mercoledì 12 marzo 2014

L'abbraccio perfetto - Kempes Astolfi

Buon pomeriggio lettori,
tra poco devo correre in palestra ma, al momento, ho un attimo di tempo per fare il punto della situazione. Ho letto questo libro in due pomeriggi, l'ho letteralmente divorato e, dopo le brutte esperienze di qualche giorno fa (per saperne di più cliccate qui!), ho proprio bisogno di sollevarmi il morale con una recensione positiva. Il libro in questione si intitola "L'abbraccio perfetto" ed è l'esordio letterario di Kempes Astolfi pubblicato dalla casa editrice Prospettivaeditrice.


L'abbraccio perfetto di Kempes Astolfi, Pubblicato da Prospettivaeditrice, prezzo di copertina 14 euro, 227 pagine,
codice ISBN 9788874188550

TRAMA: Può un legame temporaneo rimanere per sempre nelle menti delle persone? E' il momento da vivere fuori dagli schemi, che regala emozioni uniche. Il Mondo cambia ad una velocità vertiginosa e le persone cambiano di conseguenza. Cosa c'è di meglio di una serata in cui il tuo incontro rimane perfetto, impeccabile? Una persona ha fatto una scelta unica, figlia del coraggio: lanciare un segnale dai profondi valori in una società che accoglie sempre più la superficialità tra le proprie fila e la contestualizza come normalità. Come può un uomo rendere indimenticabile un banale primo approccio? Una giornalista caduta nella tela del ragno indaga su qualcosa di prevedibile, che scopre diventare incredibile sotto i suoi occhi. Una catena di eventi sfiderà il Destino: nulla accade per caso. Nulla accade per caso, se non all'insegna di un uomo, che non ha un nome: J.

Un romanzo davvero curioso. Se deciderete di leggerlo, mi raccomando, cercate di iniziarlo nel weekend o magari quando siete in vacanza o bloccati a casa dall'influenza, perché, vi avverto, a lettura iniziata non riuscirete più a staccare gli occhi da queste pagine. La vostra curiosità sarà così forte che difficilmente riuscirete a chiudere il libro e pensare ad altro. Almeno questo è ciò che è successo a me.
Non sono riuscita a concentrarmi su nessun'altra cosa, pensavo al libro, pensavo a J e Amanda, continuamente. Per fortuna è piuttosto breve, duecento pagine, ed è così scorrevole che due pomeriggi bastano per leggerlo tutto d'un fiato.

J è un sognatore che ha dovuto fare i conti con una famiglia difficile. Suo padre incarna esattamente il prototipo dell'uomo dal quale è meglio stare alla larga. Si tratta, infatti, di una persona che pensa solo al proprio lavoro e alle proprie "faccende" private. Non è presente in famiglia, trascura continuamente la moglie, Melody, sta fuori casa per mesi e quando torna la picchia e la umilia, continuamente. J, unico spettatore, non riesce a spiegarsi per quale ragione la madre continui ad amare quell'uomo gretto e malvagio.
Quando Melody muore, J inizia a lavorare per una compagnia misteriosa ed è costretto a viaggiare tantissimo per lavoro. Un incontro casuale innesca nel ragazzo l'idea di una missione:
"Costruisco emozioni. Riparo emozioni. Sostituisco emozioni. Un meccanico in sostanza. [...] Ripristino la fiducia, la voglia di credere in qualcosa di grande. Riparo la poesia che la gente dimentica di avere nel cuore. Aggiusto sentimenti come la vergogna, l'odio, lo stupore, l'orgoglio. Io fisso nella mente emozioni indelebili. Rimedio a confusione, crisi. Prima riparo tutto questo e poi regalo qualcosa che, chi mi incontra, non potrà mai dimenticare. In sostanza, regalo Speranza" [pagine 127-128].
Nei suoi viaggi per il mondo, J si ferma ad osservare chi lo circonda e quando incontra una donna in crisi, che ha perso la speranza nei confronti dell'amore, la avvicina, trascorre una serata con lei e trascorre con lei anche la notte, se serve, ma non si spinge al di là di un abbraccio. Un abbraccio così confortevole e ricco di amore da essere considerato da queste vittime un abbraccio perfetto. Dico vittime perché, ogni mattina, quando queste donne si svegliano J se ne è già andato, lasciando soltanto un biglietto.

Amanda Lisetti è una giornalista quasi affermata e l'biettivo della sua vita è sfondare e  avere successo. Vuole diventare la migliore giornalista mai vista e vuole che il suo nome diventi memorabile nella storia del giornalismo. Per inseguire questa sua passione e questo suo obiettivo, Amanda mette il suo lavoro al di sopra di tutto e tutti e non si fa scrupoli a rovinare amicizie, calpestare persone e apparire al mondo come una vera bitch , no, lei deve primeggiare. Amanda è una persona veramente terribile, insolente e arida...o almeno così sembra.
Amanda è una delle tante vittime sedotte e abbandonate da J, ma lei, in particolare, non si arrende. Decide che l'articolo che la farà sfondare sarà proprio l'articolo a proposito di questo amante seriale. Allora decide di aprire un Blog, dove raccogliere le varie testimonianze di chi ha incontrato J. Ma non basta, deve trovarlo, deve smascherarlo e deve scoprire il suo nome.

