venerdì 15 novembre 2013

Il Profumo - Patrick Suskind

Ciao cari amici lettori e ciao care amiche lettrici,
finalmente una recensione dopo anni e anni e anni e anni e anni direte voi.
Finalmente sono riuscita a leggere un libro dopo anni e anni e anni e anni dico io.
Se mi seguite sulla mia pagina Facebook (se volete seguirmi potete cliccare QUI!) sapete benissimo che in questo periodo sono stata colta dalla temutissima crisi del lettore. E' vero che questo particolare periodo è stato ricco di avvenimenti, di scadenze da rispettare e di cambiamenti, ma, ahimè, non riuscivo a leggere. Ho iniziato diversi romanzi e non ne ho portato a termine neanche uno, così ho deciso di prendermi una pausa dalla lettura e di dedicarmi ad altro.
Mi sono iscritta in palestra e ho ricominciato a correre, cosa che non facevo da più di cinque anni ormai.
Ho iniziato il CORSO DI SCRITTURA NARRATIVA e ho iniziato a lavorare alla mia Tesi oltre che a studiare per l'ultimo esame che mi aspetta a Gennaio.
Poi ho avuto un'illuminazione grazie a Massimo Canalini e ho deciso di rileggere un libro da lui citato durante la presentazione del corso: Il Profumo di Patrick Suskind.
La voglia di leggere è tornata!


Il profumo - Patrick Suskind. Edito da TEA,
 10 euro, codice ISBN 9788850215157,  259 pagine.

Ambientato nella Francia del diciottesimo secolo, il romanzo di Suskind racconta la storia di Jean-Baptiste Grenouille, nato con uno straordinario senso dell'olfatto e una totale mancanza di effluvi corporei. lo stile de "Il profumo" si distingue per l'enfasi sull'odore. Attraverso il portentoso naso di Grenouille, ogni scena è un trionfo di complessi dettagli olfattivi stratificati e Suskind dipinge una serie di quadri splendidamente elaborati degli odori che emettono gli oggetti della vita quotidiana (come la profondità e la varietà degli aromi del legno) e della manipolazione degli odori da parte della profumeria settecentesca. L'attenzione alla psicologia dei personaggi, poi, impedisce che il tutto si riduca a semplice espediente letterario. Autentico psicopatico, Grenouille si convince che il suo acuto senso dell'olfatto lo elevi al di sopra dell'ordinaria umanità e concepisce una fantasia di se stesso come un capriccioso sovrano, che sparge sull'umanità la più delicata delle fragranze prima di ridurre tutti gli uomini in suo potere. Tuttavia, in un mondo fatto di fragranze di ogni genere, Grenouille è ossessionato dalla propria mancanza di odore, dal momento che questo fa di lui una nullità in grado di discernere la sostanza di tutto ma privo della propria. Intento a creare un profumo per se stesso, Grenouille intraprende lo scellerato progetto di catturare i più pregiati profumi umani: quelli delle giovani donne vergini. Ma persino l'aroma più squisito può soltanto mascherare la sua nullità in un universo profumato. [Tratto da pagina 757 di "1001 libri da leggere prima di morire"]


Questo libro, pubblicato nel 1985, è suddiviso in quattro parti.
La prima è sicuramente quella su cui voglio concentrarmi ai fini di questa recensione, onde evitare inutili spoiler.

Qui dunque, nel luogo più puzzolente di tutto il regno, il 17 luglio 1738 nacque Jean-Baptiste Grenouille. Era uno dei giorni più caldi dell'anno. La calura pesava come piombo sul cimitero e spingeva i miasmi della putrefazione, un misto di meloni marci e di corno bruciato, nei vicoli circostanti. La madre di Grenouille, quando le presero le doglie, si trovava all'esterno del bugigattolo di pescivendolo in Rue aux Fers e stava squamando dei pesci bianchi che aveva appena sventrato. I pesci, pescati presumibilmente nella Senna la mattina stessa, puzzavano già tanto che il loro odore copriva l'odore dei cadaveri.

Il povero bambino nasce nel luogo meno igienico e probabilmente meno adatto ad accogliere una nuova vita. Sua madre dopo aver troncato il cordone ombelicale con il coltello da pescivendolo, perde i sensi e cade a terra. Ovviamente tutti i presenti accorrono, la aiutano, ma non si accorgono del bambino fino a quando questo inizia ad urlare da sotto il banco del pesce, dove era stato partorito poco prima. La polizia accorre e la donna viene condannata a morte per aver abbandonato suo figlio.  A questo punto Jean Baptiste inizia la sua vita. Viene raccolto da terra e le autorità si preoccupano di trovargli una balia che lo cresca. Il problema, però, è che nessuna balia vuole tenerlo più di qualche giorno. Così il bambino viene affidato continuamente a persone diverse che non fanno altro che lamentarsi di lui e che, nemmeno a dirlo, non riescono ad amarlo come un bambino meriterebbe. Questo caso viene affidato all'ufficiale di polizia La Fosse, che ben presto si stanca della faccenda e, per una serie di difficoltà di natura burocratica e tecnico-amministrativa, decide di affidare il bambino a qualche istituto religioso affinché lo battezzino e decidano della sua sorte.
Jean Baptiste viene affidato al convento dei Saint-Merri. Viene battezzato e viene assegnato dal priore alla balia Jeanne Bussie. Ma la storia è sempre quella: tempo due settimane e la balia ritorna da padre Terrier, pronta a liberarsi di quello strano bambino. Perché dico strano?
Tutte le balie, fino a quel momento, si erano lamentate del fatto che Jean Baptiste era troppo vorace, succhiava per due e toglieva il latte ad altri poppanti e con ciò il sostentamento a loro. Le balie erano spaventate da questa diversità. Provavano inquietudine. Ma non avevano capito che il problema di fondo non è questo, non è la voracità, il vero problema di Jean Baptiste è che non ha odore. Nessun profumo. Quando Jeanne se ne rende conto, decide di riportarlo indietro, come si fa con gli indumenti o gli oggetti che abbiamo sbagliato ad acquistare. Anche se è sera inoltrata corre in convento e si lamenta di questo problema con padre Terrier e decide che se questo bambino non ha odore è perché è posseduto dal demonio.
<< Dunque >>, cominciò la balia, << non è molto facile dirlo perché... perché non hanno lo stesso odore dappertutto, benché dappertutto abbiano un buon odore, padre, capisce, prendiamo i piedi ad esempio, lì hanno un odore come di pietra calda liscia... no, piuttosto di ricotta... oppure di burro, di burro fresco, sì, proprio così, sanno di burro fresco. E i loro corpi hanno l'odore di... di una galletta quando è inzuppata nel latte. E la testa, in alto, dietro, dove i capelli fanno la rosa, qui, guardi, padre, dove lei non ne ha più...>>> e toccò la testa pelata di Terrier, che per un attimo era rimasto senza parole di fronte a quel mare di stupidità in dettagli e aveva chinato dolcemente la testa <<...qui, proprio qui, hanno l'odore migliore. Qui hanno un odore di caramello, così dolce, così squisito. Lei non può immaginare, padre! Una volta sentito questo odore, bisogna amarli, che siano figli propri o di altri. E questo è l'odore che devono avere i neonati, questo e nessun altro. E se non hanno questo , se sulla testa non hanno nessun odore, ancor meno dell'aria fresca, come questo qui, il bastardo, allora... Può spiegarsela come vuole, padre, ma io [...], io, Jeanne Bussie, questo qui non lo riporto più a casa!>>
Padre Terrier non crede a queste idiozie. Come può permettersi una semplice balia di decidere cosa sia posseduto dal demonio e cosa no. Lui ha studiato teologia e filosofia, spetta a lui decidere queste cose. La licenzia e decide di tenere il bambino, potrebbe allevarlo in chiesa oppure potrebbe decidere di ingaggiare un'altra persona. Ci penserà domani, con la luce del sole. Chiude la porta, posa la cesta che contiene il bambino ed esita un attimo.
Terrier annusò e si preparò a sentire odore di pelle, di capelli e si un leggero sudore infantile. Ma non sentì niente. Con tutta la buona volontà, niente. Probabilmente un lattante non ha odore, pensò, sarà così. Un lattante, se è tenuto pulito, non ha per l'appunto odore, così come non parla, non corre o non scrive. Queste cose vengono soltanto con l'età. In verità, l'uomo comincia ad avere un odore soltanto nel periodo della pubertà. [...] In quel momento il bambino si svegliò. Si svegliò dapprima con il naso. Il piccolo naso si mosse, si tese verso l'alto e fiutò- Inspirò l'aria e la soffiò fuori a piccoli colpi, come avviene con uno starnuto incompleto. Poi il naso si arricciò e il bambino aprì gli occhi. Gli occhi erano di un colore indeterminato, tra il grigio-ostrica e il bianco-crema opalino, ricoperti da una specie di membrana ed evidentemente ancora non molto adatti alla vista. [...] Terrier rabbrividì.
Padre Terrier sente svanire ogni certezza. Guarda il bambino e non vede più un'innocente creatura bisognosa di affetto e comprensione. Vede un essere freddo, un animale estraneo. Non può tenerlo lì, deve sbarazzarsene. Ma come può fare? Non ha più tempo, il bambino inizia ad urlare. Allora lo prende ed esce dal convento. Inizia a correre, sempre più forte, sempre più lontano, attraversa la città, arriva fuori dalla città, sempre più fuori. Deve portarlo lontano da lì, così lontano da non sentirne più parlare. Raggiunge Madame Gillard, versa un anno di anticipo e vola via, di nuovo, verso la città. Questa donna, forse, è l'unica persona sulla faccia della terra capace di sopportare la povera creatura. Quando era bambina, infatti, suo padre le aveva dato un colpo sulla fronte con l'attizzatoio, poco più su della radice del naso, e da allora lei aveva perso l'olfatto e qualsiasi senso del calore umano e di freddezza umana e soprattutto qualsiasi passione. Madame Gillard cresce Grenouille senza affetto e senza amore, ma se ne prende cura, come si prende cura degli altri bambini. D'altro canto, per Grenuoille l'istituto di Madame Gillard è una benedizione, probabilmente non sarebbe riuscito a sopravvivere da nessun'altra parte. Gli altri bambini, però, avvertono subito che in lui c'era qualcosa che non va e lo escludono. Hanno paura di lui, talmente tanta paura che decidono di accostare i telai dei loro letti, come se la presenza di Grenouille avesse reso la stanza più fredda. Non riescono a sentire il suo odore e questo li terrorizza.

