lunedì 27 febbraio 2012

Tutto per amore o quasi - Emily Giffin




Ciao a tutti,
stasera mi è venuta voglia di scrivere. Non so se vi è mai capitato...nella vita ci sono momenti in cui si deve scrivere, quei momenti in cui le cose da dire sono talmente tante che non si sa da che punto iniziare; quei momenti in cui vorresti dire tanto ma preferisci tenerti tutto dentro. In quei momenti la testa inizia a lavorare, il ritmo è frenetico, non sai cosa fare, non sai cosa dire e non sai dove andare. La mia testa è così in questi giorni. C'è talmente tanto ronzio al suo interno che sono costretta a fermarmi, sedermi, prendere la penna e scaricare tutti i file-pensieri in una cartella-diario.
Febbraio è il mese che mi rende più malinconica e questo perchè molte cose negative si sono presentate, durante la mia vita, proprio nell'arco di questo mese.
Quelle cose che ti fanno male e che ti lasciano ferite sul cuore, ferite non facili da rimarginare.
E allora durante il mese di Febbraio scrivo, ogni anno inizio un "diario", se così si può definire; lo inizio ogni anno a Febbraio, scrivo le stesse cose e poi strappo tutto, nella speranza che le ferite depositate sul mio cuore e descritte su quelle pagine possano sparire insieme ai pezzetti di carta.

Ma ci sono tanti motivi felici uno dei momenti più lieti, per me, è quando accendo il PC e decido di scrivere, qui, su Letterando con Marty. Vi parlo delle mie letture, leggo i vostri commenti e vi sento vicini a me...ance se non conosco nessuno di voi! :)

Oggi voglio parlarvi di un libro letto, ahimè, diverse settimane fa:




Tutto per amore o quasi scritto da Emily Giffin ed edito da PIEMME, prezzo di copertina 18,50 euro, pagine 430, codice ISBN 9788856615500.

Mia madre, un giorno, uscita da lavoro, è passata in libreria per fare un giro...avete presente quei momenti in cui si è costretti ad aspettare l'autobus per tornare a casa ma è troppo freddo per aspettare alla fermata. Lei, come me, in momenti come questi ama rifugiarsi in libreria e quel giorno, mentre cercava tra gli scaffali, si è innamorata della copertina di questo libro e ha deciso di acquistarlo.
Successivamente, grazie ad un'offerta 3X2 ci siamo prese anche tutti gli altri libri scritti da questa giovane autrice. (Al termine del post vi lascio i link delle rispettive recensioni).

Le protagoniste di questa storia sono Valerie e Tessa. Sono due donne molto diverse:
Tessa ha trentasei anni ed è sposata con un chirurgo plastico, ha due bambini e vive in una bellissima casa. Circa otto anni prima viveva in un appartamento sciatto e spoglio e stava per sposarsi con il fidanzato del liceo ma a pochi giorni dal matrimonio incontra Nick, in metropolitana, annulla il matrimonio e scopre la differenza tra amicizia, abitudine, e il vero amore.
Valerie ha trent'anni e non esce con un uomo da sei, esattamente dalla nascita di suo figlio. L'ultimo uomo con cui ha avuto qualche rapporto è Lion, il padre di suo figlio, che l'ha abbandonata. Valerie ha studiato legge, è stata una ragazza madre e ora ha un lavoro stabile come avvocato ed è molto conosciuta per la sua bravura.
Un giorno suo figlio è vittima di un brutto incidente: durante un pigiama party con altri bambini cade sul fuoco, acceso in giardino per arrostire i marshmallow, e si brucia completamente il volto e una mano. Valerie corre in ospedale dove suo figlio è ricoverato in terapia intensiva e incontra il chirurgo plastico che si è occupato e si occuperà del bambino. Il chirurgo plastico, specializzato in chirurgia pediatrica, altri non è che Nick, il marito di Tessa. Nasce così una forte passione tra Valerie e Nick che si incontrano di nascosto per non far incuriosire la comunità, ma soprattutto la povera Tessa.
Le bugie, però, hanno le gambe corte e presto la verità viene a galla.
Tessa lascerà suo marito?
Nick lascerà Tessa per continuare la sua storia d'amore con Valerie o lascerà Valerie per non distruggere la sua famiglia e infrangere in cuore di sua moglie?
E Valerie? Non aveva rinunciato agli uomini per non far soffrire suo figlio? Farà di tutto per restare aggrappata al suo amore o lascerà Nick per il bene comune.

