
In quel momento apparve la volpe.
-Buon Giorno-, disse la volpe.
-Buon giorno-, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
-Sono qui-, disse la volpe, -sotto al melo...-;
-Chi sei?-; domandò il piccolo principe, -Sei molto carino;
-Sono una volpe- , disse la volpe.
-Vieni a giocare con me- le rispose il piccolo principe,-sono così triste...- ;
-Non posso giocare con te-, disse la volpe -non sono addomesticata-
-Ah! Scusa-, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
-Che cosa vuol dire "addomesticare"?-;
-Non sei di questa parti tu- ; disse la volpe, -che cosa cerchi?-
-Cerco gli uomini- disse il piccolo principe -Che cosa vuol dire "addomesticare"?-;
-Gli uomini-, disse la volpe, -hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?-;
-No-,disse il piccolo principe. -Cerco degli amici, che cosa vuol dire "addomesticare"?-
-E' una cosa molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"...-
-Creare dei legami?-
-Certo-disse la volpe. - Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non so per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo-.
[...]
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
-Per favore...addomesticami-, disse.
-Volentieri- rispose il piccolo principe, - ma non ho molto tempo però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose-.
-Non si conoscono che le cose che si addomesticano- disse la volpe. -Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!.
-Che bisogna fare?- ; domandò il piccolo principe.
-Bisogna essere pazienti- rispose la volpe. - In principio tu ti sederai un pò lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino...-;
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
-Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora- disse la volpe, -Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore...Ci vogliono i riti-.
[...]

Ricordate sempre: "L'essenziale è invisibile agli occhi" (P 98)

mercoledì 7 settembre 2011

D'amore e ombra - Isabel Allende


Buonasera a tutti :)
In questi giorni sono stata male ma, dopo una dura lotta contro febbre e virus vari, sono riuscita a terminare questo libro di Isabel Allende.
Ho avuto un pò di difficoltà nella parte iniziale e mi sento di giustificare questa mia affermazione ribadendo che la febbre è un'ottima motivazione per non alzarsi dal letto e leggere un pò, ma è anche causa di difficoltà in questo sport estremo che è la lettura stessa.
Veniamo a noi:


D'amore e ombra, scritto da Isabel Allende. Edito da Universale economica Feltrinelli, al prezzo di 7.50 euro, di pagine 244, codice ISBN 9788807810213.

La Signora Allende non si smentisce mai e anche in questo libro è riuscita a trasmettermi diversi stati d'animo, spesso anche contrastanti tra loro.

La storia vede come protagonisti due giornalisti, Irene e Francisco, Lei si occupa della stesura degli articoli, Lui si occupa della fotografia. Durante tutta la storia siamo di fronte allo sviluppo e alla consolidazione prima dell'amicizia sincera e poi dell'amore tra i due giovani.
Il tutto sullo sfondo di circostanze molto ostili e dell'inquieto scenario della società cilena.
I due stanno lavorando alla storia di Evangelina, una ragazza in preda a periodici stati di trance che raccolgono intorno a lei una piccola folla di devoti e curiosi. Un giorno decidono di partecipare a tale evento e con esso assistono anche ad una scena brutale: un gruppo di militari irrompe in casa Raquileo e con la presunzione di poter liberare la ragazza "dal male" iniziano a sparare colpi di fucile scatenando il delirio tra la folla che scappa terrorizzata. Dal canto suo Evangelina reagisce in maniera molto forte picchiando e mettendo in ridicolo l'ufficiale a capo del gruppo di militari.
La vicenda vera e propria si scatena da questo episodio, infatti, Evangelina viene sequestrata dalle forze di polizia e poi data per dispersa. I due giornalisti, di ritorno alla casa della ragazza si imbattono nella madre, disperata, perchè dalla notte del sequestro la figlia non è più tornata e da qui inizieranno la ricerca e sono presto costretti a percorrere una triste trafila che li porta dai commissariati alle carceri, dalla morgue ai campi di concentramento, mentre l'ombra di una spietata dittatura si proietta sempre più minacciosamente sulle loro indagini, volte a scoprire realtà che il regime militare intende celare.

