sabato 24 novembre 2012

La libreria dei libri proibiti - John Harding



Ciao amici lettori,
eccomi qui con un'altra recensione, ve l'ho detto, oggi approfitto di questo pomeriggio da pausa per smaltire gli arretrati. Pensate che ho letto questo libro il 13 Settembre! Ancora devo recensirlo quindi non perdo tempo e inizio subito:

La biblioteca dei libri proibiti di John Harding, edito da Garzanti, prezzo di copertina 17.60 euro, ma io l'ho pagato 6 euro al mercatino dell'usato, 253 pagine, codice ISBN 9788811681830.

New England, 1891. E' notte fonda ormai. Nell'antica dimora di Blithe House regnano il silenzio e l'oscurità. Per Florence, giovane orfana di dodici anni, è finalmente giunto il momento che ogni giorno aspetta con ansia. Attenta a non far rumore, sale le scale e entra nella vecchia biblioteca. Nella grande stanza abitata dalla polvere e dall'abbandono ci sono gli unici amici che le tengano davvero compagnia, i libri. Libri proibiti per Florence. Non potrebbe nemmeno toccarli: da sempre le è vietato leggere. Così ha imposto lo zio che l'ha allevata con il fratellino Giles. Un uomo misterioso, che l'ha condannata a vivere confinata in casa insieme alla servitù. Ma Florence è furba e determinata e ha imparato a leggere da sola. Ha intuito che nei libri è racchiusa la strada per la libertà. Perché proprio in quella biblioteca, tra i vecchi volumi di Sir William Scott, Jane Austen, Charles Dickens, Geoge Eliot e Shakespeare, si nasconde un segreto legato a doppio filo alla morte dei suoi genitori. Una terribile verità che, notte dopo notte, getta ombre sempre più inquietanti sulla vita di tutti. Strani episodi iniziano a sconvolgere la dimora. Prima la morte violenta e inspiegabile della governante, poi l'arrivo della nuova istitutrice del fratellino, che odia Florence con tutta sé stessa. Per la ragazza camminare per i corridoi della casa è sempre più pericoloso. Deve essere astuta e stare attenta a tutto, al minimo scricchiolio del legno, a un soffio di vento, agli occhi che la fissano sinistri dai dipinti. La verità ora è una questione di vita o di morte. E per trovarla Florence avrà bisogno delle parole che si annidano nei libri e dell'anima oscura che si nasconde in lei. Un romanzo indimenticabile. In corso di pubblicazione in tutto il mondo, ha entusiasmato i lettori e incantato la critica, diventando uno dei casi letterari più commentati della stagione. Sullo sfondo di atmosfere magiche e inquietanti, John Harding racconta una storia di misteri e bugie, di verità oscure di speranze inattese in cui la forza della lettura e dei libri, forse, può persino salvare la vita.

Secondo me Florence è completamente pazza.
Dimostrazione della mia tesi:

  1. Tuo zio non vuole che tu vada a scuola, impari a leggere e ti faccia un'istruzione perché secondo lui le donne istruite sono un pericolo? Capisco che tu possa non accettarlo e che tu voglia a tutti i costi imparare a leggere e scrivere e, soprattutto, che tu voglia a tutti i costi trascorrere le giornate nella fantasmagorica biblioteca di casa tua, cara Florence. Allora, se tuo zio non si è mai fatto vedere lungo l'intero corso della tua vita, che te ne importa? Leggi! Studia! Al massimo,se mai dovesse accorgersene (cosa davvero poco probabile visto che questo fantomatico zio non ha mai dato segni di vita) cosa potrà farti? Ucciderti? Picchiarti? NO. Lei non pensa a questo; lei si sente perseguitata. Controllata. Spiata. Da chi non lo sa nemmeno lei, però è così. Forse i volti imprigionati nei quadri di casa, con i loro occhi indagatori, forse loro la osservano e riferiscono tutto allo zio. (E' pazza).
  2. Tuo fratello torna a casa, dopo l'orribile esperienza nel collegio della città, tu sei felice, cara Florence, perché tutto è tornato al suo posto. Tu puoi giocare e passare il tuo tempo con Giles e nessuno potrà mai dividervi. Starete insieme per sempre. Poi, però, arriva la nuova istitutrice. E' una ragazza giovane e bella, Giles le è molto affezionato. Indovina un po'? Mentre Florence e la povera sciagurata si divertono al lago vicino casa, la povera disgraziata muore affogata. Erano presenti solo la diretta interessata e Florence, cosa sarà accaduto? (E' pazza di gelosia nei confronti del fratello).
  3. Alla casa arriva una nuova istitutrice e Florence si sente perseguitata anche da lei. Questa signora è un demonio che la segue dagli specchi; la spia; la odia e, dulcis in fundo, vuole mangiarsi suo fratello. Allora Florence la uccide (non vi dico come perché la parte dell'omicidio è stata una delle più interessanti del libro) e già che c'è uccide anche il suo migliore amico e lo abbandona nel bel mezzo di un bosco. Quando ormai sono tutti morti, Florence può tornare a vivere la sua vita con il piccolo Giles, che per buona parte del libro è rinchiuso in una torre della villa in cui vivono e non è cosciente perché Florence lo addormenta ripetutamente con un panno e una boccetta di cloroformio. (E' pazza o è una mia impressione?).
Marty, il libro ti è piaciuto o no?
Ci ho pensato per molto tempo e, alla fine, gli ho dato quattro stelle su aNobii.
Ho letto questo libro e ho assimilato la storia contenuta al suo interno. Così:
se devo pensare a Florence come se fosse la vittima delle varie vicissitudini, allora a questo libro non posso dare più di una stella perché è una storia quasi ridicola e davvero poco verosimile, di quelle, insomma, che non piacciono a me (De gustibus).
Però, se devo pensare a Florence come se fosse la pazza psicopatica che manovra questo teatrino di omicidi e di situazioni terrificanti, simili a quelle che troviamo normalmente nei cari film horror, allora questo libro mi ha fatto impazzire.
Siccome difficilmente mi faccio scoraggiare ho deciso di propendere per questa seconda versione.
Quando leggiamo, ogni libro ci trasmette delle sensazioni che, poi, sono anche l'origine del ricordo che ne abbiamo. Mentre leggevo questa storia non ho fatto altro che pensare che la protagonista fosse davvero fuori di testa. Non so se l'autore aveva in mente di comunicare questo messaggio, ma, per quanto mi riguarda, ogni pagina ne è stata la conferma. E se è davvero così, e se ho davvero compreso il libro, posso assicurarvi che la storia è terrificante. Florence è pazza, psicopatica ed è una serial killer bipolare che di giorno ama i libri e le storie in essi contenuti e di notte si trasforma: ha delle visioni terribili della realtà, sente delle voci agghiaccianti e uccide, nella maniera più crudele e allo stesso tempo più lucida, perché secondo lei è giusto.

O magari non ho capito niente e Florence è una bambina normalissima vittima di strani mostri mangia-bambini. Se è così no, non lo consiglio nemmeno al mio peggiore nemico.
Voi l'avete letto??
Cosa avete capito? (secondo voi la mia versione è sbagliata o Florence è psicolabile?)

Io e te - Nicolò Ammaniti


Buonasera cari amici lettori,
non mi fermo un attimo...e tirocinio e lezioni e studio e esami e università e scuola...sono sempre impegnatissima. Però, leggo ancora abbastanza (contando che nel mese di Ottobre sono arrivata a 9 libri e, per ora, sono al quinto libro di Novembre), ma voi amici lettori non potete saperlo dal momento che le recensioni sono sempre più sporadiche. Quindi, oggi sabato 24 Novembre, anniversario della morte del fantastico e celeberrimo Freddy Mercury, ho deciso di prendermi un pomeriggio di pausa dalla vita universitaria per dedicarmi al mio carissimo blog!
Inizio subito con la recensione di un libro di cui avrei voluto parlare alla prima liceo in cui sto svolgendo il mio tirocinio didattico. Sto parlando di:

Io e te di Niccolò Ammaniti, edito da Einaudi, prezzo di copertina 10 euro, 117 pagine, codice ISBN 9788806206802.

Barricato in casa per trascorrere nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po' nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all'improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d'ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell'adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.

