domenica 25 marzo 2012

Il Gattopardo - Tomasi di Lampedusa

 Cari lettori,
ecco l'ultimo post di questa giornata, ma per fortuna chiudiamo in bellezza:

La mia è un'edizione Feltrinelli, prezzo credo 7.50 euro, pagine 268, codice ISBN 9788807810282.

Chi studia Lettere dovrebbe leggere questo libro almeno una volta nella vita, questo perchè i professori di quasi tutte le materie che si studiano in questa facoltà danno assolutamente per scontato che voi studenti abbiate letto e apprezzato questo libro. Io studio Lettere e fino alla settimana scorsa non avevo nemmeno preso in considerazione la lettura di questo romanzo ma dopo averne sentito parlare durante le lezioni di:
Storia dell'arte contemporanea,
Critica letteraria italiana,
Storia della Letteratura italiana,
Letteratura italiana moderna e contemporanea e
Storia contemporanea ho pregato mia madre di acquistarmi questo libro perchè la curiosità di conoscere la sua storia mi corrodeva l'anima. Iniziato Domenica 18 Marzo 2012, terminato Sabato 25 Marzo 2012.
Meraviglioso.

Pensavo che sarebbe stato un romanzo noioso, pomposo e altisonante. Invece sono stata catapultata nell'Italia, soprattutto nella Sicilia, del periodo del tramonto borbonico; in questa famiglia nobile capeggiata dal Pater familias don Fabrizio. Uomo possente nel corpo e nello spirito. E sono stata affascinata da Tancredi, nipote di Fabrizio, e dalla sua storia d'amore con Angelica, la figlia del sindaco della città.

Essi offrivano lo spettacolo più patetico di ogni altro, quello di due giovanissimi innamorati che ballano insieme, ciechi ai difetti reciproci, sordi agli ammonimenti del destino, illusi che tutto il cammino della vita sarà liscio come il pavimento del salone, attori ignari cui un regista fa recitare la parte di Giulietta e di Romeo nascondendo la cripta e il veleno, di già previsti nel copione. Nè l'uno nè l'altra erano buoni, ciascuno pieno di calcoli, gonfio di mire segrete; ma entrambi erano cari e commoventi mentre le loro limpide ma ingenue ambizioni erano obliterate dalle parole di giocosa tenerezza che lui mormorava all'orecchio, dal profumo dei capelli di lei, dalla reciproca stretta di quei loro corpi destinati a morire. [...] Don Fabrizio sentì spetrarsi il cuore: il suo disgusto cedeva il corpo alla compassione per questi effimeri esseri che cercavano di godere dell'esiguo raggio di luce accordato loro fra le tenebre prima della culla, dopo gli ultimi strattoni. Come era possibile infierire contro chi, se ne è sicuri, dovrà morire? voleva dire esser vili come le pescivendole che settant'anni fa oltraggiavano i condannati nella piazza del mercato. Anche le scimmiette sui poufs, anche i vecchi babbei suoi amici erano miserevoli, insalvabili e cari come il bestiame che la notte mugola per le vie della città, condotto al macello; all'orecchio di ciascuno di essi sarebbe giunto un giorno lo scampanellio che aveva udito tre ore fa dietro S. Domenico. Non era lecito odiare altro che l'eternità. [p. 222] 

Giuseppe Tomasi di Lampedusa compose soltanto questo romanzo, che modificò più volte, e purtroppo non ha mai potuto vedere la sua opera pubblicata perchè, dopo essere stata rifiutata più volte da case editrici molto importanti, fu pubblicata postuma da Feltrinelli, per la prima volta nel 1958. Se avesse fatto parte del corpus di quelle due case editrici mi sarei amaramente pentita di non aver dato a questo scrittore la soddisfazione di tenere tra le mani l'opera tanto pensata e tanto amata. Purtroppo è andata così, ma noi, oggi abbiamo la fortuna di poter leggere queste pagine che tra le altre cose hanno decretato, insieme al Metello di Pratolini, la fine del Movimento neo avanguardista, di cui anche Moravia aveva fatto parte.

