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Noa Noa - Paul Gauguin

Ciao!
Anche questa lettura non è delle più recenti, risale circa a 3 o 4 mesi fa.
Ora vi racconto come l'ho scoperto:

Nella mia facoltà c'è la possibilità di scegliere degli esami a piacere che fanno parte di una lista prestabilita. Per il primo semestre dovevo scegliere un esame tra:
Storia dell'arte medievale
Storia dell'arte moderna
Storia dell'arte contemporanea.
Dopo un momento di crisi mi sono rivolta ad un mio amico, che ha un anno più di me e che quindi è al secondo anno, e gli ho chiesto di darmi qualche dritta in base alla sua esperienza. La risposta fu : "Marty, assolutamente storia dell'arte contemporanea, non te ne pentirai".
Mi convinse immediatamente, non so se fu per la sicurezza con cui mi disse quelle parole o per l'espressione che aveva assunto il suo volto di fronte alla mia domanda; fatto sta che mi convinse e iniziai a frequentare le lezioni di contemporanea.
Ero un pò scettica, nella mia scuola superiore non si studia storia dell'arte, poi quando pensavo a storia dell'arte CONTEMPORANEA mi venivano in mente tele bianche con puntini colorati e tele colorate ricoperte di tagli.
mi dicevo, ma che senso ha tagliare una tela? ma chi te la compra?
Poi finito il corso ho capito.

Una delle lezioni che ricordo con più affetto fu quella dedicata al grandissimo Paul Gauguin, e voglio condivederla con voi:


Il professore, dopo aver ricapitolato la lezione precedente, iniziò a parlarci di Gauguin; disse che questo pittore fu una figura decisiva perchè contribuì a superare l'Impressionismo. Ci disse che si trattava di un personaggio particolare, considerato un mostro dai suoi colleghi, perchè viveva in completa autonomia, perchè assomigliava a niente e a tutto. Era un uomo che dentro di sè portava tanti sangui diversi e forse fu questa mescolanza di realtà diverse che lo rese un uomo del mondo, un cosmopolita, grandissimo viaggiatore.
Ci disse poi che Gauguin amava Manet e in modo particolare la sua Olympia.
Mentre ci raccontava tutta la sua storia, la classe era completamente al buio perchè sul muro il proiettore faceva scorrere sotto i nostri occhi le opere del pittore stesso.
Mi ricordo che guardavo le immagini passare e mi batteva forte il cuore perchè ascoltare l'evoluzione della vita di un uomo, e contemporaneamente guardare l'evoluzione della sua produzione artistica, mi faceva sentire parte di quella crescita. La sua vita si rifletteva nelle opere che guardavamo e le sue opere prendevano parte alla sua vita..vi assicuro che era molto suggestivo!
Poi, il professore, accese la luce, fermò il proiettore su un'immagine,



prese dalla sua borsa Noa Noa, si infilò gli occhiali e iniziò a leggere:

Pag 23 " per avviarmi alla tipologia tanto particolare di un viso tahitiano desideravo da tempo ritrarre una delle mie vicine, una giovane donna di pura razza tahitiana. Un giorno, lei ebbe l'ardire di entrare nella mia capanna per vedere le fotografie di quadri con cui avevo tappezzato una delle pareti della mia stanza. Guardò a lungo, con interesse tutto speciale, l'Olympia.
"che ne pensi?" le chiesi (avevo imparato qualche parola di tahitiano, dopo due mesi che non parlavo più francese).
La mia vicina mi rispose:
"E' molto bella."
Sorrisi a quel commento e ne fui commosso. Aveva dunque il senso del bello' Ma che avrebbero detto di lei i professori della Scuola di Belle Arti?
Dopo quel pensoso silenzio che presiede la riflessione, a un tratto aggiunse:
"E' tua moglie?"
"Si."
Mentii! io tanè della bella Olympia!
Mentre osservava curiosa alcune riproduzioni religiose dei primitivi italiani mi affrettai, senza farmi vedere, ad abbozzare il suo ritratto. Se ne accorse, assunse un'aspressione irritata, e disse seccamente:
"Aita (no)!"
Poi scappò via. Un'ora dopo era di ritorno con un bel vestito e il tiarè all'orecchio.
Civetteria? Piacere di cedere volontariamente, dopo aver opposto resistenza? O semplice fascino universale del frutto proibito, sia pure auto-proibitosi? O ancora più semplicemente capriccio, senza altro movente, puro capriccio in cui le maori sono così esperte?
mi misi al lavoro senza indugio, senza rinvii, febbrilmente. Ero consapevole che il mio esame di pittore comportava, in un certo senso, una presa di possesso fisico e morale del modello, come una sollecitazione silenziosa, impellente, irresistibile.
Era poco graziosa, secondo i nostri canoni estetici. Ma era bella. Tutti i suoi lineamenti confluivano in un'armonia raffaellita, grazie alla fusione di linee curve, e la sua bocca era stata modellata da uno scultore capace di inserire in una linea in movimento gioia e sofferenza fuse insieme. Lavoravo alacremente e con passione. Fremevo leggendo tante cose in quegli occhi: paura e desiderio dello sconosciuto; melanconia dell'amarezza sperimentata in fondo al piacere; e dominio di sè spontaneo e sovrano. Questi esseri, quando si donano, sembrano arrendersi a noi: si arrendono a loro stessi. risiede in loro una forza contenuta di sovrumana - forse divina - essenza animale."

Una volta terminato questo passo si tolse gli occhiali, spense la luce, riavviò il proiettore e continò a raccontarci Gauguin per poi passare a Serusier, Moreau...

Quando sono uscita dalla classe Gauguin è entrato nel mio cuore e non è più uscito. Non ho più ascoltato niente di quella lezione, perchè non c'era nient'altro da ascoltare, era perfetta così.
 Mi sono precipitata a comprare Noa Noa, la mia è un'edizione Mattioli 1885, prezzo 10 euro, pagine 101, codice ISBN 9788862610445. Data la quantità di pagine e dato il mio interesse, vi sarà facile immaginare che quel libro-diario non è durato più di un'ora...

Grazie Prof!