Il libro prosegue svelando da una parte la storia e il passato di J dall'altra, invece, raccontando le indagini di Amanda e di un gruppo di donne che farebbe di tutto per rintracciare l'uomo, che ormai considerano l'uomo perfetto.
La struttura narrativa è magistralmente costruita. Come dicevo poco fa, non riuscirete a staccare gli occhi dalle pagine. Amanda riuscirà a trovare J? Ma soprattutto, perché è così ossessionata da lui?

Questo romanzo presenta qualche difetto, è vero:

  • DIFETTO SOGGETTIVO (Quindi potete anche saltare questo punto e passare al prossimo): A tratti la storia è davvero molto sdolcinata, forse anche troppo. Io non sono una gran romanticona  J, invece, lo è eccome. Forse lo stesso Kempes lo è e se da un certo punto di vista è rassicurante sapere che esistano uomini di questo calibro, d'altra parte, a volte, i pensieri di J e i dialoghi che intrattiene con il suo migliore amico sono decisamente troppo smielati e  si corre il rischio che il lettore si infastidisca. Io avrei dosato meglio tutta questa dolcezza.
  • DIFETTO OGGETTIVO: Il difetto più evidente di questo romanzo è lo stile non  molto rotondo (tanto per usare un termine improprio). Ci sono periodi un po' troppo colloquiali e il vocabolario utilizzato è piuttosto limitato, ma il lettore non può che perdonare Kempes per queste scelte narrative. Infatti, a pagina 111, troverete una vera e propria dichiarazione di poetica:

"La forma conta, ma fino a un certo punto. Emoziona le persone ed avrai le chiavi del loro cuore".
Effettivamente l'interesse per la forma non è forte come quello per i contenuti. Nel complesso è un libro che vale, una storia avvincente ed emozionante, che consiglio davvero con il cuore. Dovremmo mettere da parte il cinismo, ogni tanto. Io voglio provarci e voi?

I tre moschettieri - Alexandre Dumas

 Buongiorno a tutti,
questa mattina mi sono svegliata pensando ad un romanzo che ho letto nel mese di Gennaio. Mi è rimasto nel cuore e nella testa dal giorno in cui l'ho terminato e sono ancora combattuta. Non so come si possa recensire senza spoiler un romanzo avvincente come questo.
Pensavo di compiere un'analisi pari a quelle scolasticamente concepite; ho pensato anche di fare un focus sui personaggi; ho pensato di concentrare l'attenzione sul periodo storico nel quale questo romanzo è inquadrato.
Però, da una parte, e mi riferisco a chi ha già letto questo romanzo e lo conosce bene, mi sembra di scadere nell'ovvio; dall'altra, e questa parte riguarda chi non lo ha ancora letto, mi dispiace svelare la trama e i personaggi perché ciò che rende indimenticabile questo libro è proprio lo scoprire passo passo la trama e conoscere e comprendere e apprezzare o disprezzare i personaggi pagina dopo pagina.


E' stata una lettura enormemente appagante ed è stato bellissimo mettere a nudo e affezionarmi ai meravigliosi personaggi che popolano questo racconto.
La mia amica Giulia, in uno dei suoi post, ha scritto che recensire i classici sembra quasi un'operazione superflua perché c'è davvero poco da aggiungere a tutto ciò che è stato già detto. E non posso che unirmi a lei e a questa sua considerazione. I tre moschettieri è un libro conosciutissimo ed è stato letto da miliardi di persone, ne sono stati tratti numerosi film e serie tv; quando si citano Athos, Porthos e Aramis anche chi non ha letto il romanzo sarà, sicuramente, in grado di ricondurre tali nomi al romanzo di Dumas.
Quello che proverò a fare in questo post è semplicemente descrivere cosa ha suscitato in me I tre moschettieri e spero vivamente, qualora non lo aveste ancora letto, che vi precipitiate in libreria ad acquistarne una copia, per poi leggerlo e amarlo anche solo la metà di quanto l'ho adorato io.