La parte più toccante è la settima, che inizia a pagina 234 a termina a pagina 246. E' un breve capitolo ma tremendamente intenso e straziante, in questa pagina, infatti, viene descritta la morte di un Fabrizio ormai settantatreenne ma la cosa più inquietante è che l'attesa della morte viene descritta dal punto di vista del capo famiglia attraverso parole dettate da una lucida consapevolezza del proprio destino e del termine della vita alla quale era tanto legato. In queste pagine non ho potuto che collegare l'esperienza di fabrizio a quella dell'autore che, dopo aver scoperto di essere malato di cancro ai polmoni nell'Aprile del 1957 e aver intrapreso un viaggio della speranza per Roma vi morirà il 23 Luglio dello stesso anno. "E' il testo adirato di un uomo sicuro di morire".

Mi è piaciuto tantissimo, è stata un'esperienza da ripetere!

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi (p. 50)


La principessa che credeva nelle favole - Marcia Grad Powers


Ciao Lettori!
In questo nuovo post, secondo di questa Domenica evidentemente proficua, voglio parlarvi di un libro che mi ha fatto riflettere molto. Sarò polemica! Quindi se amate questa autrice passate al post successivo perchè devo sfogarmi.

 La mia è un'edizione PIEMME, prezzo di copertina 9 euro, pagine 217, codice ISBN 9788838478154.

Di ritorno da una spedizione, missione: fare la spesa, mia madre mi porta in dono due libri. Uno è proprio questo e dell'altro vi parlerò nel post successivo.
Io non lo avevo mai visto ma lei è rimasta colpita un pò dalla copertina e un pò dal retro copertina e così ha deciso di prenderlo. Io l'ho letto, lei sarà la prossima e sono proprio curiosa di conoscere anche la sua di opinione.

Vi avverto subito dicendo che questa non sarà una recensione positiva.
A inizio recensione ho scritto che questo libro mi ha fatto riflettere. E' vero! Ho letto queste 217 pagine in due ore, o forse tre e, appena terminata l'ultima pagina che termina con la parola INIZIO, mi sono subito chiesa "mi è piaciuto o non mi è piaciuto?". Se andate a sbirciane nella mia pagina di aNobii (se vuoi clicca Qui!) noterete che la data in cui l'ho terminato è il 24 Febbraio 2012; ho impiegato tutto questo tempo per farmi un'idea a proposito di questo romanzo (?), non so come definire questo libro. La PIEMME lo ha catalogato nella collana intitolata "varia" ed effettivamente si tratta di un libro di vario genere: lo si potrebbe usare in quelle imbarazzanti situazioni in cui ci ritroviamo a scrivere con il quaderno posato su un tavolo che traballa, possiamo inserirlo sotto una delle gambe del tavolo per eliminare il dislivello; lo si potrebbe usare come appoggio per le dita quando siamo davanti alla TV e vogliamo stendere un velo di smalto sulle unghie, ma senza sporcare in giro oppure lo si potrebbe prestare ad un'amica nella speranza che si dimentichi di restituirvelo. Insomma, potreste usarlo i vari modi.

Ragazzi, i casi sono due: o questa autrice si sente Buddha e vuole svelare a noi "povere donne indifese" la via della salvezza oppure questa autrice è talmente una "donna vissuta" che ormai ha capito tutto dalla vita e con questo libro vuole farci un favore, vuole farci capire come vivere una relazione stabile e cosa è più giusto fare della nostra vita. Ma, come ogni manuale-di-auto-aiuto, non dice le cose come stanno direttamente, no, usa una metafora, la più banale delle metafore: una principessa, educata ad essere una donna "accogliente", la cui unica ambizione di sempre è sposarsi e avere figli, trova il principe azzurro ma questo principe azzurro è un bastardo con un disturbo bipolare che si comporta come Dr Jekyll e Mr Hide e allora la principessa, con la sua amica immaginaria, incontrano un saggio gufo parlante (perchè i gufi sono considerati saggi non lo scoprirò mai) e un delfino altrettanto parlante e con questi tre amici di avventura la principessa capisce che è ora di lasciare il bastardo e trovarsi una passione da coltivare.
Grazie Marcia Grad Powers, senza di te noi "povere donne indifese" non avremmo mai nemmeno intuito che a volte è meglio lasciare un bastardo per pensare a qualcosa di totalmente altro dal matrimonio e dalla procreazione di figli. Questo, secondo me, è un libro che avrebbero dovuto leggere le "donne indifese" del 1800. E forse anche loro sarebbero rimaste interdette da cotale inutilità.

