mercoledì 28 dicembre 2011

La monaca - Simonetta Agnello Hornby


Amici miei,
ultimo post per quest'oggi. Però ho letto altri due libri in questo mese e sicuramente, prima della fine dell'anno, dovrò recensire anche quelli, ma torniamo a noi...
Qualche mese fa, mentre aspettavo l'autobus di ritorno dall'Università mi sono fermata a dare un'occhiata al mercatino dei libri usati in Piazza Cavour. Tra le altre cose ho trovato questo, invece di 17 euro usato costava 6 euro e l'ho preso.


Edito da I Narratori Feltrinelli, prezzo 6 euro (anzi che 17, come vi dicevo), pagine 286, codice ISBN 9788807018237.

La sorella di miomarito me ne aveva parlato talmente bene che ogni volta che andavo in libreria lo cercavo, lo sfogliavo e lo volevo, a tutti i costi. Poi, però, pensavo "costa 17 euro", "ho tanti libri da leggere ancora, nella mia libreria"...esitavo, poi uscivo a mani vuote. Ogni volta. Ogni maledettissima volta.

Fortuna i mercatini dell'usato. Di solito ci sono libri vecchi, incartapecoriti e puzzolenti ma se con un pò di pazienza si perde tempo a cercare, qualcosa si può trovare. Un pò come quando si va a fare shopping al mercato, a meno che la bancarella non appartenga ad un negozio, spesso tiene solo robaccia. ma se per qualche minuto si perde tempo a cercare, prima o poi qualcosa di carino esce sempre.

Questo libro non è carino, è veramente interessante. Mia cognata aveva proprio ragione!
La storia è ambientata all'inizio del 1800 e si svolge nel Sud Italia. La protagonista a sooluta è Agata che a tredici anni, poco prima del matrimonio di sua sorella, si innamora del giovane Giacomo Lepre. In realtà i due si amano scambievolmente però sono costretti a rinunciare al loro amore per problemi economici. Alla morte del padre Agata, sua madre e le sue sorelle si trasferiscono a Napoli vicino a dei parenti, qui la madre la costringe ad entrare nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita. Inizialmente Agata si sente persa anche per via delle altre ragazze che vivono con lei e che vuoi per invidia, vuoi per gelosia non fanno altro che bisbigliare alle sue spalle e farle dispetti. Agata inizialmente non si sente a casa, non percepisce la vocazione, anche se tutti i suoi conoscenti non fanno altro che dirle che è una ragazza molto fortunata. Poi Agata inizia a studiare, si appassiona alla cucina e alla farmacia e confortata dalla rigida scansione della giornata monastica, legge i libri che il capitano James Garson le invia con regolarità. (i due si erano conosciuti sulla nave che ha trasportato Agata e famiglia a Napoli).
I sentimenti nei confronti di Giacomo iniziano a sbiadire e cresce sempre di più l'attrazione nei confronti di James. E' incuriosita dagli avvenimenti che si susseguono al di fuori del chiostro, avvenimenti che porteranno all'unità d'Italia e non ha rinunciato alla realtà. Sente dentro di se la voglia di vivere nel mondo, viere, scoprire, innamorarsi. Quanto più si inasprise il conflitto interiore, tanto più il futuro si colma di orizzonte e di speranza, dice il retro copertina.

Agata è una ragazza forte, limpida e combattiva. Ha sete di verità e la infastidiscono leingiustizie e le cattiverie. Ha voglia di vivere e di  dell'amore, non quello verso Dio, ma quello carnale e passionale che solo uomo e donna possono provare (o uomo e uomo o donna e donna).
Agata è determinata.
Secondo me il finale è emblematico, se avete letto il libro o se lo leggerete sicuramente saprete dirmi perchè!
Bello. Consigliatissimo a uomini e donne di qualsiasi età. In questo libro c'è tuuto, storia, filosofia, psicologia, amori, passioni, ingiustizie, liti, morti, aborti, libri, vestiti, feste ecc ecc...

Leggetelo! :)

Anna Karenina - Tolstoj


Ciao ragazzi,
in questo post, finalmente, accantono l'università e vi parlo di una delle letture da me svolte per puro e semplice piacere, per rilassarmi e per riuscire a dormire bene di notte.