I tre moschettieri è il più famoso dei circa duecentocinquanta libri usciti dalla penna di questo prolifico autore e dei suoi settantatré assistenti. Dumas lavorava con il professore di storia Auguste Maquet, a cui è spessp attribuita la premessa del romanzo e la prima stesura, sebbene questo testo e tutti gli altri da lui realizzati si prendano gioco della narrazione storica. D'Artagnan, l'eroe, è un giovane guascone che incarna sotto ogni aspetto lo stereotipo della testa calda della gente del feuso di Béarn. armato solo della lettera di raccomandazione per il signor de Tréville, capo dei moschettieri di Luigi XIV, e delle sue prodigiose doti di spadaccino, questo impareggiabilie giovane attraversa la Parigi del diciassettesimo secolo in cerca di fortuna. La longevità dei romanzi di Dumas è dovuta alla vitalità che l'autore infonde ai suoi personaggi e alla sua padronanza delle tecniche di composizione del feulleton, pieno di rompicapi e suspense. I tre moschettieri è l'avventura per eccellenza e il ritmo della narrazione conduce il lettore in un viaggio dal ritmo quasi delirante. La forza dei personaggi, dai tre moschettieri al cardinale Richelieu fino alla maligna Milady, non ha bisogno di ulteriori commenti essendo ormai radicata nella cultura occidentale. Il carisma del giovane guascone impettito di Dumas resta tuttora ben saldo. [Tratto da pagina 118-119 di "1001 libri da leggere prima di morire"] 




Ovviamente, questo romanzo è parte integrante dell'ormai nota lista dei 1001 libri da leggere prima di morire e, quando Ilenia di Con amore e squallore ha proposto un gruppo di lettura a tema I tre moschettieri, mi sono iscritta senza pensarci un attimo.
Possiedo questa copia da qualche mese, ormai, e se mi seguite da un po' sapete benissimo che, l'anno scorso, non sono riuscita a resistere all'iniziativa de La biblioteca dell'Espresso e ho acquistato tutti i volumi delle due collezioni.
Questo, in particolare, era la prima uscita della seconda collezione. Mi dicevo "chissà se lo leggerò mai". I Tre moschettieri è un romanzo di 660 pagine e siccome quando inizio una cosa mi piace finirla, pensavo che avrei impiegato mesi a terminare una lettura di cotanta mole. Chissà se, come me, anche qualcuno di voi si lascia frenare dal numero delle pagine.
Quando gli impegni sono tanti pensare di leggere un mattone come questo è davvero impegnativo.
Poi ti decidi, sfogli il libro fino al primo capitolo e inizi a leggere.

Il gruppo di lettura prevedeva di trattare 150 pagine a settimana. Il problema è che dopo quattro giorni l'avevo (già) terminato. Non sono riuscita a resistere. Dovevo proseguire la lettura, dovevo scoprire il finale e dovevo immergermi e vivere a tutto tondo le vicende e i personaggi. I tre moschettieri è la prova che il numero delle pagine di un romanzo è solo un numero. E io lo so, dannazione, lo so, ma ogni volta mi faccio frenare. E sbaglio! E' meraviglioso perdersi in libri come questo; libri che ti fanno affezionare ai protagonisti e ti fanno odiare gli antagonisti; libri che ti trasportano, senza che tu te ne accorga, in un altro Paese, nel passato e ti sembra di essere lì e vivere quelle vicissitudini a cavallo, insieme ai personaggi.  E' bellissimo sprofondare in quelle centinaia di pagine e sembrare di farne parte. Vi dico solo che mi sono svegliata di soprassalto almeno due notti, sognavo di duellare al fianco dei moschettieri, sognavo di cercare disperatamente Constance dopo il suo rapimento e sognavo di inseguire Milady, di incastrarla e, se ce ne fosse stato bisogno, di ucciderla con la mia spada. E poi, l'ansia di ritrovare quei puntali di diamanti e il gossip di corte e l'amore tra il Conte di Buckingham e la regina Anna d'Austria...
E' stato un sogno ad occhi aperti, ma che dico (?), un sogno, e basta.

Non fate come me, non fatevi spaventare dalla mole delle pagine.
Vi porto un esempio pratico: al liceo mi sono ritrovata a dover leggere La metamorfosi di Kafka. Ero giovane, per carità, devo sicuramente rileggerlo. Ricordo, però, che impiegai più di un mese per finirlo (perché io, masochista che sono, finisco sempre i libri che inizio, anche se non mi piacciono affatto. Vedi The Butler). Se non sbaglio, La metamorfosi conta circa un centinaio di pagine. Lo stesso mese della detta e sciagurata lettura, uscì Harry Potter e i doni della morte, 558 pagine, letto in un pomeriggio.

Ci sono libri infiniti di 50 pagine e libri che ti scivolano tra le mani, come un pugno di sabbia, di 800 pagine. Chissà perché, poi, quei libri lunghissimi ce li ricordiamo sempre come se avessimo terminato la lettura da una settimana. Nei libri tanto voluminosi puoi perderti ed emozionarti, soprattutto se, poi, ti trovi a leggere un romanzo d'appendice. Nel post dedicato al Flash mob letterario ho detto che da quel momento in poi sarebbe iniziata la mia spedizione alla ricerca e al recupero di tutti i romanzi d'appendice dell'universo, e non scherzavo. Ho iniziato acquistando I Miserabili anche se, lo confesso, quel giorno ero partita di casa convinta che avrei preso Vent'anni dopo, il volume successivo a I tre moschettieri. In libreria ne era rimasta soltanto una copia e la copertina era inesorabilmente sgualcita, quindi aspetterò e magari lo acquisterò su internet.

