venerdì 30 agosto 2013

La casa sopra i portici - Carlo Verdone






"La casa sopra i portici" di Carlo Verdone, edito da Bompiani, prezzo di copertina 13,00 euro,285 pagine, codice ISBN 9788845272462.



TRAMA:
Tra ironia e malinconia Verdone si racconta in un flusso di ricordi tenero ed esilarante. Protagonista del libro è la casa sopra i portici paterna, crocevia di feste dannunziane e incontri con Fellini, Sordi e geni dell'avanguardia come Markopoulos. Ma anche sfondo del rapporto con genitori e fratelli, di scherzi fulminanti e tragicomiche prime esperienze sentimentali. Una finestra aperta sul "privato" inedito di un regista, attore, autore che ha ammaliato, divertito, fatto riflettere generazioni di italiani.






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Non potete immaginare da quanto tempo desideravo leggere questo libro. Anzi, no, potete eccome...l'ho puntato dalla prima volta che l'ho visto in libreria e più volte l'ho anche sfogliato e portato alla cassa. Ma ogni volta lo riportavo a posto, poco convinta. Forse non era il momento giusto.
Ieri mia madre lo ha visto al supermercato e non ci ha pensato due volte; allora cosa ho fatto? Ho cenato con i miei genitori poi io e miomarito siamo tornati a casa e ho iniziato a leggerlo. Non riuscivo a staccare gli occhi dalle sue pagine, ma poi la stanchezza ha vinto e mi sono addormentata. Questa mattina, appena ho aperto gli occhi, la seconda cosa che ho fatto è stata terminare la lettura.
Avevo proprio bisogno di questo libro, oggi, 30 Agosto 2013.

Siamo a metà del mese di Aprile 2010.
Quel giorno avevo messo una giacca blu, una camicia bianca, un pantalone grigio e una bella cravatta rosso scuro. Era un gesto solenne che sentivo di dover fare. Volevo essere elegante perché stavo per salutare per l'ultima volta un luogo che meritava un profondo rispetto. [p.11]
 Carlo verdone deve riconsegnare al legittimo proprietario l'appartamento che è appartenuto alla sua famiglia materna da generazioni; lo stesso appartamento in cui è nato e cresciuto insieme a Luca e Silvia, suo fratello e sua sorella; in cui sono state invitate alcune tra le personalità più importanti della cultura cinematografica e letteraria italiana; in cui hanno vissuto i suoi genitori fino alla fine dei loro giorni.
L'appartamento che in questo libro è la rappresentazione di un polveroso vaso di Pandora, riportato alla luce e riaperto quel giorno di Aprile e dal quale fuoriescono i ricordi che riguardano la sua famiglia; i suoi fratelli, la sua infanzia, la sua adolescenza, la sua giovinezza, i primi amori, le prime difficoltà, le botte, i baci, le carezze, le risate e le lacrime di una vita.
Neanche il tempo di avanzare il primo passo verso l'interno che già sentii la prima fitta al cuore. Mentre percorrevo il corridoio, privo di tappeti, avvertivo che il suono dei miei passi era qualcosa di estraneo ai rumori quotidiani della casa che conoscevo. L'assenza del mobilio aveva modificato la sonorità, c'era una strana eco, uno sconosciuto riverbero. Neanche il pavimento umbertino, dalle robuste mattonelle di marmi, riusciva a riproporre quel suono tipico di quando la casa era abitata. Erano passi nel nulla. Lentamente accarezzavo con lo sguardo le porte delle stanze. Dietro ogni porta c'era una storia, una vita. [p. 13-14]
E da qui inizia il racconto. Verdone percorre la sua casa, apre le porte e dietro ogni porta c'è una stanza che fa scaturire un ricordo, una sensazione e tutto viene descritto nei minimi particolari. La cosa più bella secondo me è il fatto che ogni capitolo oltre ad avere come titolo il nome della stanza (cucina, sala da pranzo..) riporta anche una citazione o una frase pronunciata da qualcuno che riassume l'intero contenuto di quello che stiamo per leggere, ma non solo: oltre a questo ogni ricordo e ogni racconto è accompagnato da foto e non parlo di una o due foto qua è là. In moltissime pagine sono riportate foto in bianco e nero, foto a colori, foto delle stanze, foto dei paesaggi, foto di persone. Ed è bellissimo.
Se poi vi accorgerete del  fatto che lo stile è molto semplice e lineare; i periodi sono brevi e concisi e non c'è la benché minima presenza di giochi linguistici o stilistici questo libro vi sembrerà sempre più reale. Vero.

Tutto in questo libro è architettato al fine di far percepire al lettore le emozioni che hanno sconvolto lo scrittore. A me è sembrato di sentire gli odori di quella casa, mi è sembrato di suonare quel campanello con la testa di leone, di aver varcato quella porta fatta di legno di noce a due ante sulle quali c'erano due targhe che riportavano sia il nome del padre che quello della madre di carlo Verdone. Ho varcato quella soglia insieme a lui e l'ho seguito nella sua casa e tra i suoi ricordi. Lo stile è così reale, così vero e così Verdoniano, che vi sembrerà di percepire la sua voce. La voce di Carlo sarà burlona nei momenti in cui vi racconterà dei suoi scherzi telefonici o dei primi spettacoli fatti di fronte a suo fratello e ai suoi amici del piano superiore o delle prime volte in cui inizierà ad imitare le voci dei suoi conoscenti; ma sarà anche una voce rotta quando racconterà della sofferenza di sua madre e della sua scomparsa.
Un libro dolcissimo, toccante e piacevole ma a tratti straziante.

Pensate di dover lasciare ad un estraneo la casa in cui siete stati per tutta la vita.
Se un giorno dovrò vivere tutto questo sicuramente mi ricorderò di queste pagine.


[p. 266] "Paolo, tu devi portare avanti il nome dei Verdone. 
Hai una grande responsabilità. Non voglio che tu abbia il nome sui giornali
o che tu sia ricco. Voglio che tu sia un uomo retto nella vita.
La tua ricchezza deve essere solo la tua grande dignità.
Perché oggi la dignità non esiste più.