Un pò per caso, tempo fa ho scoperto che con  L'Espresso sarebbero usciti dei libri, una biblioteca di 15  classici e le copertine e il formato non mi sembravano per niente male. Ho deciso di acquistarli tutti anche perchè il prezzo è relativamente basso: 2,90 euro in più rispetto al prezzo del giornale.
Molti di questi libri li possiedo già, tra quelli che possiedo credo che me ne manchino uno o due da leggere, allora vi stareta domandando: "Ma che te li prendi a fare se già li hai?". I motivi sono:
  1. Per un fatto puramente estetico. Le copertine mi piacciono da morire, la carta e il carattere in cui sono scritti idem.
  2. Non ho mai avuto una collezione di libri, ho vent'anni e mi sembra che sia giunto il momento di comportarsi da persone serie.
  3. Il prezzo è relativamente basso (come dicevo).
  4. Molti dei libri che ho già letto, tra questi, li ho letti tra la prima media e il quinto superiore, non me li ricordo benissimo e vorrei rispolverarli.
  5. Tutte le materie che sto studiando all'università citano continuamente questi volumi e io non me li ricordo e li volgio rileggere!

Il primo della collezione, come vedete, è Anna Karenina di Tolstoj.
La prima lettura da parte mia risale all'estate del 2009, l'esate in cui ho conosciuto miomarito.
La seconda lettura da parte mia risale al Natale del 2011.
Ora mi sento in pace con me stessa per tanti motivi, primo tra tutti è il fatto che non mi era piaciuto poi così tanto durante la prima lettura, mentre ora lo adoro alla follia. Sarà che leggevo in spiaggia mentre prendevo il sole, sarà stato il caldo e la poca concentrazione, non so bene cosa mi abbia impedito di entrare fino in fondo in questa storia meravigliosa anche se dal finale tragico... questa volta però la lettura è stata più consapevole e mi ha fatto bene spiritualmente.
Leggere Anna Karenina è come leggere la sceneggiatura di un Bautiful del 1800. Intrighi, passioni, tradimenti, milioni di personaggi dai nomi impronunciabili....bellissimo.
Tolstoj mi piace molto, adoro il suo essere realista, quasi naturalista e adoro la sua scrittura e la sua fervida immaginazione.

Se non avete approfittato di questa occsione mi dispiace per voi, perchè vi siete persi un'opportunità pazzesca. Questi sono libri che chiunque, almeno una volta nella vita, deve leggere.
Io sono felice di aver riletto questo e di avere gli altri che mi aspettano nella mia libreria.

Vi lascio l'elenco delle uscite qui sotto.


Insieme ad ogni libro ogni volta L'Espresso regala anche un segnalibro con la lista di tutta la collezione, la prossima uscita è Madame Bovary! (già letto, ma lo rileggerò)
Accorrete numerosissimi. Sono 2.90 euro spesi mOlto bene!

Se non vi interessa, fate come vi pare :P

Wittgenstein - Luigi Perissinotto




Ciao a tutti amici lettori,
ormani sono passati diversi giorni dal mio ultimo intervento su Letterando con Marty. Cercate di capirmi, non è ancora iniziata la sessione invernale e già ho dovuto dare un esame. Me ne mancano ancora due, ma questa settimana ho deciso di rilassarmi un pò, visto che lunedì mi sono portata a casa un buon voto e... diciamo pure che me lo merito, dai!

Quando voglio rilassarmi, di solito, guardo un film tra le braccia di miomarito oppure mi leggo qualche pagina di un libro in beata solitudine. Il computer è spento; il telefono è in modalità "silenzioso"; e posso abbandonarmi a pensieri e sensazioni.
Oppure scrivo sul blog!

E quindi eccomi qui. Il primo libro che voglio farvi conoscere è stato una delle cause della mia assenza, infatti, ho dovuto studiarlo per l'esame di Filosofia del linguaggio. Sto parlando di:



Edizione Universale economica Feltrinelli, prezzo 8 euro, pagine 131, codice ISBN  9788807720543