Grenouille non ha bisogno di amore. Non ha bisogno nemmeno degli uomini. Ha bisogno di quel poco che serve per sopravvivere. Patrick Suskind parla di lui come di una zecca, cui la vita non ha altro da offrire se non un continuo sopravvivere. La zecca modella il suo corpo piccolo e brutto per offrire al mondo esterno la minima superficie possibile; rende la sua pelle compatta e dura per non lasciar fuoriuscire nulla, per non lasciar traspirare nemmeno una minima parte di sé. Diventa piccolissima e insignificante, perché nessuno la veda e la calpesti. E' solitaria, cieca, sorda e muta e si limita a fiutare, a fiutare per anni, a distanza di miglia, il sangue di animali di passaggio che con le proprie forze non raggiungerà mai. La zecca, testarda, ostinata e ripugnante, sta rannicchiata e vive e aspetta. Aspetta finché il caso estremamente improbabile le porta il sangue sotto forma di un animale direttamente sotto l'albero su cui attende. Una simile zecca è Grenouille.

Il suo naso è la sua arma più potente. Percepisce ogni sfumatura, ogni odore e ogni olezzo. Immagazzina tutto nella sua abile mente e identifica quello che sente con delle parole. Parole dette da chi lo circonda. Così impara a parlare. Con il suo naso riesce addirittura a predire il futuro, riesce ad annunciare la visita di una persona molto prima del suo arrivo; sa pronosticare l'avvicinarsi di un temporale prima ancora che nel cielo si veda la più piccola nuvola.

Inizia a lavorare come garzone per un conciatore di pelli e un giorno si trova al mercato. Ritorna alle origini, il luogo in cui è nato:
Grenouille vedeva tutto il mercato con l'olfatto, se così si può dire. E con l'olfatto lo vedeva più precisamente di quanto altri avrebbero potuto vederlo con gli occhi, giacché lo percepiva in un secondo tempo e quindi in un modo più elevato: come essenza, come lo spirito di qualcosa che c'era stato, qualcosa di non turbato dagli attributi usuali del presente quali il rumore, i suoni striduli, la promiscuità disgustosa degli uomini in carne ed ossa. 
E poi succede qualcosa di totalmente inaspettato:

Per un attimo fu talmente confuso che credette realmente di non aver mai visto in vita sia una cosa bella come quella fanciulla. Tuttavia vedeva solo il suo contorno da dietro, contro la candela. Naturalmente pensò di non aver mai sentito un odore così buono. Ma poiché conosceva gli odori umani a migliaia, odori di uomini, di donne, di bambini, non riusciva a comprendere come un essere umano potesse emanare un odore tanto squisito. [...] Centinaia di migliaia di odori sembravano non valere più nulla di fronte a quest'unico odore.[...] Era la pura bellezza.
Deve raggiungerla. Deve farla sua. Deve possedere quel profumo, non può lasciarselo scappare. Senza il possesso di quel profumo la sua vita non ha più alcun senso. Deve conoscerlo fin nei minimi dettagli, fino all'ultima e più minuta delle sue particelle: ricordarlo soltanto non gli basta. Così segue la fanciulla, o meglio, il suo profumo. Si avvicina sempre più, finché si ferma ad un passo da lei.
Quando lo vide, s'irrigidì a tal punto per lo spavento da dargli tutto il tempo di metterle le mani attorno al collo. Lei non tentò neppure di gridare, restò immobile, non fece un movimento di difesa. Da parte sua lui non la guardò. Non vide il suo bel viso cosparso di lentiggini, la bocca rossa, i grandi occhi verdi brillanti, poiché teneva i propri occhi ben chiusi mentre la strozzava, e la sia sola preoccupazione era quella di non perdere neppure la minima parte dell'odore di lei. Quando l'ebbe uccisa, la depose a terra tra i noccioli delle mirabelle, le strappò il vestito e il flusso di profumo divenne una marea, che lo sommerse con la sua fragranza. Affondò il viso nella sua pelle e passò le sue narici dilatate dal ventre al petto, poi fino giù al suo sesso, sulle sue cosce, sulle sue gambe bianche. S'imbevve di lei dalla testa ai piedi, raccolse gli ultimi resti del suo odore sul mento, nell'ombelico e tra le pieghe dell'incavo del gomito. [...] In vita sua fino allora non aveva mai saputo cosa fosse la felicità. Tutt'al più conosceva stati molto rari di ottusa contentezza. Ma ora tremava di felicità, la sua beatitudine era tale che non riusciva a dormire. Gli sembrava di essere nato per la seconda volta, no, non per la seconda, per la prima volta, poiché finora aveva vissuto un'esistenza puramente animale, con una conoscenza estremamente nebulosa del suo sé. Ma con oggi gli sembrava di sapere finalmente chi era in realtà, e cioè null'altro che un genio; e che la sua vita avesse senso e scopo e fine e un destino più alto, vale a dire niente di meno che rivoluzionare il mondo degli odori, e che lui solo al mondo avesse i mezzi per farlo, e cioè il suo raffinato naso, la sua prodigiosa memoria e, cosa più importante di tutte, l'odore-modello di questa fanciulla di Rue des Marais, nel quale, come in una formula magica, era contenuto tutto ciò che costituiva un grande aroma, un profumo: delicatezza, vigore, durata, varietà e una spaventosa, irresistibile bellezza. Aveva trovato la bussola per dirigere la sua vita futura. E come tutti i mostri geniali, ai quali un evento esterno lascia un solco dritto nel caos a spirale delle loro anime, Grenouille non si discostò più da ciò che credeva di aver individuato come direzione del suo destino. Adesso gli era chiaro il motivo per cui era attaccato così tenacemente e rabbiosamente alla vita: doveva essere un creatore di profumi. E non uno qualsiasi, bensì il più grande profumiere di tutti i tempi.
Di questo primo crimine si macchiano le mani di Grenouille che, da povero ragazzo diverso  e abbandonato al suo destino, assume le sembianze di un pazzo. Un mostro.
Cosa c'è di più inquietante di un mostro con uno scopo?
Jean Baptiste decide che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita e decide che il profumiere Baldini sarà colui che lo aiuterà nel suo intento. Da lui apprenderà tutte le tecniche per l'estrazione dei profumi e grazie a lui e ai suoi strumenti creerà il profumo più buono, più perfetto che abbia lasciato traccia sulla terra.

