lunedì 28 ottobre 2013

Le chiacchiere del lunedì #2 - Corso di SCRITTURA NARRATIVA (1)



Ciao cari amici lettori e ciao care amiche lettrici,
quest'oggi ho deciso di condividere con voi un'esperienza bellissima. 
Ultimamente, visto e considerato che la Laurea sembra essere più vicina e non più una mera utopia, mi sto informando su internet e tramite amici di amici di amici e sto cercando delle occupazioni, di genere vario, per il mio futuro; sto cercando di capire che direzione dare alla mia vita e mi sto informando su tutto ciò che è necessario fare per poter raggiungere il mio obiettivo: lavorare in una casa editrice.
La strada è lunga, ma sono determinata.

Purtroppo sono sfortunata. Vivo in un paesino marchigiano, non vivo in una grande città come Milano, Roma o Torino dove le Case Editrici, i Corsi Magistrali in Editoria e i Corsi Specialistici in questo campo pullulano.  Cercando e ricercando sono riuscita a trovare un corso di SCRITTURA NARRATIVA vicino casa mia. Scrivere è una mia grande passione, ma non mi ritengo né competente né preparata perciò uno dei miei piccoli sogni nel cassetto era proprio quello di partecipare ad un'esperienza simile a quella che sto vivendo. Inoltre sono fermamente convinta che se riuscissi ad apprendere la vera arte della scrittura e se fossi in grado, un giorno, di metterla in pratica, questo lavoro sarebbe utile anche alla Martina lettrice. Saper scrivere significa saper leggere quindi questo corso potrebbe aiutarmi ad essere più critica e più professionale anche nei confronti delle mie letture. Non sono una critica letteraria, e questo lo sapete già, sono soltanto una ragazza di ventidue anni con la passione per la lettura; una ragazza che non riesce a condividere questa passione come vorrebbe, ma che ha trovato questo bellissimo mondo che è Internet e che, grazie a questo piccolo Blog e grazie ad un ancor più piccolo canale su YouTube, sta conoscendo tante persone altrettanto appassionate con le quali scambiare consigli e aneddoti letterari. Per questo le mie recensioni non sono schede critiche di libri, ma sono "pezzi" scritti raccontando emozioni e sensazioni provate durante la lettura. Per il momento il mio Blog è stato una raccolta di pensieri, ma non vi nego che mi piacerebbe approfondire l'aspetto tecnico.
E non nascondo che ho voglia di leggere Romanzi Belli, scritti bene, con serietà e che non siano puro intrattenimento. Ho voglia di romanzi che hanno voglia di raccontare, di comunicare e di sconvolgere. Perché anche se è vero che mi piace leggere Sophie Kinsella e Candace Bushnell nelle tristi giornate di pioggia per sollevare il morale a pezzi; è vero anche che ho bisogno di leggere libri di qualità; libri scritti bene.
Come faccio a riconoscere un romanzo di qualità? Credo che la risposta sia una soltanto: ascoltando i consigli di chi ne sa più di me; di chi è più esperto e di chi, grazie al suo lavoro, è riuscito a sviluppare un gusto letterario.

Così ho deciso di partecipare a questo corso. Una mia amica me lo ha consigliato caldamente e io ho voluto provare e Sabato 19 Ottobre ho partecipato all'incontro di presentazione. Mi si è aperto un mondo. Il corso si svolge in questa piccola Casa Editrice nel corso di Ancona e il docente, Massimo Canalini, si occupa di scrittura romanzesca da trentacinque anni e nel 2004 ha vinto il premio Fiesole alla carriera per lo Scouting Editoriale. Ha al proprio attivo la scoperta di narratori quali Enrico Brizzi, Silvia Ballestra, fino alla recentissima Gaia Coltorti, il cui romanzo d'esordio "Le affinità alchemiche" è stato edito da Cattedrale (www.cattedralelibri.it) e da Mondadori ed è in corso la traduzione in molti Paesi Europei: Olanda, Spagna, Germania, Russia, Svezia, Norvegia e Finlandia. 
L'incontro di presentazione si è svolto all'interno della casa editrice, come dicevo prima, e Massimo Canalini mi ha subito colpita. Pendevo dalle sue labbra e mi sono appuntata diversi titoli da lui consigliati. Ovviamente alla presentazione si è parlato soprattutto di orari, costi e dello svolgimento delle lezioni. Ho memorizzato i volti presenti nella sala e ho cercato di individuare qualche nome e qualche informazione a proposito dei partecipanti. Inoltre ho avuto qualche notizia sul libro "Le affinità alchemiche" che credo comprerò prima o poi.

Sabato 26 Ottobre si è svolta la prima lezione e non credo sia possibile esprimere a parole l'emozione che provavo uscita da lì. Sono una ragazza timida e quindi non ho parlato molto, ma ho assorbito ogni informazione, ogni citazione, ogni nome e ogni autore nominato in quelle due ore. Alla fine nel mio quaderno avevo una lista lunghissima di titoli da leggere e un progetto al quale lavorare. Un nuovo obiettivo. I nuovi obiettivi mi emozionano sempre.