 Questa storia è strutturata così:
Abbiamo un inizio e una fine in cui compare un solo personaggio: è Lorenzo, ormai adulto. Al centro, invece, c'è un ricordo: Lorenzo è giovane, è un adolescente, e come tutti i giovani vive una crisi interiore.
E' figlio unico e i suoi genitori gli vogliono bene; vorrebbero che fosse un ragazzo normale, una ragazzo che fa sport, che ha degli amici con cui divertirsi, che va bene a scuola e, tutto sommato, ai loro occhi, Lorenzo è proprio questo. I suoi genitori, però, non sanno che il Lorenzo che conoscono è una maschera.
Nel corso della sua infanzia, infatti, Lorenzo si è sempre sentito diverso dagli altri: tutti i bambini e i ragazzini socializzavano e chiacchieravano e comunicavano tra loro, mentre lui è sempre stato in disparte, in silenzio, asociale, ad osservare. Ha capito di che pasta sono fatti gli altri ragazzi e ha capito come sono "classificati":

  • Ci sono i bulletti che di solito indossano pantaloni larghi che mostrano gli slip, che di solito si spostano con quel determinato motorino e usano quel determinato slang; 
  • Ci sono i nerd sfigatoni che indossano la cinta e i pantaloni a sigaretta, che alzano sempre la mano in classe, che sono bravi a scuola, ma non troppo bravi con le ragazze, e che puntualmente vengono massacrati dai bulletti. 
L'idea che Lorenzo ha della scuola è molto simile a quella che hanno i biologi della catena alimentare, ma non ci sono le piante, gli erbivori e i carnivori; in questa catena alimentare ci sono i nerd sfigatoni, i bulletti e i professori.
Lorenzo, dopo anni di osservazione silenziosa, ha capito che l'anello più confortevole è quello dei bulletti e ha scoperto che indossando le vesti di questi personaggi tutti coloro che lo circondano sono più felici.
Questa messa in scena gli permette di vivere la sua vita senza troppi intoppi.
Ma Lorenzo non è così. Lorenzo è un asociale che adora stare solo.

Il ricordo che ci viene proposto nella parte centrale di questo libro è proprio la dimostrazione lampante di tutto ciò che ho appena scritto. Lorenzo, al fine di rendere felice e orgogliosa sua madre, finge di essere stato invitato in settimana bianca da alcuni compagni di classe. In realtà, questi ragazzi, mentre decidevano chi invitare o meno, non avevano nemmeno preso in considerazione quel ragazzo che ai loro occhi sembrava tanto strano e tanto diverso da loro. Ma Lorenzo, pur di far felice sua madre, si "imbuca virtualmente" in questo viaggio. Il giorno della partenza trova una scusa e si fa lasciare non proprio nel preciso punto di ritrovo...e mentre sua madre torna a casa lui percorre la città e si chiude nella cantina di casa sua.
 Da quel momento lo aspettano sette giorni di beata solitudine dove potrà essere sè stesso fino in fondo.

Soltanto che ad un certo punto arriva Olivia, la sua sorellastra. I due si conoscono bene, trascorrono del tempo insieme e si scambiano delle promesse per il futuro.
Nella parte finale, ossia quando svanisce il ricordo e torna il vero Lorenzo, scopriamo che Olivia non ha mantenuto la sua promessa.

Io non so se questa è una storia vera o una storia che, comunque, parte da un personaggio realmente esistito. Sinceramente, però, non ho voluto nemmeno informarmi, perché avere questo dubbio mi fa sentire molto più legata a questo libro. Triste, sì, ma terribilmente vero.
Ho letto delle opinioni si aNobii e c'è chi si è lamentato del prezzo e del fatto che gli editori, invece di essere onesti, preferiscono pubblicare tutti i libri degli autori che hanno già "un nome", e che magari sono inutili e poco convincenti, piuttosto che pubblicare libri obbiettivamente godibili.
Queste persone non hanno capito "Io e te". Non hanno capito la storia, i temi affrontati e non hanno capito che un libro per essere BELLO non deve per forza essere felice, spensierato e di ottomilamillioni di pagine.
Questo libro è adattissimo ad un pubblico giovane, alle prime armi, che per la prima volta si sta affacciando verso il panorama letterario contemporaneo italiano. Io l'ho apprezzato molto e avrei tanto voluto tenere una lezione nella classe in cui lavoro. Poi, però, ha vinto Novecento di Baricco.

mercoledì 7 novembre 2012

La libreria dei nuovi inizi - Anjali Benerjee


Ciao amici lettori!
Ho proprio voglia di parlarvi di questo libro perché l'ho letto la sera del 24 Ottobre e ancora non riesco a decidere se mi è piaciuto davvero o no.
Siccome questa sera sono anche un po' polemica se avete intenzione di leggere "La libreria dei nuovi inizi" vi consiglio di non leggere la recensione, credo proprio che farò qualche spoiler qua e là.
Ma procediamo con ordine:

La libreria dei nuovi inizi di Anjali Benerjee, edito Rizzoli, 334 pagine, codice ISBN 9788817049313.

C'è una vecchia libreria, a Shelter Island, dove ad aggirarsi in cerca di compagnia e buone letture non sono solo gli affezionati clienti. Qui, tra stanze in penombra, riccioli di polvere e parquet scricchiolanti, i libri hanno davvero un'anima e, quasi godessero di vita propria, sanno farsi scegliere dal lettore giusto al momento giusto... Che non si tratti di una libreria come le altre Jasmine lo capisce subito: in fuga da Los Angeles e da un ex marito che le ha spezzato il cuore, non si aspetta certo che ad accoglierla, accanto all'eccentrica zia Ruma, siano gli ospiti della Grande Letteratura. E quando la zia parte, affidando proprio a lei la guida del negozio, saranno Shakespeare ed Edgar Allan Poe a svelarle a poco a poco i segreti del mestiere. E se Beatrix Potter la aiuterà a sedare orde di bambini scatenati e Julia Child le consentirà di accontentare anche le signore più esigenti in cucina, come potrà Jasmine resistere alle suadenti parole di Neruda, deciso, a quanto pare, a spingerla tra le braccia di un affascinante sconosciuto? La libreria dei nuovi inizi è una irresistibile commedia romantica, e insieme un omaggio lieve e incantato al potere della letteratura. Perché in un buon libro c'è tutto: le emozioni, gli incontri e le risposte che possono anche cambiarci la vita.

Ecco qual è il mio problema:
ho letto questo libro in una serata, dopo cena, sotto il piumone con una tazza di tè fumante.
L'ho divorato, un po' perché è scritto in corpo 24 e un po' perché la scrittura è molto semplice e  lo stile lineare. Quello che non mi convince è la trama.
Jasmine è una donna che sta cercando di uscire da un triste capitolo della sua vita dove i protagonisti principali sono un tradimento, un divorzio e la solitudine.
Sembrerebbe che sia ancora innamorata di Robert, il quale ,invece, ha già iniziato una relazione con la donna con la quale tradiva sua moglie.
Sembrerebbe che Jasmine stia cercando di auto-convincersi che il divorzio sia l'unico lato positivo del suo matrimonio, ma non ci riesce mai davvero e così, durante le sue giornate solitarie, si ferma a pensare alla sua vecchia casa, al suo vecchio matrimonio, al suo vecchio uomo e non riesce a vedere quello che di nuovo le ha messo di fronte agli occhi il destino.

In suo soccorso arriva la zia Ruma, una donna stravagante che gestisce una libreria molto particolare, infatti, i volumi di spicco non sono le ultime uscite, i best seller o le auto-biografie non scritte da Alex Del Piero e Francesco Totti; i volumi di spicco sono classici, prime uscite, testi introvabili e volumi fuori dai "cataloghi". Nella libreria di zia Ruma regna il particolare, il pezzo unico e il pezzo introvabile.
A questo si addiziona lo spiccato disordine, in cui però tutto è in ordine; la poca pulizia, che però fa guadagnare spessore e carattere ai libri e degli strani eventi, difficili da definire.

Ad un certo punto la Zia Ruma deve partire, deve compiere un viaggio in India al fine di curare il suo povero cuore malato, e l'unica persona che secondo lei può occuparsi al meglio della libreria è proprio Jasmine.
Ovviamente Jasmine accetta la proposta, fa i bagagli e si trasferisce a Shelter Island. Non ha più contatti al di fuori dell'isola, dal momento che internet e la rete telefonica sembrano concetti astratti e utopici, e la ragazza ha la possibilità di farsi due conti in tasca; di mettere a posto la sua coscienza e di capire cosa vuole dalla vita.
Nella libreria ricomincia a vivere: ricomincia ad interagire con le persone vere e facebook diventa un ricordo lontano; si interessa dei problemi dei suoi vicini, si affeziona ai suoi clienti e anche alla piccola soffitta polverosa in cui è costretta a vivere.