Meraviglioso, non so in quale altro modo descrivere I tre moschettieri. Se non lo avete ancora letto, leggetelo subito, vi assicuro che non ve ne pentirete. Io lo depenno dalla lista del 1001 libri da leggere prima di morire e lo inserisco nella mensola della mia Billy dedicata ai libri che preferisco!
Se volete dire la vostra scrivetemi un commento qua sotto... io dico solo #TeamAthos!

-998

CONTATTI:
aNobii: http://www.anobii.com/martina4/books

lunedì 10 marzo 2014

The butler - Wil Haygood




Sono le 16:00 e ho appena terminato un libro che mi ha fatto davvero imbestialire.
Per questo ho deciso di scrivere una recensione, devo sfogarmi.

L'8 Marzo, il giorno della Festa della Donna, ero ammalata e mia mamma per tirarmi su il morale mi ha fatto due regali. Alla bancarella dei libri usati in Piazza Cavour ha trovato il libro della Ferrante a cinque euro e mentre faceva la spesa al supermercato, ha deciso di acquistare The Butler. Ne avevamo parlato spesso, avrei voluto vedere il film, ma dato che era stato tratto da questo libro, mi sarebbe piaciuto seguire il classico iter: prima leggo il libro, poi vado a vedere il film e infine ragiono sulle differenze tra le due forme artistiche.

Così, mossa a compassione, mia mamma lo ha acquistato per me. Io l'ho letto oggi pomeriggio.
E adesso vi racconto cosa ne penso.

TRAMA: Nel 2008, alla vigilia delle epiche elezioni che avrebbero portato Barack Obama alla casa bianca, Wil Haygood pensò di celebrare quel momento grazie a un testimone privilegiato, qualcuno che avesse vissuto in prima persona gli ultimi cinquant'anni di storia americana. Si mise così sulle tracce di Eugene Allen, il maggiordomo che aveva lavorato alla Casa Bianca dal 1952 al 1986. Dopo decine e decine di telefonate e lunghe ricerche, finalmente il giornalista ottenne l'indirizzo di Allen. Era ancora vivo. Aveva quasi novant'anni e viveva con la moglie Helene in un modesto e decoroso quartiere di Washington. Haygood ebbe quindi modo di intervistare Allen, il maggiordomo che conosceva la vita privata di ben otto presidenti degli Stati Uniti, da Harry Truman a Ronald Reagan. In seguito il giornalista scrisse in proposito un lungo articolo sul "Washington Post" che ebbe enorme risonanza. Così è nato il libro The Butler, che racconta la vita straordinaria di Eugene Allen e svela tutti i segreti che le mura della Casa Bianca hanno protetto per decenni.

Mai risvolto di copertina fu più bugiardo e falso.
Leggendo una trama del genere un lettore potrebbe aspettarsi che il libro contenga e riveli  miriadi di segreti, aneddoti, avventure, fatti particolari, curiosità. Niente. In questo libro non c'è niente.
Sì, però, almeno, viene raccontata la storia del maggiordomo!
No. Nemmeno quella.
The Butler di Wil Haygood. Edito da
Newton Compton, prezzo di copertina 9.90 €,
178 pagine, codice ISBN
9788854161474 
Wil Haygood racconta in 178 pagine (di cui venti circa sono occupate dalle foto di Allen e famiglia e dalle scene del film) scritte in corpo 18 (facendo una rapida equivalenza, riducendo l'interlinea a 1.15 e il corpo a 11 forse sarebbero bastate 80 pagine) il giorno in cui ha incontrato Allen.
Ma non vi dovete aspettare chissà quali peripezie e rivelazioni.
La scena che vi si paleserà di fronte agli occhi e una scena quotidiana, questi due vecchietti, Allen e la moglie Helena, sono in salotto e insieme guardano  Ok il prezzo è giusto in televisione. Haygood li disturba con qualche domanda di rito della serie "Per quanti anni ha lavorato alla Casa Bianca?" e STOP. Forse la parte  più interessante e avvincente potrete viverla quando Allen decide di mostrare al giornalista il seminterrato dove sono appese tutte le foto che lo ritraggono con i personaggi famosi che ha conosciuto nei suoi trentaquattro anni di servizio alla Casa Bianca, Presidenti compresi. Basta. Il libro è finito.
Le pagine che seguono riguardano l'articolo di Haygood, che probabilmente avrà raccontato qualcosa in più (forse), chissà, magari avrà svelato qualcuno di questi "segreti che le mura della Casa Bianca hanno protetto per decenni".

