mercoledì 12 marzo 2014

I tre moschettieri - Alexandre Dumas

 Buongiorno a tutti,
questa mattina mi sono svegliata pensando ad un romanzo che ho letto nel mese di Gennaio. Mi è rimasto nel cuore e nella testa dal giorno in cui l'ho terminato e sono ancora combattuta. Non so come si possa recensire senza spoiler un romanzo avvincente come questo.
Pensavo di compiere un'analisi pari a quelle scolasticamente concepite; ho pensato anche di fare un focus sui personaggi; ho pensato di concentrare l'attenzione sul periodo storico nel quale questo romanzo è inquadrato.
Però, da una parte, e mi riferisco a chi ha già letto questo romanzo e lo conosce bene, mi sembra di scadere nell'ovvio; dall'altra, e questa parte riguarda chi non lo ha ancora letto, mi dispiace svelare la trama e i personaggi perché ciò che rende indimenticabile questo libro è proprio lo scoprire passo passo la trama e conoscere e comprendere e apprezzare o disprezzare i personaggi pagina dopo pagina.


E' stata una lettura enormemente appagante ed è stato bellissimo mettere a nudo e affezionarmi ai meravigliosi personaggi che popolano questo racconto.
La mia amica Giulia, in uno dei suoi post, ha scritto che recensire i classici sembra quasi un'operazione superflua perché c'è davvero poco da aggiungere a tutto ciò che è stato già detto. E non posso che unirmi a lei e a questa sua considerazione. I tre moschettieri è un libro conosciutissimo ed è stato letto da miliardi di persone, ne sono stati tratti numerosi film e serie tv; quando si citano Athos, Porthos e Aramis anche chi non ha letto il romanzo sarà, sicuramente, in grado di ricondurre tali nomi al romanzo di Dumas.
Quello che proverò a fare in questo post è semplicemente descrivere cosa ha suscitato in me I tre moschettieri e spero vivamente, qualora non lo aveste ancora letto, che vi precipitiate in libreria ad acquistarne una copia, per poi leggerlo e amarlo anche solo la metà di quanto l'ho adorato io.


I tre moschettieri è il più famoso dei circa duecentocinquanta libri usciti dalla penna di questo prolifico autore e dei suoi settantatré assistenti. Dumas lavorava con il professore di storia Auguste Maquet, a cui è spessp attribuita la premessa del romanzo e la prima stesura, sebbene questo testo e tutti gli altri da lui realizzati si prendano gioco della narrazione storica. D'Artagnan, l'eroe, è un giovane guascone che incarna sotto ogni aspetto lo stereotipo della testa calda della gente del feuso di Béarn. armato solo della lettera di raccomandazione per il signor de Tréville, capo dei moschettieri di Luigi XIV, e delle sue prodigiose doti di spadaccino, questo impareggiabilie giovane attraversa la Parigi del diciassettesimo secolo in cerca di fortuna. La longevità dei romanzi di Dumas è dovuta alla vitalità che l'autore infonde ai suoi personaggi e alla sua padronanza delle tecniche di composizione del feulleton, pieno di rompicapi e suspense. I tre moschettieri è l'avventura per eccellenza e il ritmo della narrazione conduce il lettore in un viaggio dal ritmo quasi delirante. La forza dei personaggi, dai tre moschettieri al cardinale Richelieu fino alla maligna Milady, non ha bisogno di ulteriori commenti essendo ormai radicata nella cultura occidentale. Il carisma del giovane guascone impettito di Dumas resta tuttora ben saldo. [Tratto da pagina 118-119 di "1001 libri da leggere prima di morire"] 




Ovviamente, questo romanzo è parte integrante dell'ormai nota lista dei 1001 libri da leggere prima di morire e, quando Ilenia di Con amore e squallore ha proposto un gruppo di lettura a tema I tre moschettieri, mi sono iscritta senza pensarci un attimo.
Possiedo questa copia da qualche mese, ormai, e se mi seguite da un po' sapete benissimo che, l'anno scorso, non sono riuscita a resistere all'iniziativa de La biblioteca dell'Espresso e ho acquistato tutti i volumi delle due collezioni.
Questo, in particolare, era la prima uscita della seconda collezione. Mi dicevo "chissà se lo leggerò mai". I Tre moschettieri è un romanzo di 660 pagine e siccome quando inizio una cosa mi piace finirla, pensavo che avrei impiegato mesi a terminare una lettura di cotanta mole. Chissà se, come me, anche qualcuno di voi si lascia frenare dal numero delle pagine.
Quando gli impegni sono tanti pensare di leggere un mattone come questo è davvero impegnativo.
Poi ti decidi, sfogli il libro fino al primo capitolo e inizi a leggere.

