sabato 30 giugno 2012

La madre indegna - Laura Toscano


Ciao caro lettore e ciao cara lettrice,
questo pomeriggio sto cercando disperatamente di studiare, ma con questo caldo non ci riesco. Siccome mi sto anche innervosendo ho deciso di fare una pausa e, dopo aver guardato dei video di "acquisti libreschi" su YouTube (visto che non posso acquistarne io guardo gli acquisti degli altri e mi consolo), ora ho deciso di terminare le recensioni dei libri che ho già letto.
Anche perché devo iniziare le recensioni dei libri del Project 10 books...

La madre indegna di Laura Toscano, edito da Mondadori, prezzo di copertina  17 euro (io l'ho pagato 4 euro in una bancarella), 221 pagine, ISBN 9788804562092.

Trama:
In un caldo giorno d'estate, mentre la brezza marina soffia su Genova, viene trovato morto nella sua bella casa Leonardo Cerruti, ricco albergatore dal passato pieno di segreti. Il commissario Emilio Ravasco è chiamato a indagare, ma subito la sua volontà di vederci chiaro si scontra con il temperamento fiero di due donne. Livia, la moglie della vittima, chiusa in un gelido formalismo con il quale cerca di proteggere la sua famiglia e l'illusione di un amore in cui ha creduto forse troppo tardi. e Lucia, che, da anni, è rimasta sola in quella città per lei sconosciuta e si è affidata a Leonardo diventandone subito l'amante adorata, tradita con il peggiore dei tradimenti. Interrogata da Emilio, Livia si chiuderà in un silenzio reticente e pieno di riserbo, Lucia invece darà vita ad un racconto sconvolgente, capace di indebolire i moventi certi e di sviare ogni pista.
Mentre l'indagine procede, tutti i personaggi - quelli che vissero un passato fastoso al Grand Hotel e i più dimesse attori del presente sospeso ed esitante successivo alle elezioni del 1948 - si trovano a fare i conti con segreti mai confessati nemmeno a se stessi, deformati dal ricordo scintillante di un'epoca viziata e seducente. Così è anche per Emilio che, nel tentativo di far chiarezza su una verità sempre sfuggente, è costretto ad entrare in quelle vite piene di desideri insoddisfatti, slanci d'amore assoluti e ambizioni meschine, e viene trascinato nel vortice di un'inchiesta che lo riporterà indietro nel tempo dimenticato.
Con la sapiente malia delle grandi affabulatrici, Laura Toscano conduce il lettore nel cuore di un'epoca in cui i ricchi annoiati "sperperavano fortune al gioco e si suicidavano per salvare l'onore", e i poveri emigravano sognando belle donne con collane di perle, stanze lussuose, marmi e lampadari luccicanti. Ma già nella consistenza lucida di questo sogno patinato c'è il presentimento di una disillusione incombente. Sullo sfondo di un momento storico lontano ma fondante per il nostro modo di essere oggi, l'autrice evoca una folla di personaggi memorabili e di sentimenti grandiosi. Ecco allora una madre e un figlio che si amano come possono amarsi sono due infelici, travolti dal potere incontrollabile di ambizioni sbagliate, sensi di colpa e passioni terribili, ma sempre con la fiducia nella possibilità di inventarsi ancora un destino.
 Inizio subito con il dire che ho acquistato questo libro fondamentalmente per due motivi:

  1. il primo è che quando mi sono trovata di fronte ad una bancarella di libri nuovi, in copertina rigida e a 4 euro sono come impazzita e ho voluto prenderne il più possibile;
  2. il secondo motivo è che la copertina mi piaceva molto. 
Certo, se avessi saputo che si trattava di un giallo probabilmente non l'avrei preso, però basandomi sui due suddetti (serissimi e intellettualissimi) motivi ho ceduto e me lo sono portata a casa, insieme a tanti altri.
(Se vi interessa ne ho parlato in questo post)

Premesso questo posso affermare con certezza che, pur essendo un giallo, mi è piaciuto.
Lucia è il personaggio più interessante e forse è anche il personaggio di cui sentiamo più la voce. Grazie agli interrogatori del Commissario Ravasco conosciamo la travagliata storia di questa donna, abbandonata dalla famiglia; innamorata di un vile e madre di un figlio disabile e dolcissimo. Una storia toccante e coinvolgente che scorre davvero velocemente sotto gli occhi del lettore.
Non si può dire lo stesso delle parti dedicate al commissario, che ho trovato terribilmente noiose, e del personaggio deceduto, che invece mi hanno fatto saltare i nervi. Leonardo Cerruti è un uomo ignobile, vile, antipatico, stupido e approfittatore. Mi ha davvero infastidito e questo profondo fastidio non ha fatto che aumentare la mia stima nei confronti di Lucia.
Nel complesso è un libro piacevole, ma se durante l'estate avete intenzione di leggere dei gialli non ve lo consiglio. Se invece non volete leggere il solito romanzo rosa o il solito chick lit, magari potrà interessarvi questo libro.
Lo avete già letto? Cosa ne pensate?
Lasciate un commento qua sotto se vi va di parlarne.

Al prossimo post!

venerdì 29 giugno 2012

Project 10 Books!


Buon pomeriggio caro lettore e buon pomeriggio cara lettrice,
oggi niente recensioni, almeno per il momento. Ho due libri in arretrato effettivamente, ma prima di recensirli ci tenevo a confermare la mia partecipazione al Project 10 books.
Si tratta di un progetto nato su YouTube: dopo una serie di riflessioni e constatazioni alcuni Youtubers sono giunti alla conclusione che molti di noi amanti della lettura si stanno trasformando da lettori compulsivi a "compratori di libri compulsivi". L'amore per la lettura ci porta ad acquistare più libri di quanti siamo in grado di leggere e alla fine chi ci rimette sono le nostre tasche.
Al fine di smaltire una parte degli acquisti fatti in passato, i nostri cari amici youtubers hanno creato questo progetto di cui ora vi illustrerò le semplici regole:

