domenica 27 maggio 2012

Gli amanti fiamminghi - Paolo Maurensig


Cara lettrice e caro lettore,
è da tantissimo tempo che non pubblico recensioni, e non credere che la causa sia la mancanza di letture completate. Il vero problema, infatti, è la mancanza di tempo per me. E' iniziata la tanto temuta sessione estiva e ho iniziato a studiare seriamente. Un primo esame è già andato e altri tre mi aspettano al varco. Studio, studio e studio tutto il giorno e quando, finalmente, chiudo i libri l'unica cosa che mi va davvero di fare è vegetare o almeno non pensare. Real Time viene spesso in mio soccorso, lo ammetto.
Oggi, però, sono stata a pranzo fuori, della serie: parti a mezzogiorno e non sai quando torni.
Sono tornata alle 19 e di studiare proprio non se ne parla.

Quindi eccomi qui con una nuova recensione:

Gli amanti fiamminghi, edito da Mondadori, prezzo di copertina 18 euro (io l'ho pagato 4 euro alla fiera), pagine 181, codice ISBN 9788804573746.

Sono rimasta letteralmente incantata dalla copertina di questo libro.
Poi l'ho letto e la magia è svanita. Paolo Maurensig scrive davvero bene, ma ho trovato che la storia fosse povera. Si tratta di un racconto on the road, infatti, due amici di vecchia data insieme alle loro mogli decidono di staccare la spina della vita quotidiana e attaccare all'interruttore quella dell'avventura. Salgono su un fuori strada, scelgono come meta la Catalogna e vestiti per l'occasione in tute mimetiche partono.
Come dicevo, il narratore e il suo migliore amico Jacopo sono amici dai tempi della scuola, ormai hanno raggiunto la tanto temuta mezza età e sono un po' in crisi con sè stessi.
Mentre siamo in macchina con i protagonisti conosciamo il narratore: uno scrittore senza più l'ombra di un'ispirazione, stracolmo di invidia nei confronti del suo migliore amico a abbastanza macabro dal momento che, di volta in volta, propone al lettore considerazioni sulla morte e sulla vita piuttosto singolari.
Ma non solo! Oltre a tali digressioni, il narratore, non fa altro che escogitare la morte del suo amico.
E fortuna che è suo amico.

Comunque, tra un progetto di morte e l'altro, i quattro amici arrivano in Costa Azzurra, prima tappa del loro viaggio e poi anche l'ultima.

Mentre sono a cena il narratore scopre che il suo migliore amico è riuscito a scrivere un libro.
Se prima di questa notizia era invidioso non vi dico la crisi interiore che esplode nella sua mente. Inizia a fare mille domande, ma tutte completamente vaghe perché non deve far capire di essere interessato alla cosa. E' orgoglioso e meschino. E' talmente turbato da questo fatto che è costretto a ritirarsi in camera per diverse ore, "ma che libro avrà scritto?", "effettivamente ha sempre avuto una buona penna, lo hanno sempre incoraggiato a scrivere ed effettivamente c'è riuscito", "ma perché proprio adesso che io non riesco a scrivere niente di buono?!", "Sarà una storia d'amore"...

La mattina seguente le due donne prendono il fuori strada e decidono di andare in un paesino vicino all'albergo dove alloggiano e i due uomini, rimasti soli, decidono di fare una passeggiata per ammirare il panorama della Costa Azzurra. Mentre camminano il narratore continua ad escogitare la morte del suo amico, nei minimi dettagli, fino a quando i suoi pensieri vengono interrotti da Jacopo che, dopo aver appoggiato lo zaino a terra, dico all'amico di aspettarlo un attimo in quel punto preciso perché deve vedere una cosa qualche passo più avanti.
Mentre il narratore aspetta sbircia nello zaino del suo amico e trova un quaderno, lo apre, e all'interno un titolo: "Gli amanti fiamminghi". E' il suo libro, e noi lettori leggiamo il libro dentro al libro e scopriamo insieme al narratore di che cosa si tratti.
La buona notizia è che il libro di Jacopo è quasi più interessante della storia di Maurensig.
La cattiva notizia è che Jacopo non tornerà più da quella passeggiata, lo ritroveranno nel burrone che costeggia il sentiero.

Il narratore avrà deciso di mettere in atto uno dei piani pre-escogitati oppure sarà lo stesso Jacopo a togliersi la vita?