Per il momento credo non farò troppi acquisti, un po' perché devo "smaltire" i libri già presenti nella mia libreria e un po' perché sto risparmiando per i libri per la tesi...per fortuna possiedo alcuni dei titoli che mi sono stati consigliati e quindi inizierò a leggere questi.
Altrettanto fortunatamente ho scoperto che i medesimi libri sono presenti anche nel fatidico progetto dei 1001 libri da leggere prima di morire (Se volete saperne di più cliccate Qui!) e quindi, come si suol dire, colgo due piccioni con una fava.
Vi aggiornerò passo passo con nuovi consigli di lettura, non temete!
Sono emozionatissima e non vedo l'ora di iniziare davvero questa esperienza.
Sono convinta del fatto che Massimo Canalini saprà darmi ottimi consigli in fatto di lettura e scrittura.
Cosa posso volere di più?

Avete mai partecipato a corsi di questo genere?
Avete qualche libro da consigliarmi?

A presto e buon lunedì!




lunedì 21 ottobre 2013

Le chiacchiere del Lunedì #1





Buongiorno cari amici lettori e care amiche lettrici,
oggi è Lunedì  e ho deciso di inaugurare una nuova rubrica intitolata “Le chiacchiere del Lunedì”.
Perché? Perché la settimana consta di sette giorni e il primo, il Lunedì, è il giorno che meno preferisco. 
Mi sveglio sempre arrabbiata; con poca voglia di fare, starei tutto il giorno sotto le coperte a leggere o sul divano a guardare film (e qualche volta l’ho fatto davvero); inizio la giornata già stanca per il solo pensiero di tutto ciò che dovrò fare durante la settimana; spesso piove e ancora più spesso devo uscire, correre, prendere autobus, raggiungere determinate destinazioni, incontrare persone.
Cercando di esorcizzare tutto ciò, inizio la giornata scrivendo sul mio diario. Cerco di pensare a qualcosa di positivo come l’episodio più divertente della settimana appena conclusa; le soddisfazioni che ho avuto; le persone che ho conosciuto; gli amici che ho incontrato…
E alla fine queste pagine si concludono sempre con paragrafi e paragrafi di chiacchiere che riguardano libri.
Cosa ci posso fare, non scherzo quando dico che i libri sono la mia passione.







Come potete vedere dalla foto qui a sinistra stamattina, dopo aver fatto colazione ed essermi lavata i denti, mi sono seduta di fronte al PC e mi sono armata di forbici, colla, diario e volantino della InMondadori. Dopo aver sfogliato e risfogliato quelle pagine ho scelto, tra quelli disponibili, i titoli che leggerei. Ho fatto una cernita delle nuove uscite e ho selezionato 14 titoli che mi hanno colpito, incuriosito e che, se potessi acquistare senza problemi probabilmente acquisterei.

Dopo averli appiccicati tutti per non dimenticarne nemmeno uno ho acceso il PC e ho iniziato ad informarmi.

Insomma, ho creato una piccola lista dei desideri.
Ho fantasticato per un'oretta buona e poi ho iniziato a studiare. Se non lo avessi fatto probabilmente avrei studiato pensando "E' Lunedì" e invece ho sprecato un'ora del mio tempo, ma ho studiato con il sorriso.
Adesso dovrei andare a preparare il pranzo, ma quando ho chiuso il libro di Letteratura Latina ho pensato che sarebbe stato carino condividere con voi amanti della lettura questo momento...perché so che mi capirete.

Oggi inauguro questa rubrica a cadenza settimanale, ogni Lunedì mattina una chiacchiera diversa che spero possa regalare un sorriso a qualcuno di NOI!
Questo Lunedì il tema è la WISH-LIST letteraria:





    1. "Ernesto Lizza è uno sceneggiatore televisivo che si è imbarcato in un'impresa folle: portare sul grande schermo la storia d'amore tra Martina Heidegger e Hannah Arendt. Alla morte del padre, torna al paese natale vicino a Bologna per il funerale e lì, nella casa dove è cresciuto, è costretta a fare i conti con sé stesso: gli errori, i compromessi, le delusioni professionali."
    14.00€

    A proposito di questa scelta non devo fare nessun commento particolare. Mi ha colpita la storia e il fatto che ci sia una storia nella storia. Inoltre Martina Heidegger e Hannah Arendt sono due figure che, durante il mio percorso universitario, mi hanno affascinato e accompagnato spesso. Mi sembra una lettura interessante.



     2. "In una Napoli convulsa, una famiglia tanto allargata quanto scombinata si trova ad assistere l'anziana madre e nonna che si sta ammalando di Alzheimer."
    12.00€

    Di questo libro ho sentito parlare molto spesso e molto bene. Inoltre, se mi seguite da tempo sufficiente, sapete che la medicina è un hobby per me e che leggere libri che trattano di casi come questi mi intriga moltissimo. Quelli che preferisco in assoluto sono i romanzi in cui i personaggi soffrono di malattie mentali, la pazzia mi affascina molto. L'Alzheimer, invece, è una patologia sconvolgente che però conosco poco...leggerei volentieri questo libro per saperne di più e poi sono davvero curiosa del perché l'editore abbia scelto questa copertina...



