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Ehi, prof! - Frank McCourt



Terzo post in un giorno solo...questa mattina mi sono svegliata e ho deciso che avrei aggiornato il blog durante il pomeriggio. Avevo in mente ben 5 post e se continuo così probabilmente li pubblicherò tutti entro sera!

Questo libro è un libro importante per me. Vi spiego subito:
Ho incontrato per la prima volta questo autore nel video recensione girato da Daniela, una lettrice compulsiva come me! Questa ragazza ne ha parlato talmente tanto e talmente bene che mi sono incuriosita, sono andata in libreria e ho acquistato il primo libro di questa trilogia autobiografica, Le ceneri di Angela, me ne sono innamorata e sono corsa ad acquistare anche il secondo volume, Che paese l'America, ed infine il terzo, ciò di cui vi parlerò oggi.


Ehi, prof!, edito dalla casa editrice Adelphi, 11 euro, 309 pagine, codice ISBN 9788845923203.

Mentre il primo libro riguarda l'infanzia e il secondo libro riguarda la giovinezza, in questo libro Frank McCourt ci fa conoscere la sua esperienza lavorativa. Appena trasferito in America Frank si accontenta di qualche lavoro saltuario e decide di iscriversi all'università perchè vuole diventare insegnante. Una volta laureato finalmente trova lavoro in un istituto tecnico superioere e da qui inizia la sua lunga carriera. Sono riportate diverse scene che ha vissuto nelle varie classi durante la sua vita. Alcune molto divertenti e altre toccanti e commoventi.

Io studio Lettere Moderne e Contemporanee. Ogni volta che qualcuno mi incontra per strada e mi chiede cosa sto facendo di bello alla mia risposta l'espressione del viso dei miei interlocutori cambia. Puntualmente. Passano dal sorriso ad una sincera tristezza\rassegnazione\dispiacere e poi cercano di "risollevarmi" il morale: "Ah! Studi lettere? Bè vedrai che quando sarai laureata e specializzata e dovrai entrare nel mondo del lavoro la situazione degli insegnanti sarà migliore"...
Insegnanti? E chi ha parlato di insegnare!
Secondo il 90% dei miei conoscenti chi studia lettere è perchè ha come unica aspirazione di vita quella di fare l'insegnante. Ma chi l'ha detto?
Il giornalismo? L'editoria? La scrittura? Il teatro? Il cinema?
Dove mettiamo tutto questo?

Cha sia chiaro: io non voglio diventare insegnante. Primo perchè so cosa significa essere un insegnante; secondo perchè so cosa significa essere adolescente e terzo perchè so cosa significa "combattere con gli adolescenti"! Non fa per me...
E leggendo questo libro mi convinco che l'insegnamento non è la mia strada.

L'insegnante è come il medico: entrambi hanno una missione dettata dalla passione e da un'incredibile forza di volontà. Un insegnante che non sente il suo lavoro come una missione non sarà mai un buon insegnante. Se un insegnante non ha la passione non sarà mai in grado di "salvare" nessuna vita. Ci sono mestieri che sono missioni.

Studio lettere ma non voglio insegnare niente a nessuno. Io amo i libri e sento che l'editoria è la mia strada. Frank McCourt mi ha convinto!

Pagina 59-60:
Ricordate cosa diceva Pope? -Conosci
te stesso, rinuncia Dio a sondare\ è l'uomo lo studio
che l'uomo deve attuare-. Il primo giorno di scuola
dovrete mettervi accanto alla porta e far capire ai vostri
studenti quanto siete contenti di vederli. Restate in
piedi, mi raccomando. Qualsiasi autore di teatro vi
dirà che se l'attore si siede, si siede anche lo spettacolo.
 La mossa migliore in assoluto è quella di affermare
voi stessi e la vostra presenza e farlo nel corridoio
davanti all'aula. Ripeto: davanti all'aula. Quello è il vostro
territorio e quando sarete lì, gli altri vi vedranno
come un insegnante forte, impavido, pronto ad affrontare
l'orda. Perchè una classe è questo: Un'orda. E voi
insegnanti siete i guerrieri. La gente non riflette su
questa realtà. Il vostro territorio è come un'aura, vi segue
ovunque: nei corridoi, per le scale e nell'aula.
Non permettete mai agli alunni
di invadere il vostro territorio. Mai. E ricordate: gli insegnanti
che si mettono seduti, o anche in piedi, dietro la cattedra
sono fondamentalmente degli insicuri e dovrebbero
cercarsi un altro lavoro.

Lo dice anche Frank, insegnare è una missione!