Due ore del mio tempo che non torneranno mai più.

Però se conoscete qualche ragazza che pensa che l'unico obiettivo della sua vita può essere solo, soltanto ed esclusivamente il matrimonio, vi prego, fatele leggere questo libro. Così Marcia Grad Powers Buddha avrà salvato almeno una di noi!

Il maestro e Margherita - Bulgakov


Buona Domenica amici lettori,
questa notte è giunta tra noi la simpatica ora legale, che ogni anno, puntualmente, si presenta per scombussolare la percezione del tempo di noi poveri mortali. Questa mattina mi sono svegliata chiedendomi che ora fosse e ci ho messo un pò prima di rendermi conto che da oggi in poi dormirò un'ora in meno...ci mancava solo questo!
Comunque non sono qui per disquisire nè circa l'ora legale nè, tanto meno, dell'arrivo della Primavera.
Sono qui per parlarvi di una delle mie ultime letture, meravigliosa e coinvolgente, e soprattutto che mi avete consigliato Voi tramite un "sondaggio" sulla pagina facebook di Letterando con Marty.
(Questo è il link della pagina, per chi fosse interessato:clicca qui!)



Edizione Newton Compton, prezzo di copertina 4.90 euro, pagine 352, codice ISBN 9788854119277.

Questo libro è stato una sorpresa.
Di solito, prima di leggere un libro, evito di leggere i retro copertina. Questo perchè mi piace entrare nella storia direttamente attraverso le sue pagine piuttosto che per sentito dire. Però ultimamente ho iniziato a leggere le Introduzioni dei curatori delle opere prima di iniziare le opere stesse. Il motivo è che i detti curatori sono dei veri e propri esperti e leggendo queste introduzioni è come seguire una lezione universitaria sul libro. Si imparano tante cose e spesso, queste illustri persone da me stimate moltissimo, nei loro scritti inseriscono anche degli aneddoti interessanti che da una parte aiutano il lettore a conoscere meglio l'autore e dall'altra ci permettono di capire meglio le storie narrate.
Ebbene, nell'introduzione a quest edizione, Mauro Martini considera il romanzo di Bulgakov dal punto di vista storico e quindi anche la storia della Russia degli anni '30 e a seguire. Dalle parole dell'autore la mia idea di questo romanzo era un'idea non troppo positiva: un romanzo di lotta contro il potere, di denuncia, che fonde in sè temi importanti come la Religione e la Politica. Insomma, non proprio un romanzo d'evasione o almeno non un romanzo russo come sono abituata a considerare i romanzi russi (mia altra grande passione).

Invece le mie aspettative sono state piacevolmente deluse. I motivi sono essenzialmente due:
  1. Il primo motivo, e forse anche il più importante, è che anche se questo romanzo è stato pubblicato nel 1967 per la prima volta, in realtà si discosta molto dalle Avanguardie contemporanee a questo periodo. Sembra di leggere il romanzo di un collega di Tolstoj e Dostoevskij, sembra di leggere un romanzo russo datato diciannovesimo secolo, insomma, sembra di leggere uno di quei romanzi che tanto amo e tanto mi appassionano. Questo è un punto a suo favore, decisamente.
  2. Il secondo motivo, non meno importante, è che anche se lo stile è simile allo stile degli autori Ottocenteschi i temi trattati sono piuttosto attuali. Si da ampio spazio alla psicologia dei personaggi e le malattie della psiche sono onnipresenti. L'inconscio dei personaggi è il protagonista assoluto e l'atmosfera sembra onirica, surreale.
Insomma, in questo libro c'è tutto: descrizione, amore, amicizia, omicidi, indagini pazzia, schizofrenia, manicomi, Satana, gatti parlanti, teatri...tutto.