Come fare a convincere uno dei più importanti profumieri di Parigi ad assumere uno come me? E' la prima domanda. Ma Grenouille ha una risposta per tutto e decide di occuparsi di una consegna di pelli pregiate. Fa di tutto per far sì che gli venga affidato quel lavoro e quando finalmente lo ottiene si avvia nella boutique di Baldini. Questi gli apre la porta e lo lascia entrare. Jean Baptiste riconosce un profumo, proviene direttamente dal fazzoletto nella tasca di Baldini, è "Amore e psiche", uno dei profumi cult del momento. Forse Baldini sta cercando di riprodurlo. Jean Baptiste si propone subito, gli dice che può farlo lui. Può riprodurre lui quel profumo. Gli basterà solo un cenno di assenso, sa già dove trovare le essenze. Baldini, interdetto e scettico, gli da carta bianca. Grenouille raccoglie dagli scaffali le essenze e l'alcool etilico, le versa in un flacone, le agita e le porge a Baldini:
L'aroma era così divinamente buono, che Baldini di colpo si sentì salire le lacrime agli occhi. Non aveva bisogno di fare prove, si limitò a stare in piedi presso il tavolo da lavoro davanti alla bottiglia della miscela e a inspirare. Il profumo era meraviglioso. In confronto ad "Amore e psiche" era come una sinfonia paragonata allo strimpellare solitario di un violino. Ed era anche di più. Baldini chiuse gli occhi e sentì che i ricordi più sublimi si ridestavano dentro di lui. Si vide da giovane passeggiare la sera nei giardini di Napoli; si vide tra le braccia di una donna con i riccioli neri e vide i contorni di un mazzo di rose sul davanzale della finestra, che oscillava alla brezza notturna; udì uccelli cantare qua e là e, da lontano, la musica di un'osteria del porto; udì un bisbigliare fitto fitto nell'orecchio, udì un << ti amo>> e sentì che dalla gioia gli si rizzavano i peli, ora! ora, in questo istante! Aprì gli occhi e dette un gemito di piacere. Questo profumo non era un profumo come quelli conosciuti finora. Non era un aroma che migliorava l'odore personale, un sent-bon, un articolo da toilette. Era una cosa di specie totalmente nuova, che poteva creare da sè tutto un mondo, un mondo magico, ricco, e d'un tratto si dimenticavano le nauseanti miserie di quaggiù e ci si sentiva così ricchi, così pieni di benessere, così liberi, così buoni...

Lo assume senza esitare. Crede che grazie a quel garzone potrà portare il suo negozio all'antico splendore. Potrà fare soldi a palate grazie al talento di quel piccolo uomo insignificante. Ma non andrà così.
Jean Bussie, padre Terrier, madame Gillard, il profumiere Baldini, il conciatore di pelli, sua madre stessa sono solo alcune delle pedine del terribile gioco di Grenouille.


Un capolavoro. Davvero.
Mi fermo qui, non proseguo oltre perché potrei parlare per giorni di questo libro e, soprattutto, potrei rovinare la storia a chi deve ancora leggerlo.
Il racconto è ricco di colpi di scena e ogni personaggio è perfettamente costruito sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista più prettamente fisico. Leggere questo libro vi farà percepire l'odore di quel mondo ormai andato perduto e vi farà accapponare la pelle a causa dell'estrema malvagità del personaggio principale. E' la seconda volta che lo leggo e se dovessi leggerlo altre dieci o venti volte sono sicura che non mi stancherei. Sono convinta che proverei tutto questo vortice di emozioni. E poi lo stile...è una goduria leggere la prosa di questo autore. provate a leggere una delle sue pagine ad alta voce.
Non ve ne pentirete!

 "Il Profumo" oltre a sciogliere l'incantesimo che mi costringeva a questa perpetua non-voglia di leggere è anche il romanzo iniziatore della sfida dei 1001 libri da leggere prima di morire (per tutti i dettagli, se ve li siete persi, cliccate Qui!). Iniziamo il countdown:
-1000




Unica pecca di questa lettura è stata il fatto che mentre sfogliavo le pagine, qualcuna di queste mi è rimasta tra le mani. La lettura non è stata molto agevole, da questo punto di vista. Forse ha influito il fatto che si tratta di un'edizione "economica" (pur sempre acquistata a dieci euro). O magari il fatto che questa copia è stata letta due volte da me e una volta da mia madre.
Però... l'editore dovrebbe pensare ad una soluzione che non costringa ad utilizzare i libri come COSE usa e getta.
Sbaglio?

#1001libri

lunedì 4 novembre 2013

Le chiacchiere del Lunedì #3 - Bookcrossing


Questa storia inizia in un cupo e triste giorno di pioggia. E' Martedì. Mi sveglio presto perché devo prendere due autobus. Regalare tre ore del mio tempo a mezzi pubblici e attese snervanti alle fermate degli autobus all'andata e, nemmeno a dirlo, al ritorno il procedimento si ripete. Questo mi fa pensare che uscirò di casa alle 7:30 di mattina e quando ritornerò saranno circa le 21. Ma devo farlo. Devo raggiungere la mia città universitaria per poter incontrare il mio Relatore e per iniziare il discorso Tesi. Ormai è ora. Devo darmi da fare.
Anche se piove e, dannazione, piove tanto.

Esco di casa e percorro la strada che mi separa dalla fermata dell'autobus a passo spedito e intanto penso...Avrò preso tutto? Di sicuro mi sono dimenticata qualcosa. Facciamo un piccolo resoconto:
Portafogli, chiavi di casa e cellulare ci sono.
Quaderno e astuccio per il corso di scrittura ci sono.
Libro e quaderno di latino ci sono.
Astuccio stracolmo di post-it c'è.
Quaderno per la Tesi e manuale ci sono.
Libro per il Bookcrossing. Ah. Ecco cosa manca.


Torno indietro e piove, non trovo le chiavi di casa nella borsa e piove, faccio tardi e piove, di sicuro perderò l'autobus e piove sempre più forte, alla fine le trovo e corro in casa.
Recupero velocemente il libro che ho deciso di liberare. Sì, il Bookcrossing consiste proprio in questo: tra i libri che possediamo dobbiamo sceglierne uno da donare ad uno sconosciuto; per i più timidi vale anche la variante "abbandona il libro in un luogo pubblico e prima o poi qualcuno lo troverà". Una volta scelto il libro basterà scrivere al suo interno:
Non è uno scherzetto ma un dolcetto per la mente.
Perché questo è il periodo di Halloween.
E aggiungere al messaggio:
www.youbookers.it
Perché è dalla redazione di Youbookers che nasce questa iniziativa.
Come faccio a scegliere il libro da donare è la domanda alla quale rispondere prima di iniziare.
Puoi scegliere tra i tuoi libri quello che più hai amato o quello che più hai disprezzato. Ma puoi anche optare per il libro che possiedi in doppia copia. Puoi scegliere un romanzo, un libro di cucina, uno di astrofisica o un fumetto.
Puoi sperare che qualcuno lo trovi e che grazie al tuo dono possa appassionarsi alla lettura.


Incredibile. Sono riuscita ad arrivare alla fermata dell'autobus in orario e, ancora più incredibile, riesco a salire e trovare un posto. Mi sistemo i capelli ormai fradici. Appoggio l'ombrello a terra per non bagnare il sedile.

Lo guardo.
In che mani finirai? Chi ti troverà ti apprezzerà? O deciderà di venderti, magari... sarebbe un peccato mortale, perché ti sto donando con il cuore.
Però ognuno ha il suo destino. Quando sei stato stampato non sapevi che ti avrei acquistato e letto, forse non sapevi nemmeno che mi saresti piaciuto e che poi ti avrei donato ad uno sconosciuto. Mamma diceva sempre...no aspetta. Questa è un'altra storia. Qui ci siamo io, te e un autobus.

Scendo. Salgo sulla seconda corriera della giornata. Penso a dove posso lasciare il mio libro.
Mi sarebbe piaciuto fermare una persona, guardarla negli occhi. Donarle il mio libro e proseguire per la mia strada. Ma il solo pensiero mi genera ansia. Mi batte forte questo maledetto cuore fragile; mi sudano le mani che non reagivano così dalle temutissime interrogazioni di matematica al liceo. Prima di raggiungere la soglia dello svenimento penso ad altro e...aspetta. Ma certo: ho trovato!

