mercoledì 27 marzo 2013

L'allieva - Alessia Gazzola



Buonasera cari amici lettori,
stavo leggendo un libro nuovo nuovo, ma la voglia di condividere con voi quello che mi è capitato oggi era talmente tanta che l'ho chiuso e ho caricato le foto per una nuova recensione.
Noterete subito che in basso a destra nelle dette foto ho inserito il nome del mio blog. Perchè?
Perché oggi, mentre guardavo la TV a pranzo ho scoperto un nuovo programma televisivo (nuovo per quanto mi riguarda, non lo avevo mai sentito nominare): "Ti racconto un libro" su IRIS.
Che bello, finalmente un programma che parla di libri, di autori e di nuove uscite.
C'era Mattia Signorini, un giovane scrittore di cui ho già recensito "Lontano da ogni cosa" e "La sinfonia del tempo breve" e, mentre ascolto l'intervista, vedo scorrere sullo schermo della televisione una foto presa direttamente dal mio blog....se avete voglia, andate a rivedere la puntata del 25 Marzo qui!, ad un certo punto appare la foto che ho fatto al libro e che ho postato qui!
Senza sapere niente mi sono ritrovata in televisione.
Allora, d'ora in poi, firmerò tutte le foto così, chissà, la Mediaset potrà farmi anche un po' di pubblicità!

Ma veniamo alle cose serie:

L'allieva di Alessia Gazzola, edito da TEA, prezzo di copertina 12 euro, 374 pagine, codice ISBN 9788850227228.

Trama:
"Purtroppo sono i dettaglia a colpirmi e in genere sono sempre i dettaglia a commuovermi. Così, in Giulia, i piedi scalzi un po' piatti mi inteneriscono fino alle lacrime. E il bracciale sottile, colorato e usurato, comprato in chissà quale bancarella, mi ricorda che dentro quel cadavere c'era una vita tutta da vivere". Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa si essere un po' distratta. Ma di  una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall'affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più. Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un'aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come tutti gli altri. Perché stavolta conosce al vittima.

Ormai mi conoscete e sapete che di solito non leggo libri "gialli". Questo, in particolare, è stato un libro comprato per caso: ne avevo sentito parlare, la copertina mi intrigava, i libri della TEA sono libri "comodi" (a mio avviso) e l'autrice è una ragazza giovane e italiana. Mi sono detta "Proviamo!".
Ho iniziato a leggerlo, e l'ho anche terminato, durante i due giorni delle elezioni politiche. Quest'anno vi ho partecipato attivamente, sono stata nominata segretario e nella pausa pranzo e nei momenti morti mi sono portata questo libro da leggere per ammazzare il tempo.
Un libro che si presenta come un giallo, dove la protagonista deve indagare per scoprire chi sia l'assassino della giovane Giulia, una studentessa uccisa nel suo appartamento, ma che si è rivelato un libro piacevole e divertente.
Ho apprezzato molto la scrittura di questa autrice, frizzante e scorrevole.
Anche la storia non è da meno: la protagonista è una specializzanda in medicina legale, una ragazza single che non sa bene cosa vuole dalla vita, la cui unica certezza è la passione per il suo lavoro; ma è anche una ragazza un po' distratta, che combina guai a non finire;  una ragazza forte, che riesce a rialzarsi con le proprie forze ad ogni caduta e ad ogni delusione e una ragazza simpatica e spumeggiante che ha voglia di dimostrare quanto vale.
La protagonista è indubbiamente uno dei personaggi meglio costruiti.
Al secondo posto, e non a caso, c'è Claudio, il suo superiore, nonché oggetto del suo desiderio.
Intorno a loro una famiglia strampalata; un gruppo di amiche sempre pronte a dare consigli e ad intervenire in soccorso di Alice e un ambiente lavorativo opprimente.

E un omicidio.

Non sono un'esperta di gialli (e questo mi sembra che lo abbiate capito a sufficienza) e non sono qui per svelarvi chi sia l'omicida di questa puntata però, e lo dico con un po' di rammarico, secondo me, si capisce che sia l'assassino più o meno a metà libro.
Il delitto, la motivazione a monte del delitto e la scoperta del colpevole sono un po' prevedibili, a mio avviso, ed è un peccato perché il libro merita.
Quattrocento pagine che scorrono sotto le mani del lettore tra una nuova scoperta, un amore malcelato, i dubbi di una studentessa, una forte amicizia, poi il mistero che sembra non avere soluzione e alla fine il colpo di scena.

Sicuramente consiglierei questo libro ad una ragazza o ad una signora che, come me, non ha mai letto un libro giallo e che vuole iniziare a scoprire questo mondo ancora sconosciuto ai suoi occhi e lo dico perché, un romanzo di questo tipo, mi sembra il giusto "ponte" che collega il mondo il chick-lit al libro-Sherlock.