Il libro è composto da capitoli sconnessi.  Haygood racconta del momento in cui è stato contattato dai produttori del film (tre pagine). Fa un rapido excursus della storia americana e dell'integrazione razziale (cinque pagine) e poi una rapida carrellata dei Presidenti (con annesse foto) e del loro ruolo nella lunga marcia per i diritti civili (dieci pagine). Gli attori di colore e il loro rapporto con il cinema americano (dieci pagine).

Non c'è un'intervista fatta come Dio comanda. Sono solo lunghi elenchi di nomi di attori poi di nomi di registi poi di produttori di presidenti e di mogli di presidenti. Nessun personaggio è presentato e approfondito psicologicamente. Nemmeno il personaggio di Allen, che, dannazione, sarebbe dovuto essere il protagonista indiscusso, non è presentato né descritto. L'unica cosa che l'autore ribadisce è quanto Allen fosse discreto ed elegante. Basta. Fine. Stop.

Ho letto questo libro e non mi è rimasto niente. Non ho imparato niente. Non ho idea di chi sia questo Butler e non ho idea del motivo che ha spinto il giornalista del Washington Post a pubblicare un libro imbarazzante come questo. Morale della favola: se devo cercare una cosa positiva in questo libro, per il momento, non la trovo. Ho sprecato due ore della mia vita che non torneranno mai più e vi assicuro che leggere o non leggere questo libro è esattamente la stessa cosa.

Sicuramente guarderò il film, perché spero che racconti qualcosa.
Il libro, per me, è no. E sapete benissimo che di solito cerco sempre di giustificare anche i libri brutti brutti brutti brutti. Credo che uno scrittore si impegni e investa tempo ed energie nella stesura di un libro. Sono sicura che anche le Case Editrici lavorano, investono tempo e soldi affinché il prodotto finito, pronto per il commercio, sia al meglio delle sue potenzialità. Ma questa volta tutto ciò che di positivo poteva esserci non c'è stato. Terribile. Davvero un libro imbarazzante.

L'unica cosa che mi è "piaciuta"(moltiplicate le virgolette all'infinito) è una frase, che poi non è neanche tutto questo granché. La condivido solo per gettare un po' di luce su questo libro inutile.

"Me lo ricordo bene, c'ero anch'io, amore", intervenne Helene. Risero entrambi di cuore, i coniugi: anime d'altri tempi, amore di vecchia data, d'altre stagioni."


Le chiacchiere del Lunedì #7 - PRESENTAZIONE: "Anna che mentre combatte non è sola"



Buon Lunedì a tutti,
Sabato 1 Marzo ho partecipato ad una nuova interessante presentazione svoltasi nel foyer di prima galleria del Teatro delle Muse di Ancona. 

Dopo la consueta lezione di scrittura del Sabato pomeriggio, tenuta dall'editore della Casa Editrice anconetana Cattedrale, ci siamo spostati in teatro dove il suddetto, Massimo Canalini, ha presentato un libro di sua pubblicazione.



Il romanzo "Anna che mentre combatte non è sola", di genere auto-fiction, è il libro d'esordio di Paola Olmi. Sposata, due figli, Paola Olmi attualmente vive e lavora a Macerata e, in questo libro di salvezza, racconta di una donna colpita da un tumore al seno, la quale si appresta ad affrontare il difficile attraversamento della malattia e dell'angoscia, quando la propria esistenza  è minacciata in modo tanto grave; allora la protagonista, e con lei la famiglia, gli amici, i medici stessi, si trovano davanti agli occhi, e ciascuno a suo modo è chiamato a contrastare, una condizione complicata. Ecco, dunque, un romanzo che si legge tutto d'un fiato, sostenuto com'è dall'urgenza di sincerità e verità che ne abita il dettato e a fronte del quale ogni "posa" letteraria suonerebbe fuori luogo e posticcia. 


Nell'invito alla presentazione, insieme ad un breve cenno della trama, era presente un passo tratto dal romanzo. Queste poche righe descrivevano il momento in cui Anna è costretta a lasciare il suo ufficio e, secondo me, già da queste poche parole è possibile comprendere sia la linearità dello stile sia la forza di questa donna che, anche di fronte alle difficoltà che comporta una malattia terribile come il cancro, riesce comunque a guardare alla vita con speranza. Anna affronta la malattia con tutta la tenacia che ha in corpo, che le consente anche di sperare in un futuro migliore.

"Quella mattina d'autunno, mentre è in un piccolo negozio di frutta nella sua città nelle Marche, Anna respira per la prima volta l'odore del tempo. E' il suo primo giorno di malattia in venticinque anni di lavoro. Ha appena terminato di inviare per e-mail le cifre del codice di assenza all'ufficio del personale, ed è emozionata perché non sa cosa l'aspetta. Non conosce se a quel numero ne sarebbero succeduti altri o se non ce ne sarebbe stato più bisogno perché lei non avrebbe più messo piede nel suo ufficio, non avrebbe più acceso il suo terminale e non avrebbe più spolverato, come ogni venerdì, la sua scrivania, visto che aveva impedito alle donne di pulizie, che si avvicendavano come i giorni del calendario, di poggiare lo straccio fra le sue cose. Quando lo avevano fatto, i cavi dell'alimentazione erano stati maldestramente scollegati e i computer erano andati fuori uso come i telefoni, lo scanner e il fax: la catastrofe di una postazione di lavoro..."

