sabato 30 giugno 2012

La madre indegna - Laura Toscano


Ciao caro lettore e ciao cara lettrice,
questo pomeriggio sto cercando disperatamente di studiare, ma con questo caldo non ci riesco. Siccome mi sto anche innervosendo ho deciso di fare una pausa e, dopo aver guardato dei video di "acquisti libreschi" su YouTube (visto che non posso acquistarne io guardo gli acquisti degli altri e mi consolo), ora ho deciso di terminare le recensioni dei libri che ho già letto.
Anche perché devo iniziare le recensioni dei libri del Project 10 books...

La madre indegna di Laura Toscano, edito da Mondadori, prezzo di copertina  17 euro (io l'ho pagato 4 euro in una bancarella), 221 pagine, ISBN 9788804562092.

Trama:
In un caldo giorno d'estate, mentre la brezza marina soffia su Genova, viene trovato morto nella sua bella casa Leonardo Cerruti, ricco albergatore dal passato pieno di segreti. Il commissario Emilio Ravasco è chiamato a indagare, ma subito la sua volontà di vederci chiaro si scontra con il temperamento fiero di due donne. Livia, la moglie della vittima, chiusa in un gelido formalismo con il quale cerca di proteggere la sua famiglia e l'illusione di un amore in cui ha creduto forse troppo tardi. e Lucia, che, da anni, è rimasta sola in quella città per lei sconosciuta e si è affidata a Leonardo diventandone subito l'amante adorata, tradita con il peggiore dei tradimenti. Interrogata da Emilio, Livia si chiuderà in un silenzio reticente e pieno di riserbo, Lucia invece darà vita ad un racconto sconvolgente, capace di indebolire i moventi certi e di sviare ogni pista.
Mentre l'indagine procede, tutti i personaggi - quelli che vissero un passato fastoso al Grand Hotel e i più dimesse attori del presente sospeso ed esitante successivo alle elezioni del 1948 - si trovano a fare i conti con segreti mai confessati nemmeno a se stessi, deformati dal ricordo scintillante di un'epoca viziata e seducente. Così è anche per Emilio che, nel tentativo di far chiarezza su una verità sempre sfuggente, è costretto ad entrare in quelle vite piene di desideri insoddisfatti, slanci d'amore assoluti e ambizioni meschine, e viene trascinato nel vortice di un'inchiesta che lo riporterà indietro nel tempo dimenticato.
Con la sapiente malia delle grandi affabulatrici, Laura Toscano conduce il lettore nel cuore di un'epoca in cui i ricchi annoiati "sperperavano fortune al gioco e si suicidavano per salvare l'onore", e i poveri emigravano sognando belle donne con collane di perle, stanze lussuose, marmi e lampadari luccicanti. Ma già nella consistenza lucida di questo sogno patinato c'è il presentimento di una disillusione incombente. Sullo sfondo di un momento storico lontano ma fondante per il nostro modo di essere oggi, l'autrice evoca una folla di personaggi memorabili e di sentimenti grandiosi. Ecco allora una madre e un figlio che si amano come possono amarsi sono due infelici, travolti dal potere incontrollabile di ambizioni sbagliate, sensi di colpa e passioni terribili, ma sempre con la fiducia nella possibilità di inventarsi ancora un destino.
 Inizio subito con il dire che ho acquistato questo libro fondamentalmente per due motivi:

  1. il primo è che quando mi sono trovata di fronte ad una bancarella di libri nuovi, in copertina rigida e a 4 euro sono come impazzita e ho voluto prenderne il più possibile;
  2. il secondo motivo è che la copertina mi piaceva molto. 
Certo, se avessi saputo che si trattava di un giallo probabilmente non l'avrei preso, però basandomi sui due suddetti (serissimi e intellettualissimi) motivi ho ceduto e me lo sono portata a casa, insieme a tanti altri.
(Se vi interessa ne ho parlato in questo post)

Premesso questo posso affermare con certezza che, pur essendo un giallo, mi è piaciuto.
Lucia è il personaggio più interessante e forse è anche il personaggio di cui sentiamo più la voce. Grazie agli interrogatori del Commissario Ravasco conosciamo la travagliata storia di questa donna, abbandonata dalla famiglia; innamorata di un vile e madre di un figlio disabile e dolcissimo. Una storia toccante e coinvolgente che scorre davvero velocemente sotto gli occhi del lettore.
Non si può dire lo stesso delle parti dedicate al commissario, che ho trovato terribilmente noiose, e del personaggio deceduto, che invece mi hanno fatto saltare i nervi. Leonardo Cerruti è un uomo ignobile, vile, antipatico, stupido e approfittatore. Mi ha davvero infastidito e questo profondo fastidio non ha fatto che aumentare la mia stima nei confronti di Lucia.
Nel complesso è un libro piacevole, ma se durante l'estate avete intenzione di leggere dei gialli non ve lo consiglio. Se invece non volete leggere il solito romanzo rosa o il solito chick lit, magari potrà interessarvi questo libro.
Lo avete già letto? Cosa ne pensate?
Lasciate un commento qua sotto se vi va di parlarne.

Al prossimo post!