Gli amanti fiamminghi è un libro che si presta ad una lettura scorrevole e davvero rapida. L'ho trovato a tratti noioso, soprattutto nelle inutili e numerosissime digressioni sulla morte. Però se avete due ore di tempo e nient'altro da fare, questa potrebbe essere una lettura adatta alla vostra situazione.
Certo: per un libro del genere 18 euro sono troppi.

sabato 19 maggio 2012

La sinfonia del tempo breve - Mattia Signorini


Caro lettore e cara lettrice,
ti ricordi che in questo post ti ho parlato della Fiera grazie alla quale sono riuscita ad acquistare un vagone di libri ad un prezzo bassissimo? Bene, quei libri li ho anche letti, non tutti, ma una buona parte sì!
Questo è stato il primo in ordine cronologico:

La sinfonia del tempo breve di Mattia Signorini, edito da Salani, prezzo di copertina 14 euro (io l'ho pagato 4 euro), pagine 180, codice ISBN 9788884518408.

Questo, insieme ad altri due di cui ti parlerò presto, non è stato scelto da me, ma dai miei genitori che poi mi hanno fatto scoprire questa bancarella favolosa in cui tutti questi libri, nuovi e in copertina rigida, costavano 4 o massimo 5 euro, una visione celestiale per i miei poveri occhi.

Iniziamo con questo libro di mister Mattia Signorini. La storia vede come protagonista Green Talbot, ora ti starai chiedendo perché questo povero protagonista si chiama così, ebbene, egli si chiama Green perché ha gli occhi verdi di sua madre e perché quando è nato stava per morire soffocato ed è uscito dalla pancia di sua madre completamente verde. Dopo qualche minuto e qualche singhiozzo è tornato di un colore umano, sia chiaro, ma i suoi genitori, la prima volta che lo hanno visto, lo hanno visto verde e da qui il suo nome.
Green nasce a Tranquillity, un paesino tranquillo e sconosciuto a qualsivoglia cartina geografica.
Nasce nel 1919, un periodo tranquillo, tra le due guerre mondiali.
I suoi genitori muoiono ad un certo punto e Green, ormai grande, vuole vedere il mare, vuole vedere il mondo. Il sindaco e il prete di Tranquillity fanno di tutto per dissuaderlo, ma non ci riescono e Green se ne va. Una vita trascorsa all'insegna dell'avventura, una vita da sogno, strana e particolarissima.
Verso la fine del libro ci rendiamo conto che la storia è stata un flash back, un racconto fatto di ricordi di un vecchio signore, ormai chiuso in una casa di riposo, che ogni Giovedì aggiunge un tassello al puzzle che sta costruendo con il suo giovane medico.

Scorre troppo in fretta, gli episodi a volte sono poco approfonditi e un po' sbiaditi. Inizialmente pensavo che l'autore fosse stato un po' troppo frettoloso, ma quando ho chiuso il libro ho pensato che probabilmente questo effetto è stato voluto. Come quando raccontiamo un episodio che abbiamo vissuto, tanto tempo fa, e magari ricordiamo un abito ma non un viso, un profumo ma non un colore.
Mattia Signorini mi è piaciuto molto e questo libro è interessante e studiato bene.

Devo ammettere anche che mi ha ricordato molto "Big Fish"... chissà perché?
L'autore avrà preso spunto da qui?

"La cosa peggiore che può capitare a un uomo è di morire in un ospedale", disse una volta

Dello stesso autore:
Lontano da ogni cosa - Mattia Signorini

Fai bei sogni - Massimo Gramellini


Buonasera cara lettrice e buonasera caro lettore,
questa sera, un po' spenta e con la testa carica di riflessioni, ho deciso di riflettere su qualcosa di totalmente altro rispetto ai miei problemi. Mi sono resa conto di aver letto diversi libri in questo mese a me tanto caro e, se me lo permetti, voglio raccontarti qualche storia.
Inizierei con questo libro perché l'ho bramato fin troppo e mi ha regalato grandissime soddisfazioni.
Sto parlando di:

 Fai Bei sogni di Massimo Gramellini, edito dalla casa editrice Longanesi, prezzo di copertina 14.90 euro, pagine 205, codice ISBN 9788830429154.

