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Le chiacchiere del Lunedì #6: Un San Valentino Letterato



Buon Lunedì a tutti noi lettori,
con dieci ottimi giorni di ritardo ho finalmente trovato un momento per scrivere questo piccolo resoconto di un San Valentino davvero piacevole e coinvolgente.
Non ho mai considerato questa festa una ricorrenza da festeggiare sistematicamente, ma quest'anno ho avuto la possibilità di rendere speciale e memorabile la serata del 14 Febbraio.

Ho partecipato all'ormai consueto appuntamento al Teatro delle Muse di Ancona e ho avuto la fortuna di poter assistere a ben due eventi, uno consecutivo all'altro. Per questo motivo ho deciso di dividere questo post in due parti cronologicamente distinte.







Da sinistra a destra: Adelelmo Ruggieri,
Angelo Ferracuti e Valentina Conti
PARTE PRIMA

Alle 18:00 il primo incontro:
  "Viaggi da Fermo": incontro con i due scrittori fermani Adelelmo Ruggieri e Angelo Ferracuti. Un incontro che vedeva come protagonisti due scrittori nati a Fermo che, rispettivamente, hanno collaborato, nel passato o nel presente, con le più importanti case editrici anconetane.

L'editrice Valentina Conti della casa editrice Affinità Elettive ha presentato i due scrittori introducendo un breve biografia di entrambi e parlando anche della loro storia editoriale.


Adelelmo Ruggieri, classe 1954, vive e lavora a Fermo e ha pubblicato diverse raccolte di poesie (La città lontana nel 2003, Vieni presto domani nel 2006 e Semprevivi nel 2009) con la casa editrice PeQuod. Il libro presentato la sera di San Valentino si discosta totalmente dalla produzione precedente. Si tratta infatti di un libro scritto in prosa, non più in poesia. Prosa che testimonia una capacità totale di un poeta che, cimentandosi nella prosa, riesce a regalare pagine importanti, Valentina Conti prosegue la sua riflessione dicendo che spesso la prosa e la poesia sono considerati generi impermeabili tra loro, ma ci sbagliamo a pensare che sia così. E' una scommessa che dobbiamo fare, prosegue, perché quando un poeta produce prosa conferisce ad essa una grazia tutta particolare che viene percepita e che è molto positiva per la narrativa.


Subito o domani. Non è la stessa cosaraccoglie le prose conclusive di un Giro d’Italia in sei anni, una sorta di baedeker in diretta: un anno di molte salite, piccole e miti geografie, sogni e analisi, non pochi dipinti, ben poche discese, approdi provvisori e fraterni, e un lungo tratto in rettilineo – l’Adriatica e un punto fermo d’arrivo
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Angelo Ferracuti, scrittore e reporter affermato inizia la sua carriera con una raccolta di racconti intitolata "Norvegia", pubblicata dalla casa editrice anconetana Transeuropa nel 1993. Ha pubblicato con la casa editrice Guanda i romanzi "Nafta" (2000), "Attenti al cane" (1999) e con Rizzoli "Un poco di buono" nel (2002).Nel 2006 si è aggiudicato il Premio Sandro Onofri, grazie ai suoi reportage narrativi "Le risorse umane" pubblicate da Feltrinelli. Con Einaudi, infine, ha pubblicato "Il costo della vita" nel 2013 con il quale ha ottenuto il Premio Lo Straniero. Oggi scrive per Il Manifesto, per L'Indice, per la rivista Letteraria e per la casa editrice EDIESSE dirige la collana "Carta bianca". Ha iniziato la sua carriera con la prosa, afferma Valentina Conti, ma oggi l'interesse precipuo di questo autore è per il sociale. Affronta temi importanti e travagliati come quello del lavoro in Italia e il suo obiettivo è dare voce al popolo.


In questo libro Angelo Ferracuti raccoglie i reportage scritti sul campo negli ultimi anni, spostandosi sui treni, in corriera o addirittura a piedi, in un non comune impegno per il racconto dal vero.Ne I tempi che corrono l’autore racconta il mondo del lavoro con la voce dei protagonisti, quasi sempre lavoratori vittime della sopraffazione e del profitto, di cui aveva già dato prova nei suoi precedenti libri. E descrive i ritratti di alcuni intellettuali di oggi e di ieri come Fenoglio, Pasolini, Brecht, Luigi Di Ruscio, il musicista Charlie Haden o il fotografo Mario Dondero di cui è testimonianza la foto di copertina.
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Il topos del viaggio è ciò che unisce questi due libri ed è stata una presentazione davvero originale. Per primo Angelo Ferracuti ha parlato del libro di Adelelmo Ruggieri disarticolando brevemente la trama e concentrandosi soprattutto sulla scrittura. Al contrario dei romanzi che traggono forza soprattutto da ciò che viene raccontato, dice l'autore, il libro di Adelelmo trae la sua forza dalla scrittura. Ferracuti descrive la scrittura del suo vicino di poltrona come una scrittura che deraglia, una scrittura libera che non ha vincoli. Più che "scrittura" è un'esperienza che depista sempre verso altri luoghi, a volte anche in maniera non volontaria. Forse, ho immaginato, il fatto che si trattasse di un poeta è stato la causa di questa forza. La condizione felice di chi guarda il mondo semplicemente partendo. Poi prende la parola Adelelmo Ruggieri parlando del libro di Ferracuti e descrivendolo come un'osservazione militante di tante realtà della storia. Interessante la riflessione sul collegamento tra i due libri che, oltre ad avere il topos del viaggio come espediente narrativo comune, si incontrano entrambi in un episodio preciso. Una mattina alle 5, all'alba. Un episodio in cui la parola spazi ricorre incessantemente in entrambi i racconti.



PARTE SECONDA:

Alle 20:00 il secondo incontro:
Mini-tour di presentazione del libro "Cristalli retroilluminati".

Dopo l'aperitivo organizzato nel foyer del Teatro delle Muse, è iniziata la presentazione di "Cristalli retroilluminati", una raccolta di racconti pubblicata dalla casa editrice Cattedrale di Massimo Canalini.

La serata è trascorsa piacevolmente tra musica e letteratura. Infatti, la lettura dei racconti contenuti in questa marchigiana raccolta a tema musicale era intervallata da gruppi musicali che suonavano e cantavano le loro canzoni.

Non c'è molto altro da aggiungere, sono racconti e il tema è la musica. Gli scrittori sono musicisti che si cimentano in un ulteriore campo di quel macromondo che è l'arte.
(Se siete curiosi volete acquistarne una copia questo è il numero al quale potete rivolgervi: 3206393043)
Intrattenimento allo stato puro e la serata ha raggiunto un livello di partecipazione mai raggiunto prima. Io ne sono testimone. Interessante anche il fatto che l'età media dei partecipanti si è abbassata notevolmente. Si è creata una piccola comunità di curiosi e sono felice di avervi preso parte.