martedì 3 giugno 2014

Uomini e topi - John Steinbeck


Ciao a tutti,
prosegue l'enorme, gigantesca, spropositata, esorbitante, mastodontica, immane, immensa, imponente sfida del 1001 libri da leggere prima di morire.
Piano piano, con costanza e forza di volontà si fa tutto, così eccomi qui a raccontarvi di questo libro consigliato a pagina 393, nella sezione Novecento.

Ho deciso di acquistarlo al Salone Internazionale del libro di Torino perché, durante il viaggio per raggiungere il Lingotto, sono rimasta folgorata dal modo in cui ne ha parlato Fernanda Pivano nel suo "Libero chi legge".
Dunque, quando l'ho visto allo stand della Bompiani, in questa nuova edizione con le pagine smussate agli angoli ho deciso di prenderlo. Purtroppo non c'erano sconti, ma comunque il prezzo è abbordabile dato che costa 9€.





Il titolo del romanzo forse più conosciuto di John Steinbeck fa riferimento a un verso della poesia di Robert Burns A un topo, limitandosi ad accennare la tragedia della storia. Il racconto ruota intorno a George e Lennie, due lavoratori migratori scesi dal pullman a parecchi chilometri di distanza dal ranch californiano in cui lavorano. George è un uomo minuto e brillante dai tratti scuri, Lennie è un gigante informe, mentalmente subnormale e profondamente devoto a George, a cui si affida per ricevere protezione e guida. Accampata all'aperto per la notte, questa coppia improbabile condivide il sogno di aprire una fattoria. Tornati al ranch i due incontrano Slim, un mulattiere che ammira la loro amicizia, regala a Lennie uno dei suoi cuccioli e convince i due a includerlo nel loro sogno di comprare un pezzo di terra e sistemarsi. Le speranza dei protagonisti si infrangono però quando Lennie uccide per sbagli il cucciolo e, senza volerlo, spezza il collo a una donna al ranch. Sfuggito all'orribile morte per mano di una folla impazzita, Lennie incontra George il quale, prima di piantargli un proiettile in testa, gli racconta la storia della vita idilliaca che faranno. Quando la folla arriva, Slim capisce che George ha ucciso l'altro per pietà e lo porta via. Questa è una storia di fratellanza e della dura realtà di un mondo che si rifiuta di accettare l'idealizzazione di legami affettivi tra gli uomini. Il rapporto unico di George e Lennie si avvicina a quell'ideale, ma è frainteso dal resto del mondo che non riesce a capire la vera amicizia, mette entrambi in pericolo e ne sfrutta la debolezza ogni volta che può. Forse, però, la vera tragedia risiede nella descrizione della morte del grande sogno americano smascherandolo per quello che è: soltanto un sogno. [Tratto da pagina 393 di "1001 libri da leggere prima di morire"]

Un libro davvero breve, 126 pagine scorrevoli e coinvolgenti. Fernanda Pivano ci svela che questo libro è stato tradotto in Italia per la prima da Cesare Pavese nel 1942 e che John Steinbeck credeva di aver scritto un libro per bambini:
"Voglio ricreare un mondo infantile, non di fate e di giganti ma di colori più chiari di quanto lo siano per gli adulti, di sapori più acuti e degli strani sensi di angoscia che a momenti sopraffanno i bambini. Bisogna essere molto onesti e molto umili per scrivere per i bambini."
Il risultato è un romanzo scorrevole perché in esso sono stati creati scenari ben descritti e perché in esso è stata utilizzata la lingua nella sua forma più semplice e comprensibile. E anche se Steinbeck considera questo romanzo come un "esperimento non riuscito", la realtà dei fatti è che il libro è perfetto esattamente così come lo leggiamo. I dialoghi sono onnipresenti e gli scambi tra i personaggi sono intelligenti e a volte ironici, un'ironia leggermente disincantata, quasi una rassegnazione, una preannunciazione della fine drammatica che attende.
Lennie, il gigante con il cuore e la mente di un bambino è uno dei personaggio più inquietanti di cui abbia mai letto. Uccide e distrugge con le sue enormi mani senza accorgersene, senza rendersene conto. La pazienza di George, invece, è una pentola a pressione pronta ad esplodere. Questa tensione narrativa si percepisce sin dalle primissime pagine e arriva fino al termine di un libro breve ma davvero intenso.

Si tratta di un romanzo che mi sarebbe piaciuto leggere a scuola. Sicuramente lo consiglierei ai più giovani per comprendere il potere della scrittura e per avere un po' più di consapevolezza. Ma sento di consigliarlo anche agli adulti, perché pur essendo un romanzo leggero e scorrevole è davvero denso di significati, di emozioni e di situazioni che inducono ansia in chi legge.
Se non vi ho ancora convinto, se non vi fidate del mio parere, pensate che questo libro è entrato a far parte del novero dei 1001 libri da leggere prima di morire e che è uno dei romanzi preferiti dalla grande Fernanda Pivano!

Inoltre, in fondo al libro è presente un elenco dei personaggi con delle descrizioni fisiche e psicologiche abbastanza essenziali, ma comunque utilissime, soprattutto per chi come me a distanza di settimane dalla lettura tende a confondere i nomi dei protagonisti.

PS: Ora devo recuperare FURORE. Quando terminerà il mio periodo astinenza da acquisti libreschi ci farò un pensierino.

Lo avete letto? Cosa ne pensate?


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