La prima volta che ho sentito parlare di questo libro è stata pochi giorni dopo la sua uscita. Massimo Gramellini, ospite fisso a "Che tempo che fa", aveva deciso di dedicare spazio alla presentazione di questo romanzo autobiografico, perché di questo si tratta, e attraverso i suoi racconti me ne sono subito innamorata. Ho aspettato un po' prima di acquistarlo: sapevo che il 13 Maggio avrei preso parte al Salone internazionale del libro e, sinceramente, speravo in un'offerta vantaggiosa che poi non c'è stata; avevo tanti libri da leggere nella mia libreria e non mi andava di spendere altri 15 euro per un nuovo libro.
Anche se ogni volta che entravo in libreria lo cercavo, lo guardavo e lo posavo lì, dove lo avevo preso.

E' stato nei miei pensieri giorno e notte, ma alla fine l'ho preso. L'occasione è stata, appunto, il Salone di Torino e "udite udite" sono riuscita anche a strappare una copia autografata dall'autore.

Non posso raccontarvi molto. Posso limitarmi a ripetere le parole di questo capace giornalista e tentare di fornirvi un quadro quantomeno completo di ciò che andrete a leggere se deciderete di acquistare questo libro, che in ogni caso vi consiglio.

Massimo Gramellini ha deciso di affrontare un percorso interiore, complesso e delicatissimo e, per nostra fortuna, ha voluto condividere la sua storia con noi lettori. Nel modo più sincero, chiaro e lucido possibile. Non sto di certo qui a dirvi quanto scriva bene mister Gramellini. Se è diventato vice direttore del giornale La Stampa un motivo ci sarà. Ciò che mi ha colpito, però, è stata soprattutto la sua incredibile ironia.
In primis l'ironia e subito dopo la quantità illimitata di aggettivi di cui fa uso durante l'intera narrazione. Bellissimo. Poco giornale, molto romanzo. Mi è piaciuto molto.
Davvero scorrevole, divertente, commovente e interessante dalla prima all'ultima riga, parola dopo parola.
Ma di cosa parla?
Massimo Gramellini ci racconta la sua storia, un po' distorta dal tempo, ma sua. Il punto focale è la scomparsa di sua madre e di tutte le ripercussioni che questo evento ha causato nella sua vita. E' una ricerca, è un'esortazione ad affrontare i problemi, le difficoltà e la verità. Grazie alla sua esperienza Gramellini ci apre gli occhi.

Il libro inizia con un piccolo Massimo, ancora bambino, che si sveglia l'ultimo dell'anno a causa di un urlo straziante. E' suo padre, disperato, sorretto dalle braccia di due uomini sconosciuti. Massimo viene fatto accompagnare dai vicini e lì resta per un certo periodo. Poi suo padre torna a prenderlo, lo accompagna da Baloo, il sacerdote dei lupetti che, con una preghiera e uno sguardo triste, gli fa capire che sua madre non è in ospedale per degli esami, come gli avevano detto:
"-L' eterno riposo dona a lei, Signore. Splenda a lei la luce perpetua. Riposi in pace. Così sia. 
La voce calda di Baloo risuonava lungo le navate della chiesa deserta. 
In ginocchio nel primo banco, l'aiuola di fiori rossi serrata sul petto, muovevo le labbra al suo ritmo, ma dal cuore mi sbocciavano parole diverse. 
-Breve riposo dona alla mamma, Signore. Svegliala, falle un caffè e rimandala subito qui. E' mia mamma, capito? O riporti giù lei o fai venire su me. Scegli tu. Ma in fretta. Facciamo che adesso chiudo gli occhi e quando li riapro hai deciso? Così sia."
Da questo momento il rifiuto. Nessuno dice niente, lui non chiede mai, ma questa perdita lascia nel suo cuore un solco incolmabile e nella sua mente un pensiero fisso che costantemente tenta di celare.
"Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito."
Poi i primi amori, il liceo classico, l'Università, il Giornale e i pensieri.
Il racconto prosegue fino al giorno in cui, diversi anni dopo, Massimo scopre la verità.

