giovedì 18 agosto 2011

Simposio - Platone

Ultimo post!

Ieri notte, dopo aver terminato il libro di Garcìa Lorca, non avevo ancora sonno.
Ho ascoltato un pò di musica e poi mi sono messa a cercare qualche libro da leggere nella mia libreria.
Ne ho parecchi e nonostante la mole sostanziosa non sapevo cosa leggere.
Allora ho alzato la testa e ho preso da sopra la mia scrivania uno dei Mammut della mia mini collezione:


Amore = sentimento che provo molto spesso e che nutro anche nei confronti di questa casa editrice.

La Newton Compton editori, oltre ad avere un ottimo rapporto qualità\prezzo, ha avuto la brillante idea di creare questa collana gustosissima. In ogni volume abbiamo tutte le opere di un autore a scelta ed una fantastca mini-caricatura dell'autore stesso, in copertina. A seconda della quantità di opere contenute in esso il prezzo del Mammut può variare da 9.90 euro, 19.90 euro oppure 29.90 euro. Tre fasce di prezzo fisse. E nello stesso Mammut possono essere contenuti da un romanzo fino a dieci o venti romanzi...o anche più!

Ad esempio, ieri ho scelto di sfogliare il volume dedicato a Platone:


Ricordo di aver aquistato questo libro durante una promozione, il prezzo di copertina è di 29.90 euro, io invece lo pagai 19.90. Insomma, 20 euro ma 20 euro spesi benissimo in quanto al suo interno sono contenuti:
  1. Eutifrone.
  2. Apologia di Socrate.
  3. Critone.
  4. Fedone.
  5. Cratilo.
  6. Teeto.
  7. Sofista.
  8. Politico.
  9. Parmenide.
  10. Filebo.
  11. Simposio.
  12. Fedro.
  13. Alcibiade.
  14. Alcibiade secondo.
  15. Ipparco.
  16. Amanti.
  17. Taegete.
  18. Carmide.
  19. Lachete.
  20. Liside.
  21. Eutidemo.
  22. Protagora.
  23. Gorgia.
  24. Menone.
  25. Ippia maggiore.
  26. Ippia minore.
  27. Ione.
  28. Menesseno.
  29. Clitofonte.
  30. Repubblica.
  31. Timeo.
  32. Crizia.
  33. Minosse.
  34. Leggi.
  35. Epinomide.
  36. Lettere.
35 libri e alcune lettere, ognuno con il testo originale a fronte.
Stiamo parlando di più di 2900 pagine! Sicuramente non è un libro da portarsi al mare o in borsetta quando dobbiamo andare dal medico od alle poste per ammazzare il tempo in coda.
Però, se siamo particolarmente attratti da un determinato autore e comunque ci mettiamo in testa di comprare tutti i suoi libri tanto vale acquistare un volume come questo e spendere molto meno. Almeno per quanto mi riguarda mi sembra la soluzione migliore.

Ieri sera ero nella mia stanza a far niente invece di dormire, ho cercato nell'indice del libro il Simposio e me lo sono letto tutto, rileggendomi più e più volte il meraviglioso mito dell'Androgino del quale sono spasmodicamente affascinata dai tempi del liceo!

Tra l'altro se non avete studiato filosofia e non avete letto il Simposio ma avete guardato Tre uomini e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo, sicuramente saprete di cosa sto parlando:



"Innanzi tutto, i generi degli uomini erano tre, e non due come ora, ossia maschio e femmina, ma c'era anche un terzo che accomunava i due precedenti, di cui ora è rimasto il nome, mentre esso è scomparso. L'androgino era, allora, una unità per figura e per nome, costituito dalla natura maschile e da quella femminile accomunate insieme, e nella forma e nel nome, mentre ora non ne resta che il nome, usato in senso spregiativo. Inoltre, la figura di ciascun uomo era tutt'intera rotonda, con il dorso e i fianchi a forma di cerchio, aveva quattro mani e tante gambe quante mani, e due volti su un collo arrotondato del tutto uguali. E aveva un'unica testa per ambedue i visi rivolti in senso opposto, e quattro orecchi e due organi genitali. E tutte le altre parti ciascuno se le può immaginare da queste cose che ho detto. Camminava anche diritto, come ora, in quella direzione che volesse. E quando si metteva a correre velocemente, come i saltimbanchi che volteggiano in cerchio a gambe levate, appoggiandosi sulle membra che allora erano otto, si spostava rapidamente ruotando in cerchio. Perciò i generi erano tre e di queste nature, in quanto il maschio aveva tratto la sua origine dal sole, la femmina dalla terra e il terzo sesso che partecipa della natura maschile e di quella femminile, dalla luna, la quale partecipa della natura del sole e della terra. E le loro figure erano rotonde e così il loro modo di procedere, perché assomigliavano ai loro genitori. Per la superbia gli uomini furono divisi ciascuno in due metà da Zeus. Zeus e gli altri dèi, allora, tennero consiglio per decidere sul da fare e rimasero nel dubbio: infatti, non potevano ucciderli, e, fulminandoli come fecero con i Giganti, annientarne la razza, perché sarebbero scomparsi anche gli onori e i sacrifici che provenivano loro dagli uomini; e d'altra parte non potevano permettere quelle insolenze. Dopo aver a lungo meditato, Zeus disse: 'Mi pare di aver a disposizione un mezzo che permetterebbe che gli uomini possano continuare ad esistere, e, divenuti più deboli, cessino di essere così sfrenati. Infatti ora - continuò - io li taglierò ciascuno in due, cosicché da un canto, essi saranno più deboli, e, d'altro canto, saranno più utili a noi, perché diventeranno maggiori di numero. E cammineranno diritti su due gambe. Ma se riterranno ancora di comportarsi in modo insolente e non vorranno starsene tranquilli, ancora una volta - disse - io li taglierò in due, in modo che saranno costretti a camminare saltando su una gamba sola'. Dopo aver detto questo, tagliò gli uomini in due, come quelli che tagliano le sorbe per farle essiccare, o come quelli che tagliano le uova con un crine. [...] Allora, dopo che l'originaria natura umana fu divisa in due, ciascuna metà, desiderando fortemente l'altra metà che era sua, tendeva a raggiungerla. E gettandosi attorno le braccia e stringendosi forte l'una all'altra, desiderando fortemente di fondersi insieme, morivano di fame e di inattività, perché ciascuna delle parti non voleva fare nulla separata dall'altra. E quando una metà moriva e l'altra rimaneva in vita, quella rimasta cercava un'altra metà e si intrecciava con questa, sia che si imbattesse nella metà di una donna per intero, quella che ora chiamiamo senz'altro donna, sia che si imbattesse nella metà di un uomo. E in questo modo morivano."

Platone è il mio preferito, sempre!