lunedì 29 giugno 2015

LA CRISALIDE NEL FANGO - Matteo Viviani




Buonasera a tutti cari lettori!

Oggi ho deciso di raccontarvi una delle mie ultime letture. Grazie ad una collaborazione con BloggerItalia ho avuto la possibilità di leggere l'esordio letterario di Matteo Viviani.
L'autore nasce in provincia di Bergamo, ma cresce nelle campagne toscane dove conduce un'adolescenza molto attiva: studia, dipinge, lavora nelle fiere, nei ristoranti, dai contadini e dai falegnami fino a che diviene maestro d'arte e disegnatore orafo. A soli vent'anni lascia la famiglia per trasferirsi a Milano e, dopo aver lavorato come cameriere, ballerino, modello e attore, debutta nella trasmissione Le Iene, il programma d'inchiesta in cui, ancora oggi, lavora a tempo pieno.

La copertina e il titolo di questo libro mi avevano incuriosito così tanto che non mi sono fatta scappare l'occasione di partecipare a questa interessante iniziativa. Quindi, iniziamo subito:



TRAMA: Milano, febbraio, lungo i navigli, Alessandro è sicuro di sé, altruista e irrequieto. Fuma marjuana, beve e cerca qualcosa che va oltre le donne che si porta a letto. Raffaele non cerca nulla; vive, nascosto in se stesso e nelle sue perversioni, covando un lato oscuro in continua evoluzione. I due sembrano destinati a non incontrarsi mai eppure qualcosa li lega: Sonia, una ragazzina bionda di origini finlandesi a cui Raffaele da ripetizioni di matematica a e cui Ale regala il primo orgasmo, misto a sangue e lacrime. Poi c’è quella presenza torbida, quell'entità folle e irreale che progressivamente entra nella vita dei protagonisti, cambiandone forma. Un noir dai risvolti pulp, una narrazione a tre voci, serrata e avvincente fino al sorprendente finale che giunge cupo, logico e inaspettatamente crudele.

“La crisalide del fango” pubblicato da Mondadori è inquadrato nel genere noir e nel retro di copertina viene specificato in bella mostra che si tratta di un “noir dai risvolti pulp”. In realtà, non sono sicura che questa sia proprio la definizione più giusta. Un noir? Sicuramente, ma è un noir che parte lentamente, denso di pensieri e ragionamenti interiori. Un noir/thriller psicologico diesel, passatemi la definizione.

Il romanzo, infatti, parte lento e a fatica, tanto che nelle prime pagine non si ha ben chiara la situazione. Si alternano le voci narranti di Alessandro, di Raffaele e successivamente di una terza figura inaspettata, anonima, inquietante e delirante. Poi il motore si scalda, gli ingranaggi iniziano ad attivarsi e le pagine iniziano a girare e solo allora la storia inizia a camminare.

Conosciamo Alessandro e ci immergiamo nella sua vita da perdigiorno, tra alcol e droghe, vizi sfrenati, puzza di tabacco e magliette sudate, sporcizia, scomodità e stenti. Un giovane dal comportamento irrequieto e ribelle, dedito al sesso e alla depravazione, incapace di legarsi sentimentalmente, sempre pronto a scappare verso nuove avventure, alla ricerca di non si sa bene cosa.


Poi si aggiunge Raffaele, lo stereotipo dell’impiegato statale frustrato, un uomo di mezza età che vive una vita piatta e senza scopo e che, sentendosi oppresso dalla società, cerca una vendetta verso il prossimo. Le sue giornate si susseguono senza sosta e nella più assoluta monotonia dal momento in cui timbra il cartellino alla mattina fino a quando “smarca” il cartellino alla sera. Trascorre il resto del tempo organizzando truffe on line e “fantasticando” di sedurre la figlia quindicenne di una sua conoscente.


Sonia è l’anello di congiunzione tra queste due figure e la voce narrante e delirante che ci accompagna nel suo delirio fino alle ultime pagine. Una ragazzina di 15 anni, bionda e bellissima vittima di un destino crudele.
Una storia che lascia il lettore con il fiato sospeso, scritta con uno stile scorrevole ma molto crudo, in cui non si risparmiano parole forti e turpiloquio. Scritto in modo piuttosto didascalico “La crisalide nel fango” è costituito da capitoli brevi che seguono il flusso dei pensieri dei protagonisti. 
Non c’è molta azione all'inizio, però le ultime cinquanta pagine ripagano di tutta l’attesa. 
Per essere un esordio letterario di un personaggio televisivo, la struttura, i contenuti e il colpo di scena finale possono considerarsi un buon punto di partenza.


PS: Matteo Viviani mi ha scritto una dedica bellissima e possedere una copia del suo primo romanzo è davvero una bella soddisfazione!


LA CRISALIDE NEL FANGO