mercoledì 7 novembre 2012

La libreria dei nuovi inizi - Anjali Benerjee


Ciao amici lettori!
Ho proprio voglia di parlarvi di questo libro perché l'ho letto la sera del 24 Ottobre e ancora non riesco a decidere se mi è piaciuto davvero o no.
Siccome questa sera sono anche un po' polemica se avete intenzione di leggere "La libreria dei nuovi inizi" vi consiglio di non leggere la recensione, credo proprio che farò qualche spoiler qua e là.
Ma procediamo con ordine:

La libreria dei nuovi inizi di Anjali Benerjee, edito Rizzoli, 334 pagine, codice ISBN 9788817049313.

C'è una vecchia libreria, a Shelter Island, dove ad aggirarsi in cerca di compagnia e buone letture non sono solo gli affezionati clienti. Qui, tra stanze in penombra, riccioli di polvere e parquet scricchiolanti, i libri hanno davvero un'anima e, quasi godessero di vita propria, sanno farsi scegliere dal lettore giusto al momento giusto... Che non si tratti di una libreria come le altre Jasmine lo capisce subito: in fuga da Los Angeles e da un ex marito che le ha spezzato il cuore, non si aspetta certo che ad accoglierla, accanto all'eccentrica zia Ruma, siano gli ospiti della Grande Letteratura. E quando la zia parte, affidando proprio a lei la guida del negozio, saranno Shakespeare ed Edgar Allan Poe a svelarle a poco a poco i segreti del mestiere. E se Beatrix Potter la aiuterà a sedare orde di bambini scatenati e Julia Child le consentirà di accontentare anche le signore più esigenti in cucina, come potrà Jasmine resistere alle suadenti parole di Neruda, deciso, a quanto pare, a spingerla tra le braccia di un affascinante sconosciuto? La libreria dei nuovi inizi è una irresistibile commedia romantica, e insieme un omaggio lieve e incantato al potere della letteratura. Perché in un buon libro c'è tutto: le emozioni, gli incontri e le risposte che possono anche cambiarci la vita.

Ecco qual è il mio problema:
ho letto questo libro in una serata, dopo cena, sotto il piumone con una tazza di tè fumante.
L'ho divorato, un po' perché è scritto in corpo 24 e un po' perché la scrittura è molto semplice e  lo stile lineare. Quello che non mi convince è la trama.
Jasmine è una donna che sta cercando di uscire da un triste capitolo della sua vita dove i protagonisti principali sono un tradimento, un divorzio e la solitudine.
Sembrerebbe che sia ancora innamorata di Robert, il quale ,invece, ha già iniziato una relazione con la donna con la quale tradiva sua moglie.
Sembrerebbe che Jasmine stia cercando di auto-convincersi che il divorzio sia l'unico lato positivo del suo matrimonio, ma non ci riesce mai davvero e così, durante le sue giornate solitarie, si ferma a pensare alla sua vecchia casa, al suo vecchio matrimonio, al suo vecchio uomo e non riesce a vedere quello che di nuovo le ha messo di fronte agli occhi il destino.

In suo soccorso arriva la zia Ruma, una donna stravagante che gestisce una libreria molto particolare, infatti, i volumi di spicco non sono le ultime uscite, i best seller o le auto-biografie non scritte da Alex Del Piero e Francesco Totti; i volumi di spicco sono classici, prime uscite, testi introvabili e volumi fuori dai "cataloghi". Nella libreria di zia Ruma regna il particolare, il pezzo unico e il pezzo introvabile.
A questo si addiziona lo spiccato disordine, in cui però tutto è in ordine; la poca pulizia, che però fa guadagnare spessore e carattere ai libri e degli strani eventi, difficili da definire.