Può sembrare straziante, a volte lo è davvero, però è un libro che secondo me è in grado di donare speranza al lettore che lo contempla. Effettivamente siamo portati a fuggire dalle difficoltà; siamo portati a mascherare i nostri problemi dietro un velo di menzogna che chissà come ci da stabilità e protezione. Ma questa non è vita. Vivere veramente è affrontare tutto ciò che ci ostacola, che ci impaurisce e che ci fa soffrire, perché una volta affrontato il dolore non resta che il ricordo. Libro apprezzabilissimo davvero.
Se non lo avete ancora letto, leggetelo, sono sicura che non ve ne pentirete.

"Preferiamo ignorarla, la verità. Per
non soffrire. Per non guarire, Perché
altrimenti diventeremmo quello
che abbiamo paura di essere:
completamente vivi."

martedì 15 maggio 2012

Salone internazionale del libro TORINO


Caro lettore e cara lettrice,
quest'oggi non sono qui per parlare di un libro in particolare, ma per parlare dell'evento internazionale che vede protagonisti libri, lettori e scrittori: Il Salone internazionale del libro di Torino.
Quest'anno, infatti, ho avuto la possibilità di parteciparvi e, potendo scegliere, io e la mia famiglia abbiamo deciso di prendervi parte Domenica 13 maggio. Qualcuno di voi era presente? Mi sarebbe piaciuto incontrarvi, ma nessuno ha risposto al mio appello su Facebook. Sarà per il prossimo anno! :)

Io e i miei siamo arrivati a Torino di Sabato pomeriggio, abbiamo lasciato la valigia in albergo e abbiamo raggiunto il Lingotto. Dopo esserci orientati tra parcheggi interminabili, negozi a non finire e la moltitudine di Torinesi, siamo entrati nel centro commerciale e sulla porta abbiamo incrociato Massimo Gramellini; non vi dico che emozione! Un giro di shopping, un gelato e una cena dopo abbiamo deciso di andare a dormire, in previsione della giornata seguente che sicuramente sarebbe stata carica di emozioni.




Alle dieci e qualche minuto arriviamo all'entrata del Salone, questa qui sopra era la fila che ci si è parata davanti. Un'ora dopo siamo riusciti ad entrare e una volta dentro ero sicura che sarei impazzita. Mi sembrava il paradiso: libri ovunque; stand pieni zeppi di volumi nuovi o usati; persone cariche di libri che gironzolavano a destra e sinistra; padiglioni giganti; autori famosi che giravano tra gli stand come se niente fosse...fantastico. Il profumo della carta stampata... non so descrivervi quanto sia stato emozionante varcare quella soglia!

Dopo un po' di meritato shopping libresco, di cui vi parlerò al termine del post, ho mangiato un panino al volo e sono uscita alla disperata ricerca dell'auditorium perchè, alle 14:00, Alessandro Baricco avrebbe tenuto una conferenza intitolata "Le 7 cose che ho capito di questi ultimi 25 anni". Le cose alla fine erano 3, ma ho preso appunti, ho scattato foto e ho fatto video quindi se vi interessa approfondire la conferenza ditemelo pure e vi dedicherò un post per l'occasione. Comunque, tornando a noi: altra fila interminabile, gomitate e pistatoni, ma alla fine riesco ad entrare. Mi sistemo con macchina fotografica, quaderno delle conferenze, penna bic blu e telefono e sono pronta. Poi arriva. Un'ora vola tra sorrisi, riflessioni e frasi irripetibili.

 Anche qui, emozione unica. Chi mi conosce sa benissimo quanto io apprezzi Alessandro Baricco e vederlo dal vivo, parlarci, vederlo sfogliare la mia agenda...al solo pensiero mi tremano ancora le mani. Sì, ho parlato con Alessandro Baricco! Ovviamente NON ci siamo fermati a disquisire sulla crisi economica o sulla pace nel mondo, sia chiaro, però tra me e lui c'è stato un piccolo scambio di battute mentre sfogliava la mia adorata agenda e mente autografava la pagina della settimana del Salone del Libro.


Fantastico!
La conferenza successiva sarebbe stata di Massimo Gramellini ma non sono riuscita ad entrare. Però sono riuscita ad acquistare una copia del suo libro, anch'essa autografata, che leggerò più prima che poi.
Ma ora veniamo agli acquisti:
Intanto, sapendo che avrei acquistato qualche libro, avevo bisogno di una borsa adatta a trasportarli per tutta la giornata da uno stand all'altro, quindi ho acquistato la borsa ufficiale per 2.50 euro. 