E qui arriva il bello, che oltre ad essere bello è anche il motivo della mia profonda indecisione:
Jasmine è costretta, nel vero senso etimologico del termine, a vivere nella piccola soffitta sopra la libreria  quando potrebbe benissimo stare nella sua camera nella casa dei genitori che abitano ad un tiro di sasso da lì.
E perché è costretta?
Perché se non vivesse lì gli spiriti degli autori che hanno scritto i libri contenuti nella libreria compirebbero degli atti vandalici spaventosi, come rovesciare scaffali e lanciare oggetti.
E non è tutto. Zia Ruma e Jasmine hanno un dono: possono interagire con questi spiriti.
Edgar Allan Poe spunta da uno scaffale e inizia a bisticciare con Julia Child; una signora entra in libreria dicendo che non si ricorda il titolo, ma nemmeno l'autore, ma nemmeno la casa editrice, ma nemmeno la storia del libro che sta cercando e magicamente il libro chiamato in causa senza essere chiamato viene investito da una luce celestiale, così Jasmine capisce quale libro sta cercando la disperata cliente ed episodi simili popolano la storia.
Vi chiederete: ma come è possibile? Da cosa deriva questo fantastico dono?
Deriva da un episodio accaduto anni e anni prima: Zia Ruma, dopo essere stata picchiata dal suo primo marito, prega Ganesh e gli chiede di salvarla. Ganesh risponde facendo cadere il Mahabharata, un poema epico di mille pagine, sulla testa dell'infame signor marito uccidendolo. Poi Ganesh compare al cospetto della ancor giovine zia Ruma e le dice che suo marito non potrà più farle del male e poi ha continuato:
(Pagina 296) "Ho scritto novantamila versi del Mahabharata con la mia zanna rotta. E nonostante questo la gente l'ha dimenticato, come ha dimenticato tanto altri scrittori dopo di me. Gli ho risposto che io non lo avrei mai dimenticato. Come avrei potuto ripagarlo? Mi aveva fatto il dono più grande di tutti: mi aveva restituito la libertà. A quel punto Ganesh ha detto: Realizzerai il tuo vero sogno: aprire una libreria. E avrai in dono la capacità di vedere gli spiriti degli scrittori defunti. Il tuo compito sarà di tenerli in vita attraverso le loro stesse parole, attraverso le loro opere, affinché non vengano dimenticati. Risposi che l'avrei fatto con immensa gioia. Lui disse: Ti concedo questo dono speciale, la più profonda e completa comprensione della letteratura, che tramanderai alle donne forti e coraggiose tra le tue discendenti. Figlie, nipoti o pronipoti, ma solo quelle che avranno la giusta sensibilità, e lo meriteranno appieno." 

Zia Ruma parla con Ganesh.
Ganesh le da questo dono.
Ma per favore!
La storia sarebbe stata molto più VERA se non ci fosse stata tutta questa aurea mistica. Il libro, secondo me, ha perso tanta credibilità dopo questa rivelazione. Avrei preferito che Jasmine e Zia Ruma fossero state della pazze furiose, allora il dialogo con gli spiriti avrebbe avuto senso.
Sicuramente sarebbe stato più credibile.
E  questa nota negativa mi fa innervosire, perché il libro si presentava bene, era molto piacevole, Jasmine era un personaggio interessante (fino a quando non è andata a letto con lo spirito di un famoso scrittore defunto).
L'inizio mi è piaciuto, da un certo punto in poi è stata una perdita di tempo.
Non so proprio decidere che voto dargli...mi aiutate voi?

domenica 4 novembre 2012

Una finestra vistalago - Andrea Vitali



Ciao amici lettori!
Mamma mia quanto tempo è passato dall'ultimo post, però, a mia discolpa devo dire che, oltre alle lezioni e allo studio, da una settimana a questa parte sono impegnata anche con il tirocinio nel mio ex liceo. Devo preparare lezioni e interrogazioni; correggere i compiti in classe; studiare...non ho mai un attimo di tempo per me.
Oggi, però, sono a casa. A pranzo sono stata da mio cugino, che inaugurava la sua nuova casa finalmente ristrutturata, e ho mangiato un sacco di cose buonissime. L'unico inconveniente è che sono le 20.30 e sono ancora satolla. Quindi ho deciso di scrivere una recensione, anziché mangiare per inerzia.
Oggi voglio parlarvi di:

Una finestra vistalago di Andrea Vitali, la mia edizione è firmata Mondolibri, ma quella originale è della Garzanti, 395 pagine, 9.90 euro (edizione originale 16,00 euro), codice ISBN 8811665361.

Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese del Lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l'amore per la bella Elena e la militanza politica nel PSIUP. Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esamina scheletri sapientemente nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l'omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà. Una finestra vistalago è un appassionante romanzo corale e polifonico. L'avidità sessuale e la religione del denaro accendono passioni e lotte, moltiplicando chiacchiere, pettegolezzi e bugie. Seguendo l'evoluzione di questo paese-microcosmo popolato di gente comune, Andrea Vitali ci fa assaporare la storia del nostro paese dagli anni Cinquanta ai turbolenti Settanta. Sulla scia di Piero Chiara e Mario Soldati, si conferma narratore seducente, maestro dell'antica arte del racconto italiano: trame ricche di azione ma dagli indugi sapienti, intrighi dove spesso la burla sfiora la tragedia, vicende che, attraverso la superficie, raccontano la profondità.
Quando parto per la mia settimana universitaria lascio un po' di posto nella valigia per almeno due o tre libri, sempre. Ho la fortuna di avere delle coinquiline appassionatissime di lettura quasi quanto me e, perciò, di solito, dopo aver visto "Una mamma per amica" e aver consumato la cena, ci chiudiamo nelle nostre rispettive camere e leggiamo. A volte qualcuna esce, qualcun'altra si guarda un film in salotto, ma spesso ci raccogliamo per leggere. Questo significa che, oltre ad avere splendidi momenti di pace e tranquillità, leggiamo tantissimo.
Detto libro, e quello di cui vi parlerò nella prossima recensione, è stato il mio compagno di un giorno: nelle pause tra una lezione e l'altra; durante la siesta post-pranzo\ pre-studio e dopo cena.
Un libro in un giorno.
Anche se devo ammettere che i romanzi di Vitali si prestano a letture piuttosto celeri, un po' perché i capitoli sono brevissimi, un po' perché la prosa è semplice e scorrevole e un po' perché le storie sono lineari, niente di contorto o intricato. Se voglio rilassarmi e staccare la spina della testa dalla presa della corrente del mondo so che con un libro del genere il successo è assicurato.

Questa volta abbiamo uno spaccato della Bellano post bellica.
Conosciamo tanti personaggi che bene o male sono tutti collegati tra loro per via di legami di parentela, per il lavoro che svolgono o per il semplice fatto che Bellano è tutta lì.
La particolarità che distingue questo romanzo dagli altri è il fatto che l'impostazione è un po' quella della commedia degli equivoci: abbiamo tanti personaggi che hanno lo stesso nome e che sono conosciuti da tutti gli altri abitanti della città, ma che spesso vengono confusi gli uni con gli altri.
Immaginate cosa può succedere se un Giuseppe Arrigoni padre di famiglia viene confuso con un Giuseppe Arrigoni Brigante e malfamato.

Un libro davvero piacevole e leggero.
Se avete bisogno di una pausa, forse questo fa per voi.
Lo avete letto?
Come vi è sembrato?

giovedì 25 ottobre 2012

L'arte di guardare l'arte - Philippe Daverio


Dopo il pessimo Tsugumi ecco a voi un ottimo libro.
L'ho scoperto per caso, la Prof me lo ha consigliato ( e difficilmente mi consiglia libri che non sono di mio gradimento ); era firmato Philippe Daverio e trattava di arte, secondo il resoconto su due piedi.
Che dovevo fare?
L'ho acquistato subito, l'ho iniziato appena entrata in casa e l'ho chiuso alla decima pagina. Non volevo che finisse, non poteva finire, ma sarebbe finito subito perché, purtroppo, è un libricino esile.
Tra le mani è una sciocchezza, ma al suo interno: un mondo.
Sfogliata la prima pagina sono stata risucchiata in un turbine di idee; sono stata rapita dalla potenza della cultura e sono stata trascinata in un mondo fatto di arte, di gusto prelibato per il bello e lo strano.
Una piccola perla di saggezza che racchiude in sé tutto ciò che viene comunemente connotato con l'aggettivo umanistico. C'è il mio mondo e io mi sono sentita a casa...