Il gruppo di lettura prevedeva di trattare 150 pagine a settimana. Il problema è che dopo quattro giorni l'avevo (già) terminato. Non sono riuscita a resistere. Dovevo proseguire la lettura, dovevo scoprire il finale e dovevo immergermi e vivere a tutto tondo le vicende e i personaggi. I tre moschettieri è la prova che il numero delle pagine di un romanzo è solo un numero. E io lo so, dannazione, lo so, ma ogni volta mi faccio frenare. E sbaglio! E' meraviglioso perdersi in libri come questo; libri che ti fanno affezionare ai protagonisti e ti fanno odiare gli antagonisti; libri che ti trasportano, senza che tu te ne accorga, in un altro Paese, nel passato e ti sembra di essere lì e vivere quelle vicissitudini a cavallo, insieme ai personaggi.  E' bellissimo sprofondare in quelle centinaia di pagine e sembrare di farne parte. Vi dico solo che mi sono svegliata di soprassalto almeno due notti, sognavo di duellare al fianco dei moschettieri, sognavo di cercare disperatamente Constance dopo il suo rapimento e sognavo di inseguire Milady, di incastrarla e, se ce ne fosse stato bisogno, di ucciderla con la mia spada. E poi, l'ansia di ritrovare quei puntali di diamanti e il gossip di corte e l'amore tra il Conte di Buckingham e la regina Anna d'Austria...
E' stato un sogno ad occhi aperti, ma che dico (?), un sogno, e basta.

Non fate come me, non fatevi spaventare dalla mole delle pagine.
Vi porto un esempio pratico: al liceo mi sono ritrovata a dover leggere La metamorfosi di Kafka. Ero giovane, per carità, devo sicuramente rileggerlo. Ricordo, però, che impiegai più di un mese per finirlo (perché io, masochista che sono, finisco sempre i libri che inizio, anche se non mi piacciono affatto. Vedi The Butler). Se non sbaglio, La metamorfosi conta circa un centinaio di pagine. Lo stesso mese della detta e sciagurata lettura, uscì Harry Potter e i doni della morte, 558 pagine, letto in un pomeriggio.

Ci sono libri infiniti di 50 pagine e libri che ti scivolano tra le mani, come un pugno di sabbia, di 800 pagine. Chissà perché, poi, quei libri lunghissimi ce li ricordiamo sempre come se avessimo terminato la lettura da una settimana. Nei libri tanto voluminosi puoi perderti ed emozionarti, soprattutto se, poi, ti trovi a leggere un romanzo d'appendice. Nel post dedicato al Flash mob letterario ho detto che da quel momento in poi sarebbe iniziata la mia spedizione alla ricerca e al recupero di tutti i romanzi d'appendice dell'universo, e non scherzavo. Ho iniziato acquistando I Miserabili anche se, lo confesso, quel giorno ero partita di casa convinta che avrei preso Vent'anni dopo, il volume successivo a I tre moschettieri. In libreria ne era rimasta soltanto una copia e la copertina era inesorabilmente sgualcita, quindi aspetterò e magari lo acquisterò su internet.

Meraviglioso, non so in quale altro modo descrivere I tre moschettieri. Se non lo avete ancora letto, leggetelo subito, vi assicuro che non ve ne pentirete. Io lo depenno dalla lista del 1001 libri da leggere prima di morire e lo inserisco nella mensola della mia Billy dedicata ai libri che preferisco!
Se volete dire la vostra scrivetemi un commento qua sotto... io dico solo #TeamAthos!

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