Se avete letto questo libro ditemi cosa ne pensate. Io non voglio rovinarvi il finale perchè altrimenti non avrebbe alcun senso leggerlo. Però posso dirvi con estrema convinzione che mi ha deluso profondamente.
Ho terminato questo libro in un pomeriggio, nonostante la mole di pagine, perchè la storia è avvincente e perchè la Giffin scrive davvero molto bene...ma il finale, secondo me, non è umanamente plausibile!



                                    


Ed in un attimo mi scoppia la testa 
Vorrebbe una risposta ma in fondo risposta non c'è 
E sale e accende gli occhi il sole adesso dov'è 
Mentre il dolore sul foglio è seduto qui accanto a me 
Che le parole nell'aria sono parole a metà 
Ma queste sono già scritte e il tempo non passerà 
Ma quando arriva la notte e resto sola con me 
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché 
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà 
La vita può allontanarci l'amore continuerà 


Mai parole furono più azzeccate!





venerdì 24 febbraio 2012

Nuovi acquisti libreschi!

Ciao a tutti!
Questa mattina ho deciso che avrei aggiornato un pò il blog, poi tra una cosa e l'altra si è fatto tardi...ma quando mi metto in testa una cosa è quella e quindi eccomi qui.
Purtroppo questo post non sarà una recensione e il motivo è che non riesco a farmi una foto decente. Le occhiaie post-esame non se ne vogliono proprio andare, nemmeno il correttore riesce a nasconderle e siccome non voglio rovinarvi la giornata con la mia faccia spaventosa ho deciso di parlarvi degli acquisti libreschi successivi all'esame!

La principessa che credeva nelle favole - Marcia Grad Powers
Il Gattopardo - Tomasi di Lampedusa
Il circolo di Pickwick - Charles Dickens
Un diamante da Tiffany - Karen Swan
Il maestro e Margherita - Bulgakov

Cinque libri e cinque sorprese. Mia madre tornava a casa e portava con sè uno o due libri! Il paradiso per me! Non vi sto a dire che molto probabilmente i prossimi post riguarderanno proprio loro e, anzi, se avete qualche richiesta o volete consigliarmi da quale libro iniziare basta che mi scriviate un commento sotto questo post. Mi piacerebbe ricevere un consiglio da voi, anche perchè io non so proprio da quale cominciare :)

L'avventura d'un povero cristiano - Silone
Questo libro, invece, mi è stato regalato da un'amica di mia mamma. Non so se le capiterà mai di leggere quello che scrivo, però volevo cogliere l'occasione per ringraziarla pubblicamente, quindi Grazie Daniela! 
Mi hai fatto un regalo meraviglioso, che proprio non mi aspettavo!



Chiudo in bellezza con questo regalo, ancora più inaspettato, che mi ha colta di sorpresa mentre facevo colazione al bar con un muffin (con gocce di cioccolato) e un caffè. Eravamo io miomarito e la mia migliore amica che mi dice "Guarda chi sta entrando!" mi volto verso la porta per vedere di chi si trattava e quando ritorno con gli occhi verso di lei vedo che dietro al mio caffè è comparso un pacchetto verde...guardate cosa c'era al suo interno! Una penna favolosa e un porta borsa da tavolo...così finalmente non dovrò più appoggiare la borsa a terra durante le lezioni all'università!
Grazie Nico! :)

E ovviamente voglio ringraziare anche voi lettori che venite a trovarmi qui o sulla pagina facebook di Letterando con Marty e mi rispondete e mi scrivete e mi fate tanti complimenti. Pensare che ognuno di voi ogni tanto mi dedica un pensiero; pensare che c'è qualcuno che aspetta di leggere ciò che scrivo e pensare che dedicate a me almeno un minuto della vostra vita mi gratifica e mi rende felice come non sarò mai in grado di descrivere.
Grazie ragazzi!


mercoledì 15 febbraio 2012

Leopardi - Pietro Citati


Ciao a tutti!
Questa sera\notte voglio parlarvi di un libro scoperto per caso, che però mi ha insegnato molto riguardo una persona a me molto cara, sia per il suo pensiero, sia per il fatto che è nato-vissuto-morto a due passi da casa mia, sia per la sua genialità.