Quando scendo dalla corriera corro perché non ho più un minuto da perdere.


Arrivo al parco centrale della città.
Questo parco è strutturato in una forma concentrica. Partendo dall'esterno c'è un recinto in ferro battuto con due alti cancelli che, probabilmente, il Comune chiude di notte. Proseguendo verso il centro c'è una pista, che i poveri studenti universitari percorrono per sfogare lo stress. Ci sono diverse ragazze che corrono e un anziano con il giornale sottobraccio e il suo cane. Poi il prato verde, gli alberi, le panchine e i giochi per i più piccoli, che sono vuoti. Deserti. I bambini sono a scuola.
Al centro del parco uno stagno.
Mi siedo sulla panchina di fronte a quello stagno. Sul ponticello che lo attraversa c'è una mamma che spinge un passeggino azzurro. Alla mia destra un gatto bianco mi guarda e in mezzo a tutto quel verde sembra una nuvola candida e incontaminata.
Una nuvola, anche se non piove più. E' uscito il sole.
Respiro e mi lascio scaldare il volto dai suoi raggi.
Tiro fuori il libro dalla borsa, lo sfoglio, rileggo qualche passo e ripenso al periodo in cui l'ho letto, il periodo in cui mi ha accompagnato.
Penso a cosa stavo facendo, dove ero e con chi. E' passato quasi un anno, tante cose sono cambiate. Mi sento malinconica, ma felice perché sono andata avanti. Questo pensiero mi riveste di una forza nuova.
E in questa atmosfera decido che è arrivato il momento e lo libero.
Sono felice di aver portato a termine questa missione e sono felice di aver partecipato a questa iniziativa.

Mi alzo dalla panchina e inizio a camminare. Un ultimo sguardo allo stagno e un ultimo sguardo al gatto che si gode il sole. Ma non mi volto. Il libro è lì, dietro di me.

Il Professore mi sta aspettando; mi aspetta la lunga coda per entrare nel suo ufficio; mi aspettano gli scaffali della biblioteca e mi aspetta la macchinetta del caffè dopo pranzo. Mi aspetta il libro di latino e mi aspettano i miei appunti. Mi aspetta una corriera, un corso di scrittura e un altro autobus.
Vado e mentre vado condivido questa esperienza su Instagram.

Siete ancora in tempo. Se volete partecipare scegliete il vostro libro e liberatelo, ma ricordatevi di scattare foto o di girare video e di inviare tutto il materiale alla redazione di Youbookers entro Martedì 5 Novembre 2013. 



Se sono stata poco chiara guardate questo:



A presto! 


PS:  E se decidete di partecipare inviatemi le vostre foto, organizzerò un post con i vostri racconti!

sabato 2 novembre 2013

Nuovi Acquisti libreschi!


Ciao a tutti cari amici lettori e care amiche lettrici,
tra pochi giorni arriverà il post con la recensione de "Il profumo" di Patrick Suskind, ma quest'oggi sono qui per confessare a voi, che di certo mi comprenderete e non mi giudicherete, tutti i miei peccati.
Vi ricordate quando nell'ultimo video su youtube avevo stabilito categoricamente che avrei estinto la scorta di libri accumulati in questi anni di shopping compulsivo prima di fare nuovi acquisti?
Vi ricordate che avevo promesso solennemente che da quel momento non avrei più acquistato niente?
Vi ricordate i miei occhi mentre dicevo tutte queste baggianate?
Sì, stavo mentendo. Sì, sono malata e in questo momento mi sembra di partecipare ad una di quelle inquietanti sedute in cui un gruppo di alcolisti parla dei propri problemi.

Ciao. Mi chiamo Martina. Compro più libri di quanti riesco effettivamente a leggere. 
Accumulo pile e pile di volumi senza ritegno.
[Ma non me ne pento!]

E quindi eccomi qui con un nuovo post di acquisti libreschi. Non vi spaventate...non è come sembra. Questa pila di libri infinita e insormontabile si è creata in circa quattro mesi.
Tornando a noi: oggi ero in camera mia e sistemando la libreria ho deciso di fare il punto della situazione.
Questo è il risultato. Confesserò tutto. Promesso.


"Lolita" - Vladimir Nabokov
"Le rane" - Mo Yan
"Canada" - Richard Ford

Inizio subito con il dire che i miei acquisti, di solito, sono motivati. Questi tre libri, per esempio, sono entrati in casa mia, nella mia libreria, perché la curiosità di leggerli si è impossessata di me. Sì, impossessata, non uso questo vocabolo a caso.
Accendi il computer; decidi di fare un salto su YouTube in maniera innocente, tanto per rilassarti quel quarto d'ora con qualche video interessante e cosa succede? La vedi, lei, con quella parlata frizzantina; quelle recensioni bellissime e dettagliatissime e ti viene una voglia sfrenata di comprare tutti i libri di cui parla.
Sto parlando della fantastica Ilenia (se non la conoscete cliccate subito QUI!).
E' colpa sua, è tutta colpa sua, non guardate me, è colpa sua se ho fatto shopping e se non ho esitato nemmeno un secondo quando ho visto questi tre libri sugli scaffali.
E li ho presi.
Non li ho ancora letti, ma li ho portati a casa, al sicuro. E sicuramente saranno le mie prossime letture perché non vedo l'ora si scoprire questi autori e queste storie perché mi fido di Ilenia e so che anche se il mio portafoglio piange non rimarrò delusa!


"L'ombra della sera" - Matteo Bettini
"L'amore non guasta" - Jonathan Coe
"La lettrice bugiarda" - Brunonia Barry
"Un bel sogno d'amore" - Andrea Vitali






La foto alla nostra destra, invece, denuncia la comparsa di altri quattro libri.
In questo caso, però,  la spesa è stata davvero minima in quanto, partendo dal basso, potete notare ai piedi della pila un libro di Andrea Vitali che non ho acquistato, ma che mi è stato gentilmente donato da una cara amica di mia madre alla quale Vitali non piace tantissimo. Così ha gentilmente deciso di donarmelo. Gli altri tre provengono dal mercatino dell'usato, li ha trovati mia madre ad un prezzo ridicolo e non se li è fatti scappare.
E ha fatto bene!

  • Jonathan Coe è un autore che voglio approfondire; 
  • "La lettrice bugiarda" sembra essere un libro ricco di mistero;
  • Matteo Bettini è praticamente un mio vicino di casa. E' uno scrittore che abita in un paesino vicino al mio e mi sembra interessante leggere ciò che è riuscito a pubblicare.



"Ricordi di un angelo sporco" - Henning Mankell
"Siamo solo amici" - Luca Bianchini
"Cigni selvatici" - Jung Chang



Proseguendo in questo delirio vi presento l'angolo delle occasioni. Alla vostra sinistra potete notare la testimonianza di due libri in copertina rigida, pubblicati da Mondolibri, che sono riuscita a portare a casa alla modica cifra di 99 centesimi. Probabilmente non li avrei acquistati se il loro prezzo non fosse stato cosi basso, però, ora, eccoli qui al nostro cospetto.

Cigni selvatici, invece, è un libro che si aggira tra le pareti di casa mia da un po' di tempo. Ricordo che mia madre lo acquistò al supermercato. E' la storia vera di tre donne, nonna, madre e figlia, ed è la storia di un intero secolo di vita cinese. Le sembrò interessante perché tratta sia di storia che della storia delle persone che questo secolo lo hanno visto e vissuto sulla loro pelle. I libri di questo genere la affascinano molto e, sinceramente, colpiscono molto anche me. Così ho deciso di rubarlo dalla libreria di mia madre per leggerlo prima di tutti. Sono sicura che sarà una lettura difficile, ma ora mi sento pronta ad affrontarla davvero


"L'idiota"
 "Memorie del sottosuolo"
 "Il sosia"





Ci siamo. Resistete. Manca davvero pochissimo alla fine.