A fine giornata al suo interno c'erano:

La morte della farfalla - Pietro Citati
Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay - Michael Chabon
L'indomabile tribù delle Ya-Ya sister - rebecca Wells
Honeymoon - Banana Yoshimoto
Un'inquilina particolare - Emiliano Gucci

Indietro nel tempo - Jack Finney
Appunti per uno studio del cuore umano - Penelope Lively
La galassia mente - Rita Levi Montalcini
Pigmeo- Chuck Palahniuk
Tutti questi libri, esclusi il libro di Gramellini, quello di Chabon e quello della Montalcini (che mi è stato dato in omaggio), sono stati da me acquistati usati allo stand del Libraccio. Ho speso meno di 50 euro e guardate quanti libri mi sono portata a casa!

E' stata un'esperienza fantastica e irripetibile e a fine serata ho chiuso in bellezza con una figuraccia pazzesca con Flavio Insinna.
Vi va di raccontarmi la vostra esperienza!
Vado a studiare...a presto!!

venerdì 11 maggio 2012

Una ragazza da sposare - Madeleine Wickham


Buon pomeriggio cara lettrice e caro lettore,
sto preparando la valigia per domani. Dove andrò? Ma al Salone internazionale del libro di Torino, e dove se no! :) Tra una cosa e l'altra, però, mi è venuto in mente che la settimana scorsa ho preparato la bozza per questo post e, prima di andare a saccheggiare gli stand al Salone, mi sembra doveroso ultimare questa recensione:

Una ragazza da sposare scritto da Madeleine Wickham, edito da Mondadori, prezzo di copertina 19 euro (io l'ho trovato al mercatino dell'usato e l'ho pagato 9 euro), pagine 284, codice ISBN 9788804614845.

Ovviamente non sto a dirvi che non si tratta dell'ultimo libro scritto dall'amata Madeleine (alias Sophie Kinsella) bensì dell'ultimo tradotto. Infatti, se non erro, questo libro dovrebbe essere stato pubblicato negli anni Novanta. La Mondadori si sta impegnando a tradurre tutti i suoi libri, ne mancano tre...io attendo con impazienza di vederli in libreria e ancor di più nella mia amata bancarella in Piazza Cavour.
Di cosa parla questo libro?
La protagonista della storia si chiama Milly. A diciotto anni decide di cambiare tagli di capelli e cambiare città. All'inizio della storia ci troviamo a Cambridge, conosciamo una Milly spensierata, un po' svampita e molto giovane che, mentre passeggia, incontra due uomini affascinanti. I tre diventano amici, escono insieme tutte le sere, si divertono ed entrano talmente tanto in confidenza che Allan, uno dei due, chiede a Milly di sposarlo.
Aspetta. Non pensare che si tratti di un matrimonio "voluto" nel quale decidono di convolare a nozze due persona innamorate alla follia. Allan è gay e Rupert, l'altro ragazzo, è il suo amante.
Milly decide di accettare la proposta, un po' per aiutare Allan che per motivi burocratici dovrebbe lasciare il paese, un po' perché è davvero svampita e incosciente.
Nei successivi dieci anni il segreto resterà imprigionato nelle menti dei tre amici e in qualche foto ricordo del lieto evento; ma poi Milly dovrà sposarsi veramente, con l'uomo che ama veramente, e da qui inizieranno i veri problemi.

Pensavo che sarebbe stato un po' acerbo, come gli altri libri firmati con il suo vero nome, invece mi ha stupito. Si intravede la Kinsella che conosciamo grazie alla saga dello shopping e mi ha fatto tanto ridere.
E' un libro spassoso, che ti prende subito e non ti molla fino alla fine delle sue pagine. Io l'ho iniziato il 29 Aprile e l'ho terminato la sera dopo, ma solo perché in questo periodo devo studiare, fosse stato per me l'avrei spolpato in una serata!
Bello bello bello...e Milly è svampita, svampita, svampita!
Fantastico :)

Se vi interessa vi lascio i link delle altre recensioni che ho scritto riguardo i suoi libri:
Vacanze in villa - Madeleine Wickham
Ho il tuo numero - Sophie Kinsella

Qualcuno di voi sarà presente al Salone internazionale del libro?
A presto!

lunedì 7 maggio 2012

La wish-list di Maggio

Buon pomeriggio lettore e buon pomeriggio lettrice,
il mese scorso ho inaugurato questa rubrica. Voglio condividere la mia wish-list con voi (oltre che con la mia agenda), per cui mi sono collegata al sito della Feltrinelli, come ho fatto qui! per la wish di Aprile, ho scelto cinque tra i cento libri più venduti.
Cinque libri che comprerei se non ne avessi già "settordici" da leggere.