Premetto subito che io non guardo molta televisione, ad esclusione del canale Real Time che amo alla follia, però ogni tanto, quando sono in compagnia dei miei genitori il sabato o la domenica sera, mi piace guardare il programma di Fabio Fazio (Che tempo che fa) sia per la presenza di Massimo Gramellini, che stimo molto, sia per la presenza di Luciana Littizzetto che stimo altrettanto e soprattutto perchè Fazio invita molti personaggi famosi, tra i quali diversi scrittori (italiani e non) che è sempre un piacere ascoltare.
Era un Sabato o una Domenica sera e da Fazio era presente Pietro Citati che presentava il suo nuovo libro intitolato Leopardi e dedicato al celeberrimo scrittore-filosofo.
Me ne sono prima incuriosita e poi innamorata.
Dopo quasi due anni (credo), mia madre mi ha regalato il libro per Natale:

Edito da Bestseller Mondadori, il prezzo di copertina non lo conosco perchè è coperto ma se cercate su google lo trovate di sicuro, pagine 413, codice ISBN 9788804611868.

Di cosa parla questo libro?
Giacomo Leopardi è il protagonista in tutto e per tutto. C'è tutto di lui, probabilmente c'è anche più di quanto lo stesso Leopardi conosceva di se stesso, ad esempio riguardo la sua malattia:
pagina 32 e 33: Cosa era dunque accaduto a Leopardi nel cuore della sua giovinezza, negli anni dal 1814 al 1817, trascorsi nella biblioteca? In una lettera a Prospero Viani, il fratello Carlo raccontò che nell'adolescenza, quando si svegliava a notte tardissima, vedeva Giacomo in ginocchio davanti al tavolino per poter scrivere fino all'ultimo momento, mentre il piccolo lume si spegneva. Con Giordani, Giacomo insisteva: "In somma io mi sono rovinato con sette anni di studio matto e disperatissimoin quel tempo che mi s'andava formando e mi si doveva assodare la complessione. E mi sono rovinato infelicemente e senza rimedio per tutta la vita, e rendutomi l'aspetto miserabile, e dispregevolissima quella gran parte dell'uomo, che è la sola a cui guardino di più". Non sarebbe morto, come credeva anni prima. Se aveva infinite cure per se stesso, avrebbe potuto vivere, ma "strascinando la vita coi denti, e... sempre in pericolo che ogni piccolo accidente e ogni minimo sproposito mi pregiudichi o mi uccida". Leopardi ragazzo che legge in ginocchio davanti alla lanterna o alla candela che si sta spegnendo è una delle grandi visioni fantastiche che il tempo gli costruì attorno. Ma Carlo e Giacomo e i medici del diciannovesimo secolo avevano torto: Leopardi non diventò gobbo a causa del rachitismo. La sua malattia era infinitamente più grave e complicata: la tubercolosi ossea (o morbo di Pott), come per primo suppose Giovanni Pascoli: una malattia metamorfica, mimica, che assume tutti gli aspetti e forma un sistema saldissimo; il primo dei sistemi che distrussero la vita di Leopardi, colpendolo nelle "apparenze", che tanto amava. In una data che non possiamo precisare, il suo corpo cominciò a non crescere più: la sua statura si fermò a 1 metro e 41 centimetri: la parte alta rimase esilissima; i femori e le gambe si svilupparono, mentre due grosse gibbosità si formarono sia nella parte anteriore che in quella posteriore del corpo. Attorno a queste gobbe si sviluppò il mostruoso sistema della tubercolosi. I nomi delle malattie si accumulano come in un'enciclopedia degli orrori: impotenza (mentre i desideri erotici accrescevano la loro forza), oftalmia, lacrimazione, stitichezza, disturbi dell'apparato digerente e del basso ventre, insufficienza respiratoria, reumi di testa, di gola e di petto, emorragia al naso, asma, idropisia, bronchite, dolori addominali, gonfiore delle ginocchia e delle caviglie, versamento pleurico, inattività ghiandolare, acutissima sensazione di freddo in inverno, per via della debolezza cardiocircolatoria. [...] Nessun medico tentò un'analisi o una cura qualsiasi.
Ma non solo, Pietro Citati, attraverso la sua amabilissima scrittura, ci racconta l'esegesi dei più famosi idilli, delle poesie e dello Zibaldone...è un libro magico se come me amate Leopardi e qualsiasi domanda possa venirvi in mente riguardo questo favoloso autore state pur certi che tra le pagine del libro di Citati troverà risposta.