    3. "Benito ha quasi ottant'anni e ha fatto, per tutta la vita, il meccanico di biciclette. Ora che è in pensione, l'inattività lo costringe ad affrontare una cosa che gli ronza in testa da trent'anni."
    10.00€

    Chissà cosa sarà questa cosa che gli ronza in testa da trent'anni...sono troppo curiosa di saperlo. Questa descrizione mi ha colpita molto e mi ha costretto ad aggiungere questo libro in wish list per ben due motivi: Il primo è il fatto che Benito fosse un meccanico di biciclette. La bicicletta, come la corsa, è uno stile di vita che abbraccio appassionatamente. Il secondo motivo è il fatto che Benito sia un pensionato che ormai inattivo decide di inseguire (finalmente) i suoi sogni. Di questi tempi e con la nostra politica, per una giovane come me è difficile pensare di trovare un lavoro e non parliamo della pensione che sembra essere un'utopia...no scherzo, non faccio politica sul Blog e non faccio politica fuori da qui. Il vero motivo è che sono fermamente convinta che non si deve mai smettere di inseguire i propri sogni. A volte la vita ci costringe a seguire strade che non avremmo voluto seguire, ma il momento per cercare di realizzare i propri sogni deve esistere. Non bisogna mai perdersi d'animo. Benito l'ha capito, tardi, ma l'ha capito e sarei davvero curiosa di leggere questa storia.



    4." Più di quaranta colloqui personali con Steve Jobs e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi, hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare l'avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezioni e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell'economia e del business: computer, cinema d'animazione, musica, telefonia, tablet, editoria elettronica"
    In uscita il 17 Ottobre.

    Adoro le storie vere e adoro leggere le storie dei personaggi famosi che stimo e che ammiro. Steve Jobs è uno di questi e leggere la sua storia sono sicura che potrebbe regalarmi delle lezioni di vita.



    5."Quattro personaggi per quattro lezioni intorno al gusto, alla giustizia, al tempo e alla scrittura. Ma come possono convivere nello stesso discorso Kate Moss e Tucidide?"
    16.90€ (libro + 2 DVD)

    La Scuola Holden è il mio sogno proibito e Alessandro Baricco è il mio scrittore preferito. Ogni volta che lo ascolto alle conferenze, nei video su YouTube, ogni volta che leggo le sue parole ogni volta che entro in contatto con questo autore e filosofo imparo qualcosa. Grazie a lui ho letto dei libri bellissimi e lo ammiro tanto.
    Leggere questo libro e guardare questi DVD so già che mi emozionerà. Cercherò di farmi regalare questo cofanetto a Natale (ASSOLUTAMENTE). Sono sicura che non me ne pentirò.





    6. "L'autobiografia di Max Pezzali, riccamente illustrata con scritti privati e inediti, è un viaggio sincero e appassionato attraverso i ricordi del cantautore e leader degli 883."
    16.50€

    Conosco tutte le canzoni degli 883 a memoria e adoro Max.
    Direi che non ho altro da aggiungere.




    7." Lottie vuole assolutamente sposarsi. Così decide su due piedi che è ora di passare all'azione e convola a nozze con Ben, un flirt estivo conosciuto per caso su un'isola greca molti anni prima."
    20.00€

    Adoro Sophie Kinsella e i suoi libri sono una boccata d'aria fredda per i giorni piovosi e tristi...e soprattutto per i lunedì. Di solito acquisto i suoi libri appena usciti, ma questa volta ho deciso di aspettare l'edizione economica (o un regalo di un'amica; o di trovarlo per sbaglio sulla panchina della fermata dell'autobus, o una svendita al mercatino dell'usato) perché Sophie scrive bene e le sue storie sono spassose e divertenti ma 20 euro sono davvero troppi. La Mondadori dovrebbe darsi una regolata.



    8."La Casa di Riposo Giuseppe Verdi, accoglie anziani musicisti. Tra gli ospiti di questa Casa speciale si muove in punta di piedi Ada, la cameriera, che si fa raccontare le loro vite incredibili."
    10.00€

    Paola Calvetti è una garanzia, ho letto due dei suoi romanzi e me ne sono innamorata letteralmente...non ho dubbi che questo possa piacermi altrettanto.



    9. "La storia di una famiglia messicana raccontata dal silenzio del padre, che combatté in Italia durante la seconda guerra mondiale e non parlò mai ai suoi familiari di quel periodo."
    14.00€

    La Giunti sta pubblicando molti romanzi interessanti in questo periodo. Le copertine sono più o meno simili tra loro e fino ad ora ho acquistato quattro di questi libri, uno meglio dell'altro. In questa storia abbiamo un silenzio che racconta e la seconda guerra mondiale...interessante è dire poco


    10. " L'avevamo lasciata felice tra le braccia del suo Darcy. Ma dopo tredici anni Bridget è di nuovo sola, con due figli e i nemici di sempre: alcol, fumo e chili di troppo. Che fine ha fatto Mark Darcy?"
    16.00€

    Conosco tutte le battute dei film a memoria e adoro Bridget Jones, inoltre, per quanto ne posso sapere, trovo che Renée Zellweger interpreti benissimo questo personaggio. Adoro i film, ma non ho mai letto i libri...quindi prima di comprare il terzo dovrei leggere gli altri due. Aspetto Natale con sommo gaudio!



    Questa è la mia wish list.
    Se avete letto qualcuno dei libri che ho citato fatemi sapere cosa ne pensate. Sto ancora aspettando un pacco di libri e credo proprio che non comprerò niente in questo periodo, ma sognare non fa male.
    Scrivetemi le vostre wish list!

    PS: Questo era anche il post del Lunedì, il primo di questa rubrica settimanale che tratterà piccoli pensieri sul mondo dell'editoria. Se avete domande o argomenti da propormi li accetto molto volentieri e se vorrete anche rispondermi ne sarò felice!
    Vi saluto, vado a cucinare...buon Lunedì!