L'arte di guardare l'arte di Philippe Daverio, edito "artedossier" Giunti, pagine 128, prezzo 9.90, codice ISBN 9788809774254.

"Questa è una piccola raccolta di pettegolezzi suscitati dallo scrutare la storia delle arti. E pettegolezzi lo sono per un motivo sostanzialmente etico. Che c'è di più bello che l'interessarsi agli esseri umani? Il mondo delle arti è intimamente ambiguo. Anzi, solo ciò che è ambiguo può essere considerato arte."
Così Philippe Daverio apre questo saggio assolutamente superlativo.
Si tratta di una serie di pensieri su arte e artisti e movimenti artistici.
Ma in realtà qui dentro c'è molto di più: c'è musica, c'è la voce, c'è il disegno, c'è la letteratura, c'è la poesia, ci sono gli scrittori, ci sono i pittori, c'è la storia, c'è il viaggio e c'è l'avventura. Qui dentro c'è tutto, il tutto racchiuso in capitoli brevissimi: tre facciate al massimo. Tre facciate dense di significato in cui l'autore riesce a condensare tutte le discipline umanistiche e tutti i frutti di tali discipline.
Se amate l'arte, se siete persone curiose e se siete affascinati da persone del calibro di Philippe Daverio questo libro fa per voi. L'ho letto e riletto più volte durante il mese di Agosto e avrei voluto che fosse infinito tanto mi piaceva.

Philippe Daverio è un personaggio eclettico e particolarissimo.
Colto, intelligente e sapiente. Dovrebbe insegnare nelle Università e dovrebbe avere più spazio in televisione. Mi piacerebbe vivere in un mondo pieno di Philippe perché sono sicura che a qualsiasi domanda riceverei una risposta. Una risposta di quelle che piacciono a me. Sono curiosa. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace imparare.
Philippe Daverio è un punto di riferimento culturale!

Qui sotto vi lascio delle foto delle pagine che mi hanno più colpito:

"Il primato del disegno" a pagina 63, un articolo su Marcel Duchamp.

"Altro che Giappone" da pagina 59 a 61, dove viene trattata l'influenza delle stampe Giapponesi in Occidente  durante la fine dell'800 e l'inizio dell'art Nouveau.

ed infine "Arte del taglio" da pagina 87 a pagina 89 dove l'autore tratta la figura di Lucio Fontana  e l'America Latina.

Oltre a contenere il "tutto" di cui vi dicevo prima, nel libro si fa riferimento a quadri e sculture che sono inserite in miniatura durante lo svolgimento del saggio, ma che sono riportate in dimensioni più apprezzabili al termine del libro, in una sezione apposita.:



Bellissimo.
Un libro davvero spettacolare.
L'ho adorato alla follia e piano piano credo che cercherò di acquistare tutti i libri di Mr Daverio.
L'avete letto?
Che rapporto avete nei confronti dell'arte?


PS: Anche l'articolo sui viaggi di Goethe in Italia è bellissimo.
PSS: Ho avuto la fortuna di incontrare Philippe Daverio al Salone internazionale del libro di Torino: ero talmente emozionata che non sono riuscita nemmeno a chiedergli un autografo. Mannaggia!

Tsugumi - Banana Yoshimoto


Sono appena tornata a casa!
Finalmente!

Questa settimana è stata massacrante, ma di questo vi parlerò più tardi in un altro post. Adesso sono qui perché, nel sondaggio della scorsa settimana, due dolci ragazze iscritte alla mia pagina Facebook hanno votato la recensione del libro di cui sto per parlarvi. E siccome lo scorso fine settimana non ho avuto tempo di pubblicare nulla, questo pomeriggio mi sono impegnata per recuperare il lavoro.
Iniziamo subito...oggi vi parlo di:


Tsugumi di Banana Yoshimoto, Edito Feltrinelli, pagine 156 (compresi i due post scriptum), prezzo 7 euro, codice ISBN 9788807812941.

"Giornate di una felicità intensa non capitano spesso nella vita. Ed è inseguendo quel vivido miraggio, che le persone riescono a tirare avanti e a invecchiare...Tsugumi è un romanzo che parla di questo. Di un'estate di un gruppo di ragazzi che non tornerà mai più. Del mare e del primo amore..." Così Banana Yoshimoto parla del suo romanzo tutto dedicato all'adolescenza. Uscito a puntate nell'edizione giapponese di "Marie Claire" e apparso in volume nel 1989, Tsugumi è sicuramente il più grande successo di Banana Yoshimoto, superando i due milioni di copie vendute: questa è la prima edizione in lingua occidentale. Maria e Tsugumi sono amiche fin dall'infanzia anche se sono due ragazzine molto diverse. Maria, l'io narrante, è dolce e buona: ha lasciato il piccolo paesino in cui era nata e cresciuta per iscriversi all'università di Tokyo. Tsugumi è bellissima ma dotata di un carattere infernale: affabile e dolce con gli estranei, nel privato è un tiranno, parla come un maschio ed è viziata all'inverosimile. Non può spostarsi dalla tranquilla penisola  di Izu perché le sue condizioni di salute non glielo permettono. Il suo destino pare essere segnato...Ma quando due amiche si ritrovano, e se questo accade d'estate, e se è il mare a cullare le rispettive solitudini, allora la magia scaturita dall'attimo può creare sensazionali cambiamenti del mondo reale. 
 La cara Banana è riuscita a deludermi: questo libro mi ha infastidito.
Perché? Ve lo dimostro subito: andate a pagina quattordici, se non avete il libro a portata di mano vi trascrivo l'episodio in cui Maria ci racconta come sono diventate amiche:


Io e Tsugumi siamo diventate amiche nel vero senso della parola, a causa di un <>. Tsugumi era intelligente e diligente nello studio. Nonostante le numerose assenze per motivi di salute, quanto a voti era quasi sempre tra i primi della classe. Andava a caccia dei libri più svariati, in modo da essere ben preparata in ogni materia. Forse, se non avesse fatto lavorare così tanto il cervello, non le sarebbero mai potute venire in mente tutte quelle cattiverie. I primi anni delle elementari, io e lei giocavamo spesso alla <>. Ai piedi delle montagne, nel giardino dietro la scuola, c'era una capannina meteorologica in rovina. Avevamo deciso che quel posto era in collegamento con il mondo degli spiriti e che lì venivano recapitate le lettere all'aldilà. Di giorno andavamo a metterci fotografie spaventose o articoli su storie di fantasmi, presi da alcune riviste, e di notte tornavamo a riprenderli. Quel giardino, che di giorno non aveva niente di particolare, di notte, quando di andavamo di nascosto nel buio pesto, faceva davvero paura, e per qualche istante andavamo in visibilio. Però col passare del tempo anche quel gioco finì col confondersi tra gli innumerevoli divertimenti di quel periodo, e ce ne dimenticammo. Io cominciai le medie e decisi di entrare nella squadra di basket. Gli allenamenti erano talmente duri che, quando tornavo a casa la sera, facevo i compiti e andavo subito a letto. Di Tsugumi me ne importava sempre meno, tanto che era diventata la << cugina della porta accanto>>. L' <> accadde in quel periodo, durante le vacanze primaverili della seconda media, se non ricordo male. Quella sera stava piovigginando e io ero chiusa in camera mia. Nelle città di mare la pioggia ha l'odore della salsedine. In quella notte di pioggia, nel profondo del mio cuore mi sentivo avvilita. Era appena morto mio nonno. Dal momento che ero cresciuta in casa sua fino alle età di 5 anni, ero sempre stata indiscutibilmente la sua cocca. E dopo essermi trasferita con la mamma dagli Yamamoto, andavo a trovarlo regolarmente e ci tenevamo in contatto anche per lettera. Avevo saltato l'allenamento ed ero distesa sul letto con gli occhi gonfi per il pianto, senza riuscire a concentrarmi su niente. Mia madre mi disse che c'era Tsugumi al telefono e io la pregai di dirle che ero fuori. Non ero proprio nelle condizioni di parlarle. Stavo quasi per assopirmi, quando dal corridoio sentii avvicinarsi un rumore di ciabatte. Nell'istante in cui alzai la testa, il fusuma si aprì di scattò: Tsugumi era lì in piedi bagnata fradicia. Tutta ansimante e con gli occhi spalancati, mi chiamò con un fil di voce:
<< Maria!>>.
<< Cosa è successo?>>
Sembrava in ansia, come spaventata. Poi mi disse con tono prepotente:
<< Ohi, sveglia, c'è poco da dormire! Leggi qua!>>, e mi porse un foglio che aveva tirato fuori dalla tasca con una cura estrema. Confusa da tutta quella attenzione lo presi e, non appena lo guardai, mi sembrò di venir spinta sotto il fascio di luce di un riflettore. Non c'erano dubbi: quella era la calligrafia del mio caro nonno, con quei tratti in semicorsivo tracciati energicamente con il pennello. L'attacco era il suo solito, quello con cui aveva sempre iniziato le lettere che mi aveva scritto.