Non pensate che sia noioso e petulante. La scrittura è ironica, coinvolgente e accattivante. E' un libro adatto per gli appassionati, per gli insegnanti, per gli studenti, per coloro che hanno sete di gossip, per i più curiosi e per chi non si stanca mai di imparare.
Durante la lettura spesso mi sono commossa, spesso mi sono stupita e a volte mi sono venuti i brividi pensando alla sua vita e immedesimandomi  in lui, nell'uomo forte e debolissimo che è stato, pieno di difetti ma saturo di pregi e assolutamente geniale...ammetto, poi, che qualche volta Citati mi ha fatto anche sorridere.

Ragazzi, è fantastico, non so più come dirvelo.
Fazio mi ha fatto scoprire questo autore fantastico e credo proprio che Natale dopo Natale, cercherò dilare tutti i suoi libri, nella speranza che siano un'altro.




I miei capitoli preferiti sono stati:
II la mente di Leopardi
VI La luna e il sole
VII l'amore
XI l'infinito
XIX l'albero dei ricordi

Avete mai letto questo libro??

sabato 11 febbraio 2012

La certosa di Parma - Stendhal


Ciao a tutti!
Mentre scrivo è l'una del mattino e so che dovrei già essere a letto a dormire, ma proprio non ci riesco. Ho studiato fino a tardi e sono preoccupata per ben due cose: la prima è che l'esame di Letteratura italiana moderna e contemporanea si sta avvicinando sempre più (la data stabilita è il 14 Febbraio); il secondo motivo è che ho timore che a causa di questa nuova bufera di neve la data verrà spostata di nuovo.
Sto studiando per questo esame da Novembre e sono proprio stanca di leggere e ripetere sempre e solo le stesse cose...fino a qualche minuto fa, ad esempio, stavo ripassando una dispensa e ora che ho terminato il ripasso ho deciso di staccare la spina dai libri e spostarmi sul web.

Questa neve oltre a non avermi concesso di uscire di casa mi ha permesso di leggere e studiare molto, ho tanti libri di cui parlarvi ma ora mi va di raccontarvi la mia esperienza con La Certosa di Parma:

La mia edizione appartiene alla Biblioteca dell'Espresso. pagine 481.

Chi mi segue su facebook sa che appena uscita la notizia di questa collezione mi sono precipitata dal mio giornalaio di fiducia, nonchè vicino di casa, per farmi mettere da parte tutti questi deliziosi volumi.
E' vero che molti dei quindici libri di cui è composta la collezione li ho già letti in passato, ma sono classici senza tempo e una rilettura, magari più attenta e consapevole, non fa mai male.

La Certosa di Parma è il secondo libro della serie (al termine del post vi lascio il link della mia recensione del primo volume).
E' la prima volta che leggo questo libro. La mia amata professoressa di lettere me lo prestò in terza media, ma in quegli anni la mia passione per la lettura non era forte come lo è ora. Per questo motivo sfogliai il libro qualche volta, lessi qualche riga con riluttanza e restituì immediatamente il libro alla Prof. Non era adatto a me. Tornassi indietro me ne direi quattro perchè questa volta l'ho letto da cima a fondo e l'ho adorato.

