venerdì 5 agosto 2011

La signora delle camelie - Alexandre Dumas (figlio)




Ciao a tutti!
16 giorni ancora e poi per qualche tempo non avrete mie notizie. Cercherò di passare più tempo possibile con la persona che mi manca di più al mondo in questo momento e quindi le mie letture, e conseguentemente le recensioni, saranno leggermente più sporadiche!
Però ho ancora qualche giorno, anzi, qualche notte insonne da trascorrere in compagnia di libri, film, musica, pensieri e parole. Di giorno o studio o giro per casa in cerca di qualcosa da fare per non pensare e di notte non dormo. Il compagno migliore in situazioni come queste? Un bel classico!

Veniamo a noi:



Iniziato la notte del 3 Agosto, terminato questa notte:
La signora delle camelie di Alexandre Dumas (figlio), edito da Grandi tascabili economici Newton, al prezzo di 7 euro, pagine 190, codice ISBN 9788854120587.

La signora dell camelie fu scritto da Dumas nel 1848, quando l'autore non aveva che ventiquattro anni (come dice il retrocopertina). Nell'introduzione Irene Bignardi ci racconta l'esegesi dell'opera focalizzando l'attenzione sul fatto che la storia, in realtà, non è pura fictio: si tratta della personale storia di Dumas e, soprattutto, dell'amore che nacque, si intensificò e poi si spense nei confronti di Alphonsine Marie Duplessis, incontrata nel teatro des Varietès nel 1846, esattamente due anni prima della pubblicazione dell'opera.

Nella prima e nell'ultima pagina l'autore, anzi, la sua personificazione in narratore onniscente e senza nome, ci dice che "la storia che stiamo per leggere" e, successivamente, "la storia che abbiamo appena letto" è una storia vera che merita di essere conosciuta. Dumas finge di ascoltare la storia dell'amore tra Armand Duval e Marguerite Gautier direttamente dalla bocca dello sciagurato Armand, in realtà, però Armand altri non è che Dumas e Marguerite altri non è che Alphonsine!

Ho scoperto l'acqua calda direte! :)
Se avessi letto l'introduzione prima di leggere l'intero libro probabilmente non mi sarei stupita così tanto e probabilmente non avrei fantasticato sulla storia, come invece è stato. Questo è il motivo per cui lascio sempre per ultime la lettura delle introduzioni, dei vari preamboli e addirittura la lettura dei retro copertina. Che senso ha leggere il libro se già ti hanno raccontato tutto ciò che c'è da sapere?

Comunque, stavo dicendo...ah si, la storia:
Il narratore mentre passeggia per le vie di Parigi si imbatte in un'asta che si sta tenendo nella casa di una famosa "mantenuta" (oggigiorno diremmo prostituta, o meretrice, o...insomma avete capito!). Incuriosito decide di parteciparvi.
Durante l'asta il banditore offre alla folla un libro appartenuto alla defunta donna: "Un volume, con bellissima rilegatura, a taglio dorato, intitolato Manon Lescaut. Sulla prima pagina c'è scritto qualcosa (Manon a Marguerite Umiltà). Dieci franchi"; e il narratore, senza riuscire a comprendere quale forza o motivo lo spinge a rialzare in continuazione l'offerta, si trova, al termine dell'asta, con il libro in mano. Poco dopo un certo Armand Duval si presenta a casa sua, piangendo e pregandolo di accettare la sua offerta per lo stesso libro di cui era diventato possesore poco tempo prima. Incuriosito dal comportamento del giovane signore e dalle parole scritte sulla prima pagina del volume, cerca, in qualche modo, di farsi raccontare che storia c'è dietro il libro stesso, chi è stata Marguerite e che legame c'era tra i due.
Armand, il giorno dopo, racconta tutta la storia dell'amore che nutriva nei confronti di Marguerite, le varie vicissitudini che li hanno visti protagonisti e la fine del loro amore oltre che della vita dell'amata dama.

Marguerite è una figura affascinante. Se non avete letto il libro e se vi state chiedendo che senso ha il titolo, come è capitato a me, sicuramente quando ne scoprirete l'origine ne rimarrete assolutamente affascinati. Adoro i romanzi con ambientazione ottocentesca e mi piace ragionare sulle differenze di comportamento che intercorrono tra gli uomini e le donne di epoche come questa e gli uomini e le donne di oggi. Mi piace creare paralleli tra i due tipi di linguaggi e vedere come la stessa cosa veniva detta nel 1800 e viene detta oggi. Nel 1800 tutto era poesia. Oggi siamo pragmatici, siamo talmente scioccati dalla realtà che ci circonda che non ci stupisce più niente. Invece è bello stupirsi! E' bello leggere un libro e poi stupirsi del fatto che in realtà abbiamo letto una storia vera mascherata sotto le sembianze di un romanzo. E' bello scoprire che l'autore ci ha raccontato una parte di sè stesso e capire che scrivendo ci ha aperto, un pò, il suo cuore.
A parte questo libro non ho letto altro di Dumas...peccato! Credo proprio che presto rimedierò!