sabato 2 giugno 2012

La morte della farfalla - Pietro Citati


Caro lettore e cara lettrice,
oggi mi sento proprio ispirata! Quindi non perdo tempo e vi parlo di un altro libro, questa volta proveniente dallo stand del Libraccio al Salone Internazionale del libro di Torino!

Sto parlando di "La morte della farfalla" di Pietro Citati, edito da Mondadori, prezzo di copertina 13 euro (ma io l'ho pagato 6.50, quindi scontato al 50% anche se nuovo),pagine 115, codice ISBN 9788804556480.

Pietro Citati è stato per me una scoperta.
A vent'anni suonati non ne avevo mai sentito parlare, poi, Fabio Fazio è corso in mio soccorso invitandolo a "Che tempo che fa" per la presentazione del suo libro intitolato Leopardi. Ho aspettato diverso tempo prima di acquistarlo e quando, finalmente, la Mondadori ha deciso di pubblicare l'edizione economica l'ho preso (o meglio: mia madre me lo ha regalato per Natale). Letto tutto d'un fiato, amato parola dopo parola. Ho imparato moltissimo riguardo Giacomo Leopardi e ho imparato ad apprezzare anche la brillante penna di Pietro Citati.

Circa una settimana prima della fiera del libro ho scoperto il canale youtube di pennylane1202, una ragazza davvero simpatica che legge molto e guarda un sacco di serie della BBC. Tra i suoi video ho scoperto questo:


E devo dire che nonostante tutto mi aveva intrigato molto la storia dei Fitzgerald. Quando ho visto il libro scontato del 50% non me lo sono fatto scappare, l'ho acquistato e l'ho letto in pochissimo tempo.
E' davvero scorrevole, forse anche troppo. Mi è piaciuto tanto, però obiettivamente, mi sento in dovere di dare ragione a Pennylane. Definire questo libro una biografia è un po' troppo audace. Sembra più un articolo di giornale o magari un saggio breve o forse ancora un inserto di un giornale scandalistico a proposito di questa coppia così famosa e così, altrettanto, tormentata.
Però non posso non apprezzarlo. Si tratta di un libro scritto bene che racconta, semplicemente, nel senso di "in maniera semplice", la storia di Zelda e Scott.

Vi riassumo brevemente il contenuto:
siamo negli anni tra le due guerre, anni difficili come ben sapete, e Scott e Zelda si incontrano. Inizia tra loro una storia a distanza, dal momento che Scott era arruolato nell'esercito, e Zelda tra un pensiero e una lettera indirizzata a colui che diverrà poi suo marito, si diverte ad uscire, bere e flirtare con diversi uomini. Ad un certo punto inizia anche una storia clandestina con un uomo e quando Scott lo scopre rimane sconcertato e decide di non vederla più. Però i due, non si sa come, si amano davvero, tanto che poi tornano insieme e si sposano. Diventano ricchi, fanno la bella vita e sono sempre,completamente e incessantemente insoddisfatti. I debiti iniziano a farsi sentire e Scott, a volte, è costretto a scrivere su commissione al fine di guadagnare qualche dollaro in più. A questi problemi si affiancano problemi personali:

  • Francis Scott Fitzgerald ha come ambizione quella di essere il migliore scrittore del suo tempo, un'ambizione che lo spinge a "bere per dimenticare", come si suol dire, e che, di conseguenza, aggrava la sua condizione fisica. Si sente sempre inadeguato, sempre secondo e sempre in costante competizione. Vorrebbe sempre di più, per lui stesso, per la sua fama e per Zelda che difficilmente perde tempo a consolare il marito o ad incoraggiarlo. Addirittura quando Scott le chiede di sposarlo, Zelda stabilisce che se lui non fosse diventato ricco di lì a breve non avrebbe acconsentito al matrimonio, perché non poteva di certo sposare un poveraccio. Tutte queste questioni divennero fonte di stress e tremenda pressione nell'inconscio dell'autore.
  • Zelda, dal canto suo, soffre di problemi mentali. Probabilmente si tratta di una condizione ereditaria dal momento che nella sua famiglia non è l'unica a soffrirne. Inizialmente sembra presentare un sorta di disturbo bipolare che si trasforma poi in un'ossessione per la danza (e queste descrizioni mi hanno fatto venire i brividi perché la sua ricerca della perfezione diventa una vera e propria tortura) per sfociare anche qui in problemi di alcolismo. Verrà rinchiusa spesso in cliniche e manicomi e in questi luoghi concluderà la sua vita.

Pag 57: " Sotto la doppia furia dell'alcol e della schizofrenia, i loro rapporti diventarono sempre più sinistri. Zelda accusò il marito di essere omosessuale, una tante: Hemngway era il suo amante. Allora, per rivelare a sè stesso la propria virilità, Fitzgerald decise di dimostrarla con una prostituta, e comprò dei preservativi. Zelda li scoprì e i due si accusarono furiosamente."
Non conoscevo questa coppia. Conoscevo Fitzgerald per la sua fama, ma non ho mai letto niente di suo. Probabilmente lo farò, non ora perché il mio comodino chiede pietà: ho un milione di libri da leggere e non me la sento di acquistarne di nuovi...(per il momento, sia chiaro!).

Comunque, vi è capitato di leggere qualcosa di Pietro Citati e\o di Fancis Scott Fitzgerald?
Se volessi avvicinarmi a questi tipi di lettura, che libri mi consigliereste?


Pag 106:
 "Il 15 Novembre 1941 Ernest Hemngway scrisse ad un
 amico comune. "Scott...aveva ancora la tecnica e
 lo spirito romantico per fare qualsiasi cosa, ma
 da molto tempo tutta la polvere era sparita dal
l'ala della farfalla, anche se l'ala ha continuato a
 battere fino alla morte della farfalla"