E' stato un vero e proprio esperimento: per la prima volta, reduce dall'esperienza con la raccolta di Rimbaud, ho letto l'introduzione per prima e poi l'intero libro. Non avevo mai dato molta importanza alle introduzioni. Gli esami di Letteratura italiana, però, mi hanno fatto rivalutare questi "portali magici" pronti attraverso le loro parole a trasportarci nel mondo del libro. E' stato entusiasmante vedere come tutto tornava durante la lettura.
In questo caso l'intro del libro è stata scritta da Annamaria Laserra e porta il titolo "Il quercio di Stendhal"; grazie ad essa ho scoperto che Stendhal chiuso in casa sua per 52 giorni, con un ritmo di circa 20 pagine al giorno è riuscito a scrivere l'intero romanzo da cima a fondo. Vi chiederete "Ma come è possibile?", e credetemi, me lo sono chiesto anche io. La situazione è questa: Stendhal trova un vecchissimo romanzo anonimo che raccontava le vicissitudini della famiglia Farnese, Stendhal ama alla follia l'Italia, e lo colpisce un lampo di genio. Immediatamente si chiude in casa dove rielabora l'intero testo, ma non lo scrive, lo detta ad un copista che insieme alla sua servitù è l'unico a potergli fare visita. Cinquantadue giorni dopo il manoscritto è terminato, i personaggi sono gli stessi ma cambiati d'abito, di nome e di fatto, e Stendhal può pubblicare quello che sarà uno dei suoi più grandi successi.

Ovviamente se non avessi letto questa introduzione non avrei mai potuto arrivare a queste conclusioni; non avrei mai conosciuto il suo immenso amore per la mia terra; non avrei mai potuto sapere che Fabrizio Del Dongo è un personaggio realmente esistito e che nella realtà si chiamò Alessandro Farnese nè avrei potuto intuire perchè il leit motiv di Stendhal è proprio la prigionia, la clausura, nella quale scatta il lampo di genio nei suoi personaggi e nella quale si compie in ogni suo punto il processo gnoseologico che porta i personaggi stessi a conoscersi fino in fondo. Non mi va di aggiungere altro riguardo alla storia in sè perchè perderebbe tutta la migia che potreste incontrare (se non lo avete già letto) nel momento in cui vi affacciate pagina dopo pagina alla vicenda.
Posso dirvi che se avete voglia di leggere un bel classico della letteratura, speciale, con un protagonista che veste calze viola e ha fortissima sete di conoscere il celeberrimo Napoleone mentre a casa (castello) madre, zie, padre e parenti vari si destreggiano in tresche amorose, complotti e tradimenti.
Bè, La Certosa di Parma fa al caso vostro

Buonanotte...o Buongiorno!

La Biblioteca Dell'Espresso:
Volume 1: Anna Karenina

mercoledì 8 febbraio 2012

Il fu Mattia Pascal - Luigi Pirandello


Terzo e ultimo libro che sono stata "costretta" a leggere per l'esame di Letteratura italiana moderna e contemporanea: Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello.
Gli altri due libri sono:
La noia di Alberto Moravia
L'esclusa di Luigi Pirandello

La mia è un'edizione Oscar Mondadori, prezzo di copertina 6.80 euro, pagine 233, codice ISBN 9788804492504.

Non so se è il caso di raccontarvi il contenuto di questo libro. Per quanto concerne L'esclusa mi piace molto parlarne anche con i miei colleghi universitari, il motivo è che non lo legge nessuno. Questo, secondo me, succede perchè alle superiori o alle scuole medie (a volte) quando i professori parlano di Pirandello citano e costringono a leggere sempre e solo Uno, nessuno e centomila e Il fu Mattia Pascal. Tutti li conoscono e tutti li leggono. Libri come L'esclusa, L'Eros, La tigre reale, I vecchi e giovani eccetera sono sempr elasciati in disparte (insieme ai libri di Moravia).
Io capisco che il tempo è poco e che bisogna spiegare tante cose, però, cari professori, se a Giugno avete l'ardire di consigliare qualche libro da leggere durante le vacanze estive, almeno cercate di consigliare a vostri pupilli libri diversi e sconosciuti ogni tanto. Un Il fu Mattia Pascal e un Gli indifferenti oppure un Sei personaggi in cerca d'autore e un I Malavoglia ( che i vostri alunni non leggeranno nemmeno per tutto l'oro del mondo ma scaricheranno da internet e da siti come il mio l'intera recensione!).