  • Primo libro..."Fai bei sogni" di Massimo Gramellini. Ho apprezzato il suo primo libro (potete cliccare qui! se vi interessa la recensione). Quando poi ho visto la presentazione di "Fai bei sogni" nella trasmissione televisiva "che tempo che fa" me ne sono innamorata e non riesco a pensare ad altro. In realtà sto aspettando che esca l'edizione economica o magari di trovarlo al mercatino dell'usato. Non me la sento di spendere altri 15 euro quando ho già diversi libri sul comodino :(




  •  Secondo libro..."Nessuno si salva da solo" di Margaret Mazzantini. Di questa autrice ho letto "Non ti muovere" e "Venuto al mondo". Le sue storie mi sono sembrate spesso tormentate però è innegabile il fatto che la Mazzantini sappia scrivere, e pure bene. In più questa copertina cattura sempre il mio sguardo e se potessi sono sicura che lo comprerei.



  • Terzo libro..."La meccanica del cuore" di Mathias Malzieu. Non conosco questo autore e non conosco la storia di questo libro. Però il titolo e la copertina sono riusciti a far innamorare sia me che mia madre. Mi intriga molto e mi piacerebbe davvero leggerlo.
  • Quarto libro..."Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron. Su Youtube in un video di acquisti, una ragazza ha presentato questo libro e da quel giorno non ha fatto che perseguitarmi. Lo vedo ovunque: in libreria, su internet, su youtube, su aNobii, sui vari blog che seguo. Inoltre il titolo mi sembra invitante!
  • Quinto libro...e anche l'ultimo. "Il prigioniero del cielo" di Zafon. Dei suoi libri ho letto "L'ombra del vento", "Il gioco dell'angelo", "Marina", "Il palazzo della mezzanotte". Sono rimasta un pò indietro, lo so, ma sto aspettando disperatamente che escano le edizioni economiche. Io odio le copertine rigide e le odio ancor di più quando ho iniziato una serie in economica...mi piacerebbe continuare la collezione con lo stesso formato, invece probabilmente aspetterò un'infinità e alla fine acquisterò le edizioni rilegate. Non è giusto!
Questa è la mia wish list per questo mese.
Chissà, magari al salone del libro di Torino troverò questi libri a prezzi modici...speriamo!
Ne hai letto qualcuno?
Cosa ne pensi?

Donna alla finestra - Catherine Dunne


Buongiorno lettrice e buongiorno lettore,
eccomi qui con un'altra recensione e anche questa volta oltre a parlarti di un libro di Catherine Dunne ti parlo di un libro che è stato il mio compagno durante una serata, precisamente quella del 26 Aprile.
Un libro scorrevole e avvincente che, però, si discosta non di poco dalla solita produzione "dunniana":

Sto parlando di Donna alla finestra, ultimo libro in ordine cronologico di questa autrice, pubblicato da TEA, prezzo di copertina 8.60 euro, 299 pagine, codice ISBN 9788850226757.

Ieri, in questo post, ti dicevo che questa autrice ama molto trattare storie di donne; storie che riguardano i loro problemi; storie che riguardano, però, anche gli amori e le gioie delle loro vite.
Anche questa volta, effettivamente, la protagonista indiscussa è una donna di nome Lynda Graham che, insieme a suo marito Robert, vive in una bella casa di Dublino; ha un discreto conto in banca; un lavoro che la soddisfa e che l'appassiona molto e due figli invidiabili.