La stesura di questo romanzo ha impegnato Bulgakov per ben dodici anni, dal 1928 al 1940, anno della morte dello scrittore ed Eugenio Montale lo ha definito "un miracolo che ognuno deve salutare con commozione". Non so se mi spiego!
Il primo capitolo si apre nella Mosca degli anni Venti e la storia si apre con due personaggi, "il primo non era altri che Michail Aleksandrovic Berlioz, presidente del comitato direttivo di una delle più grosse associazioni letterarie di Mosca, La MASSOLIT, e direttore di una ponderosa rivista d'arte. Il suo giovane accompagnatore era il poeta Ivan Nikoaevic Ponyrev, che firmava con lo pseudonimo di Bezdmnyj". I due letterati, durante una giornata particolarmente calda, si fermano in un chiosco per rinfrescarsi con una buona bibita fresca. In realtà l'unica bibita disponibile è un succo all'albicocca e non troppo freddo, ma poco importa. L'atmosfera afosa e il tramonto di questa giornata di primavera portano con sè l'epifania di un personaggio strano quanto affascinante che dopo aver dialogato con i due uomini si presenta con il nome di Woland, esperto in magia nera. I tre interlocutori affrontano soprattutto il tema "Religione", chi crede e chi non crede in Dio, se Dio non esiste chi sarebbe capace di governare il destino degli uomini e successivamente Woland elabora una profezia; si sa, gli esperti di magia nera sono in grado di leggere nel futuro degli uomini:
"Sì, l'uomo è mortale, ma questo è ancora meno. Il guaio è che può morire all'improvviso, è qui il punto! E in generale non può dire che cosa farà la sera". "Quale stupido modo di porre la questione...", pensò Berlioz e replicò: "Non esageriamo. So più o meno precisamente come sarà la mia serata. Si capisce che se in via Bronnaja mi cade in testa una tegola...". "Una tegola", lo interruppe interessato lo sconosciuto, "non cade mai intesta a nessuno così, di punto in bianco. In particolare le garantisco che non deve temere una minaccia del genere. Lei morrà di una morte diversa." "Sa forse quale sarà di preciso?", si informò con ironia del tutto naturale Berlioz che si era lasciato attirare da questo discorso veramente assurdo, "e me lo dirà?" "Volentieri", rispose lo sconosciuto. Misurò Berlioz con lo sguardo, come se si apprestasse a cucirgli addosso un abito e tra i denti borbottò qualcosa come: "Uno, due...Mercurio in seconda casa...la luna è uscita...sei- sciagura...sera- sette...", e ad alta voce e con gioia dichiarò: "le taglieranno la testa!"
L'ultima frase del capitolo tre intitolato "La settima dimostrazione" si conclude con la frase "Era la testa recisa di Berlioz" . Così si apre questo fantastico romanzo che vede tra i suoi protagonisti una figura piuttosto difficile da trattare, Satana, detto Woland.
Bellissima anche la frase di apertura tratta dal Faust di Goethe:

"...dunque chi sei?"
"Sono una parte di quella forza che
eternamente vuole il male ed eternamente
opera il bene."




sabato 17 marzo 2012

Gli indifferenti - Alberto Moravia


Buon Sabato sera amici lettori,
non so se andare al cinema o no, non so quali film vengono proiettati in questi giorni e sinceramente non so nemmeno quanti soldi ho nel portafogli. Ora mi è venuta voglia di scrivere e mentre penso a cosa fare di questa serata vi racconto la storia di questo libro, inaugurazione di una formidabile carriera:

La mia è un'edizione della Bompiani tascabili, prezzo di copertina 9.50 euro, 285 pagine, codice ISBN 9788845246241.