  1. La prima regola, e per me la più difficile, è scegliere dieci libri tra tutti i libri in attesa di lettura che abbiamo in casa. E per me non è stato affatto semplice perché di solito decido al momento cosa mi va di leggere e non riesco quasi mai a rispettare le liste, però ci voglio provare e, chissà, magari con un po' di impegno potrei pure riuscirci.
  2. Regola numero due, e forse la più importante, da quando iniziamo il primo dei dieci libri fino alla conclusione dell'ultimo non dobbiamo acquistare altri libri, ma accontentarci di quelli che abbiamo. Ed è fantastico pensare che così si ha la possibilità di smaltire le pile di libri abbandonati al loro destino.
Dobbiamo pensare che i libri che abbiamo accumulato non sono altro che libri che abbiamo bramato e cercato per lungo tempo..e meritano le giuste attenzioni.
Io ho scelto dieci libri, con un po' di difficoltà, e ho avuto la possibilità di rispolverare libri che avevo dimenticato. Vi mostro subito le mie scelte: 


Appunti per uno studio del cuore umano - Penelope Lively
La regola del gusto - Hume
Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay - Michael Chabon
Il paradiso degli orchi - Daniel Pennac
Indietro nel tempo - Jack Finney
Un'inquilina particolare - Emiliano Gucci
Pigmeo - Chuck Palahniuk
Poetica - Aristotele
La figlia perfetta - Anne Tyler
Il giardino degli incontri segreti - Lucinda Riley



In realtà non inizio oggi questo progetto, e la dimostrazione è il fatto che la lista dei libri compare nella mia agenda in data 18 Giugno. Ho aspettato un po' prima di pubblicare questo post perché volevo essere sicura della lista, ma anche perché sto aspettando un pacco (che pare disperso) e un piego di libri.
Stamattina, però, stanca di attendere ho deciso di dedicare un post a parte ai vari libri in attesa di essere ricevuti e decretare definitivamente la mia partecipazione al progetto!


Grazie agli adorati Youtubers che seguo, e alle loro idee, ho scoperto di avere una trentina di libri che non ho ancora letto e che (alcuni eh!) avevo anche dimenticato.
Perciò le prossime recensioni riguarderanno sicuramente questi libri e tutti quei libri che ho letto, ma che ancora devo recensire (dovrebbero essere due o tre, non di più) e quasi sicuramente tra qualche mese ripeterò il progetto.

Il link della pagina facebook del gruppo degli youtubers:
Youtubers che parlano di libri
Al prossimo post!

domenica 24 giugno 2012

I terribili segreti di Maxwell Sim - Jonathan Coe



Cara lettrice e caro lettore,
questa mattina mi sono svegliata presto. Dopo aver sistemato la cucina e i libri dell'Università ho deciso di studiare (in realtà si tratta di un ripasso prima dell'esame della prossima settimana). Mi sono seduta, ho aperto gli appunti, ho iniziato a ripetere e i muratori al piano di sotto (che lavorano ormai da mesi) mi hanno interrotta. Uno usa il trapano, l'altro usa il martello, uno scarica e carica i mobili dal camion sotto casa e il quarto canta a squarciagola. L'appartamento di sotto è in fase di restaurazione, quindi è praticamente vuoto, questi rumori rimbombano e io non riesco a concentrarmi. Non riesco nemmeno a leggere!
Quindi continuo con il mio progetto di smaltimento-recensioni iniziato qualche giorno fa:


I terribili segreti di Maxwell Sim di Jonathan Coe, la mia edizione è della Mondolibri (l'edizione originale è della Feltrinelli e credo che il prezzo sia di 18-19 euro, non so), pagine 363, prezzo dell'edizione Mondolibri 9.90 euro, codice ISBN9788807018107. 

Perché ho deciso di acquistare questo libro? Qualche tempo fa, mentre io e la mia amica Nicoletta stavamo correndo a lezione, di fronte alla libreria Mondadori un signore ci ha fermate chiedendoci quanti libri leggiamo al mese, se preferiamo acquistarli o prenderli in prestito in biblioteca e così via. Questo signore poi ci ha fatto conoscere un reparto al piano di sopra della libreria dedicato completamente alle edizioni Mondolibri. Se ci fossimo iscritte con l'acquisto di un libro avremmo ottenuto un libro in omaggio.
Io sono già iscritta al Club Mondolibri, anche se non acquisto mai niente e vorrei cancellarmi, Nicoletta non conosceva questo mondo e si è abbonata.
Ha scelto per lei una copia dell'ultimo libro di Sparks e poi mi ha chiesto un consiglio per la copia in omaggio. Tra le tante non ho esitato e ho scelto Coe perché se avessi dovuto scegliere un libro per me avrei sicuramente preso quello.

A distanza di qualche mese non ho resistito e l'ho preso anche io.
Il mio sesto senso aveva ragione perché, adesso come adesso, Maxwell Sim è diventato uno dei personaggi che preferisco e il libro di Coe uno dei preferiti di questo 2012.

Maxwell Sim è il personaggio principale di questa storia.
La peculiarità che lo contraddistingue è la più assoluta normalità.
Si tratta di un uomo di mezza età con un lavoro mediocre, un uomo di quelli che facilmente si mimetizzano tra la folla. Come succede nei film americani: c'è lui che è innamorato di lei , lei lo conosce da anni e anni, ma non si è mai resa conto della sua presenza, vuoi per l'abbigliamento ordinario, vuoi per la fisionomia tipica dell'uomo-medio, vuoi per la mancanza di "segni particolari".  La sua è una famiglia come quelle tante famiglie in cui uno dei genitori viene a mancare per una malattia incurabile e l'altro scappa dalla realtà, o in questo caso da Londra, per rifugiarsi in un mondo confortevole, o come in questo caso per rifugiarsi in Australia. Quando Max pensa ai suoi genitori dimostra un profondo attaccamento alla figura materna e una totale lontananza da quella paterna. Situazione che lo ha costretto, durante tutta la sua vita, alla ormai dichiarata condizione di Uomo normale e ad una forse innata incapacità comunicativa con gli esseri umani che lo circondano. Oltre questo, noi lettori abbiamo la (s)fortuna di conoscerlo in un momento non troppo felice: Max è stato lasciato dalla donna con cui ha condiviso dodici anni della sua vita, che ha deciso di trasferirsi in un'altra città con la loro unica figlia.