Per l'angolo dei classiconi, alla vostra destra potete notare tre libri provenienti dalla penna dello stesso autore, Fedor Dostoevskij.
Ho letto diversi anni fa "Delitto e castigo" e ho scritto e pubblicato anche la relativa recensione. Probabilmente lo rileggerò perché un ragazzo mi ha fatto notare che di Dostoevskij non ho capito proprio niente. Sinceramente non posso dargli torto. Dostoevskij non è Fabio Volo. E, soprattutto, quando ho letto "Delitto e castigo" ero una giovincella sprovveduta sopraffatta dagli esami universitari, sicuramente mi sono persa qualche pezzo per strada durante la lettura che, a questo punto, non posso che definire sbrigativa e frammentaria. Ma voglio rimediare. Perché, anche se non ho capito niente di lui e di quel libro in particolare, ricordo nitidamente che lo stile e l'intreccio e i personaggi e l'atmosfera di quel romanzo mi colpirono nel profondo. Adesso ho un attimo di respiro e ho deciso di rileggere "Delitto e castigo" e ho deciso di approfondire questo autore. Per questo motivo, al prezzo di 14,90€ ho acquistato questi tre libri...e ho deciso di studiarli bene.
Questo ragazzo, con il suo commento, mi ha fatto aprire gli occhi...mi piacciono molto le critiche costruttive e lui è stato educato e molto professionale nel farmi notare che mi sono fatta sfuggire una questione fondamentale che, invece, andava evidenziata. Per questo motivo, anche se non farò il suo nome e anche se, probabilmente, non perderà più tempo a leggere i miei post, mi sento in dovere di ringraziarlo. Se sono qui, se scrivo e se pubblico su questo blog è perché cerco un confronto per migliorarmi e per crescere, quindi sono molto felice quando le persone mi scrivono la propria opinione; quando contestano ciò che scrivo e il modo in cui lo scrivo.
Colgo l'occasione per ringraziarvi tutti, se siete qui è perché siete appassionati come me e perché siete persone aperte, disponibili e sincere e io vi apprezzo tutti, dal primo all'ultimo e apprezzo tanto i vostri commenti e le vostre opinioni!





Con la foto delle fantastiche copertine di questa collana vi saluto e se avete dei consigli o delle opinioni da condividere potete lasciarmi un commento qua sotto.
 Inoltre mi piacerebbe sapere se anche voi avete fatto degli acquisti di recente; se avete letto qualcuno tra i libri che vi ho proposto in questo post e SOPRATTUTTO datemi un consiglio: da quale libro comincio?
Sono in crisi.
Anche il mio portafoglio è in crisi.
Ma sono felice di sguazzare in questo mare di pagine!

Al prossimo post.



lunedì 28 ottobre 2013

Le chiacchiere del lunedì #2 - Corso di SCRITTURA NARRATIVA (1)



Ciao cari amici lettori e ciao care amiche lettrici,
quest'oggi ho deciso di condividere con voi un'esperienza bellissima. 
Ultimamente, visto e considerato che la Laurea sembra essere più vicina e non più una mera utopia, mi sto informando su internet e tramite amici di amici di amici e sto cercando delle occupazioni, di genere vario, per il mio futuro; sto cercando di capire che direzione dare alla mia vita e mi sto informando su tutto ciò che è necessario fare per poter raggiungere il mio obiettivo: lavorare in una casa editrice.
La strada è lunga, ma sono determinata.

Purtroppo sono sfortunata. Vivo in un paesino marchigiano, non vivo in una grande città come Milano, Roma o Torino dove le Case Editrici, i Corsi Magistrali in Editoria e i Corsi Specialistici in questo campo pullulano.  Cercando e ricercando sono riuscita a trovare un corso di SCRITTURA NARRATIVA vicino casa mia. Scrivere è una mia grande passione, ma non mi ritengo né competente né preparata perciò uno dei miei piccoli sogni nel cassetto era proprio quello di partecipare ad un'esperienza simile a quella che sto vivendo. Inoltre sono fermamente convinta che se riuscissi ad apprendere la vera arte della scrittura e se fossi in grado, un giorno, di metterla in pratica, questo lavoro sarebbe utile anche alla Martina lettrice. Saper scrivere significa saper leggere quindi questo corso potrebbe aiutarmi ad essere più critica e più professionale anche nei confronti delle mie letture. Non sono una critica letteraria, e questo lo sapete già, sono soltanto una ragazza di ventidue anni con la passione per la lettura; una ragazza che non riesce a condividere questa passione come vorrebbe, ma che ha trovato questo bellissimo mondo che è Internet e che, grazie a questo piccolo Blog e grazie ad un ancor più piccolo canale su YouTube, sta conoscendo tante persone altrettanto appassionate con le quali scambiare consigli e aneddoti letterari. Per questo le mie recensioni non sono schede critiche di libri, ma sono "pezzi" scritti raccontando emozioni e sensazioni provate durante la lettura. Per il momento il mio Blog è stato una raccolta di pensieri, ma non vi nego che mi piacerebbe approfondire l'aspetto tecnico.
E non nascondo che ho voglia di leggere Romanzi Belli, scritti bene, con serietà e che non siano puro intrattenimento. Ho voglia di romanzi che hanno voglia di raccontare, di comunicare e di sconvolgere. Perché anche se è vero che mi piace leggere Sophie Kinsella e Candace Bushnell nelle tristi giornate di pioggia per sollevare il morale a pezzi; è vero anche che ho bisogno di leggere libri di qualità; libri scritti bene.
Come faccio a riconoscere un romanzo di qualità? Credo che la risposta sia una soltanto: ascoltando i consigli di chi ne sa più di me; di chi è più esperto e di chi, grazie al suo lavoro, è riuscito a sviluppare un gusto letterario.

Così ho deciso di partecipare a questo corso. Una mia amica me lo ha consigliato caldamente e io ho voluto provare e Sabato 19 Ottobre ho partecipato all'incontro di presentazione. Mi si è aperto un mondo. Il corso si svolge in questa piccola Casa Editrice nel corso di Ancona e il docente, Massimo Canalini, si occupa di scrittura romanzesca da trentacinque anni e nel 2004 ha vinto il premio Fiesole alla carriera per lo Scouting Editoriale. Ha al proprio attivo la scoperta di narratori quali Enrico Brizzi, Silvia Ballestra, fino alla recentissima Gaia Coltorti, il cui romanzo d'esordio "Le affinità alchemiche" è stato edito da Cattedrale (www.cattedralelibri.it) e da Mondadori ed è in corso la traduzione in molti Paesi Europei: Olanda, Spagna, Germania, Russia, Svezia, Norvegia e Finlandia. 
L'incontro di presentazione si è svolto all'interno della casa editrice, come dicevo prima, e Massimo Canalini mi ha subito colpita. Pendevo dalle sue labbra e mi sono appuntata diversi titoli da lui consigliati. Ovviamente alla presentazione si è parlato soprattutto di orari, costi e dello svolgimento delle lezioni. Ho memorizzato i volti presenti nella sala e ho cercato di individuare qualche nome e qualche informazione a proposito dei partecipanti. Inoltre ho avuto qualche notizia sul libro "Le affinità alchemiche" che credo comprerò prima o poi.

Sabato 26 Ottobre si è svolta la prima lezione e non credo sia possibile esprimere a parole l'emozione che provavo uscita da lì. Sono una ragazza timida e quindi non ho parlato molto, ma ho assorbito ogni informazione, ogni citazione, ogni nome e ogni autore nominato in quelle due ore. Alla fine nel mio quaderno avevo una lista lunghissima di titoli da leggere e un progetto al quale lavorare. Un nuovo obiettivo. I nuovi obiettivi mi emozionano sempre.

Per il momento credo non farò troppi acquisti, un po' perché devo "smaltire" i libri già presenti nella mia libreria e un po' perché sto risparmiando per i libri per la tesi...per fortuna possiedo alcuni dei titoli che mi sono stati consigliati e quindi inizierò a leggere questi.
Altrettanto fortunatamente ho scoperto che i medesimi libri sono presenti anche nel fatidico progetto dei 1001 libri da leggere prima di morire (Se volete saperne di più cliccate Qui!) e quindi, come si suol dire, colgo due piccioni con una fava.
Vi aggiornerò passo passo con nuovi consigli di lettura, non temete!
Sono emozionatissima e non vedo l'ora di iniziare davvero questa esperienza.
Sono convinta del fatto che Massimo Canalini saprà darmi ottimi consigli in fatto di lettura e scrittura.
Cosa posso volere di più?

Avete mai partecipato a corsi di questo genere?
Avete qualche libro da consigliarmi?