A me è piaciuto e su aNobii gli ho dato 4 stelline.
Mi è piaciuto talmente tanto che, quando l'ho terminato, ne ho acquistato un altro della stessa autrice :)

PS: Non vi ho detto che l'autrice è medico chirurgo specializzata in medicina legale... chissà se in questa storia c'è un fondo di verità...

domenica 17 marzo 2013

Il catino di zinco - Margaret Mazzantini



Ciao cari amici lettori,
finalmente sono tornata...sono passati secoli dall'ultimo post, e me ne scuso, ma purtroppo questo periodo non è stato molto "felice" per la mia salute: ho avuto ogni sorta di malanno, dalla tosse all'influenza, e la voglia di leggere e scrivere, come potete immaginare, non è stata molta.
Ora però sto meglio e non vedo l'ora di aggiornarvi a proposito di letture, curiosità e nuove scoperte.

Parto subito con l'esaudire una richiesta della mia amica Feliciana. Lei ama molto Margaret Mazzantini ed ha praticamente letto quasi tutti i suoi libri, tranne quello di cui sto per parlarvi. Così, incuriosita dal post sulla pagina Facebook di Letterando con Marty, mi ha chiesto di scrivere la recensione dell'esordio della sua scrittrice preferita...allora io colgo la palla al balzo e ve ne parlo senza indugio:


Il catino di zinco di Margaret Mazzantini, edito da Mondadori (Numeri Primi), 137 pagine, prezzo di copertina 12 euro, codice ISBN 9788866210535.

Trama:
Al centro di questo romanzo, il primo scritto da Margaret Mazzantini, c'è l'esistenza drammatica di una donna coerente e volitiva, che riesce sempre a conservare con coraggio e tenacia la sua indipendenza interiore. E' Antenora, eroina di un mondo arcaico, nel quale, pur confinata all'interno delle mura, esercita un matriarcato energico e indiscusso. Valori netti e semplici, sentimenti forti ed esclusivi la renderanno capace di affrontare dittature, guerre, e la difficile ricostruzione, senza mai perdersi d'animo. Di fronte alla sua morte, una donna di un'altra generazione, la nipote, ne tratteggia un superbo ed evocativo ritratto. Un romanzo intenso e coinvolgente costruito attorno a una donna in grado di essere sempre se stessa nonostante l'ostilità del mondo e della storia.

Margaret Mazzantini è una scrittrice di successo alla quale piace trattare tematiche serie, forti e importanti. Io ho letto alcuni tra i suoi libri più famosi e in ognuno di essi non c'era affatto spazio per la frivolezza:

  • In "Non ti muovere", come di certo saprete, la scrittrice narra la storia di una ragazza che in seguito ad un incidente in motorino, in un  giorno di pioggia, rischia di perdere la vita. Insieme alla sofferenza personale della ragazza è narrata anche quella delle persone che la circondano, in primis suo padre che, proprio grazie a questa disgrazia, ripercorre il suo passato in cerca dei suoi errori e delle sue colpe da espiare.
  • In "Mare al mattino", Margaret Mazzantini ci racconta le conseguenze della Guerra in Libia e della sofferenza di due bambini ai lati opposti dello stesso mare che, anche se lontani, hanno un passato comune che si ripercuote sul loro triste presente.
  • In "Venuto al mondo" la guerra è ancora presente, ma ad essa si aggiungono i problemi di una donna, che vorrebbe avere un figlio quando questo figlio non arriva e allora sarà costretta a rivolgersi ad altri orizzonti.
Nel suo libro d'esordio, invece, tratta una tematica molto più semplice: la storia di una donna.

Nella scena di apertura incontriamo una ragazza che, sconvolta dalla morte di sua nonna, inizia a raccontarne la vita, dalla giovinezza fino ad arrivare al matrimonio; la prima notte di nozze; i figli; la guerra; le difficoltà dei soldati che partivano per il fronte insieme a quelle di chi rimaneva a casa; la fame; la povertà; la gioia del ritorno; la paura del domani; poi i nipoti; la vecchiaia e gli ultimi giorni di questa donna forte e caparbia.
E' un libro fatto di ricordi, di un amore forte tra una nonna e una nipote, di parole forti, di forti sentimenti e di un linguaggio forbito (anche troppo) e che a volte tende a ridursi ad un puro esercizio di stile.
A me piacciono molto le storie che parlano di figure femminili e mi piace ancora di più quando il soggetto della storia è una donna forte e temeraria come Antenora. Non si può che imparare da loro, dal loro vissuto, dalle loro esperienze, anche nei casi in cui queste non siano realmente esistite.

Però, e c'è un però, non ho per niente apprezzato il modo in cui questo libro è stato scritto.
La Mazzantini ha voluto strafare: ha scritto una bella storia, ma l'ha scritta male, utilizzando parole arzigogolate e ridondanti; scrivendo periodi insoliti; utilizzando male la punteggiatura ed è un vero peccato perché il libro merita.
Una storia da 10+ si è trasformata in un libro da 6--.
Fortunatamente, al momento della lettura mi sono trovata di fronte a poco più di 100 pagine perché, sinceramente, non so se avrei retto un paragrafo in più.
A sua discolpa posso dire che si tratta di un libro d'esordio e che la Mazzantini è migliorata molto nel tempo, affinando e rendendo più elegante la sua prosa e, soprattutto, intuendo che per avere successo nel mondo della Letteratura il puro esercizio di stile non è sufficiente. A volte c'è bisogno anche della giusta semplicità.

Voi cosa ne pensate?
Avete letto questo libro?

PS: chi di voi sa perché l'autrice ha scelto proprio questo titolo? Vediamo chi indovina...