    A presto.
    Marty


    mercoledì 16 ottobre 2013

    Formule dell'anima - Marcello Comitini



    "Formule dell'anima" di Marcello Comitini,
     libro pubblicato dall'autore e stampato in Italia presso
    Cromografia Roma S.r.l per Gruppo editoriale l'Espresso.
    Prezzo di copertina 9.50 euro 





    L'addio

    S'allontanano i treni lucidi di pioggia
    coprono con sudari di nebbia la distanza
    che si spalanca dietro l'ombra
    dell'ultimo vagone.

    Dicono addio ai treni
    sui marciapiedi piccoli cipressi
    carichi di malinconia,
    scuotono lente cime,
    chinano i rami intorno al cuore.

    E tu, amore, al finestrino
    sciogli nel vento il nero dei capelli
    rigano gli occhi d'uno sguardo perso
    tremolii di lacrime, la bocca
    muove le labbra come ali smorte.

    Ci vedremo, ti grido
    con lo stridore lamentoso del gabbiano
    smarrito nella nebbia.
    Ci vedremo, sospiro con la stanca
    carezza di un addio.

    Lucidi di pioggia i treni
    tra i sudari di nebbia s'allontanano.
    S'allunga silenziosa la distanza
    dietro l'ombra incerta
    dell'ultimo vagone.








    Buonasera cari amici lettori e care amiche lettrici,
    oggi sono ufficialmente pronta a parlarvi di un nuovo libro. Possiedo questa copia da qualche settimana ormai, ma sapete benissimo quanto io sia stata assorbita dall'Università in questo periodo. Lo studio e la preparazione di quello che è stato il mio penultimo esame ha fatto sì che io leggessi pochissimo e quel pochissimo che sono riuscita a leggere non è riuscito ad appassionarmi più di tanto.
    Poi, l'undici Agosto, mi arriva una mail in cui l'autore di questo libro mi proponeva di leggere la sua raccolta.
    Non accetto mai romanzi, ma mi piace molto ricevere per posta le raccolte di poesie. Vi spiego perché:

    Ho studiato in un Liceo Scientifico Tecnologico, io che non sopporto la matematica. Le uniche ore in cui riuscivo a respirare erano le ore di Lettere, ma anche qui c'erano dei momenti che proprio non riuscivo a tollerare: le lezioni di poesia. I Professori, a causa dei programmi scolastici, sono costretti ad insegnare a leggere la poesia come se questa fosse un quesito matematico; tanto che, di solito, dopo la spiegazione del testo attraverso la parafrasi e la terribile ricerca delle figure retoriche c'erano sempre, nelle care antologie, quelle benedette domande di produzione, della serie:
    "Qual è l'argomento principale della poesia?"
    "E' possibile rintracciare nel testo delle parole chiave o dei versi che ricordano il percorso biografico dell'autore? Se si quali?" [E chissà perché la risposta era sempre si]
    "Quali sono le principali figure retoriche? Produci un diagramma ad albero sul quaderno e discuti la struttura del testo con il tuo compagno di banco"...
    Mamma mia che astio.
    Odiavo e disprezzavo le ore di poesia perché mi ricordavano maledettamente la matematica...e non so se si è intuito, ma io odio la matematica.

    Poi mi sono diplomata e ho iniziato a leggere delle raccolte di poesie senza tutto il procedimento matematico di smembramento del testo in figure retoriche; senza contare di quante sillabe erano composti i versi; senza rispondere a nessunissima domanda al di fuori del "Ti è piaciuta? L'hai capita?".
    E allora ho iniziato a pensare alla poesia non come espressione di un linguaggio forbito, ma come espressione dell'anima. Se un autore decide di inviarmi la sua raccolta è perché vuole comunicare qualcosa e per questo motivo accetto volentieri di leggere e recensire libri di questo genere.
    Sono una ragazza curiosa e molto spesso la curiosità mi ripaga. Come in questo caso.
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    "Alla prima lettura può apparire ostico, perché usa immagini e parole non usuali, ma verrete anche voi avvolti dalla sensualità che traspare dalle sue parole: fate il silenzio dentro di voi, leggetelo a voce alta, possibilmente in un giardino, in un bosco o in un prato, rileggetelo ancora finché le sue parole diventeranno parte di voi e allora vedrete i lungo Po deserti, le strade di Caltanissetta, lo squallore delle periferie, la natura di cui è abile "pittore di parole", sentirete il profumo della terra, il vento che scuote gli alberi, il sale sulle labbra...e tornateci ancora e ancora finché i suoi versi vi apparterranno e qualcosa dentro di voi sarà mutato, forse per sempre."
    Nella presentazione del libro, Gabriella Barattia descrive la poesia di Marcello Comitini utilizzando queste precise parole. Come darle torto...
    Ho letto l'intera raccolta (ovviamente suddividendo la lettura in uno spam di tempo molto lungo, dal momento che non mi piace leggere tante poesie tutte insieme e una di seguito all'altra) e la sensazione che mi ha dato è stata simile a quella che avrei provato se, nel cuore della notte, mi avessero versato addosso, con violenza, un secchiata di acqua gelida. Alla prima lettura sono rimasta interdetta: le parole erano difficili; le tematiche affrontate erano tante; la lettura era veloce; il ritmo incessante anche a causa dei continui enjambment*presenti in tutti i testi, in tutti i versi. Mi sembrava di non prendere fiato, il cuore batteva forte e insieme, di fronte ai miei occhi, si dipingevano quei paesaggi e quelle atmosfere. E' stato uno shock.
    Poi ho letto la prefazione, o lettura ad alta voce, e ho capito.
    Ho riletto l'intera raccolta e nelle poesie ho rivisto l'autore, ho visto i luoghi della sua memoria e ho percepito le sue sensazioni ed è stata un'esperienza surreale.