Sembra banale, lo ammetto, e forse lo è. E' una storia quotidiana di un uomo del tutto normale. E' un'idea semplice, ma forse è anche l'idea più sconvolgente, perché insieme a Max noi lettori abbiamo la possibilità di vivere una vita. Una vita che può anche considerarsi mediocre, ma che comunque è vita.
E' una storia densa di scoperte, di paure, di gioie e di amori, di rapporti spezzati, di persone ritrovate e soprattutto di consapevolezza di sé.
Maxwell Sim è ciò che di più normale e comune si possa pensare, ma nella sua normalità nasconde un passato tutto da scoprire e un futuro tutto da sognare.
E' stato terribile, per me, conoscere Max. Mi sono affezionata a tal punto a lui che, quando mi sono resa conto che le pagine del libro stavano terminando, ho voluto rallentare la lettura per tardare di un po' la separazione che inesorabilmente si sarebbe presentata di lì a poco. Gli ho voluto davvero bene, per quanto si possa voler bene ad un personaggio del tutto inventato, eppure gli ho voluto bene davvero.
L'autore è così capace e così sagace da creare l'illusione che Maxwell Sim esista davvero.

Coe è intelligente, divertente ed ironico. E' il primo libro che leggo di questo autore e non vedo l'ora di leggerne di altri. E' stato magico e devo ammettere che anche il momento in cui l'ho letto ha influito parecchio sul mio giudizio. E' un libro quasi perfetto e, credetemi, ho cercato un qualche difetto o una qualche situazione che non mi ha convinto...ci ho pensato e ripensato, ma non riesco a criticare niente.
Fantastico, veramente...

Vi do due consigli:

  • Prima di iniziare la lettura, guardate attentamente la copertina e cercate di memorizzare i dettagli, lì c'è tutto. Tutti i terribili segreti di Maxwell Sim sono rinchiusi in quella piccola valigia.
  • Prima di iniziare l'ultimo capitolo chiudete il libro, aspettate qualche minuto e riapritelo. Io sono stata costretta a rileggere il finale due o tre volte...non potevo crederci, mi ha lasciata davvero di stucco e mi ha fatto sorridere...poi ditemi se Coe non è un genio!?
Al prossimo post!

mercoledì 13 giugno 2012

Mare al mattino - Margaret Mazzantini


 Cara lettrice e caro lettore,
come dicevo nel post precedente, devo scrivere una marea di recensioni, la mia povera scrivania sta cedendo sotto il peso dei libri in attesa, quindi devo muovermi, anche perché tra poco torna a casa miomarito e devo preparare il pranzo:

Mare al mattino di Margaret Mazzantini, l'edizione originale è dell'Einaudi, io ho ricevuto questa copia in omaggio con un ordine sul sito di Mondolibri, 123 pagine, codice ISBN 9788806211134.

Questo libro è stato una sorpresa. 
Non faceva parte della mia wish list però mi è caduto tra le mani (con gentile partecipazione delle amiche di mia madre che mi fanno sempre troppi regali e che per questo ringrazio, Grazie ragazze!). Di Margaret Mazzantini ho letto due libri, tre con questo, e devo ammettere che è una scrittrice di talento. Scrive benissimo e le sue descrizioni sono in grado di trasportare il lettore nei suoi mondi, forse anche troppo.
 I mondi di cui parla, infatti, non sono mai mondi piacevoli e spensierati. La sua caratteristica principale è secondo me quella di rappresentare realtà difficili e impegnative. Vuoi per un incidente in motorino, in una giornata di pioggia, per il quale si rischia la vita; vuoi per un amore a Sarajevo e la ricerca disperata di una gravidanza negata e poi raggiunta.

La Mazzantini, questa volta, ci racconta la storia di due famiglie: 
Il piccolo Farid e la sua giovane madre Jamila a causa della guerra, e della morte del capofamiglia, decidono di abbandonare il loro paese natìo, la Libia. Con i pochi soldi risparmiati da una vita comprano un passaggio su una barca e mentre attendono di raggiungere la salvezza, circondati soltanto dal mare lo contemplano.
Dall'altra parte, nella costa opposta, in Italia Vito e sua madre Angelina vivono la loro vita. Angelina è figlia di una delle tante famiglie trascinate in Libia dal Regime dopo la colonizzazione e costrette da Gheddafi a ritornare in patria. Una famiglia alienata che non riconosce più le sue radici, ma che contempla il mare, quel mare protagonista che separa la loro nuova casa dalla loro vera casa.

Due figli, due madri e due mondi.
Due prospettive completamente diverse che condividono lo stesso odio-amore nei confronti del mare.

Un libro scorrevole che termina in un soffio e che, anche se tocca temi come la guerra, l'emigrazione e la disgregazione familiare, è capace di emozionare e coinvolgere il lettore.
E' stato un ottimo regalo e un'ottima lettura!

Che libri avete letto della Mazzantini?
Al prossimo post! 



Le montagne della follia - H.P. Lovecraft




Buongiorno lettrice e buongiorno lettore,
questa mattina mi sono svegliata con una voglia matta di studiare, per la quarantesima volta, il programma dell'esame che mi attende la settimana prossima. Quindi, armata di voglia di fare, entro nello studio e mi rendo conto che la pila di libri da recensire è lievitata a dismisura. Di solito, appena termino la lettura di un libro tolgo il segnalibro e appoggio il volume in un angolo della scrivania, così so che quel libro in quel posto attende una recensione. Non mi sono resa conto, però, che ora come ora i libri sulla scrivania, in attesa di recensione, sono diventati sei! Forse è meglio che mi do da fare:

Le montagne della follia di Lovecraft, edito da Newton Compton Editore (serie tascabili Deluxe), 176 pagine, prezzo di copertina 9.90 euro (io l'ho pagato 2 euro al supermercato), codice ISBN 9788854111349.

Sono in ritardo pauroso. Pensate che questo è il libro che mi sono portata a Torino durante il periodo del Salone Internazionale. Mi serviva un libro da leggere la sera che mi sono fermata in albergo, a casa ho scovato questo nei meandri della mia libreria e mi sono detta: "Lovecraft, è arrivato il tuo momento". Un po' in Autogrill, un po' in macchina, un po' a letto prima di dormire e un po' nell'attesa della coda all'entrata del Salone, l'ho terminato. Non avevo mai letto niente di questo autore e, sinceramente, non so se leggerò altro.