Al mio tesoro, Maria.
Addio.
Abbi cura di nonna, papà e mamma. Mi raccomando, vedi di diventare una donna rispettabile degna del nome che porta.
                                                            Ryuso

Rimasi senza parole. Per un attimo rividi la figura di spalle del nonno alla scrivania e provai una fitta al cuore. Poi chiesi a Tsugumi con un'irruenza incredibile:
<< Dove l'hai trovata?>>.
Lei mi fissò e con un tono serissimo, da preghiera, mosse le sue labbra vermiglie e mi rispose:
<< Ci credi? Era nella cassetta degli Spiriti>>.
<< Cosa?>>
In un istante il ricordo di quella capannina metrologica  che ormai avevo dimenticato del tutto, riaffiorò nella mia mente. Tsugumi abbassò la voce e sussurrò:
<< Prima, stavo dormendo quando ho sognato il nonno. Ho provato ad aprire gli occhi, ma non se ne voleva andare. Era come se cercasse di dire qualcosa. Io gli sono molto riconoscente. Sai, quando ero piccola mi ha comprato così tante cose. Poi a un certo punto del sogno sei saltata fuori anche tu e il nonno sembrava volerti parlare. Ti voleva bene, eh? D'un tratto, ecco che mi è venuta l'illuminazione e sono andata a vedere nella cassetta. Ma tu gli avevi parlato del nostro gioco mentre era in vita?>>
<>, risposi io scuotendo il capo. <>
<>, urlò e poi aggiunse con un tono grave:
<>.
Tsugumi si era fatta pallida in volto quando finalmente, guardandomi negli occhi, riuscì a dirmi con un fil di voce:
<< E adesso cosa facciamo?>>.
<< Per ora>>, cominciai io con decisione, <>
<< Va bene, ho capito>>, rispose Tsugumi; Si alzò di scatto e disse:
<< Torno a casa!>>.
Mentre usciva dalla mia stanza le dissi: <>.
<< Di niente!>>, mi rispose lei e, senza neppure voltarsi a salutare, se ne andò lasciando il fusuma aperto.
Per un po' rimasi seduta per terra a rileggere, chissà quante volte, quella lettera. Le mie lacrime cadevano copiose sul tappeto. Più la leggevo e più le lacrime si facevano abbondanti, mi ci sdraiai sopra e piansi all'infinito.
Il giorno dopo Maria scopre di essere stata ingannata: è stata Tsugumi a scrivere la lettera imitando alla perfezione lo stile e la calligrafia del nonno.
Certo che c'ero cascata proprio in pieno... per un istante avevo dubitato che si trattasse di un imbroglio, visto che c'era di mezzo Tsugumi. Però, quella calligrafia, quel tratto, quell'inizio di lettera: << Al mio tesoro >>, di cui solo io e il nonno eravamo a conoscenza, erano aldilà di qualsiasi sospetto. Lo sguardo deciso, penetrante di Tsugumi bagnata dalla pioggia, quel suo tono di voce... aah, avevo abboccato alla perfezione. Il trucco lo scoprii il giorno successivo. Non appena Tsugumi entrò nella stanza, vide l'espressione del mio volto e sogghignando disse: << Mi hai scoperta?>>. In quell'istante mi infuocai di rabbia e di vergogna. Mi alzai di scatto e le diedi una spinta con tutta me stessa. Tsugumi, cadendo a terra, sbatté con violenza contro la parete. Ero davvero furiosa tanto che persino Tsugumi non osò aprir bocca. Nessuno l'aveva mai aggredita in quel modo. Lei in quel momento capì che, se non l'avesse fatto, la nostra amicizia sarebbe stata compromessa per sempre. E infatti era proprio così. Ancora nella posizione in cui ero caduta, fissò i miei occhi con uno sguardo trasparente. Poi pronunciò, quasi bisbigliando, una frase che non aveva mai detto in vita sua.  In nessuna circostanza, qualsiasi cosa fosse accaduta, anche se le avessero squarciato la bocca.
<>
Restai senza parole, in silenzio e con il fiato sospeso. Tsugumi che chiede scusa? I raggi di sole che riempivano la stanza ci rendevano brillanti in quello spazio immobile. In lontananza si sentiva soltanto il rumore del vento che quel pomeriggio soffiava sulla città.
<< Ah!Ah!Ah!>> Il silenzio venne rotto da Tsugumi che d'improvviso scoppiò a ridere.
<< Certo che anche tu ci sei cascata...eh, Maria?>>, disse, ormai ridendo a crepapelle.
<< Prova a ragionare con un briciolo di buon senso! Un morto non può certo scrivere una lettera, no? Sei proprio stupida! Ah!Ah!Ah!>>.
Non riusciva più a contenersi: comprimendosi lo stomaco con le braccia, si contorceva dalle risa.
Di riflesso anche a me venne da ridere, arrossii e dissi:
<< Hai vinto tu>>.
Ancora oggi, quando ricordiamo le frasi di quella notte di pioggia, c'è da sbellicarsi dalle risate per ore e ore.
Si, quella fu la ragione per cui io e Tsugumi finimmo col diventare amiche per la pelle, nel bene e nel male.

Voi non l'avreste insultata? Non avreste scaraventato verso di lei tutti gli oggetti possibili e immaginali presenti in quella stanza? Non vi sareste arrabbiati a morte? Non avreste urlato come folli psicopatici? Io si. E ogni volta che nel libro si presentava questo terribile personaggio mi sono sentita così. L'ho odiata con tutta me stessa e mi è capitato di arrabbiarmi anche con Maria che, diciamocelo, è tanto buona e cara...ma non può farsi trattare così. Io non riesco proprio a concepire un'amicizia tra queste due figure. Mi sembra impossibile che una storia del genere possa essere quantomeno vicino alla realtà.
Un'estate, due ragazzine amiche da anni, due ragazzine troppo diverse.
Mi dispiace dirlo, ma l'idea di fondo non regge, e anche se questo libro è il più grande successo dell'autrice che è riuscita a venderne più di due milioni di copie e bla bla bla... non mi ha convinto.
Forse non l'ho capito, ed è possibilissimo, ma più penso a questo libro e meno mi convince.
Peccato.

Voi l'avete letto?
Che effetto vi ha fatto?

giovedì 18 ottobre 2012

Pubblica un libro: realizza il tuo sogno con Lampi di stampa; editore print on demand



La lettura rende un uomo completo,
la conversazione lo rende agile di spirito e
 la scrittura lo rende esatto.
Francis Bacon

Questa settimana sembrava non finire mai, ma per fortuna sono tornata. La sessione autunnale è ufficialmente terminata e io ho un po’ di tempo per me. Ed eccomi qui oggi con un nuovo post, che per una volta non riguarderà una recensione (o almeno non ancora); sono qui per condividere con voi una riflessione.
Cosa ci riserva il futuro?
Dopo una scuola superiore sbagliata (come ormai saprete tutti) mi sono trovata a dover pensare a cosa fare della mia vita. Passavo giornate intere a leggere libri; mi appassionavano i discorsi di arte e letteratura e poesia; ho sempre amato scrivere e allora, quando sono stata costretta a scegliere, ho deciso di proseguire gli studi e ho optato per quell'unica facoltà che riassumeva in sé tutte le mie passioni.
Oggi, due anni dopo, mi mancano sette esami alla laurea e sono di nuovo qui a pensare cosa fare della mia vita.
Leggere e scrivere sono le mie passioni più grandi, i miei hobby e i miei svaghi…potrebbero diventare il mio lavoro in futuro? Perché no? Dopo tutto Stephen King diceva:

Se volete fare gli scrittori ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto, scrivere molto.”
On Writing

Potrei trasformare quelle che sono le mie passioni in un lavoro e a volte il mondo dell’editoria può rivelarsi un valido alleato, ad esempio:





La casa editrice Lampi di stampa, del Gruppo Messaggerie (uno dei principali Editori e distributori editoriali) permette di dare notevole visibilità alle pubblicazioni degli autori attraverso una pratica del tutto innovativa che viene classificata con il nome di Print on demand. Questo significa che le copie del vostro libro pubblicato saranno sempre disponibili per essere ordinate, sia nelle librerie tradizionali che nelle librerie on-line, e verranno stampate nel numero di copie richieste dall'ordine  anche una sola copia per volta. Questo significa che al costo di 99 euro potrete Pubblicare un libro, potrete crearlo passo dopo passo nella procedura guidata del sito scegliendo l’impaginazione e tutto il resto. Al vostro libro verrà assegnato un codice ISBN e mediante un algoritmo potrete stabilire il prezzo di copertina e scegliere la percentuale dei diritti d’autore. Lampi di stampa vi permetterà di pubblicare un libro on-line e la casa editrice assolverà l’obbligo del deposito legale come previsto dalla Legge del 15 aprile 2004, n. 106 e dal D.P.R. del 3 maggio 2006, n. 252.


