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Doric Hotel - Luisa Mazzocchi



Venerdì 7 Febbraio ho avuto la fortuna di poter partecipare ad una nuova appassionante conferenza, che si è svolta nel foyer di prima galleria del Teatro delle Muse di Ancona. 

Questo meeting, che aspettavo davvero con trepidazione, presentava un titolo e un programma realmente accattivanti. L'argomento centrale era "Il bombardamento al rifugio delle carceri 1° Novembre 1943. Un dialogo tra Attilio Bevilacqua e Luisa Mazzocchi". Si sarebbe parlato di guerra, di bombardamenti e di storia, ma soprattutto si sarebbe parlato della mia città: Ancona.

In questo post voglio approfondire il secondo dei due libri presentati: Doric Hotel di Luisa Mazzocchi edito dalla casa editrice anconetana Italic PeQuod.







TRAMA: Lara Isabel ha trent'anni, un lavoro che non le piace, tanti amici e un amore impossibile che non riesce a risolvere; Dora ha ottantaquattro anni e una pena profonda nel cuore, un dolore antico che si porta dentro da più di mezzo secolo. Entrambe vivono nel centro storico di Ancona dove, in seguito a un incontro casuale, nasce la loro straordinaria amicizia che, attraverso strane coincidenze e tristi ricordi, le porterà a rivivere la vicenda dei bombardamenti aerei che devastarono la città durante la Seconda Guerra Mondiale. Lara Isabel vuole a tutti i costi aiutare Dora a superare il terribile senso di colpa che non l'ha mai abbandonata da quando, proprio sotto le bombe, perse sua cugina Giorgia e l'amica del cuore Myriam, costretta a fuggire dalle persecuzioni razziali, senza aver potuto risolvere alcune incomprensioni reciproche. Le indagini portano la ragazza in una vecchia e pittoresca pensione, nella cui soffitta alcuni misteri potrebbero essere svelati... Doric Hotel è una fiaba metropolitana, intimistica ed emozionante, sui valori dell'amicizia e della memoria storica, ma è al contempo in romanzo di formazione di una giovane donna che, in lotta con i propri sentimenti per dimenticare un amore difficile, scoprirà, senza quasi rendersene conto, una più matura ed equilibrata consapevolezza di sé.


Doric Hotel di Luisa Mazzocchi, edito da PeQuod,
16 euro, 174 pagine, codice ISBN 9788896506530
Ho avuto la fortuna di partecipare alla conferenza che mi ha permesso di conoscere e ascoltare l'autrice. E non è una fortuna da poco, noi lettori curiosi siamo spesso avidi di informazioni, soprattutto nei confronti dei libri che amiamo. Sarà una storia vera? Chissà come è nata l'idea di questo romanzo? Sono le domande che affollano la mente di ognuno di noi.
Grazie alle parole di Luisa Mazzocchi ho potuto scoprire l'origine di questo romanzo e tante informazioni interessanti che hanno fatto sì che io lo apprezzassi fino in fondo. L'autrice ha rivelato di essere stata folgorata da un'intuizione proprio mentre si trovava di fronte all'ingresso del rifugio (per ulteriori informazioni storiche vi lascio il link del saggio Ancona I Novembre 1943). Quel portale mi ha aperto un mondo, e quella lapide, con quella scrittura un po' criptica e frettolosa a fianco di quella saracinesca ha prodotto in lei un profondo senso di angoscia che l'ha spinta a cercare informazioni, a scoprire la verità. Pensando a questo episodio nel tempo ho iniziato a raccogliere informazioni e nel 2009 ho iniziato a scrivere il romanzo, colpita dalla scarsità di notizia, vaghe e contrastanti. La città ha voluto dimenticare.

L'esordio del romanzo è la descrizione di un momento simile a quello realmente vissuto dall'autrice; Lara Isabel si trova ad osservare quella lapide e si domanda cosa nasconda quel portale. Poi il destino le fa incontrare Dora, un'anziana signora, e le due donne diventano amiche. Ciò che le unisce è quel tragico evento datato 1° Novembre 1943, da una parte la volontà di scoprire e conoscere quello che è stato; dall'altra l'estrema esigenza di ritrovare il tassello di un puzzle rimasto incompleto per troppi anni.

Il romanzo, che di base è romanzo storico, è anche un romanzo di amicizia, di amore, di sogni e di passioni; insieme a tutto questo è un romanzo doloroso, che riporta con estrema lucidità i fatti e con estrema commozione i devastanti sentimenti di chi era presente davvero. Un romanzo davvero emozionante, ironico, a tratti divertente e poi immediatamente terribile e straziante.

L'ho letto tutto d'un fiato. Luisa Mazzocchi è una penna brillante e riesce ad intrattenere il lettore dalla prima all'ultima pagina. Peccato che questo viaggio duri così poco, ma del resto si sa, ciò che è bello tende a svanire in fretta.

Leggere questo romanzo è stato, per me, davvero rassicurante. Sarà per l'ambientazione, sarà perché mi sono appassionata ai fatti di quel primo Novembre, sarà che quei luoghi, quei nomi e quei personaggi li sento vicini a me. Mi sono divertita, mi sono affezionata a Dora e alla sua storia e mi sono commossa. Un libro da consigliare agli amici, quelli veri, perché da un romanzo così si può imparare tanto, ma si può anche regalare un sorriso e un'emozione.



La memoria non serve più ai vecchi o a chi non c'è più. Della memoria hanno bisogno le nuove generazioni che hanno il diritto di percorrere una strada senza ostacoli, perché chi l'ha attraversata prima ha lasciato qualcosa di importante come testimonianza di sé. La vita, il sangue, la libertà sono beni preziosi buttati al vento se ciascuna generazione deve sacrificarsi ogni volta. Ricominciamo da capo, solo perché ci hanno insegnato che la storia si ripete, non è più una giustificazione valida e sufficiente per le generazioni di oggi che hanno nella cultura più avanzata uno strumento di civiltà e di progresso eccezionale. [Pagina 141]

Per maggiori informazioni vi lascio il link del sito dell'autrice: Luisa Mazzocchi