Il libro, come dicevo prima, è un romanzo di genere auto-fiction. Questo significa che Paola Olmi racconta la sua storia e ai momenti di vita vissuti nella realtà alterna e combina momenti di finzione letteraria. Questo sfondo di realtà e di vita reale permette al lettore di fare i conti con un romanzo sincero, perché proprio di questo si tratta: la storia di una donna che, pur non fumando, non bevendo, non mangiando carne  e pur avendo allattato i suoi figli, si trova di fronte ad una notizia sconcertante. Il cancro. Prima un momento di crisi e di spaesamento che la avvicina ancor di più alla religione e alla ricerca di Dio e poi, improvvisamente, la consapevolezza che bisogna combattere. Bisogna trovare la forza di andare avanti, di affrontare le cure e tutto ciò che esse comportano. Ma Anna non è sola. Anna ha il sostegno degli amici, quelli veri, e della famiglia. L'autrice insiste molto su questo aspetto: "Non bisogna abbandonare le persone malate e le persone malate non devono isolarsi". Dicendo queste parole non fa riferimento soltanto a malattie terribili quali il cancro et similia, Paola Olmi ribadisce più volte, durante il suo intervento, che bisogna restare uniti di fronte a qualsiasi difficoltà, microscopica o enorme che sia.
Un libro che è anche una testimonianza di come le cose si possano risolvere anche nei momenti più bui.
Un romanzo per tutti, per i malati, per chi ha superato la malattia, ma anche per chi non ha idea di cosa significhi essere malati di cancro.


Se siete interessati all'acquisto o se semplicemente volete reperire qualche informazione potete telefonare ai numeri telefonici 3206393043 oppure 0712320342.









sabato 8 marzo 2014

Marti vs BBC - episodio 3

Buona sabato a tutti,
sto scrivendo nuove recensioni e le pubblicherò, persino. Lunedì sarà il giorno dell'ormai consueto post de "Le chiacchiere del lunedì", che tratterà la presentazione di un libro di genere auto-fiction e da martedì in poi aspettatevi una serie di recensioni arretrate.

Questa settimana sono stata molto impegnata. Ho dovuto concludere la mie tesi, la scadenza per la consegna è il 10 Marzo e non volevo portarla il giorno stesso, quindi mi sono data da fare per terminarla, stamparla, rilegarla, metterla su Cd, compilare i documenti, comprare le marche da bollo, pagare la tassa per la pergamena... sì, insomma, è stata una settimana piena. 
Inoltre il torrente davanti casa mia è straripato, il mio garage e la mia cantina si sono allagati e io e i miei genitori siamo stati due giorni e una notte in balia dell'acqua. A causa della stessa e dell'umidità che ha portato mi sono pure ammalata ed ora eccomi qui, convalescente, con un piccolo resoconto dell'ormai nota sfida contro la BBC.

L'ultimo post di questa serie risale al 3 Settembre 2013. Vediamo se ci sono stati miglioramenti...

Come al solito evidenzierò in giallo i titoli che ho letto:

Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen
2 Il Signore degli Anelli – JRR Tolkien 
Il Profeta - Kahlil Gibran 
Harry Potter – JK Rowling 
Se questo è un uomo - Primo Levi 
6 La Bibbia
Cime Tempestose– Emily Bronte 
1984 – George Orwell 
I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni 
10 La Divina Commedia – Dante Alighieri 
11 Piccole Donne – Louisa M Alcott 
12 Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
13 Comma 22 – Joseph Heller 
14. L'opera completa di Shakespeare 
15 Il Giardino dei Finzi Contini - Giorgio Bassani 
16 Lo Hobbit – JRR Tolkien
17 Il Nome della Rosa - Umberto Eco 
18 Il Gattopardo - Tomasi di Lampedusa 
19 Il Processo – Franz Kafka 
20 Le Affinità Elettive - Goethe 
21 Via col Vento – Margaret Mitchell
22 Il Grande Gatsby – F Scott Fitzgerald 
23 Bleak House – Charles Dickens
24 Guerra e Pace – Lev Tolstoj
25 Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26 Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
27 Delitto e Castigo– Fyodor Dostoevskj 
28 Odissea - Omero 
29 Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll 
30 L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera 
31 Anna Karenina – Lev Tolstoj 
32 David Copperfield – Charles Dickens
33 Le Cronache di Narnia – CS Lewis 
34 Emma – Jane Austen
35 Cuore – Edmondo de Amicis
36 La Coscienza di Zeno – Italo Svevo 
37 Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
38 Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39 Memorie di una Geisha – Arthur Golden
40 Winnie the Pooh – AA Milne
41 La Fattoria degli Animali – George Orwell 
42 Il Codice da Vinci – Dan Brown 
43 Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
44 Il Barone Rampante – Italo Calvino 
45 Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46 Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar 
47 I Malavoglia - Giovanni Verga 
48 Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello 
49 Il Signore delle Mosche – William Golding
50 Cristo si è fermato ad Eboli - Carlo Levi
51 La vita di Pi– Yann Martel
52 Il Vecchio e il Mare - Ernest Hemingway
53 Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
54 I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe 
55 Le Avventure di Pinocchio – Collodi
56 L'ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
57 Siddharta - Hermann Hesse
58 Brave New World – Aldous Huxley
59 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon 
60 L'Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
61 Uomini e topi – John Steinbeck
62 Lolita – Vladimir Nabokov
63 Il Commissario Maigret – George Simenon
64 Amabili resti – Alice Sebold 
65 Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas 
66 Sulla Strada – Jack Kerouac
67 La luna e i Falò - Cesare Pavese 
68 Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding 
69 Midnight’s Children – Salman Rushdie
70 Moby Dick – Herman Melville 
71 Oliver Twist – Charles Dickens
72 Dracula – Bram Stoker 
73 Tre Uomini in Barca - Jerome K. Jerome 
74 Notes From A Small Island – Bill Bryson
75 Ulysses – James Joyce 
76 I Buddenbroock – Thomas Mann
77 Il buio oltre la siepe - Harper Lee
78 Germinal – Emile Zola 
79 Vanity Fair – William Makepeace Thackeray
80 Possession – AS Byatt
81 A Christmas Carol – Charles Dickens
82 Il Ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde 
83 Il Colore Viola – Alice Walker 
84 The Remains of the Day – Kazuo Ishiguro
85 Madame Bovary – Gustave Flaubert 
86 A Fine Balance – Rohinton Mistry
87 Charlotte’s Web – EB White
88 Il Rosso e il Nero - Stendhal
89 Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
90 The Faraway Tree Collection – Enid Blyton 
91 Cuore di tenebra – Joseph Conrad
92 Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery 
93 The Wasp Factory – Iain Banks
94 Niente di nuovo sul fronte occidentale - Remarque
95 Un Uomo - Oriana Fallaci
96 Il Giovane Holden - Salinger
97 I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas 
98 Amleto– William Shakespeare
99 La fabbrica del cioccolato – Roald Dahl 
100 I Miserabili – Victor Hugo


Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams(Non mi è piaciuto, ma se vi interessa cliccate qui perché lo vendo\scambio)
Lolita – Vladimir Nabokov
I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas 

Sono i tre titoli che si sono aggiunti in questo periodo e quindi il mio nuovo punteggio è 43 su 100.

Si sono aggiunti soltanto tre titoli. Mannaggia, quello che mi fa rabbia è che molti dei libri di questa lista effettivamente fanno parte della mia libreria, dovrei solo trovare la voglia di leggerli (i titoli ai quali mi riferisco sono quelli sottolineati).
Ci posso provare e chissà, magari tra un anno riuscirò a battere il mio record.


Questo post era solo una scusa per farmi viva, concludere una settimana difficile e pesante e iniziarne una nuova, con tanta voglia di fare, di leggere e scrivere.

Inoltre voglio cogliere questa occasione per augurare a tutte le donne che passano da queste parti una felice festa della donna. Io ho festeggiato con un giro in libreria (un altro!) e questo è stato il mio bottino #NoMimoseMaLibri.

A presto e buon fine settimana!

domenica 2 marzo 2014

Flash mob letterario - #1MarzoCompraUnLibro




Buona Domenica a tutti,
ho un attimo di tempo e, quindi, ho deciso di scrivere un breve post a proposito del tanto atteso evento del Primo Marzo 2014: il flash mob letterario.

Vi avverto subito che sarà un post a tratti polemico, ma sono sicura che conoscendomi non vi stupirete delle mie parole.

Flash mob è un termine coniato nel 2003 per indicare un assembramento improvviso di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, che si dissolve nel giro di poco tempo, con finalità comune di mettere in pratica un'azione insolita. Il raduno viene generalmente organizzato via internet (posta elettronica, reti sociali) o telefonia cellulare, dice Wikipedia.

Per noi lettori, comprare un libro non è assolutamente un'azione insolita, anzi, forse è la cosa più comune e rassicurante. Inoltre, questo flash mob mancava totalmente della sua caratteristica fondamentale, ossia, l'assembramento improvviso del gruppo di persone in un dato luogo pubblico e la dissoluzione del gruppo stesso dopo un breve periodo di aggregazione. Ho ragionato su questo fatto soltanto ieri sera, quando mi sono ritrovata in libreria e la scena che mi si è presentata di fronte agli occhi era la solita scena che abitualmente vivo quando decido di acquistare un libro. C'era la signora anziana nel reparto dei gialli; c'erano le bambine che sfogliavano i libri di Violetta e dei One Direction. C'era il ragazzino con in mano il libro di Ibra. C'era il ragazzo nel reparto classici (insieme a me) e c'era il solito gruppetto di indecisi di fronte alla parete dei libri in ordine alfabetico, quelli che afferrano libri senza ritegno e senza nessun evidente criterio logico. Insomma: una comune giornata in libreria.