    Questa è vera poesia.
    La sensazione che si trasforma in testo, in parole fissate su carta, che nel momento in cui vengono pronunciate rievocano la sensazione medesima e la diffondono nel lettore.
    Leggete la poesia ad alta voce e la poesia sarà vostra.

    Tramonto

    L'incarnato del cielo in agonia
    velato a sera dalle nuvole
    s'imporpora.

    La notte sparge il volto
    e silenziosa
    si nutre del tramonto.

    Così nella mia sera la tua bocca
    s'imporpora di baci
    e la notte lucente dei tuoi occhi
    nutre i miei sogni.


    Un'esperienza toccante che potete approfondire, se vi incuriosisce, nel sito dell'autore (http://www.terracolorata.com/author/marcello/).
    Inoltre ho voluto intervistare Marcello Comitini. Non mi capita spesso di conversare con un poeta e ho colto  questa occasione per fargli qualche domanda. Spero possa interessarvi e spero che questa recensione vi abbia incuriosito:

    1. Scrivere poesie non è semplice ma forse un evento, una persona o una situazione particolare può generare una voglia irrefrenabile di esprimersi attraverso questo genere. Per Lei è stato lo stesso? Quando ha iniziato a scrivere poesie?

    Mio padre era un appassionato dei grandi classici del passato e la sua più profonda gioia era leggerli a voce alta nel giardino incantato della mia casa di Catania. Lui leggeva a un pubblico immaginario. Io lo stavo ad ascoltare e in me sorgeva la voglia di conoscere quelle parole, farle mie, ripeterle nel mio linguaggio. Come dice Ungaretti “non cercavo il verso di Jacopone o quello di Dante, o quello del Petrarca, o quello di Guittone, o quello del Tasso, o quello del Cavalcanti, o quello del Leopardi: cercavo in loro il canto. Non era l’endecasillabo del tale, non il novenario, non il settenario del talaltro che cercavo: era l’endecasillabo, era il novenario, era il settenario, era il canto italiano, era il canto della lingua italiana che cercavo nella sua costanza attraverso i secoli.” Era il canto che sentivo nella voce di mio padre, rauca e bassa come la mia. A quel canto ho iniziato a scrivere, con l’imperizia e la voglia impetuosa di un quindicenne, più per emulazione, almeno così mi sembrava, che in conseguenza di una volontà precisa. Intanto si facevano strada in me tutte le urgenze e le contraddizioni proprie di un giovane: amori, sogni, entusiasmi e scoramenti, rabbie, bisogno di giustizia. E soprattutto prendevo coscienza dell’attrito che esiste tra il rumore della vita e il silenzio dell’essere. Nel 1974, a ventinove anni, ho deciso di pubblicare la prima raccolta di poesie con un editore palermitano. Era un libro pieno di versi alcuni dolci e innamorati, altri spigolosi di condanna e di denuncia contro le ingiustizie e la povertà. Poi, per lunghi anni, ha prevalso la necessità di lavorare per sostenere la mia famiglia. Per tutti questi anni non ho scritto: mi sono limitato a recuperare il silenzio dell’essere attraverso le letture e le traduzioni che portavo avanti rubando il tempo al sonno, dal momento che non mi era concesso rubarlo al lavoro. Così ho tradotto Philippe Soupault e Baudelaire, Raissa Maritain, Albert Lozeau e altri. Infine mi si è presentata l’occasione per piantare tutto e dal 2004 ho ripreso a scrivere, pubblicando nel 2011 “Formule dell’Anima”.

    1. Nelle interviste agli autori di romanzi, si è soliti chiedere quale sia (se esiste) il momento della giornata più adatto alla scrittura. C'è chi scrive un'ora al giorno; c'è chi scrive solo di notte; chi scrive solo in cucina. E per la poesia? Qual è il momento migliore per scrivere?

    Amo definire lo scrivere poesia il racconto, interrotto e spezzato, di un uomo, della sua vita, delle sue emozioni e dei pensieri che attraversano il suo cammino. Eventi, situazioni e persone certamente suscitano sentimenti, riflessioni, impressioni che si vorrebbe fossero indimenticabili. E allora l’impulso a scrivere, come a dipingere, è scattare una istantanea nell’attimo in cui la scintilla del cuore (o della mente) illumina la realtà circostante, o viceversa, quando il rumore della realtà scaglia, nel suo attrito con l’essere, una scintilla al cuore (o alla mente). Questo è l’input primigenio, l’atto dell’includere nei miei appunti personali l’immagine intravista nella fuggevolezza del lampo illuminante. Ma a ben riguardare, quando l’animo si è placato e l’evento scatenante si è allontanato dalla sua urgenza, avverto che i dettagli di quella realtà che avevo scorta rischiano di svanire, di perdere quella vitalità che aveva attratto la mia attenzione. È necessario tornare sull’immagine, ripensare all’istantanea conservata nei miei appunti e renderla leggibile nel tempo. Inizia allora un lavoro di focalizzazione attraverso un rimuginare dentro di me parole musicalità senso di ciò che ho sentito voler dire. Ed è un lavoro che non si svolge in un momento preciso ma quando si avverte, come dicevo sopra, l’attrito tra il rumore della vita e il silenzio dell’essere. Qualunque sia il posto, qualunque sia il momento, si affacciano dentro me le prime parole, quelle che mi sembrano più significanti per esprimere ciò che provo. Metto giù, nero su bianco esclusivamente al computer, perché detesto il segno grafico della mia scrittura manuale e posso modificare velocemente senza cancellature e segni mnemonici. A volte appena in piedi la mattina, a volte sino a notte fonda. Ma sempre quando c’è il silenzio intorno a me.