Lovecraft ci racconta la storia di una spedizione al Polo Sud. Un gruppo di esploratori, dopo essersi accampati e aver sistemato le loro attrezzature, iniziano ad esplorare ciò che li circonda. Ognuno di loro ha una specializzazione e ognuno di loro inizia a ricercare ciò che gli compete: geologi, ingegneri, fisici, biologi e così via
Ad un certo punto, però, una scoperta sensazionale: in una caverna vengono ritrovati i resti di esseri mostruosi, a metà strada tra vegetali e animali, che sembrano congelati da milioni di anni. Subito dopo l'esaltazione generale e la divulgazione della notizia, gli scienziati vogliono trasportare alcuni di questi esemplari nell'accampamento, al fine di poterli studiare con i giusti macchinari. Però c'è un però.
Detti esploratori, vuoi per trascinare le slitte, vuoi per protezione personale, non si muovono mai dall'accampamento senza il gruppo dei cani della spedizione e, proprio grazie ai cani, si trovano di fronte al primo evento sospetto: durante il ritrovamento degli strani esseri e durante il loro trasporto i cani non fanno altro che ringhiare e abbaiare in maniera furiosa. Gli esploratori arrivano a temere che i cani possano azzannare i reperti e rovinarli irrimediabilmente, così, una  volta tornati all'accampamento, decidono di allontanarli e, in un punto piuttosto lontano dalle loro tende, costruiscono un recinto di neve abbastanza largo da contenerli tutti e abbastanza alto da impedire loro la vista degli strani esseri. 
Dopo attenti studi, gli studiosi identificano questi esseri come probabili anfibi e attribuiscono loro il nome di "Antichi".

Poi il disastro. Un gruppo ristretto di uomini lascia l'accampamento e una volta tornati si rendono conto che una tempesta di neve ha distrutto il campo, gli uomini e i cani sono morti e degli "Antichi" non c'è più traccia. Si disperano, iniziano una ricerca furiosa, ma non c'è traccia nè degli uomini nè degli animali. Così si insospettiscono e si dirigono verso l'unica tenda rimasta intatta, al suo interno trovano un corpo di cane terribilmente mutilato e quello dello scienziato ce stava esaminando gli Antichi sezionato e deturpato. Un brivido freddo percorre la loro schiena e nella testa del narratore l'ombra di un sospetto.
Da questo punto in poi, i pochi superstiti faranno di tutto per scoprire la verità: è stata veramente una tempesta a devastare l'accampamento? O, piuttosto, è stato qualcuno?

 Per la prima volta, probabilmente, ho letto un libro di fantascienza e di "terrore". Nei primi capitoli Lovecraft è capacissimo di generare inquietudine nel lettore, ma, dopo il ritrovamento degli antichi e l'episodio della tempesta di neve, il libro risulta noioso. Non ho apprezzato la ridondanza delle frasi. Ogni cosa è "Temibile", "Spaventosa", "terribile", "Inquietante" e Lovecraft non fa altro che ripeterlo. Forse piuttosto che ripetere quanto tutto sia spaventoso sarebbe stato di gran lunga più efficace descrivere situazioni spaventose, lasciando al lettore il giudizio su di esse. E' pesante! Troppo pedante.
Poi però ho pensato anche che Lovecraft non scrive nel 2012.
Lovecraft ha scritto questo libro nel 1931 e lo ha visto pubblicato nel 1936; ha praticamente inaugurato questo genere e insieme a Edgar Allan Poe è stato definito "il padre della narrativa gotica americana". Come esordio è fantastico, ma se rapportato ai giorni nostri è un po' fastidioso.
Posso ritenermi soddisfatta? Sì, ho apprezzato questo libro, la sua storia e il suo essere "spaventoso", ma non so se leggerò altro, preferisco Poe!

E voi? Chi votate, Poe o Lovecraft!?
Al prossimo post

venerdì 8 giugno 2012

Honeymoon - Banana Yoshimoto


Cara lettrice e caro lettore,
ieri, come dicevo nel post precedente, sono stata in spiaggia, per la prima volta quest'anno. Io e miomarito siamo stati a pranzo nel nostro Chalet di fiducia e poi abbiamo deciso di prendere un po' di sole e voi direte: "Si vede Marty, guarda come è ridotto il tuo naso!", effettivamente mi sono abbronzata parecchio.
Devo ammettere che data la mia pelle scura e il mio amore nei confronti del sole ci metto pochissimo ad abbronzarmi, poi ieri c'era molto vento e non mi sono accorta che stavo letteralmente bruciando :) il tempo passava, io leggevo, si stava bene, la spiaggia era tranquilla e stamattina mi sono svegliata così: con il segno del costume e degli occhiali da sole. In tre ore di mare ho divorato due libri, questo è il numero due:

 Honeymoon di Banana Yoshimoto, pagine 103, prezzo di copertina 6.50 euro (io l'ho pagato 3.25 nello stand del Libraccio al Salone del libro), codice ISBN 880781661X.


Tante vite tutte simili tra loro sparse da ogni parte, che nuotano accompagnate da un numero infinito di pensieri. Amano, odiano, uccidono, sono uccise, aiutano, impediscono, nascono, muoiono, fanno ogni tipo di cosa senza nessun criterio apparente, c'è chi fa a pezzi e divora bambini che avrebbero potuto vivere a lungo e avere altri bambini, e c'è chi riceve forza da un cane che non vive a lungo. C'è chi progetta all'insaputa di tutti il suicidio nel mare di notte, e c'è il respiro pieno di vita di chi è cresciuto con pianti e strepiti senza curarsi di quale pancia lo ha partorito. In questa minestra densa di ingredienti che è la vita, le cose più rozze e quelle più fragili e delicate accadono tutte allo stesso tempo. E tutte queste cose, tutte le nostre occupazioni che scandiscono le grandi lancette del tempo in un piccolo giardino, viste da un luogo alto e tranquillo come quel promontorio, appariranno forse comiche, risibili, e anche piene di forza, come quei delfini che allineati, in processione, giocano tra le onde. Tutti noi, visti da un luogo molto alto, in un mare aspro, freddo, tempestoso, sommersi dalle onde, nuotiamo, giochiamo senza risparmio, e alla fine scompariamo e ci dissolviamo da qualche parte in questo immenso mondo.
Lo so che sembra un delirio, ma questo passo è una degna sintesi del contenuto di questo opuscolo. Un libricino breve ma carico di significato. Incontriamo Manaka, una ragazza di 23 anni che adora trascorrere le sue giornate nel giardino di casa sua, a contemplare il cielo, l'erba e le piante che coltiva sua madre. Resta lì, immobile, per ore e ore, senza parlare, senza compiere nessunissima attività. Lei sta lì, ferma tra i suoi pensieri e la natura. poi c'è Hiroshi, il suo vicino di casa, che diventerà prima suo unico amico, poi suo fidanzato e infine marito. Un ragazzo che scoppia in crisi di pianto isterico, che non ha i genitori e che dopo la scomparsa di suo nonno è terrorizzato dalla morte. I due vivono una strana storia d'amore che a volte sembra intensa e che altrettante volte sembra priva di senso e completamente arida.
I due non condividono niente, a volte sembra non si conoscano nemmeno, la stessa Manaka ammette di nono conoscere passioni e gusti di Hiroshi, non sa quale sia il suo hobby, la sua passione più grande, non sa quale musica gli piace ascoltare o che genere di libri ama leggere. Però i due solo legati da una forza misteriosa che li fa dipendere l'una dall'altro e sono legati anche a questo cagnolino:

Olive, che per loro è prima un amico, poi un fratello e poi quasi un figlio. La storia di questa coppia non può prescindere dall'amore che provano verso questo cagnolino e verso gli animali.
Ma non può prescindere nemmeno dai loro sogni e dalla morte, che è presente in ogni pagina di questo libro.

La letteratura orientale non è sempre facile da comprendere per noi occidentali. Bisogna possedere una profondità d'animo molto consistente, bisogna credere nei sogni e nella natura.
Mi ha colpito davvero tanto l'importanza che la Yoshimoto conferisce al mondo onirico, onnipresente in ciascuno dei suoi libri (almeno in quelli che ho letto). I sogni che fanno i protagonisti sono così importanti da modificare i loro destini, in base ai loro sogni orientano le proprie decisioni, le proprie carriere, le proprie speranze. Io sono abituata a stupirmi dei sogni che faccio perché spesso li considero assurdi e privi di senso, Banana Yoshimoto li considera importanti e non smette di ribadirlo. Sono sogni spesso premonitori, sono sogni che facilmente potremmo scambiare con episodi di vita vissuta, tanto che gli stessi protagonisti tendono a confondere la realtà terrestre con quella onirica.

Ho apprezzato molto Honeymoon, e se ve lo state chiedendo il titolo deriva dal fatto che la coppia dopo essersi sposata, per ragioni diverse, si trovano a compiere due viaggi che considerano come una prima e una seconda luna di miele. E' un libro estremamente orientale e perciò estremamente poetico. La dimensione sembra essere sospesa, sembra quasi di entrare a far parte di uno dei sogni dell'autrice o dei suoi personaggi.

Mi sono pentita di non aver acquistato altri dei suoi libri, perché nello stand del Libraccio c'erano praticamente tutti, erano nuovi e costavano poco più di tre euro. Sicuramente, prima o poi, farò un salto sul sito on-line e cercherò di reperire anche gli altri.

Se vi interessa ho recensito altri libri della stessa autrice, vi lascio i link qui sotto:
1. Delfini
2. Presagio triste
3. Lucertola

Zia Antonia sapeva di menta - Andrea Vitali


Buongiorno cara lettrice e buongiorno caro lettore,
quest'oggi voglio presentarti un libro di Andrea Vitali. Possiedo tre dei suoi romanzi e, anche se i lettori ne parlano spesso bene, non ho ancora capito se la sua scrittura e il suo stile siano di mio gusto. Il primo libro che ho letto è stato "La signorina Tecla Manzi", un libro scorrevole, forse anche troppo.. Poco dopo ho acquistato "Una finestra vistalago" che ancora devo leggere; poi questo:

Casa editrice Garzanti, pagine 147, prezzo di copertina 13.90 (almeno questo è il prezzo riportato sul sito della Garzanti, la mia copia è un regalo...in realtà è un regalo stato fatto a mia madre, ma avevo bisogno di un libro da leggere in spiaggia e ho deciso di prendere in prestito questo!), codice ISBN 9788811683919.

La storia è ambientata a Bellano, come tutte le storie scritte da questo autore. La protagonista assoluta è Zia Antonia, una signora anziana tutto pepe che adora divorare quantità esagerate di mentine. Detta signora, vista l'età, decide spontaneamente di trasferirsi in un ospizio (così lo chiama) per il semplice fatto che è stanca di dover dipendere da suo nipote, Ernesto, che si prende cura di lei ormai da qualche anno.
Come di consueto, il buon Ernesto Cervicati decide di andare a trovare la zia e, oltre al caratteristico profumo di menta, percepisce uno sgradevole odore di aglio che lo lascia interdetto. Le suore che si occupano degli anziani in questa casa di riposo sanno benissimo che l'aglio può risultare indigesto e non lo aggiungono mai alle loro ricette; eppure questo "odore" così pungente pervade l'intera stanza della Zia. Ernesto decide di chiedere informazioni a Suor Speranza la quale guida la casa di riposo con piglio militaresco. Questo è l'esordio.
Poco dopo Zia Antonia smette di parlare e di mangiare, Suor Speranza preoccupata chiama il dottor Fastelli, medico del paese, che si reca subito nella casa di riposo e visita la signora. Scopriamo, poi, che la causa dello sciopero di Zia Antonia è il fatto che non le è stato recapitato l'estratto conto dalla sua banca. Antonia è furiosa perché, anche se è consapevole di essere anziana, non vuole rinunciare ai suoi diritti e Suor Speranza, Ernesto e il dottore iniziano ad indagare.
Chi sarà stato a rubare l'estratto conto? E soprattutto: perché?

Una commedia basata sul senso dell'olfatto, sugli odori, i profumi freschi e piacevoli ma anche quelli forti e cupi. Due profumi, quello della menta e quello dell'aglio, che hanno completato la caratterizzazione di due personaggi fondamentali nella storia: l'indifesa Zia Antonia e un sinistro nipote approfittatore. Intelligente la scelta dell'autore, ma non è la sola:  perché oltre a caratterizzare i personaggi con i loro odori, Andrea Vitali utilizza dei nomi piuttosto significativi per ognuno di loro:

  • Incontriamo l'avvocato che si chiama Aurelio Spendace,
  • Incontriamo il direttore della Banca del Credito Orobico che si chiama Sisto Sansicario,
  • Incontriamo il nipote della Zia che si chiama Ernesto Cervicati, e più onesto di lui credo che non esista persona a questo mondo.

