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Coraline - Neil Gaiman


Ciao Ciao Ciao...
Sono a casa, sto aspettando che i miei preparino la cena e mentre mi abbandono alla mia nullafacenza mi sono accorta che la recensione di Coraline (unico libro letto nel mese di Marzo) manca all'appello.
Ma sono qui per questo, e allora iniziamo!

La mia edizione è edita da Oscar Mondadori Best sellers, prezzo 9 euro, pagine 183, codice ISBN 9788804530237; comprata da me circa due settimane fa, se non sbaglio.


E' un libro per ragazzi quindi le pagine sono poche, le parole sono scritte in corpo 16 ed è pieno di illustrazioni (create da Dave McKean); quindi non ci è voluto molto. In più la storia mi piace tanto e quindi scorreva benissimo. Di cosa parla?

Coraline è una ragazzina che si è appena trasferita con i genitori in una nuova casa, mancano due settimane all'inizio della scuola e Coraline non conosce nessun bambino della sua età, i suoi genitori sono sempre impegnati con il lavoro e una volta letto tutti i suoi libri e giocato con i suoi giocattoli, disegnato tutto ciò che può essere disegnato (e anche ciò che non si può disegnare) decide di esplorare. Esce di casa con i suoi stivali di gomma colorati e scopre che nel giardino di casa sua abita un gatto, che nella sua palazzina ci sono tre appartamenti e che in uno abitano le signore Miss Spink e Miss Forcible, due ex showgirl, nell'altro uno strano signore che dice di allevare topi da circo e che il terzo è completamente vuoto. Inizia a piovere allora rientra nella sua casa ed inizia ad esplorarla, scopre che all'interno ci sono 153 cose blu, 21 finestre e 14 porte. Dietro una di queste porte si nasconde un mondo meraviglioso e allo stesso tempo spaventoso dove Coraline si troverà a combattere contro una terribile "altra madre" per salvare i suoi genitori e le anime di tre bambini.

Pag 67: "-Quando ero piccola- disse Coraline al gatto - e abitavamo nella nostra vecchia casa, molto ma molto tempo fa, papà mi portò a fare una passeggiata nel terreno abbandonato che separava la nostra casa dai negozi. In realtà, non è che fosse il posto ideale per andare a spasso. Era pieno di cose che la gente aveva buttato via: vecchie cucine a gas, piatti rotti, bambole senza braccia e senza gambe, lattina vuote e bottiglie rotte. Mamma e papà mi fecero promettere di non andarci mai da sola durante le mie spedizioni, perchè c'erano troppe cose taglienti e poteva venirmi il tetano e cose così. Ma io continuavo a dire che volevo esplorare quel posto. Così un giorno mio padre si mise i suoi stivaloni marrone e i guanti, poi mi infilò gli stivali, i jeans e un maglione, e andammo a fare un giro. Avremo camminato per una ventina di minuti. Scendemmo lungo un pendio, fin sotto un canalone dove scorreva un torrente, e di colpo papà mi disse:-Coraline, scappa. Risali il pendio. Subito!- Me lo disse con tono severo, disperato, così obbedì. Corsi su per il pendio. Mentre correvo qualcosa mi fece male al braccio, ma io non mi fermai. Arrivata in cima alla salita, sentii qualcuno che sfrecciava su per il pendio, dietro di me. Era mio padre, che correva come un rinoceronte alla carica. Quando mi raggiunse, mi prese in braccio e corremmo oltre la sommità della scarpata. Poi ci fermammo, ansimando e cercando di riprendere fiato, e guardammo di nuovo in fondo al canalone. L'aria pullulava di vespe gialle. Forse camminando avevamo calpestato un nido in un tronco marcio. Mentre correvo su per la salita, mio padre si era fermato per darmi il tempo di scappare e l'avevano punto. e correndo gli erano caduti gli occhiali. Io ci avevo rimediato una sola puntura sul braccio. Lui, ben trentanove punture su tutto il corpo. Le contemmo dopo, facendo il bagno.-
Il gatto nero cominciò a lavarsi muso e baffi con crescente impazienza. Coraline allungò il braccio verso di lui e gli accarezzò la schiena, la testa e il collo. Il gatto si rialzò, fece qualche passo finchè si trovò fuori portata, quindi si rimise a sedere e alzò di nuovo lo sguardo su di lei. -Così- disse Coraline- più tardi sempre qual pomeriggio, mio padre tornòlà per riprendersi gli occhiali. Disse che se avesse rimandato di un altro giorno, poi non si sarebbe più ricordato il punto esatto in cui gli erano caduti. e poco dopo tornò a casa con gli occhiali sul naso. Disse che non aveva avuto paura, mentre era fermo lì con le vespe che lo pungevano e gli facevano male, mentre mi guardava correre via. Perchè sapeva che doveva darmi il tempo di scappare, altrimenti le vespe avrebbero inseguito tutti e due-. Coraline girò la chiava nella toppa, che scattò con un sonoro clagore. La porta si spalancò. Coraline rimase ferma lì dov'era. -E mi disse che era stato coraggioso, restandop lì fermo a farsi pungere; non era stato coraggioso perchè non aveva avuto paura: quella era l'unica cosa  che potesse fare. Ma quando era tornato a riprendersi gli occhiali, sapendo che lì c'erano le vespe, aveva veramente paura. Quello era stato vero coraggio.- Mosse il primo passo lungo il corridoio. Il gatto avanzava lentamente accanto a lei. -E perchè mai?- le domandò il gatto, con un tono che rivelava scarso interesse. -Perchè- disse Coraline - quando hai paura di qualcosa, ma la fai comunque, quello è coraggio-."


Il film è stupendo, davvero. Poi è realizzato con la tecnica dello stop-motion che a me fa veramente impazzire. Soltanto che nel film c'è un personaggio in più rispetto al libro e quindi alla storia originale:



Da dove esce Wybie Lovat?