Che dire? Ormai conosco ogni punto e ogni virgola di questo libro.
Luigi Perissinotto ci racconta la vita di Wittgenstein in relazione a due delle sue opere principali, tanto che il libro è diviso in due parti:
  1. La prima parte si intitola "dire, mostrare, tacere" e illustra la prima opera fondamentale del filosofo viennese: Il Tractatus Logico-Philosophicus. Opera pubblicata definitivamente, come volume a se stante, nel 1921 in Germania che si propone comeopera filosofia e non come manuale, non vuole insegnare niente a nessuno, vuole far ragionare che già conosce e studia la materia (logica-filosofia del linguaggio). Il linguaggio, come potete benissimo immaginare, è forbito e particolareggiato proprio perchè si rivolge ad un'elite di "addetti ai lavori". L'opera parte da sette proposizioni fondamentali dalle quali (esclusa l'ultima) si dipartono delle sotto proposizioni collegate in ordine logico, esplicitato da un sistema decimale molto particolare. La settima proposizione non prevede sotto proposizioni perchè è di carattere perentorio e chiude il libro definitivamente: "Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere" (interessante come un uomo colto, laureato ed esperto di linguaggi e grammatica sia incapacissimo di posizionare un inciso all'interno di una frase...forse il suo era un atto di protesta verso la grammatica che, sempre secondo il suo modesto parere, era la causa di tutti i problemi filosofici, i quali non venivano formulati per via di problemi reali ma per colpa della grammatica con cui essi si ponevano, la grammatica può fuorviare il filosofo e crare problemi inutili. Sarà).
  2. La seconda parte si intitola "giocare, descrivere, agire" e ci racconta del dopo Tractatus e nello specifico dell'opera intitolata "Ricerche filosofiche". In questo periodo della sua vita Wittgenstein si sente prosciugato spiritualmente, psicologicamente e filosoficamente. Vorrebbe scrivere un'opera ma non ci riesce. Si limita a rivalutare alcune tesi tratte dal Tractatus ed a pensare e dattilografare pensieri sparsi. In che senso? A pagina 66 del libro c'è un paragrafo intitolato "Il modo di lavorare" dove il Perissinotto ci spiega che principalmente il filosofo annotava pensieri su taccuini o quaderni, molte di queste annotazioni erano riviste e trascritte su quadernoni e successivamente venivano selezionate. Quelle considerate più giuste venivano dettate a un dattilografo, esse non erano ordinate secondo un particolare codice, venivano scritte una di seguito all'altra separate soltanto da uno spazio bianco. Poi venivano ritagliate e conservate in una scatola su cui Wittgenstein scrisse "Zettel" (foglietti), che è poi anche il titolo con cui essi vennero pubblicati nell'opera postuma.
Non è stata una lettura semplice. Per preparare bene l'esame mi sono ridotta a leggere, sottolineare, evidenziare e riassumere (oltre che ripetere) l'intero libro circa quattro volte.
Se siete appassionati di filosofia; se siate innamorati di Wittgenstein; se dovete sostenere un esame di Filosofia del linguaggio o se le mie parole vi hanno incuriosito, vi consiglio di leggere questo libricino.
Però, preparatevi! Richiede un pizzico di concentrazione e un pizzico di interesse!

A questo post seguirà quello che riguarda uno degli altri libri che ho dovuto studiare per lo stesso esame!
Se volete leggerlo cliccate Qui!

lunedì 5 dicembre 2011

Poesie d'amore



La storia di come sono entrata in possesso di questo libro:
Da circa millemila mesi io e la mia migliore amica, Nix, siamo alla ricerca di una frase fatta per me. Lo scopo di questa ricerca matta e disperatissima è quello di trovare un probabile frase così pertinente alla mia persona, ai miei pensieri e alla mia vita per potermela tatuare.
Da qualche tempo ho voglia di farmi un tatuaggio: ho scelto il tatuatore, ho scelto il punto in cui collocarlo e ho deciso che non voglio disegni ma una frase. Una frase meravigliosa e soprattutto adatta a me. Ma quale?
Inizialmente pensavo a qualcosa tratto dalla Divina Commedia (che amo alla follia); poi ho pensato a Baudelaire (che amo alla follia) e sulla mia agenda, ogni qual volta ne incontro di efficaci mi appunto delle frasi con dei pennarelli diversi a seconda della potenza delle stesse: una frase gialla mi ha colpito ma fino ad un certo punto, una frase nera è quasi perfetta per me.
Ma ancora niente.
Allora Nix mi ha prestato questo libro nella speranza che la mia frase fosse contenuta tra le sue pagine:


Poesia d'amore edito da BUR Biblioteca Universale Rizzoli, prezzo 4.99 euro, pagine 194, codice ISBN 8817866512.