Andrea Vitali è migliorato da "La signorina Tecla Manzi". La storia è molto lineare, è vero, però posso assicurarvi che il finale presenta un inaspettato colpo di scena che mi ha fatto sorridere. Questa volta Vitali è stato davvero bravo e mi ha fatto venire voglia di leggere anche "Una finestra vistalago" che è bloccato da anni sul mio "comodino-di-letture-to-do".

I suoi libri sono adatti alla spiaggia. La brevità dei capitoli permette sia di leggerli velocemente sia di interrompere la lettura in qualsiasi momento. Io non ce l'ho fatta, ho iniziato il libro e dopo un'ora l'ho terminato. E' stato davvero piacevole e, anche se sono partita leggermente prevenuta, a fine lettura mi sono sentita soddisfatta e appagata. Questi capitoli sono stati delle ciliegie dolci e mature: una tirava l'altra!

E voi? che libri leggete di solito in spiaggia?

giovedì 7 giugno 2012

Ray Bradbury

Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l'albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos'altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l'uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita.
22 Agosto 1920 - 5 Giugno 2012
Ciao amici lettori,
oggi, mio malgrado, questo non sarà un post recensione. Ho deciso di scrivere in ricordo di Ray Bradbury, fantastico scrittore scomparso pochissimo tempo fa. Ho conosciuto i suoi libri grazie alla prof. di Lettere che mi ha sopportato alle medie e al liceo; senza di lei sono sicura che la mia passione per i libri non sarebbe mai emersa, ma sono anche sicura che se non avessi affrontato la lettura di libri come quelli di Bradbury oggi non sarei la persona che sono. Ogni libro, in qualche modo, lascia qualcosa nella nostra anima. Fahrenheit 451 mi ha fatto apprezzare il valore della carta, del libro come oggetto fisico e come fonte di conoscenza. Se non sono a favore degli e-book è anche grazie a lui. Questo scrittore mi ha dato tanto e mi sento in dovere di ricordarlo così:


Ray nasce a Waukegan da un operaio e una casalinga di origini svedesi. La scoperta della fantascienza si fa risalire circa al 1934 quando, a causa del licenziamento del padre, Ray e famiglia sono costretti a trasferirsi in California, in cerca di lavoro. Qui Ray inizia prestissimo a scrivere, ad immortalare le sue geniali fantasie su carta, ma il suo stile non è ancora quello che conosciamo oggi, infatti preferisce occuparsi di generi letterari diversi, soprattutto polizieschi e noir.

Dobbiamo aspettare il 1950, anno in cui raccolse in un unico volume le sue "Cronache marziane", per conoscere il vero Bradbury. L'anno seguente, poi, pubblica il celeberrimo "Fahrenheit 451", definito da Wikipedia come una "sorta di elogio alla lettura", da me tanto amato, letto e riletto.
Oltre alla fama di scrittore Ray vanta anche un notevole successo come sceneggiatore.
Un uomo brillante ed appassionato del suo mestiere, amava leggere e scrivere e aveva un profondissimo rispetto nei confronti dei libri e della carta stampata. Fonti anonime ci raccontano che, negli ultimi anni della sua vita, Ray si è dimostrato del tutto avverso ai libri in formato digitale tanto da impedire che le proprie opere venissero pubblicate in formato e-book. Solo nel 2011 ha acconsentito alla pubblicazione in formato digitale del suo successo maggiore: "Fahrenheit 451", sostenendo comunque di preferire il formato cartaceo.


"Bradbury aveva 91 anni. Quando ne aveva compiuti 85, amava dire, ridendo: "Non sono molti se usciamo da una prospettiva terrestre. Quando mi guardo allo specchio, la persona che ho di fronte è un giovane ragazzo, con la testa ed il cuore pieni di sogni ed eccitazione e un inarrestabile entusiasmo per la vita. Certo, ha i capelli bianchi, e allora? Spesso la gente mi chiede come faccio a restare così giovane e la risposta è semplice: basta vivere una vita in cui ti mescoli con qualsiasi tipo di attività, qualsiasi tipo di metafora, qualsiasi tipo di amore. E nella quale trovare il tempo di ridere, trovare ogni volta qualcosa che ti rende veramente felice, ogni giorno della tua vita. E questo è quello che ho fatto io, dai miei primi giorni ad oggi. E per mia fortuna sono stato sostenuto dalla passione, soltanto passione. E' un dono divino, non ha nulla a che vedere con la disciplina o con qualche regola. Io scrivo senza regole precise. Credo che proporsi preventivamente un piano uccida la creatività. Io le storie le voglio vivere mentre le scrivo". [La Repubblica.it]





"I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole. I cattivi scrittori la sforzano e l'abbandonano."
Ciao Ray!

sabato 2 giugno 2012

La wish-list di Giugno

Cara lettrice e caro lettore, 
quale giorno migliore del 2 Giugno per stilare la wish-list del mese di...giugno?
Ed eccomi qui, con il terzo post della giornata. Vi ho detto che mi è venuta voglia di scrivere :)
Questi 5 libri sono stati scelti con criterio e il motivo è soltanto uno: ho già una pila immensa di libri da leggere. Tra fiere dell'usato e Salone del libro ho fatto diversi acquisti e non me la sento di comprare altri libri per il momento. Però magari qualcuno ha voglia di farmi un regalo e non sa cosa regalarmi...

Questi sono i libri che mi piacerebbe ricevere. Iniziamo subito:


  • Primo libro: "Si vede che era destino" di Gioele Dix. Ero in autogrill la prima e l'ultima volta che ho visto questo libro. Nella mia libreria di fiducia non si è mai fatto vedere, o magari non ho saputo cercarlo..fatto sta che me ne sono completamente dimenticata. Poi, proprio questa settimana, mi sono messa a sfogliare il catalogo della Mondadori che avevo in casa e l'ho visto. Come si fa a non amare questa copertina, e come non si fa ad amare l'autore. Io lo adoro alla follia e quando guardo Zelig, ogni benedetta volta, non vedo l'ora di sentire lui, Giacobazzi e Mister Forest! 