Questo libro  pubblicato nel 1929 a spese dell'autore, segna l'esordio del celeberrimo Alberto Moravia.
La scrittura effettivamente appare decisamente acerba, soprattutto se la paragoniamo a libri come La Noia, che ho letto qualche settimana fa. Nonostante lo stile da perfezionare ho riconosciuto perfettamente la mano dello scrittore e si intravede già uno spiraglio di quella che sarà la sua passione e il suo mestiere.
Un libro toccante e insieme inquietante.
Anche qui (mi sembra di averlo già scritto) ogni tanto mi è venuta voglia di entrare tra pagine di quel mondo romano per dare una bella scrollata alle spalle dei personaggi, che sono totalmente indifferenti. Direte "Grazie Marty, altrimenti perchè Moravia avrebbe intitolato questo libro "Gli Indifferenti"?"
Amici miei, non dobbiamo mai dare niente per scontato, altrimenti si corre il rischio di rimanere delusi.
Se nella noia il titolo non era autoreferenziale qui, invece, lo è eccome!
Siamo di fronte ad una famiglia borghese, ormai caduta in disgrazia e che, malgrado ciò, cerca in tutti i modi di mantenere il proprio status, per così dire, agiato. I componenti di questa famiglia sono Mariagrazia e i suoi due figli, Carla e Michele. Insieme a questa famiglia interagiscono due personaggi fondamentali: Leo, amante prima della madre, Mariagrazia, e poi di Carla e Lisa, una pingue signora, amica di famiglia e precedente amante di Leo. Questo Leo Merumeci è un egoista dongiovanni capace di approfittarsi delle donne e delle loro disgrazie. Niente più.
E' una storia di intrighi amorosi, di segreti celati dietro un sottile velo di falsità e di totale indifferenza da parte di ognuno dei personaggi. Moravia descrive i pensieri di ognuno di loro, ma descrive ancor meglio la loro incapacità di reagire alla vita. Sono trasportati da una brezza di ipocrisia che li spinge ogni minuto di più verso una profonda crisi esistenziale e sociale.

Moravia scrisse questo libro poco più che diciottenne e già, tra queste pagine, si intuisce la bravura di questo scrittore. Mi rammarico solo di averlo scoperto così tardi. Lo trovo affascinante, capace e mi sembra di vedere in lui un ottimo ritrattista.

Vorrei collezionare tutti i suoi libri. Per ora ho letto La Noia e Gli indifferenti, cosa mi consigliate?

lunedì 12 marzo 2012

Poesie d'amore - Hesse


Ciao (di nuovo) amici lettori,
dopo un post su un classico della letteratura inglese eccomi qui a raccontarvi qualcosa su un libro di poesie:


La mia è un'edizione Newton Compton, prezzo di copertina (credo) 6 euro, pagine 185, codice ISBN 9788854120716.

Questo libro, insieme a Poesie - Hikmet e Poesie - Rimbaud, è uno dei libri poetici del mio regalo di Natale da parte dei mie. Mi sto appassionando molto alla poesia anche grazie al corso di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea che ho seguito durante il primo semestre. Prima non la capivo molto e quindi non la sentivo vicina a me, ma ora la poesia mi sta appassionando sempre di più.

Purtroppo queste pagine volano via come polline al vento. Basta un soffio per terminare libri come questi ed è un peccato, perchè quando il lettore inizia ad entrare nell'ottica poetica dell'autore il libro termina.
La poesia di Hesse mi è sembrata malinconica. Rientra nell'ambito della poesia d'amore, ma si tratta di un amore difficile, nei conforonti di una donna che non c'è più o magari di donne diverse che sfuggono alla presa dell'autore e che ne soffre terribilmente. La poesia di Hesse è pervasa da un forte cromatismo, soprattutto siamo immersi nelle cromie del rosso e del bianco. La dicotomia tra notte e giorno è onnipresente così come quella tra luminosità e oscurità, luce e buio, vita e morte. E' una poesia fatta di nuvole e di campi di grano, di lacrime e pallidi cieli.
Hesse è un poeta toccante e io ho apprezzato tanto questo libro e il suo contenuto.
Ringrazio sempre la Newton Compton per i prezzi modici e le copertine fantastiche!

Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde


Ciao a tutti,
inizio subito con il dire che il mio blog ha avuto qualche problemino logistico.
Volevo modificare l'URL per rendere più semplice la ricerca di Letterando con Marty e per questo l'ho trasformato in http.letterandoconmarty.blogger.com, però ora ho notato che da Google sembra quasi che il mio blog sia stato rimosso. Non vi preoccupate, i post sono tutti presenti e continuerò a scrivere come ho sempre fatto. Magari potrei cercare di migliorare qualcosa in me, nelle mie recensioni (spero anche nelle foto, così non dovrò più annoiarvi con le mie occhiaie :P) e nella grafica, ma il Blog c'è e resta qui dove è sempre stato, con un URL diverso!

Seconda cosa volevo ringraziare tutti coloro che hanno deciso di seguirmi anche sulla pagina Facebook. Siamo arrivati a 50 persone e non me lo sarei mai aspettato! Quindi 50 grazie a tutti voi! Per me siete molto importanti e sono molto importanti anche le vostre opinioni e i vostri consigli, quindi: SCRIVETEMI!

Ora veniamo al libro di questa giornata:


La mia edizione è della biblioteca dell'Espresso, pagine 231.

Il ritratto di Dorian Gray è un libro molto importante per la mia "formazione letteraria", infatti è anche grazie a lui se oggi mi trovo qui con questa mia enorme passione, che spesso mi fa sentire anche un pò strana rispetto alla norma. Ad esempio, oggi io e la mia migliore amica Nicoletta stavamo camminando (correndo più che altro) per andare a lezione. Il turno dalle 12 alle 14 è terribile perchè non puoi pranzare alle 11, però quando arrivano le 14 muori letteralmente di fame; ma non è questo il problema. La situazione che si è presentata è questa:
passiamo davanti alla libreria Mondadori, mi giro verso Nicoletta e le dico "Io lì dentro non ci metto più piede, i proprietari sono sempre stati antipatici con me, preferisco mille volte Feltrinelli" e in quello stesso istante un signore ci ferma e ci chiede quanti libri leggiamo all'anno. Io rispondo che nei "tempi buoni" (quando non devo studiare e soprattutto quando ho un pò di tempo per me) arrivo anche a leggere 9-10 libri in un mese. Questo signore molto stupito mi dice "Davverooo?! Pensa che secondo un sondaggio, in media, nelle famiglie italiane si leggono 7 massimo 8 libri in un anno". Non vi sentireste un pò strani in una situazione come questa?

Purtroppo o per fortuna la mia passione è questa e lo è da molto tempo. Agli esercizi di matematica e fisica preferivo la Divina Commedia, nel tempo libero leggo, nell'autobus, prima di dormire, mentre aspetto il mio turno dal dentista o dal dottore, quando sto male (a parte le giornate in cui ho mal di testa, che proprio non riesco a combinare niente). Che ci posso fare se ho avuto la fortuna di leggere tanti libri belli? Mi hanno infuso questa passione. Un pò i libri, un pò i professori e un pò la mia famiglia che  mi è sempre stata vicina nei momenti di difficoltà.

Dorian Gray è un personaggio che mi ha appassionato molto e il suo creatore è per me un genio.
La storia la conoscete tutti, amici lettori, e grazie all'uscita del film anche chi non legge quasi mai sa di chi sto parlando. Oscar Wilde, il dandy, creò questo libro per commissione di una rivista americana, quasi controvoglia suggerisce Masolino D'Amico nell'introduzione alla mia edizione. Wilde ha creato un dandy su carta, un cultore e amatore dell'arte che che fa dell'arte una forma di vita e della vita la sua arte. Infatti ricorre anche un dipinto, lo sapete, il famoso dipinto che lo raffigura e che lo rende bello, immortale, indelebile e immutabile. Fino a quando la sua coscienza o magari l'amore lo porterà a rinunciare alla sua vita per un riscatto interiore.