A presto e buon lunedì!




lunedì 21 ottobre 2013

Le chiacchiere del Lunedì #1





Buongiorno cari amici lettori e care amiche lettrici,
oggi è Lunedì  e ho deciso di inaugurare una nuova rubrica intitolata “Le chiacchiere del Lunedì”.
Perché? Perché la settimana consta di sette giorni e il primo, il Lunedì, è il giorno che meno preferisco. 
Mi sveglio sempre arrabbiata; con poca voglia di fare, starei tutto il giorno sotto le coperte a leggere o sul divano a guardare film (e qualche volta l’ho fatto davvero); inizio la giornata già stanca per il solo pensiero di tutto ciò che dovrò fare durante la settimana; spesso piove e ancora più spesso devo uscire, correre, prendere autobus, raggiungere determinate destinazioni, incontrare persone.
Cercando di esorcizzare tutto ciò, inizio la giornata scrivendo sul mio diario. Cerco di pensare a qualcosa di positivo come l’episodio più divertente della settimana appena conclusa; le soddisfazioni che ho avuto; le persone che ho conosciuto; gli amici che ho incontrato…
E alla fine queste pagine si concludono sempre con paragrafi e paragrafi di chiacchiere che riguardano libri.
Cosa ci posso fare, non scherzo quando dico che i libri sono la mia passione.







Come potete vedere dalla foto qui a sinistra stamattina, dopo aver fatto colazione ed essermi lavata i denti, mi sono seduta di fronte al PC e mi sono armata di forbici, colla, diario e volantino della InMondadori. Dopo aver sfogliato e risfogliato quelle pagine ho scelto, tra quelli disponibili, i titoli che leggerei. Ho fatto una cernita delle nuove uscite e ho selezionato 14 titoli che mi hanno colpito, incuriosito e che, se potessi acquistare senza problemi probabilmente acquisterei.

Dopo averli appiccicati tutti per non dimenticarne nemmeno uno ho acceso il PC e ho iniziato ad informarmi.

Insomma, ho creato una piccola lista dei desideri.
Ho fantasticato per un'oretta buona e poi ho iniziato a studiare. Se non lo avessi fatto probabilmente avrei studiato pensando "E' Lunedì" e invece ho sprecato un'ora del mio tempo, ma ho studiato con il sorriso.
Adesso dovrei andare a preparare il pranzo, ma quando ho chiuso il libro di Letteratura Latina ho pensato che sarebbe stato carino condividere con voi amanti della lettura questo momento...perché so che mi capirete.

Oggi inauguro questa rubrica a cadenza settimanale, ogni Lunedì mattina una chiacchiera diversa che spero possa regalare un sorriso a qualcuno di NOI!
Questo Lunedì il tema è la WISH-LIST letteraria:





    1. "Ernesto Lizza è uno sceneggiatore televisivo che si è imbarcato in un'impresa folle: portare sul grande schermo la storia d'amore tra Martina Heidegger e Hannah Arendt. Alla morte del padre, torna al paese natale vicino a Bologna per il funerale e lì, nella casa dove è cresciuto, è costretta a fare i conti con sé stesso: gli errori, i compromessi, le delusioni professionali."
    14.00€

    A proposito di questa scelta non devo fare nessun commento particolare. Mi ha colpita la storia e il fatto che ci sia una storia nella storia. Inoltre Martina Heidegger e Hannah Arendt sono due figure che, durante il mio percorso universitario, mi hanno affascinato e accompagnato spesso. Mi sembra una lettura interessante.



     2. "In una Napoli convulsa, una famiglia tanto allargata quanto scombinata si trova ad assistere l'anziana madre e nonna che si sta ammalando di Alzheimer."
    12.00€

    Di questo libro ho sentito parlare molto spesso e molto bene. Inoltre, se mi seguite da tempo sufficiente, sapete che la medicina è un hobby per me e che leggere libri che trattano di casi come questi mi intriga moltissimo. Quelli che preferisco in assoluto sono i romanzi in cui i personaggi soffrono di malattie mentali, la pazzia mi affascina molto. L'Alzheimer, invece, è una patologia sconvolgente che però conosco poco...leggerei volentieri questo libro per saperne di più e poi sono davvero curiosa del perché l'editore abbia scelto questa copertina...



    3. "Benito ha quasi ottant'anni e ha fatto, per tutta la vita, il meccanico di biciclette. Ora che è in pensione, l'inattività lo costringe ad affrontare una cosa che gli ronza in testa da trent'anni."
    10.00€

    Chissà cosa sarà questa cosa che gli ronza in testa da trent'anni...sono troppo curiosa di saperlo. Questa descrizione mi ha colpita molto e mi ha costretto ad aggiungere questo libro in wish list per ben due motivi: Il primo è il fatto che Benito fosse un meccanico di biciclette. La bicicletta, come la corsa, è uno stile di vita che abbraccio appassionatamente. Il secondo motivo è il fatto che Benito sia un pensionato che ormai inattivo decide di inseguire (finalmente) i suoi sogni. Di questi tempi e con la nostra politica, per una giovane come me è difficile pensare di trovare un lavoro e non parliamo della pensione che sembra essere un'utopia...no scherzo, non faccio politica sul Blog e non faccio politica fuori da qui. Il vero motivo è che sono fermamente convinta che non si deve mai smettere di inseguire i propri sogni. A volte la vita ci costringe a seguire strade che non avremmo voluto seguire, ma il momento per cercare di realizzare i propri sogni deve esistere. Non bisogna mai perdersi d'animo. Benito l'ha capito, tardi, ma l'ha capito e sarei davvero curiosa di leggere questa storia.



    4." Più di quaranta colloqui personali con Steve Jobs e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi, hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare l'avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezioni e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell'economia e del business: computer, cinema d'animazione, musica, telefonia, tablet, editoria elettronica"
    In uscita il 17 Ottobre.

    Adoro le storie vere e adoro leggere le storie dei personaggi famosi che stimo e che ammiro. Steve Jobs è uno di questi e leggere la sua storia sono sicura che potrebbe regalarmi delle lezioni di vita.



    5."Quattro personaggi per quattro lezioni intorno al gusto, alla giustizia, al tempo e alla scrittura. Ma come possono convivere nello stesso discorso Kate Moss e Tucidide?"
    16.90€ (libro + 2 DVD)

    La Scuola Holden è il mio sogno proibito e Alessandro Baricco è il mio scrittore preferito. Ogni volta che lo ascolto alle conferenze, nei video su YouTube, ogni volta che leggo le sue parole ogni volta che entro in contatto con questo autore e filosofo imparo qualcosa. Grazie a lui ho letto dei libri bellissimi e lo ammiro tanto.
    Leggere questo libro e guardare questi DVD so già che mi emozionerà. Cercherò di farmi regalare questo cofanetto a Natale (ASSOLUTAMENTE). Sono sicura che non me ne pentirò.





    6. "L'autobiografia di Max Pezzali, riccamente illustrata con scritti privati e inediti, è un viaggio sincero e appassionato attraverso i ricordi del cantautore e leader degli 883."
    16.50€

    Conosco tutte le canzoni degli 883 a memoria e adoro Max.
    Direi che non ho altro da aggiungere.




    7." Lottie vuole assolutamente sposarsi. Così decide su due piedi che è ora di passare all'azione e convola a nozze con Ben, un flirt estivo conosciuto per caso su un'isola greca molti anni prima."
    20.00€

    Adoro Sophie Kinsella e i suoi libri sono una boccata d'aria fredda per i giorni piovosi e tristi...e soprattutto per i lunedì. Di solito acquisto i suoi libri appena usciti, ma questa volta ho deciso di aspettare l'edizione economica (o un regalo di un'amica; o di trovarlo per sbaglio sulla panchina della fermata dell'autobus, o una svendita al mercatino dell'usato) perché Sophie scrive bene e le sue storie sono spassose e divertenti ma 20 euro sono davvero troppi. La Mondadori dovrebbe darsi una regolata.



    8."La Casa di Riposo Giuseppe Verdi, accoglie anziani musicisti. Tra gli ospiti di questa Casa speciale si muove in punta di piedi Ada, la cameriera, che si fa raccontare le loro vite incredibili."
    10.00€

    Paola Calvetti è una garanzia, ho letto due dei suoi romanzi e me ne sono innamorata letteralmente...non ho dubbi che questo possa piacermi altrettanto.



