Passa ai contenuti principali

Ci sono sorrisi... - Ring Lardner

Ci sono sorrisi... di Ring Wilmer Lardner, pubblicato da
 Passigli Editori, prezzo di copertina 14,50 €, 172 pagine,
codice ISBN 9788836814145


Un libro del tutto inaspettato.
Ero a casa della mia prof di lettere del liceo, parlavamo dell'esperienza del corso di scrittura e di Raymond Carver e, ad un certo punto, il marito della prof si è alzato, ha cercato tra i tantissimi volumi presenti nella libreria del loro salotto e mi ha detto: "Devi leggere Ring Lardner".

"Questo nome non mi è nuovo", ho pensato.
Il libro, inoltre, mi incuriosisce sin da subito: la copertina scelta dalla Passigli Editori mi affascina e decido di prenderlo in prestito. Dopotutto, i libri più belli che ho letto nella mia vita mi sono stati consigliati o dalla prof o dal marito della prof, dunque, se decidono di offrirmi in prestito un libro lo prendo...anche se conoscete la mia personale politica sui prestiti.






TRAMA: Un mite poliziotto che si innamora di una ragazza in Cadillac, un autoritario impresario di musicals di successo, le chiacchiere di giovani giocatori di baseball confinati perennemente in panchina, un marito di provincia "perfetto" ma insopportabilmente noioso, uno scrittore ubriacone che vuole suicidarsi... I temi di Ring Lardner sono molteplici, e tutti strettamente legati alla realtà americana degli anni ruggenti. Un'ironia, ma anche un'umanità, esplosive, una lingua nuova, non più letteraria ma "come parla la gente", sulla scia di Mark Twain, al quale Ring Lardner, da questo punto di vista, è stato spesso accostato. Tutto questo è Ring Lardner, sublime, graffiante, irresistibile testimone dell'America degli anni Venti e Trenta, esaltato da un grande critico dell'epoca quale Edmund Wilson e da scrittori suoi contemporanei quali Dorothy Parker, Sherwood Anderson, Virginia Woolf, Francis Scott Fitzgerald, ma anche dal postero Holden Caufield, protagonista de Il giovane Holden di J.D Salinger. Oggi Ring Lardner è ritenuto capostipite di un filone letterario che comprende nomi quali Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Raymond Carver, Charles Bukowski...

Il curatore di questa raccolta di racconti, Luca Merlini, nella nota introduttiva riporta una frase de Il giovane Holden che mi ha acceso un campanello:
"Il mio scrittore preferito è mio fratello D. B., e subito dopo viene Ring Lardner. Mio fratello per il mio compleanno mi ha regalato un libro di Ring Lardner, subito prima che io andassi a Pencey. C'erano queste storie pazze e divertenti e c'era quella storia di quel poliziotto addetto al traffico che si innamora di una ragazza carina che corre sempre troppo in macchina. Solo che il poliziotto è sposato, così non può sposarla né niente. Alla fine la ragazza muore, proprio perché corre troppo. Questa storia mi ha praticamente ucciso" 
Ero sicura di aver già sentito questo nome, ma non avevo mai avuto il piacere di leggere nessuno degli scritti di questo autore. Così, appena tornata a casa, la prima cosa che ho fatto è stata sfogliare il libro fino al primo racconto, che poi è il racconto di cui parla Holden, poi l'ho letto tutto d'un fiato, è davvero bellissimo, straziante e potente.
Ovviamente ho continuato e ho raggiunto l'ultima pagina senza accorgermene.

La scrittura di Ring Lardner, forse proprio grazie al suo mestiere (nella sua breve vita fu giornalista e commentatore sportivo e fu un grande appassionato di teatro) è essenziale e i suoi racconti risultano dominati da uno stile molto asciutto e minimale. Gli scambi tra i personaggi sono molti e ritmi narrativi sono frenetici. Tutto ciò, insieme ad un'arguzia e un'ironia di fondo, rende la lettura piacevolissima e davvero davvero scorrevole.
Lardner è considerato l'iniziatore di un nuovo genere letterario tutto americano e, leggendo questi racconti, non vi sarà difficile visualizzare i punti di contatto che ci sono con la prosa di Carver, Salinger ma anche Fitzgerald e Bukowski. Una scrittura vera, per niente arzigogolata e, invece, molto lineare, che ritrae i ruggenti anni venti sottolineandone pregi e difetti sociali.

Per un attimo mi sono anche fermata a pensare che la prosa, ma soprattutto la prosa breve, è il genere più spassoso e più adatto all'intrattenimento. Non ha importanza chi siano i personaggi, in quale continente si trovino a vivere o quale sia l'argomento trattato...le raccolte di racconti che ho letto fino ad ora mi hanno coinvolto e intrattenuto tantissimo. Certo, qualche racconto mi è piaciuto di più e qualche altro mi è piaciuto meno, questo è chiaro, ma tra un romanzo e l'altro, leggere un racconto mi rilassa e mi distrae esattamente come succede con le puntate delle serie tv. Mi spiego: i romanzi sono lo specchio letterario dei film, mentre i racconti, secondo questa mia riflessione estemporanea, sono lo specchio letterario delle serie tv.
Insomma, il romanzo è qualcosa che ti porta via  tempo e che ti fa immerge e perdere in un mondo totalmente altro; il racconto è un piccolo momento di svago, infatti, trovo che sia giusto leggere raccolte come queste in tempi molto lunghi, un racconto per volta, una settimana sì e una no.
Questa volta non ci sono riuscita, ho letto un racconto dietro l'altro come si fa durante le maratone di serie tv. E peccato che siano otto soltanto (Piccola parentesi; Ci sono sorrisi... e Una cena  e Uomo non a mare sono i miei racconti preferiti in assoluto)

Un libro inaspettato che si è rivelato un'ottima lettura. Adesso non riuscirò più a sopravvivere senza Lardner, devo assolutamente acquistare una copia del libro prima di restituire questa alla Prof!

Conoscevate questo scrittore?
Qual è il vostro racconto preferito?
Al prossimo post!