Io, per mia enorme fortuna, ho avuto una professoressa di lettere fantastica che mi ha dato sempre milioni di spunti di lettura e non si è mai limitato soltanto ai solitissimi classici visti e rivisti.

Ma torniamo a noi. Il fu Mattia Pascal è un libro raccontato in flashback. Infatti il narratore è IL FU Mattia Pascal che ci parla prima di Mattia Pascal e poi di Adriano Meis. Queste tra persone non sono altro che tre maschere atte a ricoprire il viso della stessa persona. Mattia Pascal svolge un lavoro che non lo appassiona e ha una moglie che non lo ama. Un giorno decide di scappare in treno, si ferma al casinò e vince una marea di soldi. Deciso a tornare a casa con la sua fortuna legge sul giornale che è stato ritrovato il corpo di un abitante del suo paese, morto affogato. Incuriosito continua a leggere l'articolo e scopre che la moglie ha riconosciuto quel corpo come corpo di Mattia Pascal. Questa occasione d'oro viene subito sfruttata dall'uomo che insieme ai suoi soldi e alla voglia di rinascere si trasferisce a Roma e diventa Adriano Meis. Lo ospitano Adriana e suo padre un asso in sedute spiritiche, in una casa in centro. Qui Adriano si innamora di nuovo e insieme al suo nome cambia anche il suo look e corregge il leggero strabismo che lo contraddistingueva fino a poco prima. Ad un primo momento di felicità segue una crisi interiore molto forte generata dal fatto che il suo amore nei confronti di Adriana è forte ma che a causa della sua precaria identità non potrà mai legalizzare con il sacro vincolo del matrimonio. La soluzione? L'ex Mattia Pascal, ora Adriano Meis finge di suicidarsi nel Tevere e torna a casa dalla moglie che lo crede morto. Qui scopre che la moglie si è risposata con il suo migliore amico, scopre di non avere più una casa e un identità. Il fu Mattia Pascal vivrà segregato nella biblioteca dove lavorava e di tanto in tanto porterà qualche fiore alla sua falsa tomba.

Pirandello era un genio!

L'Esclusa - Luigi Pirandello



Anche questo libro è stato spesso tenuto in causa durante il corso di Letteratura italiana moderna e contemporanea che ho seguito durante il primo semestre.
Io adoro Pirandello e avevo già letto questo libro in terza media e il quinto superiore. Essendo molto corto e interessante ho voluto riprenderlo in occasione del "famoso esame":



La mia è un'edizione Newton Compton, prezzo di copertina 5 euro, pagine 180, codice ISBN 8879835858

Si tratta del primissimo romanzo scritto da Luigi Pirandello, infatti, in esso si nota una certa componente Verista che verrà via via scemando nei romanzi più recenti.
La protagonista di questa storia è una donna, Marta Ajala, moglie di Rocco Peantagora. Questa donna viene cacciata di casa dal marito, anche se incinta del loro primogenito ed il motivo è un presunto tradimento. Un giorno, Marta stava rispondendo ad una lettera inviatale dall'onorevole Alvignani quando nella stanza entra Rocco che fraintende la situazione e istintivamente la caccia di casa. Questa situazione avrà delle fortissime ripercussioni nella famiglia Ajala: il padre, Francesco, morirà di ictus, Marta perderà il suo bambino e la conceria di famiglia chiuderà i battenti costringendo la madre Agata e le sorelle Maria e Marta a cambiare città per non morire di fame.
Marta, e quel che rimane della sua famiglia, si trasferisce a Palermo dove inizia ad insegnare in una scuola, al fine di poter mantenere madre e sorella. Qui si ripresenterà la causa di tutti i suoi guai, l'Alvignani, che inizierà, questa volta veramente, una relazione con Marta, proprio nel momento in cui suo marito, Rocco, si era deciso a raggiungerla per perdonarla a farla tornare a casa.