È veramente semplice creare un progetto di pubblicazione. Le varie fasi:
Step 1: conferma il tipo di progetto "pubblica con Lampi di stampa".
Step 2: stabilisci le caratteristiche tecniche: il numero di pagine, il tipo di carta, il tipo di stampa (se bianco e nero o a colori) e il numero di copie.
Step 3: scegli il formato .
Step 4: inserisci le specifiche della copertina:
·         se stampata in bianco e nero o a colori;
·         se stampata solo esternamente o anche all'interno;
·         se deve avere le alette laterali.
 Step 5: preventivo.
Step 6: scegli uno dei modelli proposti per la copertina.
Step 7: compila l'anagrafica progetto che serve a catalogare il tuo libro nella vetrina on-line. Questi dati verranno inseriti in copertina nelle posizioni prestabilite.
Step 8: fai l'upload della/e immagine/i se previste nel modello di copertina scelto.
Step 9: esegui l'upload degli interni del libro.
Terminate tutte le fasi del progetto potrai procedere con l'ordine.

Se il vostro sogno è pubblicare un romanzo inedito, pubblicare poesie o semplicemente pubblicare un libro da oggi potete farlo. Nietzsche diceva:

“L’autore migliore sarà quello che non si vergognerà di diventare scrittore”

Se avete scritto un libro e volete pubblicarlo non aspettate oltre e realizzate il vostro sogno!
Per maggiori informazioni potete collegarvi alla pagina Facebook o Twitter e una volta che avrete pubblicato il vostro libro fatemi sapere come è andata.
Potrei diventare una scrittrice famosa…chi lo sa… J


sabato 13 ottobre 2012

Fuoco centrale - Mariangela Gualtieri


Sono molto ignorante in argomento "poesia"..però mi piace ascoltare. Ogni tanto qualcuno mi apre un mondo e mi regala perle come questa raccolta. Che in realtà non è un regalo, è un prestito. Ma mai prestito fu più gradito. Non ve ne parlo nello specifico, forse perché non potrei nemmeno spiegarlo come merita, però voglio lasciarvi qualche poesia...
voglio farvi un regalo!

Fuoco centrale di Mariangela Gualtieri, edito da Einaudi, 118 pagine,  14 euro, codice ISBN 9788806164683.

Misericordia allora, Angelo del Lunedì
che rovesci il disastro in un
giorno risorto. Punta al nostro
stupido cuore e fanne pura sostanza
che non si dolga per un poco di
vento e qualche nuvola.

Il tempo ci inganna
e non sposta, non sposta. 
Cadono le ore - ma non succede - 
cadono ore di vari colori, si adombrano,
si velocizzano, bagnano e seccano la fronte,
sfagliano, e non succede.
Patiscono e non succede. Operina del tempo
e dei suoi orologi di petto, tic tac penetrante.

Allora io vado all'acqua da sola mi calma, a lei
vado come al fondo di me come allo specchio alla
radice al letto, alla mia mamma acqua bevo, sgorgo,
volo, cado, in quella posa dei sofferenti, poi torno a
casa.

Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle
ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a
bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale
che si mangia la luce.

Nessun indizio
da questo cielo impassibile
e la fiamma non sa per che
verso bruciare.

Il principe della nebbia - Carlos Ruiz Zafon




Cara lettrice e caro lettore,
perdonate la mia assenza, ma queste ultime settimane sono state settimane di fuoco: è finita la sessione autunnale; è nato il mio dolcissimo nipotino Gabriele e sono iniziate le lezioni del mio ultimo anno di università! Di cose ne ho fatte tante e non ho avuto nemmeno un attimo per collegarmi a internet, ma oggi (finalmente) ho avuto tutto il pomeriggio libero...quindi eccomi qui a recensire un nuovo libro, scelto direttamente dalle mie care iscritte alla pagina Facebook di Letterando con Marty. (Se volete mettere un bel "mi piace" potete cliccare Qui!).

Sto parlando di:


Il principe della nebbia di Carlos Ruiz Zafon, edito dalla casa editrice Mondadori (serie "Numeri primi"), prezzo di copertina 13 euro, pagine 202, codice ISBN 9788866210337.

Questo libro fa parte della categoria degli "acquisti non preventivati". Giorni fa stavo studiando nella mia nuova casetta universitaria, ad un certo punto ricevo una chiamata da mia madre: era nella nostra libreria preferita e girovagando tra gli scaffali si era imbattuta in questa copia del libro di Zafon in edizione economica; ovviamente mi ha chiamata subito per chiedermi se lo avessi già acquistato e alla mia risposta negativa ha chiuso il telefono e l'ha preso al volo. Questo libro, come sicuramente saprete, è uscito da tempo in traduzione italiana, ma siccome ho iniziato a collezionare i libri di Zafon in edizione economica non mi andava di acquistare questi "ultimi" in copertina rigida. E' stata una tortura vederli in vetrina e non poterli acquistare, ma per il rapporto qualità prezzo sono riuscita a resistere.

Comunque, alla fine della fiera, ho letto un altro libro di Zafon.
"Il principe della nebbia" è il primo libro, in ordine cronologico, pubblicato da questo autore. Nasce come libro per ragazzi e fa parte di un ciclo di tre libri che viene definito come "Trilogia della nebbia" (composta da Il principe della nebbia, Il palazzo della mezzanotte, Le luci di Settembre).

La storia è ambientata nel 1943, negli anni della Seconda guerra mondiale. Protagonista è una famiglia, la famiglia Carver, che ad un certo punto del racconto decide di trasferirsi sulla costa proprio per mettersi al riparo dalle atrocità della guerra. Conosciamo subito Maximilian Carver e la moglie Andrea e i tre figli Alicia, Irina e Max. Tutti e cinque partono alla volta di una nuova casa, ormai abbandonata, nella quale vissero due coniugi che, dopo aver perso il loro bambino, si trasferirono altrove senza lasciare traccia.
Il piccolo Max, e forse il vero protagonista principale della storia, è un ragazzino che non passa inosservato, sembra aver capito tutto dalla vita, nel tempo libero legge Copernico e a confronto del padre sembra essere lui il vero adulto, quello con i piedi ben saldi per terra.
Max si annoia terribilmente nella nuova città, ma ad un certo punto conosce Roland, un ragazzo che dovrebbe arruolarsi a breve per la guerra e che, nel frattempo, trascorre le sue giornate in bicicletta o a fare immersioni nell'acqua della costa, dove, molto tempo prima, una nave è affondata a causa di una terribile tempesta. I due ragazzi esplorano i fondali e trascorrono le loro vite in compagnia di una noiosa tranquillità.
Ma non per sempre, perché di lì a poco inizieranno a palesarsi starne situazioni: orologi le cui lancette ruotano in senso contrario; inquietanti statue che cambiano espressione e un terribile incidente che coinvolge la piccola Irina, sorella di Max.
I due ragazzi, e Alicia, la sorella maggiore di Max, saranno messi a dura prova da terribili forze oscure...