    1. Il suo poeta preferito?

    Sono due i poeti che ho amato sin da ragazzo. Il primo è Charles Baudelaire di cui ho anche tradotto la sua opera poetica “Les Fleures du mal”. Mi sono innamorato di lui quando, appena quindicenne, ho letto per la prima volta la poesia Il Balcone, dove Baudelaire descrive in una strofa il mestiere del poeta: “Ho l’arte di evocare i momenti felici, / e rivivo il passato stretto fra le tue ginocchia. / Perché cercare altrove languide bellezze / altrove che nel tuo corpo e nel tuo cuore soave?/Ho l’arte di evocare i momenti felici!” E da allora non l’ho mai più abbandonato. Ancora oggi lo leggo con la stessa emozione della prima volta.
    L’altro non è un poeta alla moda (esistono poeti alla moda? qualche volta purtroppo esistono) ma è stato, ed è ancora secondo me, un maestro di vita e di cultura: Cesare Pavese, in particolare nella sua opera “Dialoghi con Leucò”. Come si sa, Cesare Pavese è più che altro un romanziere e l’opera da me citata non è in versi. Ma in tutte le sue opere non c’è infingimento, nessuna posa da letterato, nessuna invenzione che non sia costata cara all’autore. Insomma, in ogni sua opera c’è “carne e sangue”. Pavese ha scritto un canto altissimo dell’uomo e della natura, essendo un poeta che, “con un semplice nome [racconta] la nuvola, il bosco, i destini”. Cito un passo a caso, tratto dal dialogo “Schiuma d’onda” : “Una donna varcò questo mare, una mortale, che visse sempre nel tumulto – forse in pace. Una donna che uccise, distrusse, accecò, come una dea – sempre uguale a se stessa. Forse non ebbe da sorridere neppure. Era bella, non sciocca, e intorno a lei tutto moriva e combatteva.”  Non sono versi, eppure ciascuna frase è resa con ricchezza di immagini e con un ritmo da cui è impossibile prescindere nel leggere.

    1. La maggior parte degli autori che mi contatta per propormi i loro libri sono poeti. Questo mi fa pensare che la poesia sia un genere abbracciato da molti anche se, in realtà, siamo abituati ad entrare nelle librerie ed essere sommersi da romanzi. Per trovare il reparto dedicato alla poesia si fa molta fatica perché spesso questo genere è segregato in un angolino nascosto tra gli scaffali. Cosa ne pensa del mercato editoriale? C’è ancora spazio per la poesia?

    Entrando per la prima volta in una ampia libreria romana aperta di recente, dopo aver cercato minuziosamente e inutilmente il reparto Poesia ho chiesto a un commesso.  Si è gentilmente offerto di accompagnarmi e mi ha condotto lungo una doppia fila di scaffali in fondo alla quale vi era una porta con la scritta “Toilette”.  Gli striminziti loculi – del genere libreria Billy di Ikea – stavano a destra di quella porta, quasi al buio. Non è un caso raro, come lei ha giustamente fatto rilevare. In un’altra libreria, aperta nel complesso dell’Auditorium di Roma, ricca di bellissime pubblicazioni sull’arte pittorica e sulla musica, cercare un libro è come eseguire una preghiera musulmana: occorre inginocchiarsi abbassando il capo sino a terra, perché i libri di poesia, di norma col dorso assai esiguo e quindi illeggibili se non a diretto contatto con la pupilla, sono collocati nello scaffale più basso. Ci sono alcuni motivi di questa collocazione infelice, la matrice dei quali è esclusivamente di natura economica ed è tautologica nel suo mordersi la coda: la poesia non si vende perché non attrae come un romanzo; la poesia non attrae perché non c’è la cultura del leggere poesia; non c’è la cultura del leggere poesia perché l’editoria non la impone; l’editoria non la impone perché la poesia non vende come un romanzo. Fine. Poi ci sono altre ragioni. I pochi lettori che acquistano poesia (pochi che acquistano ma tantissimi che leggono) amano leggere esclusivamente i poeti in qualche modo conosciuti, quelli che il mercato editoriale impone. Diffidano terribilmente degli sconosciuti, giovani e più raramente meno giovani anche in considerazione che spesso coloro che scrivono poesie (poeti?) creano una frattura fra il loro poetare, espressione di esperienze personali e a volte individualistiche,  e il mondo dei lettori sempre alla ricerca di una poesia che parli al loro cuore, ai loro sentimenti, liberatoria della condizione umana, non solo quella dei grandi sistemi della sperequazione e dell’ingiustizia economica, ma quella del quotidiano, della donna tradita, dell’uomo abbandonato, dell’alienato dal lavoro, di colui o colei che si sente sommerso dal grigiore della città, dalla monotonia della ripetitività.