Ho letto le prime cento pagine in pochissimo tempo. Qui, infatti, veniva raccontata la storia di questa donna e del suo matrimonio, abitudini, passioni, vita e sogni. Poi è comparso il passato e con lui si è presentato un nuovo personaggio: Danny. Questi è il fratello minore di Robert e nel libro ci viene raccontata la sua storia, il suo passato e soprattutto tutti i danni che ha causato alla sua famiglia prima e a Lynda e Robert poi.
Da questo punto in poi le cose sono iniziate a cambiare.
Danny ritorna nel quartiere dove vivono i due coniugi e accecato dall'invidia che ripone nei loro confronti inizia a vendicarsi con piccoli atti vandalici come sgonfiare le ruote posteriori del loro fuori strada; spargere la spazzatura sul giardino zen di Lynda (da lei tanto amato e curato); inviando lettere piene di minacce e ricatti. Insomma, i due sono vittime di stalking da parte di questo uomo e il lettore è guidato verso la conclusione del mistero, perché, ovviamente, i due protagonisti non scoprono subito chi sia questo "disturbatore". Mi spiego:

  • TU lettore capisci subito chi si cela dietro le varie vicende; 
  • LORO protagonisti non capiscono chi sia così stupido e cattivo e così solo e senza niente da fare nella vita da trovare il tempo di compiere queste baggianate (parentesi: inizialmente credono che sia colpa dei ragazzini del quartiere);
  • DANNY manovra tutto come un burattinaio e si diverte da morire; 
  • Allora TU lettore dici: "ma perché non ci arrivate?". 
Alla fine capiscono e il libro finisce.
Così.

La Dunne ha voluto scrivere una specie di giallo senza conclusione.
Il problema è che l'unica cosa che è riuscita a fare bene è il non inserire la conclusione, perché del giallo proprio non c'è traccia. Ci ha provato, magari si sarà pure impegnata, ma non ce l'ha proprio fatta.
Non so come spiegarvelo, dovreste leggere tutta le serie dei suoi libri e poi leggere questo.
Posso solo dirvi che non è stato il libro che mi aspettavo. E' stata una lettura piacevole, e a volte anche ansiogena (più o meno), ma sono rimasta un po' delusa dalle decisioni stilistiche di questa autrice che tanto apprezzo.

A questo proposito ho deciso di attribuire al libro solo quattro stelline, di solito alla Dunne metto cinque stelle ad occhi chiusi. Ah, a proposito, se volete aggiungermi su aNobii cliccate qui!

Avete letto questo libro?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e soprattutto se anche voi avete notato qualcosa di diverso rispetto agli altri suoi libri...

PS: La Dunne resta comunque una delle mie scrittrici  preferite! 
Anche se spero che i suoi prossimi libri tornino
 ad essere più vicini al suo stile caratteristico.

domenica 6 maggio 2012

Il viaggio verso casa - Catherine Dunne



Buongiorno lettore e buongiorno lettrice,
volevo raccontarti le mie impressioni a proposito di "Il viaggio verso casa" che è stato il mio compagno di avventura durante questo 25 Aprile. Giustamente in quella data, le lezioni all'università sono state sospese e dopo aver trascorso mattina e pomeriggio a studiare, la sera, dopo cena, mentre miomarito seguiva l'NBA io leggevo questa storia emozionante:

Il viaggio verso casa è edito da TEA, presenta 261 pagine totali, prezzo di copertina 8.60 euro, codice ISBN 9788850204823.

Adoro questa scrittrice. I suoi romanzi sono sempre scorrevoli e molto coinvolgenti. Ogni volta che ne inizio uno non riesco a chiuderlo se non a lettura terminata. Le storie hanno sempre come protagonista una figura femminile e di solito si tratta di una donna che deve combattere contro qualcosa: un matrimonio fallito; un lavoro impegnativo; figli ribelli e difficili.

La scena iniziale ci presenta Elizabeth che, dopo un viaggio in aereo piuttosto lungo, è seduta nell'abitacolo di una macchina noleggiata e sta percorrendo la strada verso casa. Ad attenderla il fratello maggiore e il motivo del suo ritorno a Dublino: sua madre. Elizabeth è provata dal viaggio e da uno sventato incidente automobilistico che ha destabilizzato il suo equilibrio interiore già sconvolto da una notizia imponente: sua madre sta morendo. In realtà, per lei, questa notizia è stata un fulmine a ciel sereno e i motivi sono molti:

  1. Le due donne hanno sempre avuto un rapporto difficile da gestire. Sono sempre state in disaccordo e spesso le loro opinioni cozzavano e sfociavano puntualmente il liti piuttosto accese.
  2. In seguito al punto uno troviamo il punto due ossia il fatto che Elizabeth appena ha potuto si è trasferita il più lontano possibile da sua madre, al fine di iniziare una nuova vita.
  3. Il punto due porta al punto tre cioè al fatto che la lontananza ha incrinato in maniera definitiva questo rapporto già claudicante e la comunicazione tra Elizabeth ed Alice è cessata quasi completamente.
Immaginate di stare a casa e mentre bevete una tazza di tisana squilla il telefono e vostro fratello che abita a chilometri da voi vi dice: "Ciao sorellina, come stai? Alice sta morendo. Forse è ora che torni a casa". Quando Elizabeth riceve questa telefonata rimane scioccata. Aspetta una settimana e poi decide di intraprendere questo viaggio verso casa. Fratello e sorella si avvicinano molto grazie a questa esperienza ed Elizabeth ha tempo per riflettere sulla sua vita e sul suo comportamento negli ultimi trent'anni. Sua madre la guiderà lungo questo percorso grazie ad un fascio di lettere che faranno conoscere sia ai protagonisti della storia che a noi lettori il passato di questa famiglia.

Si tratta di un libro commovente che, oltre a farmi piangere (ormai succede troppo spesso, decisamente), mi ha fatto riflettere molto. Ho pensato a tutte le persone che conosco, soprattutto a quelle a cui voglio bene, e ho capito che non c'è tempo da perdere. Non bisogna serbare rancore, dopo un litigio bisogna cercare di venirsi incontro e di mettervi fine. I momenti che passiamo lontani e arrabbiati sono momenti che non torneranno mai più e quando ci renderemo conto del tempo che abbiamo perso, ormai,sarà troppo tardi.
Cosa ti posso dire? Odio litigare. Spesso preferisco stare male che fare del male agli altri. E odio essere arrabbiata, soprattutto per le inezie facilmente risolvibili. Dobbiamo sempre pensare che al mondo esistono cose peggiori di quelle per cui ce la prendiamo tanto e che tutto il tempo che passiamo arrabbiati potrebbe benissimo essere impiegato per qualcosa di piacevole.
Elizabeth e sua madre hanno passato una vita intera a darsi contro, ad urlare, a piangere e ad essere arrabbiate. Ora si pentono di tutto questo, ma è troppo tardi. Non c'è soluzione, Elizabeth può solo decidere se continuare vivere con il rimpianto di ciò che è stato e poteva essere o se cercare di perdonarsi.

Un libro profondo, che stimola riflessioni importanti.

Il tempo è come un fiocco di neve, scompare mentre cerchiamo di decidere che cosa farne.
Romano Battaglia

Nuovi acquisti libreschi!

 Buongiorno lettore e buongiorno lettrice,
qui sono le 10.08 e devo assolutamente studiare. Tra pochissimo iniziano gli esami (questo semestre addirittura 4) e devo impegnarmi perché sono esami importanti.
Però volevo raccontarti cosa mi è successo in questa prima settimana di Maggio!
In Ancona dal primo giorno di Maggio fino al giorno 4, tutti gli anni, si tiene una fiera piuttosto imponente alla quale spesso non partecipo perché non mi sento troppo a mio agio in queste situazioni. Però quest'anno non ho potuto resistere e il motivo è che, tra le altre bancarelle, era presente uno stand di libri nuovi ma scontati all'inverosimile!
Siccome tra il primo e il 4 Maggio c'è stato anche il mio compleanno ho deciso di farmi un regalo corposo nella sostanza ma non nel prezzo...e questo è il risultato:


La sinfonia del tempo breve - Mattia Signorini
L'isola degli amori infiniti - Daina Chaviano
Cioccolato amaro - Lesley Lokko
Forse una storia d'amore - Martin Page
La madre indegna - Laura Toscano
Gli amanti fiamminghi - Paolo Maurensig
Noi due come un romanzo - Paola Calvetti

Ben sette libri in copertina rigida provvisti di fascette e segnalibri, in ottimo stato e con il profumo tipico che io tanto adoro (nuovissimi). Immaginate i prezzi di copertina...
Invece no! Sembrerà impossibile ma sono riuscita a portarmi a casa tutti questi libri con soli 28 euro.
Non ci potevo credere e non ci credo ancora.
Sono felicissima, non ti puoi immaginare quanto, e non vedo l'ora di iniziare a leggerli.

Da quale libro dovrei iniziare secondo te?
Fammi sapere! A presto :)