  • Secondo libro: "Il linguaggio segreto dei fiori" di Vanessa Diffenbaugh. Perché sono mesi che lo punto in libreria, su internet, su youtube, al supermercato, e mi piacerebbe davvero tanto leggerlo, ma il prezzo è davvero troppo alto. Spero nell'edizione economica, ma finché le persone continueranno a comprare questa non credo che l'economica uscirà...e nella mia bancarella dell'usato di fiducia non c'è mai :(


  • Terzo libro: "Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron. Il motivo è lo stesso del mese scorso e il fatto che non mi sia passata la voglia di acquistarlo gli fa acquisire ancora altri punti!


  • Quarto libro: "Il grande Gatsby" di Scott Fitzgerald. Dopo il post che ho scritto a proposito del libro di Pietro Citati intitolato La morte della farfalla, Jessica (Pennylane mi ha lasciato un commento!!) mi ha consigliato di leggere per primo Gatsby e poi "Tenera è la notte" e quindi non potevo non aggiungerlo alla wish list di questo mese. Grazie Jessica! :)


  • Quinto libro: "Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer. Lo punto da quando è uscito e dopo aver sentito e risentito e risentito e risentito le splendide recensioni che ne fanno tutti gli youtubers che lo hanno letto non posso non leggerlo! Ma anche questo libro costa uno sproposito! Chissà, magari prima o poi lo troverò all'usato...

Che ve ne pare? La vostra wish list quali libri contiene?
Al prossimo post!

La morte della farfalla - Pietro Citati


Caro lettore e cara lettrice,
oggi mi sento proprio ispirata! Quindi non perdo tempo e vi parlo di un altro libro, questa volta proveniente dallo stand del Libraccio al Salone Internazionale del libro di Torino!

Sto parlando di "La morte della farfalla" di Pietro Citati, edito da Mondadori, prezzo di copertina 13 euro (ma io l'ho pagato 6.50, quindi scontato al 50% anche se nuovo),pagine 115, codice ISBN 9788804556480.

Pietro Citati è stato per me una scoperta.
A vent'anni suonati non ne avevo mai sentito parlare, poi, Fabio Fazio è corso in mio soccorso invitandolo a "Che tempo che fa" per la presentazione del suo libro intitolato Leopardi. Ho aspettato diverso tempo prima di acquistarlo e quando, finalmente, la Mondadori ha deciso di pubblicare l'edizione economica l'ho preso (o meglio: mia madre me lo ha regalato per Natale). Letto tutto d'un fiato, amato parola dopo parola. Ho imparato moltissimo riguardo Giacomo Leopardi e ho imparato ad apprezzare anche la brillante penna di Pietro Citati.

Circa una settimana prima della fiera del libro ho scoperto il canale youtube di pennylane1202, una ragazza davvero simpatica che legge molto e guarda un sacco di serie della BBC. Tra i suoi video ho scoperto questo:


E devo dire che nonostante tutto mi aveva intrigato molto la storia dei Fitzgerald. Quando ho visto il libro scontato del 50% non me lo sono fatto scappare, l'ho acquistato e l'ho letto in pochissimo tempo.
E' davvero scorrevole, forse anche troppo. Mi è piaciuto tanto, però obiettivamente, mi sento in dovere di dare ragione a Pennylane. Definire questo libro una biografia è un po' troppo audace. Sembra più un articolo di giornale o magari un saggio breve o forse ancora un inserto di un giornale scandalistico a proposito di questa coppia così famosa e così, altrettanto, tormentata.
Però non posso non apprezzarlo. Si tratta di un libro scritto bene che racconta, semplicemente, nel senso di "in maniera semplice", la storia di Zelda e Scott.

Vi riassumo brevemente il contenuto:
siamo negli anni tra le due guerre, anni difficili come ben sapete, e Scott e Zelda si incontrano. Inizia tra loro una storia a distanza, dal momento che Scott era arruolato nell'esercito, e Zelda tra un pensiero e una lettera indirizzata a colui che diverrà poi suo marito, si diverte ad uscire, bere e flirtare con diversi uomini. Ad un certo punto inizia anche una storia clandestina con un uomo e quando Scott lo scopre rimane sconcertato e decide di non vederla più. Però i due, non si sa come, si amano davvero, tanto che poi tornano insieme e si sposano. Diventano ricchi, fanno la bella vita e sono sempre,completamente e incessantemente insoddisfatti. I debiti iniziano a farsi sentire e Scott, a volte, è costretto a scrivere su commissione al fine di guadagnare qualche dollaro in più. A questi problemi si affiancano problemi personali:

  • Francis Scott Fitzgerald ha come ambizione quella di essere il migliore scrittore del suo tempo, un'ambizione che lo spinge a "bere per dimenticare", come si suol dire, e che, di conseguenza, aggrava la sua condizione fisica. Si sente sempre inadeguato, sempre secondo e sempre in costante competizione. Vorrebbe sempre di più, per lui stesso, per la sua fama e per Zelda che difficilmente perde tempo a consolare il marito o ad incoraggiarlo. Addirittura quando Scott le chiede di sposarlo, Zelda stabilisce che se lui non fosse diventato ricco di lì a breve non avrebbe acconsentito al matrimonio, perché non poteva di certo sposare un poveraccio. Tutte queste questioni divennero fonte di stress e tremenda pressione nell'inconscio dell'autore.
  • Zelda, dal canto suo, soffre di problemi mentali. Probabilmente si tratta di una condizione ereditaria dal momento che nella sua famiglia non è l'unica a soffrirne. Inizialmente sembra presentare un sorta di disturbo bipolare che si trasforma poi in un'ossessione per la danza (e queste descrizioni mi hanno fatto venire i brividi perché la sua ricerca della perfezione diventa una vera e propria tortura) per sfociare anche qui in problemi di alcolismo. Verrà rinchiusa spesso in cliniche e manicomi e in questi luoghi concluderà la sua vita.

