lunedì 7 luglio 2014

Le chiacchiere del Lunedì #9 - ANCONA ART SALON 2014



[...] Fu così che nacque l'Ancona Art Salon, giunto alla quarta edizione, da qualche anno affiancato a una mostra, presso lo spazio della Mole Vanvitelliana, L'Ancona Art Salon continua la tradizione di mettere in contatto artisti visivi e performativi. La missione è quella di creare un vibrante spazio creativo dove l'innovazione e la collaborazione possano crescere e espandersi


Il primo luglio sono stata invitata a partecipare al 4° Ancona Art Salon. Cristiano Marcelli, oltre a essere il presidente di "La luna dance Center", un'associazione non commerciale il cui fine è quello di promuovere e sviluppare attività di danza attraverso la formazione di ballerini, la produzione di spettacoli e eventi culturali, è uno dei miei colleghi scrittori.
Lo scorso 29 Marzo, infatti, al termine del laboratorio di scrittura tenuto dall'editore e talent scout Massimo Canalini, presso la casa editrice Cattedrale e La Libreria delle Muse di Ancona, siamo riusciti a produrre, sistemare e pubblicare "13 pezzi facili". Si tratta di una raccolta di tredici racconti ideati e sviluppati da nove scrittori emergenti. Nei mesi del laboratorio abbiamo letto molto, soprattutto Carver, Salinger, Hemingway e Williams, abbiamo scritto e abbiamo condiviso i nostri elaborati, li abbiamo sistemati, migliorati e infine l'editore li ha pubblicati.


COME STANNO LE COSE
di Massimo Canalini
I testi pubblicati nel presente volume debbono considerarsi, in certo qual modo e nella loro essenza, una prima selezione all'interno d'una più ampia messe di racconti, nonché l'esito finale d'un laboratorio di quaranta ore da me diretto nei mesi di febbraio e marzo 2014. In precedenza, di laboratori del genere ne avevo condotti in buon numero. A partire dal 2009, se non sbaglio, e avendo, in più riprese a che fare, nell'insieme, con forse un'ottantina di iscritti. Novanta forse.
Ora, cosa c'è, a mio modesto avviso, in questa raccolta di racconti brevi e brevissimi scritti da narratori non professionisti, che per davvero suona incoraggiante, intanto in quanto va sul serio piuttosto bene? Il fatto che questi racconti si somigliano. Nel tono, specialmente. E nella dimensione spesso volutamente sommessa, o se preferite minimalista e realistica, al cui appello buona parte di loro accetta, per così dire, di rispondere. E' proprio vero, secondo me questi racconti si somigliano entro una specie di compromesso stilistico che ha l'enorme merito di avvenire in una zona della scrittura sufficientemente nitida e consapevole da annunciare, per quanti li hanno posti su pagina, diversi (e molto interessanti), credo io, passi avanti a venire. Dunque, alla fine ci siamo. Dopo anni che grosso modo giravo a vuoto fra una miriade di narrazioni "iniziali" che obbedivano alle istanze più soggettivamente errabonde e diverse, ecco qualcosa che non cerca di divenire originale a qualunque costo, ma anzi. Dunque, la soluzione del problema, quanto a questo, era alla lettera dietro l'angolo, ma ancora dopo anni di tentativi non l'avevo scovata, e come una specie di cieco girovago m'aggiravo dispensando a quanti me lo chiedevano dei consigli più o meno utili e mortalmente sinceri per migliorare il proprio tasso tecnico e le tecniche per raccontare: ancora non avevo compreso che un laboratorio di scrittura narrativa doveva per prima cosa invitare i partecipanti a seguire un metodo condiviso - un metodo certo - e modelli uguali per tutti. E' talmente semplice, che solo un certo numero di secoli interessati romanticamente alle differenze e all'originalità purché sia, si frapponevano fra me e questa sorprendente scoperta. Quanti non comprendono quasi nulla di cos'è la scrittura - la maggior parte degli esseri umani, inevitabilmente, e persino una quantità di editor e scrittori anche più o meno orrendamente "di grido" - temono che secondando questo genere di imitazioni "unisex" e "valide per tutti", si corra il rischio d'una temibile omologazione. D'una clonazione, quasi. Che madornale errore di prospettiva, e che madornale errore tout-court. Invece, è esattamente vero il contrario. Così che, almeno all'inizio, dovrò essere proprio io insegnante, a dirti cosa scrivere, secondando quale tono prevalente, imitando i modelli che dico io e intorno ai quali, personalmente, a differenza di innumerevoli teorici improvvisati, ho lavorato in profondità tutti i giorni dell'anno per diversi decenni. Quanto al resto, ascoltate: è semplice. Le parole "mie-mie", e persino uno stile cosiddetto "mio-mio" e "personale veramente" arriveranno comunque, quando saremo pronti a riceverne in modo degno le istanze. Nel frattempo, leggete con adatta levità le brevi narrazioni che seguono, e comunque la pensiate sappiate che sono molto contento di questi primi (e provvisori, certo) risultati, (tanto mesmericamente) raggiunti. Senza una koinè condivisa, oggi, nel 2014, la ricerca d'uno stile personale non è nemmeno un errore, almeno all'inizio, ma una strana forma di voluto e radicale sviamento. Dunque, stiamo tutti quanti abbastanza calmi e manteniamo abbastanza la calma, grazie. Il metodo funziona, e se avrò tempo per provare a perfezionarlo, state certi che troverò il modo di mettervi al corrente dei risultati a venire. Comunque, se mi fate non-sapere come la pensate in proposito, io anticipatamente vi ringrazio. Grazie. Sì. Veramente.
 
Ansia pre-lettura pubblica
 
In questo libro sono presenti tre racconti scritti da me i quali titoli sono rispettivamente  Esauriti che non vogliono ammetterlo 1, 2 e 3; Ricognitore notturno di Roberto Bugari; Attraverso il passavivande e Se Dio è infinitamente buono di Cristiano Marcelli; Noi, e nessun altro credente di Marco Morbidoni; La solitudine che sai di conoscere di Emanuele Bizzarri; Il Lancillotto delle anatre e Cortisolo di Monica Ferraioli; Pietro di Elisa Cinti; Parlarne a Giovanna di Marina Miccoli e La porta di Marco Puma sono i racconti dei miei colleghi e amici scrittori.

Cristiano Marcelli, Monica Ferraioli, Martina Brunetti, Roberto Bugari, Paolo Peliaga




Durante l'Ancona Art Salon, in questo contenitore di qualsivoglia forma di arte, tra quadri, sculture, disegno dal vivo, cantanti lirici, ballerini, fisarmoniche e creatività, risuonavano le nostre letture. E anche se la timidezza ci frena e la vergogna mortale di leggere racconti scritti da noi e frutto della nostra più intima immaginazione ci fa tremare le mani, non riesco a descrivere la soddisfazione di condividere tutto questo con perfetti sconosciuti. Sconosciuti, sì, ma perfetti.

Questa più semplice cosa, personalmente non la cambierei per nulla al mondo.