    9. "La storia di una famiglia messicana raccontata dal silenzio del padre, che combatté in Italia durante la seconda guerra mondiale e non parlò mai ai suoi familiari di quel periodo."
    14.00€

    La Giunti sta pubblicando molti romanzi interessanti in questo periodo. Le copertine sono più o meno simili tra loro e fino ad ora ho acquistato quattro di questi libri, uno meglio dell'altro. In questa storia abbiamo un silenzio che racconta e la seconda guerra mondiale...interessante è dire poco


    10. " L'avevamo lasciata felice tra le braccia del suo Darcy. Ma dopo tredici anni Bridget è di nuovo sola, con due figli e i nemici di sempre: alcol, fumo e chili di troppo. Che fine ha fatto Mark Darcy?"
    16.00€

    Conosco tutte le battute dei film a memoria e adoro Bridget Jones, inoltre, per quanto ne posso sapere, trovo che Renée Zellweger interpreti benissimo questo personaggio. Adoro i film, ma non ho mai letto i libri...quindi prima di comprare il terzo dovrei leggere gli altri due. Aspetto Natale con sommo gaudio!



    Questa è la mia wish list.
    Se avete letto qualcuno dei libri che ho citato fatemi sapere cosa ne pensate. Sto ancora aspettando un pacco di libri e credo proprio che non comprerò niente in questo periodo, ma sognare non fa male.
    Scrivetemi le vostre wish list!

    PS: Questo era anche il post del Lunedì, il primo di questa rubrica settimanale che tratterà piccoli pensieri sul mondo dell'editoria. Se avete domande o argomenti da propormi li accetto molto volentieri e se vorrete anche rispondermi ne sarò felice!
    Vi saluto, vado a cucinare...buon Lunedì!

    A presto.
    Marty


    mercoledì 16 ottobre 2013

    Formule dell'anima - Marcello Comitini



    "Formule dell'anima" di Marcello Comitini,
     libro pubblicato dall'autore e stampato in Italia presso
    Cromografia Roma S.r.l per Gruppo editoriale l'Espresso.
    Prezzo di copertina 9.50 euro 





    L'addio

    S'allontanano i treni lucidi di pioggia
    coprono con sudari di nebbia la distanza
    che si spalanca dietro l'ombra
    dell'ultimo vagone.

    Dicono addio ai treni
    sui marciapiedi piccoli cipressi
    carichi di malinconia,
    scuotono lente cime,
    chinano i rami intorno al cuore.

    E tu, amore, al finestrino
    sciogli nel vento il nero dei capelli
    rigano gli occhi d'uno sguardo perso
    tremolii di lacrime, la bocca
    muove le labbra come ali smorte.

    Ci vedremo, ti grido
    con lo stridore lamentoso del gabbiano
    smarrito nella nebbia.
    Ci vedremo, sospiro con la stanca
    carezza di un addio.

    Lucidi di pioggia i treni
    tra i sudari di nebbia s'allontanano.
    S'allunga silenziosa la distanza
    dietro l'ombra incerta
    dell'ultimo vagone.








    Buonasera cari amici lettori e care amiche lettrici,
    oggi sono ufficialmente pronta a parlarvi di un nuovo libro. Possiedo questa copia da qualche settimana ormai, ma sapete benissimo quanto io sia stata assorbita dall'Università in questo periodo. Lo studio e la preparazione di quello che è stato il mio penultimo esame ha fatto sì che io leggessi pochissimo e quel pochissimo che sono riuscita a leggere non è riuscito ad appassionarmi più di tanto.
    Poi, l'undici Agosto, mi arriva una mail in cui l'autore di questo libro mi proponeva di leggere la sua raccolta.
    Non accetto mai romanzi, ma mi piace molto ricevere per posta le raccolte di poesie. Vi spiego perché:

    Ho studiato in un Liceo Scientifico Tecnologico, io che non sopporto la matematica. Le uniche ore in cui riuscivo a respirare erano le ore di Lettere, ma anche qui c'erano dei momenti che proprio non riuscivo a tollerare: le lezioni di poesia. I Professori, a causa dei programmi scolastici, sono costretti ad insegnare a leggere la poesia come se questa fosse un quesito matematico; tanto che, di solito, dopo la spiegazione del testo attraverso la parafrasi e la terribile ricerca delle figure retoriche c'erano sempre, nelle care antologie, quelle benedette domande di produzione, della serie:
    "Qual è l'argomento principale della poesia?"
    "E' possibile rintracciare nel testo delle parole chiave o dei versi che ricordano il percorso biografico dell'autore? Se si quali?" [E chissà perché la risposta era sempre si]
    "Quali sono le principali figure retoriche? Produci un diagramma ad albero sul quaderno e discuti la struttura del testo con il tuo compagno di banco"...
    Mamma mia che astio.
    Odiavo e disprezzavo le ore di poesia perché mi ricordavano maledettamente la matematica...e non so se si è intuito, ma io odio la matematica.

    Poi mi sono diplomata e ho iniziato a leggere delle raccolte di poesie senza tutto il procedimento matematico di smembramento del testo in figure retoriche; senza contare di quante sillabe erano composti i versi; senza rispondere a nessunissima domanda al di fuori del "Ti è piaciuta? L'hai capita?".
    E allora ho iniziato a pensare alla poesia non come espressione di un linguaggio forbito, ma come espressione dell'anima. Se un autore decide di inviarmi la sua raccolta è perché vuole comunicare qualcosa e per questo motivo accetto volentieri di leggere e recensire libri di questo genere.
    Sono una ragazza curiosa e molto spesso la curiosità mi ripaga. Come in questo caso.
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    "Alla prima lettura può apparire ostico, perché usa immagini e parole non usuali, ma verrete anche voi avvolti dalla sensualità che traspare dalle sue parole: fate il silenzio dentro di voi, leggetelo a voce alta, possibilmente in un giardino, in un bosco o in un prato, rileggetelo ancora finché le sue parole diventeranno parte di voi e allora vedrete i lungo Po deserti, le strade di Caltanissetta, lo squallore delle periferie, la natura di cui è abile "pittore di parole", sentirete il profumo della terra, il vento che scuote gli alberi, il sale sulle labbra...e tornateci ancora e ancora finché i suoi versi vi apparterranno e qualcosa dentro di voi sarà mutato, forse per sempre."
    Nella presentazione del libro, Gabriella Barattia descrive la poesia di Marcello Comitini utilizzando queste precise parole. Come darle torto...
    Ho letto l'intera raccolta (ovviamente suddividendo la lettura in uno spam di tempo molto lungo, dal momento che non mi piace leggere tante poesie tutte insieme e una di seguito all'altra) e la sensazione che mi ha dato è stata simile a quella che avrei provato se, nel cuore della notte, mi avessero versato addosso, con violenza, un secchiata di acqua gelida. Alla prima lettura sono rimasta interdetta: le parole erano difficili; le tematiche affrontate erano tante; la lettura era veloce; il ritmo incessante anche a causa dei continui enjambment*presenti in tutti i testi, in tutti i versi. Mi sembrava di non prendere fiato, il cuore batteva forte e insieme, di fronte ai miei occhi, si dipingevano quei paesaggi e quelle atmosfere. E' stato uno shock.
    Poi ho letto la prefazione, o lettura ad alta voce, e ho capito.
    Ho riletto l'intera raccolta e nelle poesie ho rivisto l'autore, ho visto i luoghi della sua memoria e ho percepito le sue sensazioni ed è stata un'esperienza surreale.

    Questa è vera poesia.
    La sensazione che si trasforma in testo, in parole fissate su carta, che nel momento in cui vengono pronunciate rievocano la sensazione medesima e la diffondono nel lettore.
    Leggete la poesia ad alta voce e la poesia sarà vostra.

    Tramonto

    L'incarnato del cielo in agonia
    velato a sera dalle nuvole
    s'imporpora.

    La notte sparge il volto
    e silenziosa
    si nutre del tramonto.

    Così nella mia sera la tua bocca
    s'imporpora di baci
    e la notte lucente dei tuoi occhi
    nutre i miei sogni.