Pag 57: " Sotto la doppia furia dell'alcol e della schizofrenia, i loro rapporti diventarono sempre più sinistri. Zelda accusò il marito di essere omosessuale, una tante: Hemngway era il suo amante. Allora, per rivelare a sè stesso la propria virilità, Fitzgerald decise di dimostrarla con una prostituta, e comprò dei preservativi. Zelda li scoprì e i due si accusarono furiosamente."
Non conoscevo questa coppia. Conoscevo Fitzgerald per la sua fama, ma non ho mai letto niente di suo. Probabilmente lo farò, non ora perché il mio comodino chiede pietà: ho un milione di libri da leggere e non me la sento di acquistarne di nuovi...(per il momento, sia chiaro!).

Comunque, vi è capitato di leggere qualcosa di Pietro Citati e\o di Fancis Scott Fitzgerald?
Se volessi avvicinarmi a questi tipi di lettura, che libri mi consigliereste?


Pag 106:
 "Il 15 Novembre 1941 Ernest Hemngway scrisse ad un
 amico comune. "Scott...aveva ancora la tecnica e
 lo spirito romantico per fare qualsiasi cosa, ma
 da molto tempo tutta la polvere era sparita dal
l'ala della farfalla, anche se l'ala ha continuato a
 battere fino alla morte della farfalla"

Forse una storia d'amore - Martin Page


Ciao lettrice e ciao lettore,
ti chiedo scusa per la mia assenza. Questo maggio 2012 non è stato esattamente ciò che si definisce "un momento felice"..per svariati motivi è stato un periodo difficile e burrascoso.
Ho letto molto, ho studiato altrettanto, ma la voglia di scrivere è tornata soltanto oggi.
Ne approfitto subito e inizio con raccontarvi la storia di questo romanzo:

"Forse una storia d'amore" è stato scritto da Martin Page e pubblicato dalla casa editrice Garzanti. Il prezzo di copertina è 14.60 euro (ma io l'ho pagato solo 4 euro alla famosa fiera di cui ti ho parlato nei post precedenti), pagine 156, codice ISBN 9788811670230.

Ho iniziato questo libro alla fermata dell'autobus, di ritorno dall'università, e sono riuscita a completare la lettura nelle due ore che mi separavano da casa..
La storia promette molto bene ma il finale non è stato così entusiasmante come speravo.
Se guardi bene la foto di copertina ti renderai conto che in basso a sinistra c'è una frase:
Clara ha lasciato Virgile. Peccato che lui non conosca nessuna Clara.  
Ma adesso farà di tutto pur di riconquistarla.
L'inizio è questo: Virgile torna a casa, dopo aver trascorso la giornata a lavoro (è un grafico pubblicitario), e come di consueto pigia il bottone della segreteria telefonica. Un messaggio in particolare colpisce la sua attenzione. Si tratta di una certa Clara che gli fa capire che la loro storia è finita e che è meglio per entrambi non vedersi più. L'unico piccolo problema è che Virgile non conosce nessuna Clara e l'ipotesi che questa donna abbia sbagliato numero è da accantonare visto che si rivolge a lui pronunciando, addirittura, il suo nome. Effettivamente Virgile è abituato ad essere lasciato dalle donne della sua vita, ma Clara...chi è questa Clara?
Se non conoscete Virgile non sapete niente dei suoi pregi e dei suoi difetti:
Pag. 21: "Giunto il momento di fare un bilancio, se si fosse dovuto descrivere, se avesse dovuto descrivere l'uomo che il mondo stava per perdere, avrebbe detto questo: aveva trentun anni e pesava settantadue chili. Si vestiva sempre allo stesso modo: pantaloni di velluto scuri, pullover a V, camicia a quadretti, scarpe inglesi. Aveva un vecchio modello di telefono cellulare abbastanza solido da resistere alle inevitabili cadute quotidiane. Tre volte alla settimana frequentava un corso di yoga in un gigantesco club sportivo di Place della Republique. Credeva nella necessità di princìpi in questo mondo senza paletti. Il girasole era l'unico fiore che acquistava e regalava. Guardava esclusivamente film in bianco e nero,e quando un film a colori gli interessava, regolava il televisore per toglierli; ascoltava soltanto dischi in vinile, beveva succo di cicoria, scriveva solo con Bic arancione a punta nera. In generale,gli piacevano le cose che aveva vissuto, vestiti, film, libri. Gli oggetti vecchi hanno resistito; racchiudono in sè un'esperienza della vita. Gli oggetti nuovi non sono nemmeno degli adolescenti; non capiscono nulla della nostra solitudine."
A questa accurata descrizione manca soltanto una cosa: Virgile è totalmente, completamente, paurosamente ipocondriaco. Tanto che, dopo aver pensato e ripensato a chi potesse essere questa Clara, a dove può averla incontrata e se effettivamente tra loro due esisteva una relazione, capisce di non ricordare nulla e si convince di avere un tumore al cervello, o qualche altra malattia terribile e terminale, che lo costringa ad uno stato di spaventevole amnesia.
Pag 33: "Secondo lui, la sua ipocondria era più un hobby che una nevrosi: quando si è single, con tutto quel tempo sprecato a non fare l'amore, a non camminare nel bosco mano nella mano, a non andare al cinema per vedere qualche film romantico, non ci sono attività più stimolanti che sottoporsi a radiografie, elettrocardiogrammi e subire varie palpazioni cliniche."
Dopo tutti gli esami del caso, e dopo aver costatato che il suo cervello sta bene e che la sua salute è di ferro, Virgile decide di cercare Clara, perché sente di amarla. Il suo obiettivo sarà riconquistarla.

La storia parte in quarta e, inevitabilmente, il motore si ingolfa sul finale.
Però mi è davvero impossibile non amare alla follia Virgile. Adoro la sua ipocondri, il suo pessimismo cosmico, il peso della vita che grava sulle sue spalle. E' tormentato, infelice e costantemente disadattato e io lo adoro.
Mi piacerebbe leggere qualcos'altro dello stesso autore, ma credo anche che potrei pentirmene perchè non credo sia possibile creare, e descrivere così bene, un personaggio tanto perfettamente disastroso quanto lo è il povero Virgile.

PS: Qualcuno di voi ha visto il film "Due cuori e una provetta"? 
Se lo avete visto sicuramente assocerete la figura di Wally a quella di Virgile.
 (Si, ho adorato anche Wally, lo ammetto!).


Se siete affascinati da questi personaggi-un-po'-particolari adorerete sicuramente Virgile e, con ogni probabilità, anche la sua storia!
Al prossimo post!