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Le chiacchiere del Lunedì #8 - PRESENTAZIONE: Note sul suono - Marcello La Matina


Buongiorno a tutti!
E' Lunedì e finalmente ritorna la rubrica de "Le chiacchiere del Lunedì".
Oggi mi occuperò di produrre un rapido resoconto di una delle presentazioni alle quali ho assistito al Salone Internazionale del Libro di Torino.

La casa editrice marchigiana "Le ossa" ha organizzato una breve ma dettagliata presentazione di un libro a me molto caro, dal momento che è stato scritto dal Relatore della mia tesi di Laurea.
E' stata una presentazione interessante e si è svolta in un tempo davvero brevissimo. Lo ribadisco perché credo non sia semplice organizzare questo tipo di eventi e, dopo aver partecipato a diverse presentazioni durante quest'anno, ho maturato la convinzione che le presentazioni più riuscite siano quelle che riescono a comunicare un'idea del libro in modo conciso.
Le presentazioni prolisse e corredate da troppe letture e numerosi interventi rischiano di far perdere l'attenzione del pubblico, invece, le presentazioni che in 30 minuti spiegano tutto sono diventate le mie preferite.

 


"Le Ossa" è una casa editrice marchigiana che si occupa soprattutto di saggistica italiana e il loro obiettivo consiste nella ricerca e la pubblicazione di opere che spaziano dall'estetica alla filosofia.
A detta dell'editore l'opera "Note sul suono" intercetta pienamente la missione della casa editrice perché si rivolge a punti di vista dell'ambito accademico che hanno l'abitudine di essere nuovi e non troppo celebrati.
Di cosa si tratta?

TRAMA: Che cosa sono io e tu nell'enunciazione musicale? Come entra in gioco la soggettività, quando il corpo del suono si mostra nello spazio logico tracciato da una prosodia? Com'è legato il suono musicale alle prospettive ci chi lo produce? E perché sorprende sempre, quasi fosse inaspettato? Da queste domande prende avvio una ricerca che tocca alcuni punti cruciali del nostro esperire i linguaggi, come il rapporto fra denotazione ed esemplificazione, fra segno e simbolo, fra Occidente e Oriente.

Ad introdurre il libro è stato il Professor Gian Paolo Caprettini, uno dei più famosi semiologi italiani, che ha affermato che questo libro è ricco di elementi cruciali che investono la scelta di campo che l'autore fa rispetto a una visione del sapere complessivo che è la tradizione del linguaggio. La lingua è il luogo dove si fissa una tradizione, ma cosa c'è davvero nella mente di colui che parla, o nello specifico caso, cosa c'è nella mente di colui che suona?
Quello che abbiamo fornito allo stato naturale della lingua come trasferimento di un pensiero a un'altra mente è ciò che si sta ricercando nelle pagine di questo testo. dice Caprettini sfogliando l'opera,nel campo simbolico che produce differenze che non hanno a disposizione la perfezione ma solo l'uso di ciò che rimane. Perché ci sono musiche suonate bene e musiche suonate meno bene? Questo è l'orizzonte cruciale nel quale si è mosso l'autore. Mi ha fatto sorridere quando Caprettini ha affermato che soltanto a pagina 63 ha iniziato a capire il contenuto di questo saggio, prima di quella pagina sembrava incomprensibile per via delle tesi importanti che vengono trattate al suo interno; la corporeità dello spirito e la materialità della lingua, una dualità bastarda perché il corpo è sede di pulsioni simboliche straordinarie. Per far sì che il pubblico comprendesse nel modo migliore questa "idea", il Professor Caprettini ha proposto un'immagine che ha catturato la mia attenzione ricordando Ulisse che parla con il suo cuore e si inginocchia dinnanzi al suo corpo e fonda, in questo modo, la prima idea di coscienza capace di percepire emozioni. Stessa rivendicazione è proposta dall'autore e apre una frontiera che molti oscurano: coloro che credono che il linguaggio sia uno sforzo logico possono comprendere attraverso la musica che il linguaggio non è qualcosa tra due entità, tra l'entità me e l'entità te.
Il linguaggio è qualcosa che si crea durante la comunicazione tra me e te, dunque è una terza entità.

Gian Paolo Caprettini - Marcello La Matina - Martina Brunetti

In risposta a questo è intervenuto l'autore stesso, il Ph.D Marcello La Matina, affermando che il suono non è l'oggetto che il musicista produce, ché non gli appartiene perché il musicista è il primo ascoltatore dunque il suono non è un esso, ma allo stesso tempo non è solo l'io o solo il tu. Il suono è il paradigma dell'enunciazione per cui quando si studia il suono non si studia un  prodotto ma si studia una relazione interpersonale che il suono permette di istituire.

Ho ricevuto una copia autografata del libro e non vedo l'ora di iniziare questa lettura. Se siete appassionati di musica e linguaggi, in questo saggio troverete sicuramente numerosi spunti di riflessione esibiti in modo semplice e comprensibile. Effettivamente il libro riscrive e amplia le lezioni tenute dal Professor la Matina presso la Scuola di Pedagogia e Comunicazione Musicale di Macerata, durante il bimestre Gennaio-Febbraio 2013. Si tratta di un ciclo di sette lezioni tenute di fronte ad un uditorio di studenti e questo fa sì che l'opera non sia una mera disquisizione volta all'attenzione di pochi eletti, bensì una raccolta di lezioni ragionate alla portata di tutti. Sicuramente, a lettura terminata, vi proporrò una recensione del libro, ma nel frattempo spero di aver suscitato la vostra curiosità.
A presto!