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Le ceneri di Angela - Frank McCourt


Ciao a tutti!
Il primo esame di questa sessione è andato e per fortuna è andato bene. Siccome era di giovedì ho deciso che mi sarei presa il finesettimana per rilassarmi e staccare per qualche giorno la spina che mi collega allo studio.
Tra una cosa e l'altra ho anche trovato il tempo per terminare questo libro:


Le ceneri di Angela scritto da Frank McCourt. La mia è un'edizione Adelphi e il prezzo è pari a 11 euro, pagina 378, codice ISBN 9788845915611.

Si tratta in realtà di un'autobiografia, la quale fa parte di un ciclo di tre libri in totale; questo nello specifico tratta i primi venti anni della vita dello scrittore.
L'autore racconta con estrema lucidità vivissimi ricordi della sua infanzia; dal mio punto di vista si tratta di un'opera ammirevole! Io non ricordo praticamente niente del mio passato, se non qualche piccolo episodio qua e là, McCourt al contrario è stato capace di descrivere oltre alle situazioni e ai vari episodi anche i dialoghi, i luoghi, gli odori, le vie, i prezzi, i colori, tutto... Sono rimasta veramente sbalordita, tanto che non vedo l'ora di acquistare gli altri due libri per completare la lettura.

Volevo condividere con voi qualche pagina che mi ha fatto sorridere:
  • La prima è inserita in un capitolo nel quale l'autore tratta della scuola. Il piccolo Frank entra in contatto con un nuovo professore innamoratissimo della scuola, dell'insegnamento ma soprattutto di Euclide e della matematica. Frank racconta lucidamente una delle prime lezioni che questo professore tenne alla sua classe e ad un certo punto scrive questa frase..

Perchè mi ha fatto sorridere? Fondamentalmente perchè è un pensiero che mi sono tenuta dentro per tutti gli anni del liceo. Ora studio lettere moderne e devo ammettere che uno dei motivi che mi ha spinto a scegliere detta facoltà, oltre alla passione, è stato il cercare di scappare dalla matematica. Non perchè sia allergica o perchè la consideri una malattia contagiosa, semplicemente perchè al liceo i tre professori che ho avuto hanno fatto di tutto per farmela odiare, mi hanno pregato in ginocchio: "Martina, odiaci e odia la matematica!". Questa esperienza negativa, protratta nel corso degli anni scolastici, ha maturato in me due sensazioni-barra-pensieri: prima di tutto se non si è portati per la matematica è difficilissimo riuscire ad impararla e soprattutto a farsela piacere, secondo poi i professori di matematica hanno la matematica e basta.

  •  La seconda pagina che mi ha fatto sorridere è inserita nel capitolo in cui Frank racconta di      quanto fossero importanti le sigarette per i genitori. Non avevano un penny, stavano perdendo i denti, tossivano in continuazione ma la scusa o la motivazione per una sigaretta, detta cicca, lo trovavano sempre e comunque. Magari non mangiavano però la cicca era sempre presente.


Il motivo per cui ho sorriso è scritto sul post-it giallo non leggibile: La coscienza di Zeno. Mentre leggevo questo capitolo ho pensato subito a Zeno e alla sua infinita e interminabile battaglia contro l'ultima sigaretta; la coscienza di Zeno è uno dei miei libri preferiti e dato che c'ero ho sfruttato l'occasione per dargli una ripassata..

  •      La terza pagina è quella che contiente questa frase:


Ho sorriso mentre leggevo perchè secondo me in questa frase si trova lo spirito del libro. Frank scrive da adulto, ma la storia è quella del Frank bambino. Come vi dicevo la lucidità dei racconti è disarmante anche perchè i dialoghi sembrano reali, sembra davvero trovarsi nella testa di un bambino e questo aspetto oltre a rendere il libro completamente credibile agli occhi del lettore, secondo me, contribuisce anche a rendere l'opera tenerissima!

Ho apprezzato tantissimo questo libro e devo ringraziare sia la casa editrice Adelphi che ha permesso alle librerie di vendere questo libro al 25% di sconto, sia Daniela - MrsEvvivame perchè è grazie a lei che me ne sono ricordata e innamorata!

PS: Se qualche professore di matematica o amante della stessa si è sentito offeso o giudicato chiedo scusa, purtroppo non ho nessun ricordo piacevole di questa disciplina e come dice Venditti "La matematica non sarà mai il mio mestiere!"

Al prossimo post!