E' un romanzo surreale e grottesco, una commedia degli equivoci capace di innervosirti fino a farti venire voglia di entrare nele sue pagine, agguantare uno ad uno ognuno dei personaggi e scuoterlo come una maracas. Allo stesso tempo è un romanzo forte per il suo messaggio: le donne non sono così deboli come sembrano e gli uomini dovrebbero essere meno impulsivi perchè poi potrebbero pentirsene!
Al prossimo post!

La Noia - Alberto Moravia


Ciao a tutti!
Oggi voglio parlarvi di un libro che ho "dovuto" studiare per il famoso esame che ancora devo sostenere a causa della neve (chi mi segue sulla mia pagina facebook sicuramente lo sa già, per chi invece volesse seguire tutte le mie vicissitudini potete cliccare a destra nel mio blog sulla pagina e mettere "mi piace" per entrare a far parte del gruppo Letterando con Marty).

Avete mai letto niente di Moravia?
Io non avevo mai letto niente appartenente a questo autore. Un pò perchè al liceo Moravia non si studia quasi mai, un pò perchè di solito non mi informo molto riguardo le uscite della casa editrice che ha pubblicato questo libro. Il nostro professore, però, a lezione ha approfondito moltissimo questo libro (tra gli altri) e mi ha incuriosito a tal punto che ho deciso di acquistarlo:


Casa editrice Bompiani, prezzo di copertina 10.90 euro, pagine 357 e codice ISBN 9788845250477.

Paradossalmente il titolo non è autoreferenziale.
Se in libreria vi imbattete in questo libro e pensate che sia noioso vi sbagliate di grosso.
La storia vede come protagonista Dino il quale fa parte di una famiglia altolocata. Nonostante i suoi soldi il protagonista si annoia di tutto e di tutti, è sempre annoiato e sempre sconsolato. Decide di abbandonare la casa dei suoi genitori, nella quale viveva con la madre e senza più un padre, morto prematuramente. Decide di cambiare aria: lascia la sua villa in campagna e si trasferisce in un appartamento in centro dove svolge la sua attività di pittore. Non vi sto a dire che anche la pittura finirà per annoiarlo... ma che cos'è la noia secondo Dino?

Pagina 6 e a seguire:
Penso che, a questo punto, sarà forse opportuno che io spenda qualche parola sulla noia, un sentimento di cui mi accadrà di parlare spesso in queste pagine. Dunque, per quanto io mi spinga indietro negli anni con la memoria, ricordo di aver sempre sofferto della noia. Ma bisogna intendersi su questa parola. Per molti la noia è il contrario del divertimento; potrei dire, anzi, addirittura, che per certi aspetti essa rassomiglia al divertimento in quanto, appunto, provoca distrazione e dimenticanza, sia pure di un genere molto particolare. La noia, per me, è propriamente una specie di insifficienza o inadeguatezza o scarsità della realtà. Per adoperare una metafora,la realtà, quando mi annoio, mi ha sempre fatto l'effetto sconcertante che fa una coperta troppo corta, ad un dormiente, in una notte d'inverno: la tira sui piedi e ha freddo al petto, la tira sul petto e ha freddo ai piedi; e così non riesce mai a prender sonno veramente.
La noia secondo Dino consiste principalmente nell'incomunicabilità.

Incomunicabilità sarà la parola magica durante la sua storia d'amore con Cecilia.
Nel momento in cui il suo vicino di casa perde la vita, Dino entra in contatto con questa strana ragazza che posava per l'ormai defunto pittore. Dino la convince a posare per lui ma ovviamente un "secondo fine" incombe. Cecilia è la metafora del mondo moderno e di come viene percepito da chi ne fa parte. Si tratta di una donna totalmente alienata e incapace di provare nessun tipo di emozione o attaccamento.
Dino se ne innamora e vorrebbe possederla, vorrebbe sposarla e vorrebbe che Cecilia fosse sua e di nessun altro, ma la ragazza non è in grado di provare niente e lo tradisce e spende i suoi soldi e lo fa impazzire.

Il finale è tragico ma abbastanza liberatorio per il protagonista. Ovvio è che non ve lo svelerò...
Però mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
Avete mai letto questo libro?
La figura di Cecilia vi affascina o vi spaventa?