In questo libro sono, infatti, contenute alcune tra le migliori poesie d'amore dal XVI ac secolo al 1900.
Ci sono poesie di autori italiani, stranieri e anonimi. Ci sono i grandi classici e gli sconosciuti. Ci sono gli uomini e le donne. Tutto.
Ci sono poesie bellissime, frasi meravigliose...ma ancora non ho trovato quella frase che fa per me.
Il tatuaggio dovrà aspettare.

C'è qualcosa nella Morte
che ricorda l'amore.
Se con qualcuno con cui avete
conosciuto la passione,
e la vampa del giovane amore,
dopo anni di vita comune,
sentite spegnersi la fiamma,
e così insieme svanite
a poco a poco, soavemente,
per così dire abbracciati,
nella stanza consueta-
c'è, fra gli spiriti, un unisono
che ricorda l'amore! 
E.L. Masters

Chi di voi si è tatuato una frase?
Come avete fatto a scegliere quale delle tante era la più adatta a voi?
Quella più giusta.


domenica 4 dicembre 2011

Tra le righe - Mirka Naldi


Ciao a tutti,
purtroppo oggi è Domenica e questo vuol dire che domani sarà Lunedì, che dovrò prendere i miei soliti quattro autobus, che fino alle 21:00 sarò in giro, speriamo almeno non al freddo, e che il giorno dopo sarà Martedì e dovrò prendere quattro autobus e così via fino al 19 Dicembre.

Comunque oggi è Domenica e finalmente ho qualche minuto per me. Sto cercando di recuperare infatti, se il tempo mi assisterà, cercherò di pubblicare due post che riguardano le ultime due letture del mese di Novembre.


Chi mi segue su facebook avrà notato che qualche tempo fa una ragazza di nome Mirka mi ha inviato un piego di libri. All'interno del quale era contenuto un libro e nello specifico una sua raccolta di poesie!
E' una ragazza davvero gentilissima, tanto che mi ha anche scritto una dedica all'inizio del libro e questo fatto mi ha lasciato una piacevole sensazione di calore nel cuore. Adoro leggere e adoro scrivere e per la prima volta sono protagonista di una scena simile, infatti,  non mi è mai capitato nè di ricevere un libro con una dedica nè di ricevere un libro con un biglietto. Che è una cosa meravigliosa ( a mio avviso).


Il libro si intitola "Tra le righe, cerco di dar voce al mio cuore", edito da The Boopen Editore, prezzo 7 euro, pagine 42, codice ISBN 9788862239264.

Quando devo recensire un libro di poesie non trovo mai le parole giuste per descrivere al meglio ciò che penso e ciò che ho provato durante la lettura.
Quando devo recensire un libro di poesie che mi è piaciuto molto l'impresa è ancora più ardua.
Questa volta, per mia fortuna mi vengono incontro direttamente le parole dell'autrice che nella prefazione all'opera scrive:

"Ho sempre amato scrivere, anche solo per il gusto di veder scorrere la penna su un foglio qualsiasi. Convinta di essere più brava con le parole scritte che a voce, ritengo che non siano mai state un surrogato nè un sostituto: semplicemente mi aiutano da sempre ad esprimermi meglio.
Scrivere è come togliere i vestiti dalla propria anima e mostrarsi nudi agli altri. Quando si scrive si ha tutto il tempo necessario per riflettere, si può andare avanti senza essere interrotti e non si corre il rischio di rimanere senza parole. 
Ho scritto tanto per me stessa, fino a quando un giorno mi sono fermata, bloccata in una stazione sconosciuta, in attesa di un treno che non riuscivo a scorgere nemmeno in lontananza. A volte si spera che sia sufficiente scrivere quattro parole al vento per fare in modo che le cose assumano un colore diverso. Il mondo può essere di tinte color pastello o dipinto di colori vivaci. Scrivere è come raccontare al mondo quei colori, rifletterci sopra e poter rileggere tutto, un giorno. Scrivere, per me, vuol dire concedere a qualcuno di condividere la mia anima. Permettere a quelle parole scritte di dar voce al mio cuore e a volte anche a quello degli altri.
Quel treno è poi arrivato ed io ho ripreso a scrivere."
 Penso proprio che non ci sia modo migliore per descrivere il contenuto di questa raccolta.
Voglio condividere con voi una tra le poesie che più mi sono piaciute...se volete leggere le altre potete contattare la scrittrice direttamente dal suo blog: L'ottava nana

Come un camino

il tuo cuore
è per me
l'angolo più caldo
della casa.