Su aNobii ho deciso di dare a questo libro tre stelline (=così così), perché, secondo me, non è un libro malvagio. Ho sentito diversi pareri discordanti a riguardo: c'è a chi piace alla follia, c'è chi lo odia con altrettanto pathos. A me è piaciuto. Lo stile lineare di Zafon è piacevole, le ambientazioni un po' gotiche, maligne e spettrali mi affascinano e la storia ha un filo logico ben rispettato.
Se fosse stato un libro per adulti gli avrei dato zero stelle, perché dura poco, è scritto in maniera davvero troppo semplice e per i più perspicaci è un attimo arrivare alla soluzione dell'enigma.
Ma, in realtà, si tratta di un libro per ragazzi e se fossi stata più giovane sono sicura all'84,35% che gli avrei dato cinque stelline, perché ad una ragazzina dai dodici ai diciassette anni sarebbe piaciuto; non sarebbe stato una lettura pesante (come leggere Tolstoj in terza media); la storia d'amore, perché c'è una storia d'amore, sarebbe stata avvincente e il mistero sarebbe stato intrigante.
Siccome sono adulta e ho letto un libro per ragazzi, voglio giungere ad un compromesso e dargliene tre, di stelline. Devo ammettere che ho apprezzato molto questo esordio letterario, già si intravede il fantastico Zafon che sarà quello di "L'ombra del vento",e che tanto ho adorato, e già si intravede anche questo genere così poco definibile che pervaderà tutti i suoi libri, e che tanto mi piace (sia chiaro!).

L'unica pecca di questo libro è che lo si legge troppo in fretta...un po' perché arrivati ad un certo punto si vuole a tutti i costi svelare l'arcano (e io ammetto di non essere una di quelle lettrici perspicaci di cui parlavo poco fa) e un po' di più perché è scritto in corpo 20 con una spaziatura di un centimetro abbondante tra una riga e l'altra. Della serie: scrivere questo libro in un formato normale avrebbe comportato l'utilizzo di 100 pagine scarse e magari anche un prezzo più contenuto, anziché le nostre 202 pagine e i nostri 13 euro...ma queste sono scelte editoriali che non comprenderò mai.

Pagina 98: "Quest'autunno compirò settantadue anni e, anche se mi resta la consolazione di non dimostrarli, ciascuno di essi mi pesa sulle spalle come una lastra di marmo. L'età ti fa vedere certe cose. Per esempio, adesso so che la vita di un uomo si divide essenzialmente in tre periodi. Nel primo, non si pensa nemmeno che si invecchierà, né che il tempo passi, né che, dal giorno in cui nasciamo, camminiamo verso un'unica fine. Passata la prima gioventù, inizia il secondo periodo, in cui ci si rende conto della fragilità della propria esistenza, e quella che all'inizio è una semplice inquietudine va crescendo dentro come un mare di dubbi e incertezze che ti accompagnano per il resto dei tuoi giorni. Per ultimo, nel finale della vita, si apre il terzo periodo, quello dell'accettazione della realtà e, di conseguenza, della rassegnazione e dell'attesa. Nel corso della mia esistenza ho conosciuto molte persone che sono rimaste ancorate a uno di questi stadi e non sono mai riuscite a superarlo. E' qualcosa di terribile."

Al prossimo post!

venerdì 28 settembre 2012

La Regina del Chick lit made in Italy




Eccoci, finalmente!
Sono riuscita a completare la lettura dei racconti Chick lit di cui vi parlavo tempo fa nel post Chick Chick Urrà. E' stata una lettura piacevolissima e insieme una scoperta fantastica. Quando penso al chick lit immagino subito autrici anglosassoni o statunitensi..difficilmente penso all'Italia; invece, grazie a questo progetto, ho scoperto che anche noi italiane siamo essere fantastiche!



Prima di decretare il racconto migliore secondo me voglio farvi una piccola panoramica:

Racconto numero 1:
Darcy non esiste (e piove sui cuscini a pois) di Maria Silvia Avanzato
Ma se Jane Austen ci avesse preso tutte in giro? Se il leggendario e romantico Fitzwilliam Darcy fosse solo un'illusione messa su carta? Antonietta - bruttina, strampalata e irriducibilmente ancorata ai suoi sogni - non è disposta a crederci ed è sempre in vana attesa del grande amore. Quando la sua amica Marta, ingaggiata come cat sitter da un misterioso "nuovo fidanzato", decide di trovarle un principe azzurro con tutti i crismi, le due amiche vengono travolte da un vortice di indimenticabili equivoci. Un'avventura rosa al femminile fra gatti, vasetti di yogurt, previsioni meteo, sushi bar e incontri decisi dal destino, nello scenario tutto italiano di un'assolata riviera romagnola.

Racconto numero 2:
 Malaga, una rossa eccentrica, ha deciso di aprire un “casting” nella ricerca del candidato ideale per donarle un seme, il seme, e diventare madre. Non le interessa il matrimonio, né una compagnia domenicale durante i commenti delle partite, sia chiaro. Malaga vuole semplicemente avere un figlio!Ma è davvero così “semplice” o qualcosa andrà storto? Esiste davvero una garanzia, diciamo biologica, per avere una progenie perfetta?Che cosa vogliono le donne nel 2012? E cosa sono disposti a dare gli uomini, per farle contente? Sempre che il punto sia questo…

Racconto numero 3:
Fanny vive la sua vita di ragazza d’oggi come una specie di corsa ad ostacoli, visto che ha sempre la testa fra le nuvole: specie da quando Mauro l’ha lasciata. Si divide tra gli amici del cuore, ex compagni di liceo, Patty, Rosy e Gianni, guida un’utilitaria, Tenebrosa, e fa la spesa con la borsa Gnam-Gnam. Finché non si scontra, proprio nel supermercato, con un individuo insopportabile, Fausto. Insopportabile, ma terribilmente fascinoso…

Racconto numero 4:
In quanti colori si può rappresentare la vita di una ragazza? Grigio e sfumature di grigio se lei è una precaria costretta a litigare con le massaie al mercato. Verde speranza se all'improvviso un ispettore di Polizia le dedica un po' del suo tempo. Nero con pochissime tonalità, se un'altra donna arriva a minacciarla per ottenere le attenzioni dello stesso uomo. Ma alla fine, Giovanna, che colore riuscirà a dare alla sua vita? Tra un pizzico d’ironia e un paio di unghie affilate questo colore in continua trasformazione potrebbe prendere una tinta decisamente rosa.

Racconto numero 5:
Alyssa, quarantenne alla ricerca di un lavoro a tempo indeterminato, si affida ai consigli della sua amica Daria per cercare di cambiare la propria vita. Consigli che solo all'apparenza risultano strampalati. La vita di Alyssa si complica dopo il matrimonio, quando la ricerca di un figlio che non vuole arrivare, destabilizza ancora di più il suo precario equilibrio di donna con- tanta-voglia-di-crescere!

Racconto numero 6:
Vi è mai capitato di taroccare il curriculum vitae, essere assunta per la vostra “ottima” conoscenza del tedesco, essere scambiata per sbaglio per una marketing manager ed essere spedita dal vostro capo dritta in Germania, in una missione che definire suicida è ottimistico? Ecco, aggiungete all’avventura un cucciolo peloso abusivo, un fidanzato in patria, un tedesco decisamente notevole e, soprattutto… un modo per uscirne viva!

Racconto numero 7:
Come i mass media sanno ingigantirti la storia - La crisi economica non risparmia nessuno, neppure Isabella Solari, speaker dell’emittente radiofonica Dimensione Donna. Pessima cuoca e ritardataria, nel suo programma “Risparmio al centesimo” dialoga con i radioascoltatori, dispensando consigli per fare economia. Costretta a sopportare l’altera Blasa Viviana Pérez, il suo capo, dopo due lunghi anni rivede colui che tanto le è stato vicino in passato: Stefano Melis, ora pop star. Cosa succede quando la stampa gonfia il rapporto esistente tra la ragazza sconosciuta e il personaggio famoso? Tra la paura di un licenziamento, sfrontati vicini di casa e trucchi per economizzare, una storia all’insegna dell’ironia.

Racconto numero 8:
Profumo di magnolia - Susanna ama Davide da anni, ma si è rassegnata al proprio destino: lui la vede come amica e basta. Infatti, l'amicizia tra i due è forte, e lei non solo parteciperà al matrimonio di Davide e Veronica, ma lo farà addirittura in veste di testimone di nozze. La sera prima della cerimonia, il futuro sposo vuole la sua migliore amica alla festa di addio al celibato. Come unica invitata femminile. Guai in arrivo? Di più!


E' stato estremamente difficile decidere perché i racconti sono davvero divertenti...ma devo comunque sceglierne uno...e il mio preferito è:

Darcy non esiste (e piove sui cuscini a pois) di Maria Silvia Avanzato.