Il flash mob è stato organizzato male, perché è stato tutto tranne che un flash mob. Gli organizzatori, secondo me, se avessero (davvero) voluto organizzare un FLASH MOB avrebbero dovuto dare un orario ben stabilito o magari organizzare una situazione a più puntate (anche per smaltire le file alla cassa). Questo sarebbe stato d'impatto! Questo sarebbe stato un flash mob.
Il fatto di mettere un fiocco bianco sulla giacca non mi sembra sufficiente a rendere memorabile questa iniziativa.

L'idea di incentivare le persone ad acquistare un libro (e poi magari anche a leggerlo) è senza dubbio interessante. Addirittura ho notato che alcune librerie proponevano ulteriori sconti per chi avesse preso parte alla manifestazione. Però mi chiedo: quanti di quelli che hanno partecipato sono lettori ex novo e quanti sono coloro che abitualmente entrano in libreria e che abitualmente leggono (?). Sono curiosa di sapere se soltanto una delle persone che hanno partecipato è una persona che non comprava e leggeva un libro da anni. Io non credo che sia andata così. Io credo, invece, che chi ha partecipato, come me, legge abitualmente e credo anche che il flash mob sia stato soltanto una scusa per acquistare un libro.
 
Io sono sincera per definizione e confesso apertamente e senza indugio che appena ho visto il volantino di questa manifestazione letteraria sono andata a sbirciare la mia wish-list, senza accertarmi sui termini o sulle regole da seguire. Per me tutta questa storia è stata una scusa per acquistare un libro nuovo. Ecco, l'ho detto!
E sono in Project 10 books, ma non mi sento in colpa perché, anche se ho acquistato, l'ho fatto per una buona causa. L'ho fatto per far vincere la cultura. 

E, lasciatemelo dire, ho fatto due signori acquisti. Sì, due. Uno non mi bastava. Ero costretta a fare un danno e allora l'ho fatto fino in fondo, se no che gusto c'è? 



La mia wish-list si è accorciata di due titoli e la lista dei libri che devo ancora leggere, specularmente, si è allungata. 
Ma sono soddisfattissima dei nuovi libri presenti nella mia Billy (che piano piano sta cedendo sotto il peso inesorabile delle pagine che contiene).

Il primo romanzo che ho afferrato è stato questo gioiellino blu carta da zucchero, il cofanetto de "I Miserabili" pubblicato da Einaudi. 
Imponente e meraviglioso. Dopo l'esperienza che ho vissuto con "I tre moschettieri" ho deciso che voglio recuperare tutti i romanzi d'appendice dell'universo e siccome, questo in particolare, è sempre osannato come libro meraviglioso, non ho avuto dubbi su cosa cercare. 
Il prezzo di copertina è 25 euro, ma questa copia era un po' rovinata e il libraio me lo ha venduto a prezzo ridotto. (18 euro! Yey). Il danno era fatto, ma ho continuato a cercare nella sezione classici. Avrei portato via il mondo. Fortuna che il mio portafoglio è sempre, costantemente, incessantemente, continuamente vuoto perché, ad un certo punto, mi sono trovata tra le braccia:



  1. "Furore" di Steinbeck;
  2. "Il vagabondo delle stelle" di London;
  3. "La trilogia degli antenati" di Calvino;
  4. "Vent'anni dopo" di Dumas;

ma uno aveva la copertina piegata; l'altro era sporco sul bordo; un altro non mi convinceva del tutto...e alla fine ho optato per Francis. "Tenera è la notte" era nella mia wish list da quando ho letto "Il grande Gatsby" per la prima volta (oggi sono a quota tre); così l'ho preso. Anche qui ho avuto uno sconto, non so per quale ragione, e invece di 12 euro e 50 centesimi ho speso 10 euro.

Con 28 euro ho contribuito a questa opera di bene verso la cultura, ma soprattutto ho fatto un meraviglioso doppio regalo a me stessa e posso dirlo: non compravo libri dall'anno scorso! Gennaio e Febbraio sono stati due mesi senza acquisti, sono stata brava, dai! Ammettiamolo! Mi meritavo un bel premio per la mia perseveranza!

Voi avete partecipato? Dite la vostra!


PS: Se tu, sì, tu che stai leggendo, hai partecipato e sei uno di quelli che non ha mai comprato un libro in vita sua, scrivimi! Lascia la tua testimonianza, se esisti!




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