Mi accomodo, mi riscaldo e
alimento il calore
con quel poco che
 ho da dare.

sabato 3 dicembre 2011

La favola di Amore e Psiche - Apuleio



Ciao a tutti!
Perdonatemi se in questo periodo sono un pò assente, sto preparando tre esami e di tempo per leggere (libri che non siano universitari) è diventato pochissimo!
In più Blogger non ne vuole sapere di collaborare e quindi eccomi qui a scrivere la prima delle due recensioni del mese di Novembre che devo ancora pubblicare.




E' successo che:

mia madre mi chiama.

Io stavo sbattendo ripetutamente la testa sulla scrivania nella speranza che mettendo a contatto la mia testa con il saggio di Simona Chiodo su Goodman, prima o poi sarei riuscita a capire che diavolo voleva comunicarci questo stimatissimo e sconosciutissimo filosofo. Tentativo del tutto inutile, lo so, però quando si arriva al punto di rileggere per 4 volte la stessa frase e capirci sempre meno si fa di tutto per venirne fuori: anche sperare in un attacco di osmosi. Rispondo al telefono.

mia madre mi dice che si trova al supermercato e che di fronte ai suoi occhi ci sono tanti tanti ma proprio tanti libri a 4.90€, ma tanti eh, e mi chiede se mi può interessare la detta cosa.

accetto e quando mamma torna a casa mi porge:



La favola di Amore e Psiche di Apuleio, come vedete è edito da Newton Compton (Serie: Classici senza tempo), prezzo 4.90 euro (copertina rigida!!), 149 pagine (testo originale a fronte) ma non riesco proprio a trovare il codice ISBN (a questo proposito: su aNobii ho inserito il codice ISBN dello stesso libro, della stessa casa editrice ma di una diversa edizione).

Chissà se qualcuno di voi ha già fatto esperienza di questo libro.
Io lo bramavo da tanto ma non mi decidevo ad acquistarlo.

Psiche è una ragazza tamente bella da far invidia alla stessa Dea Venere. Tutti gli uomini le offrono doni, la ammirano e la venerano proprio come se fosse l'incarnazione di una divinità. Soltanto che, per via della soggezione che provano nei confronti della sua bellezza, nessuno si è ancora deciso a chiedere la sua mano. Il padre che è molto preoccupato inizia a pregare le divinità per ricevere delle risposte: "Mia figlia si sposerà mai? Resterà da sola tutta la vita?". Dopo tanto pregare la risposta arriva ma non è lieta come ci si potrebbe aspettare: il quadro che si prospetta al padre è un quadro terribile perchè, secondo la profezia, la sua figlia più bella sposerà un mostro. Mentre la famiglia organizza questo matrimonio, Venere incarica suo figlio Cupido di uccidere la ragazza
(questa scena invece mi ha fatto venire in mente Biancaneve e la famigerata strega cattiva...la strega è la più bella del reame e non può convivere con l'idea che esista una donna più bella di lei allora decide di far uccidere la povera innocente dal cacciatore che però si impietosisce e la fa fuggire nel bosco)
 ma Cupido di fronte a tanta bellezza se ne innamora e si sostituisce al mostro diventando suo marito. Psiche si trova a vivere in un palazzo meraviglioso, tutto d'oro, in cui sono contenute tutte le cose che un essere umano potrebbe desiderare di possedere: vestiti, gioielli, oro, cibi esotici e non, (libri, caffè) tutto. Però Psiche sente la mancanza della componente umana. L'unica persona con cui entra in contatto è suo marito ma il rapporto tra i due sussiste solo ed esclusivamente di notte, nel buio più assoluto. Cupido le impone una regola soltanto: Psiche non dovrà mai vederlo perchè le conseguenze potrebbero essere gravissime.

Sappiamo tutti, però, che donna e curiosità vanno a braccetto:
Riuscira Psiche a resistere alla tentazione di vedere il volto di suo marito, o sarà debole e si abbandonerà all'istinto?
Ma soprattutto: qual è il risultato del matrimonio tra l'amore e la psiche?