Ad un certo punto la Zia Ruma deve partire, deve compiere un viaggio in India al fine di curare il suo povero cuore malato, e l'unica persona che secondo lei può occuparsi al meglio della libreria è proprio Jasmine.
Ovviamente Jasmine accetta la proposta, fa i bagagli e si trasferisce a Shelter Island. Non ha più contatti al di fuori dell'isola, dal momento che internet e la rete telefonica sembrano concetti astratti e utopici, e la ragazza ha la possibilità di farsi due conti in tasca; di mettere a posto la sua coscienza e di capire cosa vuole dalla vita.
Nella libreria ricomincia a vivere: ricomincia ad interagire con le persone vere e facebook diventa un ricordo lontano; si interessa dei problemi dei suoi vicini, si affeziona ai suoi clienti e anche alla piccola soffitta polverosa in cui è costretta a vivere.

E qui arriva il bello, che oltre ad essere bello è anche il motivo della mia profonda indecisione:
Jasmine è costretta, nel vero senso etimologico del termine, a vivere nella piccola soffitta sopra la libreria  quando potrebbe benissimo stare nella sua camera nella casa dei genitori che abitano ad un tiro di sasso da lì.
E perché è costretta?
Perché se non vivesse lì gli spiriti degli autori che hanno scritto i libri contenuti nella libreria compirebbero degli atti vandalici spaventosi, come rovesciare scaffali e lanciare oggetti.
E non è tutto. Zia Ruma e Jasmine hanno un dono: possono interagire con questi spiriti.
Edgar Allan Poe spunta da uno scaffale e inizia a bisticciare con Julia Child; una signora entra in libreria dicendo che non si ricorda il titolo, ma nemmeno l'autore, ma nemmeno la casa editrice, ma nemmeno la storia del libro che sta cercando e magicamente il libro chiamato in causa senza essere chiamato viene investito da una luce celestiale, così Jasmine capisce quale libro sta cercando la disperata cliente ed episodi simili popolano la storia.
Vi chiederete: ma come è possibile? Da cosa deriva questo fantastico dono?
Deriva da un episodio accaduto anni e anni prima: Zia Ruma, dopo essere stata picchiata dal suo primo marito, prega Ganesh e gli chiede di salvarla. Ganesh risponde facendo cadere il Mahabharata, un poema epico di mille pagine, sulla testa dell'infame signor marito uccidendolo. Poi Ganesh compare al cospetto della ancor giovine zia Ruma e le dice che suo marito non potrà più farle del male e poi ha continuato:
(Pagina 296) "Ho scritto novantamila versi del Mahabharata con la mia zanna rotta. E nonostante questo la gente l'ha dimenticato, come ha dimenticato tanto altri scrittori dopo di me. Gli ho risposto che io non lo avrei mai dimenticato. Come avrei potuto ripagarlo? Mi aveva fatto il dono più grande di tutti: mi aveva restituito la libertà. A quel punto Ganesh ha detto: Realizzerai il tuo vero sogno: aprire una libreria. E avrai in dono la capacità di vedere gli spiriti degli scrittori defunti. Il tuo compito sarà di tenerli in vita attraverso le loro stesse parole, attraverso le loro opere, affinché non vengano dimenticati. Risposi che l'avrei fatto con immensa gioia. Lui disse: Ti concedo questo dono speciale, la più profonda e completa comprensione della letteratura, che tramanderai alle donne forti e coraggiose tra le tue discendenti. Figlie, nipoti o pronipoti, ma solo quelle che avranno la giusta sensibilità, e lo meriteranno appieno." 

Zia Ruma parla con Ganesh.
Ganesh le da questo dono.
Ma per favore!
La storia sarebbe stata molto più VERA se non ci fosse stata tutta questa aurea mistica. Il libro, secondo me, ha perso tanta credibilità dopo questa rivelazione. Avrei preferito che Jasmine e Zia Ruma fossero state della pazze furiose, allora il dialogo con gli spiriti avrebbe avuto senso.
Sicuramente sarebbe stato più credibile.
E  questa nota negativa mi fa innervosire, perché il libro si presentava bene, era molto piacevole, Jasmine era un personaggio interessante (fino a quando non è andata a letto con lo spirito di un famoso scrittore defunto).
L'inizio mi è piaciuto, da un certo punto in poi è stata una perdita di tempo.
Non so proprio decidere che voto dargli...mi aiutate voi?