Appassionante, coinvolgente, toccante.
Dal mio punto di vista, come dicevo anche prima, la lettura è stata un pò lenta all'inizio; però dopo l'episodio dei militari a casa Raquileo è tutta discesa.

l'Allende non si smentisce....non ho ancora letto "La casa degli spiriti", consigli??
A presto!

sabato 3 settembre 2011

Ma le stelle quante sono - Giulia Carcasi


Buonasera a tutti gli amici lettori!
Qui è Marty che scrive, di fronte al suo computer a casa dei genitori, in un momento di pausa e relax.

Finalmente il 22 Agosto Miomarito è tornato a casa dopo un mese di assenza. Con lui sono tornate anche le solite occupazione che, non avrei mai pensato di dire una cosa del genere, tanto mi mancavano.
Mi è mancato spolverare le mensole togliendo ad uno ad uno tutti i libri e soprammobili e risistemandoli in un ordine nuovo; mi è mancato il dover pensare "stasera che preparo per cena?" , l'aiutarmi con i programmi di cucina su sky o con i miei blog preferiti di cucina, segnarmi sulla Moleskine la ricetta e seguirla passo dopo passo; mi è mancato lo stendino sul terrazzo, l'unico oggetto al quale permetto di indossare i miei vestiti; mi è mancata la pila enorme di vestiti da stirare; mi è mancata l'aspirapolvere con il suo rumore ossessivo e assordante... mi è mancata la sensazione che si prova quando sai che alle 9 sentirai aprire la porta di casa e vedrai la persona che più conta per te varcare quella soglia salutandoti con un semplicissimo "Ciao Amore".

Tutto questo, dopo un mese, è finalmente tornato e con lui anche i libri universitari e i programmi degli imminenti esami. Ma non basta: ci sono in ballo anche la dieta e la preparazione fisica.

Insomma, le mie giornate sono un pò piene e finalmente ho di nuovo quella sensazione che mi fa dire "Altro che 24 ore! Qui mi servirebbero giornate da 50 ore, minimo!!".

Era da tanto che non mi sentivo così viva!

Ma torniamo a noi:
Il libro che voglio recensire oggi è stato da me terminato durante la notte tra il 19 e il 20 Agosto.
Sto parlando di:




 Ma le stelle quante sono di Giulia Carcasi. Edito da Universale Economica Feltrinelli, di pagine 135 + 97, prezzo 7.50 euro, codice ISBN 9788807720802.

Non è un libro che mi appartiene. La vera proprietaria è mia sorella ed effettivamente mi è sembrato un libro più adatto ad una quattordicenne piuttosto che ad una ragazza della mia età.


I protagonisti sono Alice:


 e Carlo:

Due facce della stessa medaglia. Se leggi il libro dall'inizio leggerai la storia scritta dal punto di vista femminile mentre se capovolgi il libro troverai la storia scritta dal punto di vista maschile. La storia è la stessa, i personaggi sono gli stessi e l'amore è lo stesso.
Il fatto che la parte femminile sia costituita da 135 pagine e che la parte maschile sia costituita da 97 pagine è indizio di diversità nei due racconti. Alice, quando realizza di essersi innamorata di Carlo si perde in quelle elucubrazioni mentali tipiche di ogni donna, scrive dei vari film che si fa in testa, scrive apertamente ciò che prova come se stesse cercando conforto in un'amica immaginaria pronta a consigliarle cosa fare e come comportarsi. Nelle 97 pagine di Carlo invece troviamo un racconto più diretto, meno sdolcinato e sognante. Carlo capisce di essersi innamorato e pensa come conquistare la sua preda.

Questo particolare è ciò che più mi è piaciuto perchè, a mio avviso, l'autrice seppur scrivendo una storia per ragazzi è riuscita a conferire una giusta identità ai due protagonisti, ha fatto emergere le qualità più tipiche di una ragazza e quelle più tipiche di un ragazzo. Anche lo stile di scrittura è differente nelle due parti. Insomma, secondo me la Carcasi è stata brava perchè è riuscita a calarsi nella psicologia di due personaggi completamente differenti ed è riuscita a creare una narrazione dinamica. Anche se ci troviamo di fronte alla stessa storia notiamo subito che mentre la psicologia femminile fa emergere da una situazione determinati dettagli, la psicologia maschile invece ne evidenzia di completamente diversi. Piacevole perchè molto reale!


 Ma le stelle quante sono?