Avevo già letto questo libro durante il quarto superiore, ma non potevo non rispolverarlo una volta ancora.
Meraviglioso.

La Biblioteca dell'Espresso:
Volume 1: Anna Karenina
Volume 2: La Certosa di Parma

È meglio non essere diversi dai propri simili.

sabato 10 marzo 2012

Anteprima - Una ragazza da sposare


Ciao a tutti!
Ormai è da quasi quattro giorni che non accendo il mio minipicì. Ho avuto un pò di febbre, una buona dose di raffreddore e tosse e anche un pizzico di mal di gola e mal di testa. Insomma, non mi sono fatta mancare proprio niente! Purtroppo ho letto pochissimo: ho iniziato "Il maestro e Margherita" ma ho dovuto interrompere la lettura perchè il mal di testa era troppo forte, ma non disperate! Ho ancora degli arretrati a cui mi dedicherò proprio durante questo fine settimana, dunque, rimanete connessi!

Però nel frattempo ho una buona notizia per le amiche ascoltatrici amanti dei libri di Sophie Kinsella.
Sapete che Madeleine Wikcham, prima di diventare la nostra amata Sophie Kinsella, ha scritto alcuni libri che purtroppo ancora non sono stati tradotti in italiano (o almeno non tutti). In Italia siamo in possesso delle traduzioni di tutti il libri scritti sotto pseudonimo ma per quanto riguarda i libri precedenti siamo un pò indietro.
Ma non disperiamo, la Mondadori sta facendo il possibile e infatti a breve uscirà un "nuovo" libro.
Il titolo originale è "The wedding girl" e per fortuna è stato rispettato abbastanza dal momento che l'edizione italiana si intitolerà "Una ragazza da sposare", la data di uscita è il 20 Marzo e io...non vedo l'ora che arrivi!

Vi lascio qualche link di "librerie virtuali" dalle quali potete già da ora prenotare una copia fresca fresca di stampa:


Se vi interessa vi lascio anche il link della recensione che ho scritto a proposito di "Vacanze in villa", ossia l'ultimo libro firmato dalla penna di Madeleine Wikcham che ho letto qualche mese fa!



giovedì 1 marzo 2012

Poesie - Hikmet


Ciao a tutti,
oggi voglio parlarvi di questo libro di poesie. Mi è stato regalato a Natale ed è stato una piacevole sorpresa:


Edito da Newton Compton, prezzo di copertina 6 euro, 233 pagine, codice ISBN 9788854120273.

Ho scoperto che la poesia di Hikmet è una poesia visiva, molto simile a quella tipica del movimento Futurista che, oltre per il contenuto, stupisce per la forma, non più costruita con endecasillabi e settenari disposti uno sotto l'altro, tradizionalmente. E' una poesia che evidenzia determinate parole isolandole in un verso e che procede quasi seguendo un percorso geometrico.
Allo stesso tempo è una poesia delle cose semplici che descrive momenti autobiografici. Attraverso la parola scritta, Hikmet mette su carta i suoi pensieri ma non lo fa nel modo altisonante tipico dei "poeti laureati", come li chiamava Montale, e forse il motivo è dato dalla sua formazione. Non era un letterato: il letterato si forma con lo studio dei predecessori, con l'accumulazione libresca e a Hikmet questo non interessava. La sua fonte di ispirazione non erano gli altri scrittori ma la coscienza storica e la lotta politica, temi ampiamente affrontati anche in questa raccolta.
Interessante.