    1. Qualche consiglio per i giovani poeti?

    Se qualcuno, quand’ero giovane poeta, mi avesse dato dei consigli, l’avrei ascoltato? Ne dubito fortemente (a meno che avessi trovato qualcuno che mi avesse consigliato di resistere, di non accettare un lavoro che avrebbe comportato la rinuncia alla libertà di scrivere). Un giovane poeta si sente e vuole essere un innovatore, un rivoluzionario del poetare preesistente e attuale. Guai se non fosse così. Ma cercare pareri, confrontarsi, discutere, litigare aspramente con i coetanei e, semmai fosse fortunato, con poeti più anziani di cui stima il lavoro, sarebbe una strada privilegiata per aggiungere ricchezza alla propria interiorità. E questo anche se personalmente ritengo che una simile pratica comporti un grosso rischio di adeguamento a schemi preconfezionati. Il livello di sperimentazione poetica è tale che anche il verso destrutturato risponde ormai a schemi rigidi, camuffati da libertà di espressione. Sono fermamente convinto che un poeta non deve lasciarsi influenzare, non deve seguire questa o quella moda, ma avere chiaro davanti a sé la necessità di costruire un linguaggio personale, che meglio risponda alle proprie esigenze di musicalità e concettuali. Occorre che il giovane poeta presti molta attenzione alla sonorità della parola, leggendo e rileggendo ad alta voce per sentirne l’armonia, gli echi, i rimandi, consapevole, momento per momento,che il proprio essere è in continua evoluzione nel percepire e rielaborare la realtà.

    A un giovane poi, che insistesse a chiedere consigli sulla strategia da adottare per giungere alla pubblicazione con editori, rifiuterei qualsiasi risposta, perché obiettivo del poeta non deve mai essere la pubblicazione ma la diffusione del proprio pensiero. E per la diffusione esistono tantissimi strumenti, dai classici reading in occasione di manifestazioni (che si vanno sempre più diffondendo) dedicate alle poesie, alla pubblicazione sui social network. Il poeta deve rivolgersi alla gente comune, a coloro che leggono i romanzi, a coloro che ascoltano musica, a coloro che vedono film e fuggono davanti alla poesia. Scopo del poeta è farsi amare. Ecco il consiglio che posso dare a un giovane che, in quanto scrittore di poesie già ama: farsi amare. E lasciare che gli scoramenti facciano parte del suo crescere.


    Ringrazio il Signor Marcello Comitini per la sua disponibilità e per avermi dato la possibilità di conoscere le sue poesie. E grazie anche a voi, cari amici lettori, per aver letto il mio articolo. A tutti gli amanti della poesia auguro la curiosità di provare a leggere poeti meno conosciuti di quelli onnipresenti nelle antologie scolastiche; ai non amanti della poesia consiglio di leggere questo libro, sono sicura che a lettura terminata cambierete idea e prospettiva.
    A presto!

    lunedì 7 ottobre 2013

    Nuova sfida


    Ciao a tutti cari amici lettori e ciao a tutti i nuovi iscritti!
    In questo periodo sono stata molto assente. Come sapete sto cercando di laurearmi; il 30 Settembre ho sostenuto un degli esami più pesanti, difficili e importanti della mia facoltà: il temutissimo esame di "Storia della lingua latina". Non so se lo sapete, ma io ho studiato in una scuola in cui l'insegnamento della lingua latina non era previsto. L'errore commesso a suo tempo mi ha fatto aprire gli occhi e mi ha fatto scoprire la mia passione: le Lettere.
    Così nel 2010 ho iniziato un percorso, che spero possa regalarmi qualche soddisfazione anche dal punto di vista lavorativo, e ho iniziato questa avventura nel mondo delle Lettere già con l'ansia nei confronti di questo esame. Tutti mi dicevano che non ce l'avrei mai fatta ad imparare da sola il latino; che sarei dovuta andare a lezione e a ripetizioni per anni; che avrei dovuto sostenere l'esame più di una volta perché SICURAMENTE mi avrebbero bocciato.
    E invece no.
    Ce l'ho messa tutta. Mi sono rinchiusa sette mesi in casa a studiare e ce l'ho fatta. E anche se non ho visto l'estate e il mare e anche se ho dovuto compiere enormi sacrifici, l'impegno, il sudore e la stanchezza alla fine mi hanno ripagato. Ho superato l'esame! Me ne manca un altro per potermi laureare, ma già sono più tranquilla e, come ho promesso a me stessa, eccomi qui.
    Ora che ho la mente più libera posso dedicarmi totalmente alla mia passione più grande e al mio adorato blog così ho pensato di creare nuove rubriche ed eccomi qui a raccontarvi di questo folle progetto che ho deciso di affrontare. Si tratta di un progetto a lungo termine, che probabilmente si protrarrà per anni.






    E la mia idea nasce da questo libro intitolato "1001 libri da leggere prima di morire". Ricordo che regalai questo manuale a mia madre. L'ho sfogliato e sfogliato per anni e proprio oggi ho deciso di fare un resoconto di quello che considero il mio bagaglio culturale  "da lettrice"; così, tanto per vedere a che punto sono arrivata. Se è vero che prima di morire sarebbe meglio leggere questi 1001 libri sono curiosa di sapere come me la sono cavata in questi 22 anni di vita, o meglio, in questi effettivi 8 anni da lettrice.