Le motivazioni sono diverse:
  1. Ho adorato la protagonista e la sua migliore amica eternamente innamorata dell'amore;
  2. L'ambientazione romagnola mi ha fatto sentire il profumo di casa;
  3. Il ricordo di "Orgoglio e pregiudizio" aleggia in ogni pagina;
  4. L'idea alla base della storia è intelligente;
  5. Lo stile è ironico e coinvolgente.
Mi è piaciuto davvero tanto e spero che Maria Silvia vinca la corona di regina del Chick lit perché se la merita davvero tanto! E voi? Quale avete scelto??
A presto!

giovedì 20 settembre 2012

Un giorno - David Nicholls


Mamma mia che stanchezza...e le mie occhiaie sicuramente non aiutano a mascherarla.
I cari amici universitari capiranno subito il motivo: gli esami sono tornati.
Le vacanze sono finite; i libri si sono aperti; gli evidenziatori, i post-it e le matite si sono allineate e il libretto universitario scalpita sulla mensola. Le giornate sono scandite dallo studio e il tempo per divertirsi ormai è poco, specialmente per tutti coloro che, come me, cercano di togliersi dalle spalle quei benedetti esami che mancano per poter affermare con orgoglio "Ho terminato tutti gli esami di questo anno accademico!!".
Me ne mancano due. Uno la settimana prossima e uno due settimane dopo.
Siccome sono le 20.18 e io ho appena finito di studiare ciò che avevo stabilito di studiare oggi, ho deciso di dedicarmi ad un ricordo piuttosto piacevole.
Sto parlando di:

Un giorno di David Nicholls, edito dalla casa editrice Neri Pozza, prezzo di copertina 18 euro (pagato 7 euro alla bancarella dell'usato), 478 pagine, codice ISBN 9788854504202.

E' l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Ormai si sentono adulti e indipendenti, hanno davanti a loro l'intera vita da afferrare a piene mani. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e di grandi ideali. Si sono appena laureati, l'indomani lasceranno l'università. Dopo una serata di grandi bevute sono finiti a baciarsi con passione, e poi tra le lenzuola. Ora sono lì, l'una accanto all'altro, nell'alba che lascia intravedere il loro futuro e le loro speranze. E' il 15 Luglio 1988, e per la prima volta Emma e Dexter si amano e si dicono addio. Lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza, sempre consapevole dei suoi privilegi, delle sue possibilità economiche e sociali. Ad attendere Emma è invece un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra, nachos e birra, una costante insicurezza fatta di pochi soldi e sogni irraggiungibili. Ma per loro il 15 Luglio rimarrà sempre una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d'estate tornerà a brillare. Dove sarà Dexter, cosa starà combinando Emma? Per venti anni si terranno in contatto, e per un giorno saranno ancora assieme. Perché quando Emma e Dexter sono di nuovo vicini, quando chiacchierano e si corteggiano, quando litigano e scherzano, raccontandosi i loro amori, i successi e i fallimenti, solo allora scoprono di sentirsi bene, di sentirsi migliori. E forse sanno di essere addirittura felici. Comico, intelligente, malinconico, Un giorno cattura l'energia sentimentale delle grandi passioni: i cuori spezzati, l'intricato corso dell'amore e dell'amicizia, il coraggio, le attese e le delusioni di chiunque abbia desiderato una persona che non può avere.

La storia di questo libro è luuunga lunghissima:
La prima volta che l'ho "incontrato" è stato su youtube. Una ragazza che seguo, che ha un bellissimo canale, ne parlò benissimo. Rimasi incuriosita dalla storia e dalla copertina e restai colpita dal fatto che (a detta della ragazza) il film e' altrettanto bello e molto fedele al racconto originale.
La seconda volta fu causa di mia madre. Mi disse che voleva un consiglio: avrebbe dovuto regalare un libro ad una sua amica e mi ha chiesto, nello specifico, un libro un po' leggero, con una bella storia d'amore. Pensai subito a questo. Mia madre lo comprò e lo regalò alla sua amica che, anche se non mi sembra sia amante del genere, ne rimase colpita. Il libro le piacque molto e ne parlò molto bene.
Poi la catastrofe.
Tutti ne parlavano: blog, canali youtube, siti internet, locandine del cinema, ovunque c'era questa copertina, questo titolo e questa storia.

In un giorno di shopping,settimane fa, decisi di fermarmi alla fedelissima bancarella dell'usato in Piazza Cavour e lui era lì, un po' nascosto nell'ultima fila a sinistra, ma era lì, scontato del 50%. Non potevo non prenderlo.
Era il 22 Agosto, terminato tre giorni dopo.

Il libro è diviso in cinque parti:

  1. Prima parte: 1988-1992 ventenni. La frase scelta dall'autore per presentare questa parte è tratta da Grandi Speranze di Charles Dickens: "Per me fu un giorno memorabile, perché mi cambiò molto. Ma in ogni vita succede lo stesso. Immaginiamo un giorno a scelta isolato dal contesto e pensiamo a come sarebbe stato differente il corso della vita. Fermati, lettore, e rifletti a lungo sulla lunga catena di vil metalli o oro, spine o fiori, che non ti avrebbe mai legato, se non fosse stato per la formazione di quel primo anello in quel giorno memorabile."
  2. Seconda parte: 1993-1995 verso i trenta. La frase anche questa volta è tratta dal libro di Dickens: "Davamo fondo alla cassa e in cambio ricevevamo quel poco che la gente si degnava di darci. Eravamo più o meno sempre a terra e quasi tutti i nostri conoscenti versavano nella stessa condizione. Fingevamo spudoratamente di spassarcela a ogni ora, ma la verità nuda e cruda era che non succedeva mai. Sono arciconvinto che il nostro caso fosse in questo senso abbastanza comune."
  3. Terza parte: 1996-2001 dopo i trenta. Questa volta la frase è tratta da Burning the Days di James Salter: " A volte ti accorgi di stare vivendo i tuoi momenti memorabili, altre volte riemergono dal passato. Idem con le persone."
  4. Quarta parte: 2001-2005 verso i quaranta. Da Via dalla pazza folla di Thomas Hardy: "Accennavano di rado al legame che li univa: forse le parole dolci e le carinerie erano superflue per due amici di sì lunga data"
  5. Quinta parte: Tre anniversari. Da Tess dei d'Urbervilles di Thoma Hardy: "Lei prendeva filosoficamente nota delle date man mano che scorrevano con il passare dell'anno [...] il suo compleanno e ogni altra giornata scolpita da un episodio al quale lei aveva preso parte. A un tratto un pomeriggio, mentre rimirava la propria bellezza allo specchio, le venne fatto di pensare che c'era un'altra data, più importante per lei di tutte le altre, ovvero quella della sua morte, in cui tutto l'incanto sarebbe svanito, un giorno che si annidava nascosto fra tutti gli altri giorni dell'anno, senza farsi notare quando ogni anno lei vi passava sopra, ma pur sempre lì in attesa. Quando sarebbe arrivato?"
Non c'è altro da dire.
Mentre leggevo il libro non davo peso a questi spezzoni. Di solito non hanno molto senso, invece, in questo caso, sono il degno riassunto di questa storia d'amore.
Non mi sento di aggiungere altro, perché non vorrei svelarvi tutto, però lasciatemi dire che questa prosa è davvero un piacere per gli occhi. E' un libro contemporaneo, che presenta due personaggi verosimili in cui chiunque può rispecchiarsi e, soprattutto, racconta la storia di un amore che vive da sempre, ma che viene scoperto tardi, forse TROPPO tardi.
L'autore vuole farci capire che non dobbiamo perdere tempo in amore perché ogni lasciata è persa, e la vita è troppo breve...passa in un soffio e nemmeno ci accorgiamo quando è l'ora di dire  "basta,. voglio scendere, non voglio più giocare a questo gioco".
Se amate una persona di nascosto tirate fuori i vostri sentimenti, perché quando finalmente deciderete di farlo magari sarà troppo tardi. Non abbiate paura del rifiuto. La vita è troppo breve per perdere tempo a fuggire dalle paure e da ciò che ci mette in difficoltà. 
Guardate Emma e Dexter, Dexter ed Emma.
Leggete questa storia e al suo termine avrete sicuramente voglia di abbattere tutti i muri che vi hanno bloccato per anni, e vivere la vita pienamente.
Cinque stelle! Ed entra di diritto nella lista dei libri più belli che ho letto quest'anno.
E voi? Che mi dite?? Lo avete letto???
A presto