sabato 13 ottobre 2012

Il principe della nebbia - Carlos Ruiz Zafon




Cara lettrice e caro lettore,
perdonate la mia assenza, ma queste ultime settimane sono state settimane di fuoco: è finita la sessione autunnale; è nato il mio dolcissimo nipotino Gabriele e sono iniziate le lezioni del mio ultimo anno di università! Di cose ne ho fatte tante e non ho avuto nemmeno un attimo per collegarmi a internet, ma oggi (finalmente) ho avuto tutto il pomeriggio libero...quindi eccomi qui a recensire un nuovo libro, scelto direttamente dalle mie care iscritte alla pagina Facebook di Letterando con Marty. (Se volete mettere un bel "mi piace" potete cliccare Qui!).

Sto parlando di:


Il principe della nebbia di Carlos Ruiz Zafon, edito dalla casa editrice Mondadori (serie "Numeri primi"), prezzo di copertina 13 euro, pagine 202, codice ISBN 9788866210337.

Questo libro fa parte della categoria degli "acquisti non preventivati". Giorni fa stavo studiando nella mia nuova casetta universitaria, ad un certo punto ricevo una chiamata da mia madre: era nella nostra libreria preferita e girovagando tra gli scaffali si era imbattuta in questa copia del libro di Zafon in edizione economica; ovviamente mi ha chiamata subito per chiedermi se lo avessi già acquistato e alla mia risposta negativa ha chiuso il telefono e l'ha preso al volo. Questo libro, come sicuramente saprete, è uscito da tempo in traduzione italiana, ma siccome ho iniziato a collezionare i libri di Zafon in edizione economica non mi andava di acquistare questi "ultimi" in copertina rigida. E' stata una tortura vederli in vetrina e non poterli acquistare, ma per il rapporto qualità prezzo sono riuscita a resistere.

Comunque, alla fine della fiera, ho letto un altro libro di Zafon.
"Il principe della nebbia" è il primo libro, in ordine cronologico, pubblicato da questo autore. Nasce come libro per ragazzi e fa parte di un ciclo di tre libri che viene definito come "Trilogia della nebbia" (composta da Il principe della nebbia, Il palazzo della mezzanotte, Le luci di Settembre).

La storia è ambientata nel 1943, negli anni della Seconda guerra mondiale. Protagonista è una famiglia, la famiglia Carver, che ad un certo punto del racconto decide di trasferirsi sulla costa proprio per mettersi al riparo dalle atrocità della guerra. Conosciamo subito Maximilian Carver e la moglie Andrea e i tre figli Alicia, Irina e Max. Tutti e cinque partono alla volta di una nuova casa, ormai abbandonata, nella quale vissero due coniugi che, dopo aver perso il loro bambino, si trasferirono altrove senza lasciare traccia.
Il piccolo Max, e forse il vero protagonista principale della storia, è un ragazzino che non passa inosservato, sembra aver capito tutto dalla vita, nel tempo libero legge Copernico e a confronto del padre sembra essere lui il vero adulto, quello con i piedi ben saldi per terra.
Max si annoia terribilmente nella nuova città, ma ad un certo punto conosce Roland, un ragazzo che dovrebbe arruolarsi a breve per la guerra e che, nel frattempo, trascorre le sue giornate in bicicletta o a fare immersioni nell'acqua della costa, dove, molto tempo prima, una nave è affondata a causa di una terribile tempesta. I due ragazzi esplorano i fondali e trascorrono le loro vite in compagnia di una noiosa tranquillità.
Ma non per sempre, perché di lì a poco inizieranno a palesarsi starne situazioni: orologi le cui lancette ruotano in senso contrario; inquietanti statue che cambiano espressione e un terribile incidente che coinvolge la piccola Irina, sorella di Max.
I due ragazzi, e Alicia, la sorella maggiore di Max, saranno messi a dura prova da terribili forze oscure...

Su aNobii ho deciso di dare a questo libro tre stelline (=così così), perché, secondo me, non è un libro malvagio. Ho sentito diversi pareri discordanti a riguardo: c'è a chi piace alla follia, c'è chi lo odia con altrettanto pathos. A me è piaciuto. Lo stile lineare di Zafon è piacevole, le ambientazioni un po' gotiche, maligne e spettrali mi affascinano e la storia ha un filo logico ben rispettato.
Se fosse stato un libro per adulti gli avrei dato zero stelle, perché dura poco, è scritto in maniera davvero troppo semplice e per i più perspicaci è un attimo arrivare alla soluzione dell'enigma.
Ma, in realtà, si tratta di un libro per ragazzi e se fossi stata più giovane sono sicura all'84,35% che gli avrei dato cinque stelline, perché ad una ragazzina dai dodici ai diciassette anni sarebbe piaciuto; non sarebbe stato una lettura pesante (come leggere Tolstoj in terza media); la storia d'amore, perché c'è una storia d'amore, sarebbe stata avvincente e il mistero sarebbe stato intrigante.
Siccome sono adulta e ho letto un libro per ragazzi, voglio giungere ad un compromesso e dargliene tre, di stelline. Devo ammettere che ho apprezzato molto questo esordio letterario, già si intravede il fantastico Zafon che sarà quello di "L'ombra del vento",e che tanto ho adorato, e già si intravede anche questo genere così poco definibile che pervaderà tutti i suoi libri, e che tanto mi piace (sia chiaro!).

L'unica pecca di questo libro è che lo si legge troppo in fretta...un po' perché arrivati ad un certo punto si vuole a tutti i costi svelare l'arcano (e io ammetto di non essere una di quelle lettrici perspicaci di cui parlavo poco fa) e un po' di più perché è scritto in corpo 20 con una spaziatura di un centimetro abbondante tra una riga e l'altra. Della serie: scrivere questo libro in un formato normale avrebbe comportato l'utilizzo di 100 pagine scarse e magari anche un prezzo più contenuto, anziché le nostre 202 pagine e i nostri 13 euro...ma queste sono scelte editoriali che non comprenderò mai.

Pagina 98: "Quest'autunno compirò settantadue anni e, anche se mi resta la consolazione di non dimostrarli, ciascuno di essi mi pesa sulle spalle come una lastra di marmo. L'età ti fa vedere certe cose. Per esempio, adesso so che la vita di un uomo si divide essenzialmente in tre periodi. Nel primo, non si pensa nemmeno che si invecchierà, né che il tempo passi, né che, dal giorno in cui nasciamo, camminiamo verso un'unica fine. Passata la prima gioventù, inizia il secondo periodo, in cui ci si rende conto della fragilità della propria esistenza, e quella che all'inizio è una semplice inquietudine va crescendo dentro come un mare di dubbi e incertezze che ti accompagnano per il resto dei tuoi giorni. Per ultimo, nel finale della vita, si apre il terzo periodo, quello dell'accettazione della realtà e, di conseguenza, della rassegnazione e dell'attesa. Nel corso della mia esistenza ho conosciuto molte persone che sono rimaste ancorate a uno di questi stadi e non sono mai riuscite a superarlo. E' qualcosa di terribile."

Al prossimo post!