    Non fate quella faccia! Ho iniziato a leggere seriamente da soli 8 anni, e allora? Ho tutto il tempo per recuperare.
    Tornando a noi, nella mia libreria ci sono circa 300 titoli. Di questi 300circa libri ne ho letti un abbondante 98% e in questo 98% ci sono alcuni titoli presenti in questo volume. Precisamente:
    57\1001
    Da questo calcolo è scattata la scintilla.
    Voglio leggere questi 1001 libri. Ci vorranno anni. Il titolo suggerisce che ci vorrà una vita, ma io non ho fretta e mi piacciono le sfide.





    Per l'ennesima volta sfoglio questo libro e, siccome voglio rendervi partecipi di questa mia sfida contro il tempo, vi faccio vedere nel dettaglio l'intera opera.

    Come vedete si tratta di un bel volumone: 959 pagine, compresi i ringraziamenti. Questo libro è stato curato da Peter Boxall, Professore di Letteratura Inglese presso l'Università del Sussex, il quale ha deciso di raccogliere in quella che è stata considerata "la guida ideale per ogni amante della letteratura" quelle che sono considerate le opere che più hanno appassionato i lettori di tutto il mondo.
    La mia guida ideale e se siete qui e state leggendo le mie parole è anche la vostra.
    Come vedete dalla foto il libro si apre con questa immagine poco rassicurante in cui è raffigurato uno scheletro umano intento a leggere un libro...





     Se continuiamo a sfogliare troviamo un sommario e una guida alla consultazione in cui viene spiegato che i libri si susseguono cronologicamente secondo l'anno di pubblicazione nel paese di origine.

    Segue una prefazione dell'autore e poi un indice dei titoli, che è esattamente quello che vedete nella foto accanto. Si tratta di quattro facciate in cui sono riportati tutti i titoli contenuti nell'opera sistemati in ordine alfabetico. Ovviamente provvederò a fotocopiare il tutto così da avere sempre a portata di mano l'elenco.

    Ovviamente, prima o poi, dovrò acquistare dei libri che per ora non possiedo, per cui sarà comodo avere questo elenco magari spillato in agenda anziché portarsi dietro questo tomo.









    E poi si inizia.
    Il volume è suddiviso in quattro parti, che poi non sono altro che quattro macro-periodi in cui cronologicamente sono presentate le rispettive opere importanti e significative.

    Ogni periodo è contraddistinto da una banda di colore diverso, sulla quale è disposto verticalmente il nome e sulla parte più sinistra sono riportate quattro foto di quattro diversi testi autografi che, guarda un po', appartengono al periodo indicato dal titolo.


    I libri che ho già letto appartengono soprattutto all'Ottocento e al Novecento e credo che all'inizio di questa esperienza titanica continuerò a coltivare letture di questo tipo.
    Ci tengo a specificare due cose prima di proseguire:

    1. Voglio sfidare me stessa, ma questo non vuol dire che da oggi fino alla fine dei miei giorni leggerò soltanto libri consigliati da questo Atlante. Cercherò di leggerne molti, ma non mi limiterò a leggere solo questo. Ciò non toglie che io prima o poi possa riuscire a terminare questo progetto...ma non ho fretta! 
    2. Ho detto poco fa che tra questi 1001 titoli io ne ho già letti 57. Però ho detto anche che ho iniziato a leggere a 15 anni ed effettivamente molti di questi libri li ricordo in un modo molto vago e credo anche di non averli capiti e interiorizzati fino in fondo. Quindi sì, prima o poi dovrò acquistarne di nuovi, ma voglio anche rileggere quelli che già possiedo. La lettura di una ragazza di prima liceo e la lettura di una ragazza al terzo anno di università sono letture diverse.




    Quindi questo è il piano:
    Da oggi in poi inizio questo progetto, rileggerò alcuni libri che già possiedo e ne comprerò e leggerò di nuovi, il tutto senza scadenze e senza fretta. Può darsi che in un anno io riesca a leggere 40 libri di quelli consigliati da questo volume e che l'anno dopo riesca a leggerne soltanto 2 e potrò comunque ritenermi soddisfatta.

    Questa è una rubrica a cadenza puramente casuale e oltre ad essere un rubrica per il blog e una sfida per me stessa può essere anche un momento di confronto tra di noi.
    Può partecipare chi vuole e se qualcuno di voi deciderà di scrivere una recensione per ogni libro letto (appartenente a questo progetto) vi assicuro che oltre a rendere me felice e soddisfatta potrete lasciarmi il link del vostro articolo e io lo allegherò alla mia recensione che, di volta in volta, pubblicherò.

    Se qualcuno decidesse di partecipare a questa sfida gli basterà scrivermi un commento qua sotto o privatamente e io cercherò di inviargli l'elenco dei 1001 titoli...o magari dedicherò un ulteriore post ad essi.
    Io inizio, chiunque vorrà partecipare e dire la sua sarà il benvenuto!








    Ora vi lascio qualche foto per rendervi partecipi anche del contenuto, ma state tranquilli, ho deciso che ogni volta che pubblicherò questo tipo di recensioni allegherò al post anche la foto della pagina di questo atlante  corrispondente al libro in questione!









     #1001LIBRI


    accorrete numerosi!
    Al prossimo post!