E' un libro che bisogna tenere in borsa e tirare fuori durante quelle assurde conversazioni in cui i "tuttologi" sentenziano frasi del tipo "Mamma mia che noia, la poesia parla sempre dell'amore e della donna amata". Una volta un signore molto speciale, vittima di una fine ingiusta, disse che ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno. Amici, diffidate da chi dice di sapere tutto, date retta ad Oscar Wilde!
Ascoltate coloro che vi ascoltano e che vogliono imparare, perchè non si finisce mai di farlo.
Io, ci ho messo qualche anno e una discreta mole di libri, ma ho capito che la poesia non è solo costernazione sentimentale e non è solo la descrizione di una passione.
La poesia è pensiero.
Ogni Scrittore con la S maiuscola almeno una volta nella sua vita ha scritto una poesia e questo perchè quella volta, magari l'unica, è stato folgorato da un pensiero talmente grande e talmente luminoso che la prosa difficilmente sarebbe stata in grado di descrivere. Per concretizzare pensieri di tale portata l'unica soluzione è il far poesia.

Addirittura Hikmet ha scritto la sua autobiografia in forma poetica! Secondo me è geniale, guardate:


Sono nato nel 1902
non sono più tornato
nella città natale
non amo i ritorni indietro
quando avevo tre anni
abitavo Alep
con mio nonno pascià
a 19 anni studiavo a Mosca
all'università comunista
a 49 ero a Mosca di nuovo
ospite del comitato centrale
del partito comunista
e dall'età di 14 anni
faccio il poeta
alcuni conoscono bene le varie specie
delle piante altri quelle dei pesci
io conosco le separazioni
alcuni enumerano a memoria i nomi
delle stelle io delle nostalgie
ho dormito in prigioni e anche in alberghi di lusso
ho sofferto la fame compreso lo sciopero della fame
e non c'è quasi pietanza
che non abbia assaggiata
quando avevo trent'anni hanno chiesto
la mia impiccagione
a 48 mi hanno proposto
per la medaglia della Pace
e me l'hanno data
a 36 ho traversato in sei mesi
i quattro metri quadrati
di cemento
della segregazione cellulare
a 59 sono volato 
da Praga all'Avana
in diciotto ore
ero di guardia davanti alla bara di Lenin nel '24
e il mausoleo che visito sono i suoi libri
hanno provato a strapparmi dal mio Partito
e non ci sono riusciti
e non sono rimasto schiacciato
sotto gl'idoli crollati
nel 51 con un giovane compagno
ho camminato verso la morte
nel 52 col cuore spaccato ho atteso la morte
per quattro mesi sdraiato sul dorso
sono stato pazzamente geloso delle donne ch'ho amato
non ho invidiato nemmeno Charlot
ho ingannato le mie donne
non ho sparlato degli amici
dietro le loro spalle
ho bevuto ma non sono stato un bevitore
ho sempre guadagnato il mio pane
col sudore della mia fronte
che felicità
mi sono vergognato per gli altri e ho mentito
ho mentito per non far pena agli altri
ma ho anche mentito
senza nessun motivo
ho viaggiato in treno in areoplano in macchina
i più non possono farlo
sono stato all'Opera
i più non ci vanno non sanno
nemmeno che cosa sia
e dal '21 non sono entrato
in certi luoghi frequentati dai più
la moschea la sinagoga la chiesa
il tempio i maghi le fattucchiere
ma mi è capitato 
di far leggere la mia sorte
nei fondi di caffè
le mie poesie sono pubblicate
in trenta o quaranta lingue
ma nella mia Turchia
nella mia lingua turca
sono proibite
il cancro non l'ho ancora avuto
non è necessario che l'abbia
non sarò primo ministro
d'altronde non ne ho voglia
anche non ho fatto la guerra
non sono sceso nei ricoveri
nel mezzo della notte
non ho camminato per le vie
sotto gli aerei in picchiata
ma verso i sessant'anni mi sono innamorato
in una parola compagni
anche se oggi a Berlino sono sul punto
di crepare di tristezza
posso dire di aver vissuto 
da uomo
e quanto vivrò ancora
e quanto vedrò ancora
chi sa.