    Un'esperienza toccante che potete approfondire, se vi incuriosisce, nel sito dell'autore (http://www.terracolorata.com/author/marcello/).
    Inoltre ho voluto intervistare Marcello Comitini. Non mi capita spesso di conversare con un poeta e ho colto  questa occasione per fargli qualche domanda. Spero possa interessarvi e spero che questa recensione vi abbia incuriosito:

    1. Scrivere poesie non è semplice ma forse un evento, una persona o una situazione particolare può generare una voglia irrefrenabile di esprimersi attraverso questo genere. Per Lei è stato lo stesso? Quando ha iniziato a scrivere poesie?

    Mio padre era un appassionato dei grandi classici del passato e la sua più profonda gioia era leggerli a voce alta nel giardino incantato della mia casa di Catania. Lui leggeva a un pubblico immaginario. Io lo stavo ad ascoltare e in me sorgeva la voglia di conoscere quelle parole, farle mie, ripeterle nel mio linguaggio. Come dice Ungaretti “non cercavo il verso di Jacopone o quello di Dante, o quello del Petrarca, o quello di Guittone, o quello del Tasso, o quello del Cavalcanti, o quello del Leopardi: cercavo in loro il canto. Non era l’endecasillabo del tale, non il novenario, non il settenario del talaltro che cercavo: era l’endecasillabo, era il novenario, era il settenario, era il canto italiano, era il canto della lingua italiana che cercavo nella sua costanza attraverso i secoli.” Era il canto che sentivo nella voce di mio padre, rauca e bassa come la mia. A quel canto ho iniziato a scrivere, con l’imperizia e la voglia impetuosa di un quindicenne, più per emulazione, almeno così mi sembrava, che in conseguenza di una volontà precisa. Intanto si facevano strada in me tutte le urgenze e le contraddizioni proprie di un giovane: amori, sogni, entusiasmi e scoramenti, rabbie, bisogno di giustizia. E soprattutto prendevo coscienza dell’attrito che esiste tra il rumore della vita e il silenzio dell’essere. Nel 1974, a ventinove anni, ho deciso di pubblicare la prima raccolta di poesie con un editore palermitano. Era un libro pieno di versi alcuni dolci e innamorati, altri spigolosi di condanna e di denuncia contro le ingiustizie e la povertà. Poi, per lunghi anni, ha prevalso la necessità di lavorare per sostenere la mia famiglia. Per tutti questi anni non ho scritto: mi sono limitato a recuperare il silenzio dell’essere attraverso le letture e le traduzioni che portavo avanti rubando il tempo al sonno, dal momento che non mi era concesso rubarlo al lavoro. Così ho tradotto Philippe Soupault e Baudelaire, Raissa Maritain, Albert Lozeau e altri. Infine mi si è presentata l’occasione per piantare tutto e dal 2004 ho ripreso a scrivere, pubblicando nel 2011 “Formule dell’Anima”.

    1. Nelle interviste agli autori di romanzi, si è soliti chiedere quale sia (se esiste) il momento della giornata più adatto alla scrittura. C'è chi scrive un'ora al giorno; c'è chi scrive solo di notte; chi scrive solo in cucina. E per la poesia? Qual è il momento migliore per scrivere?

    Amo definire lo scrivere poesia il racconto, interrotto e spezzato, di un uomo, della sua vita, delle sue emozioni e dei pensieri che attraversano il suo cammino. Eventi, situazioni e persone certamente suscitano sentimenti, riflessioni, impressioni che si vorrebbe fossero indimenticabili. E allora l’impulso a scrivere, come a dipingere, è scattare una istantanea nell’attimo in cui la scintilla del cuore (o della mente) illumina la realtà circostante, o viceversa, quando il rumore della realtà scaglia, nel suo attrito con l’essere, una scintilla al cuore (o alla mente). Questo è l’input primigenio, l’atto dell’includere nei miei appunti personali l’immagine intravista nella fuggevolezza del lampo illuminante. Ma a ben riguardare, quando l’animo si è placato e l’evento scatenante si è allontanato dalla sua urgenza, avverto che i dettagli di quella realtà che avevo scorta rischiano di svanire, di perdere quella vitalità che aveva attratto la mia attenzione. È necessario tornare sull’immagine, ripensare all’istantanea conservata nei miei appunti e renderla leggibile nel tempo. Inizia allora un lavoro di focalizzazione attraverso un rimuginare dentro di me parole musicalità senso di ciò che ho sentito voler dire. Ed è un lavoro che non si svolge in un momento preciso ma quando si avverte, come dicevo sopra, l’attrito tra il rumore della vita e il silenzio dell’essere. Qualunque sia il posto, qualunque sia il momento, si affacciano dentro me le prime parole, quelle che mi sembrano più significanti per esprimere ciò che provo. Metto giù, nero su bianco esclusivamente al computer, perché detesto il segno grafico della mia scrittura manuale e posso modificare velocemente senza cancellature e segni mnemonici. A volte appena in piedi la mattina, a volte sino a notte fonda. Ma sempre quando c’è il silenzio intorno a me.

    1. Il suo poeta preferito?

    Sono due i poeti che ho amato sin da ragazzo. Il primo è Charles Baudelaire di cui ho anche tradotto la sua opera poetica “Les Fleures du mal”. Mi sono innamorato di lui quando, appena quindicenne, ho letto per la prima volta la poesia Il Balcone, dove Baudelaire descrive in una strofa il mestiere del poeta: “Ho l’arte di evocare i momenti felici, / e rivivo il passato stretto fra le tue ginocchia. / Perché cercare altrove languide bellezze / altrove che nel tuo corpo e nel tuo cuore soave?/Ho l’arte di evocare i momenti felici!” E da allora non l’ho mai più abbandonato. Ancora oggi lo leggo con la stessa emozione della prima volta.
    L’altro non è un poeta alla moda (esistono poeti alla moda? qualche volta purtroppo esistono) ma è stato, ed è ancora secondo me, un maestro di vita e di cultura: Cesare Pavese, in particolare nella sua opera “Dialoghi con Leucò”. Come si sa, Cesare Pavese è più che altro un romanziere e l’opera da me citata non è in versi. Ma in tutte le sue opere non c’è infingimento, nessuna posa da letterato, nessuna invenzione che non sia costata cara all’autore. Insomma, in ogni sua opera c’è “carne e sangue”. Pavese ha scritto un canto altissimo dell’uomo e della natura, essendo un poeta che, “con un semplice nome [racconta] la nuvola, il bosco, i destini”. Cito un passo a caso, tratto dal dialogo “Schiuma d’onda” : “Una donna varcò questo mare, una mortale, che visse sempre nel tumulto – forse in pace. Una donna che uccise, distrusse, accecò, come una dea – sempre uguale a se stessa. Forse non ebbe da sorridere neppure. Era bella, non sciocca, e intorno a lei tutto moriva e combatteva.”  Non sono versi, eppure ciascuna frase è resa con ricchezza di immagini e con un ritmo da cui è impossibile prescindere nel leggere.

    1. La maggior parte degli autori che mi contatta per propormi i loro libri sono poeti. Questo mi fa pensare che la poesia sia un genere abbracciato da molti anche se, in realtà, siamo abituati ad entrare nelle librerie ed essere sommersi da romanzi. Per trovare il reparto dedicato alla poesia si fa molta fatica perché spesso questo genere è segregato in un angolino nascosto tra gli scaffali. Cosa ne pensa del mercato editoriale? C’è ancora spazio per la poesia?

    Entrando per la prima volta in una ampia libreria romana aperta di recente, dopo aver cercato minuziosamente e inutilmente il reparto Poesia ho chiesto a un commesso.  Si è gentilmente offerto di accompagnarmi e mi ha condotto lungo una doppia fila di scaffali in fondo alla quale vi era una porta con la scritta “Toilette”.  Gli striminziti loculi – del genere libreria Billy di Ikea – stavano a destra di quella porta, quasi al buio. Non è un caso raro, come lei ha giustamente fatto rilevare. In un’altra libreria, aperta nel complesso dell’Auditorium di Roma, ricca di bellissime pubblicazioni sull’arte pittorica e sulla musica, cercare un libro è come eseguire una preghiera musulmana: occorre inginocchiarsi abbassando il capo sino a terra, perché i libri di poesia, di norma col dorso assai esiguo e quindi illeggibili se non a diretto contatto con la pupilla, sono collocati nello scaffale più basso. Ci sono alcuni motivi di questa collocazione infelice, la matrice dei quali è esclusivamente di natura economica ed è tautologica nel suo mordersi la coda: la poesia non si vende perché non attrae come un romanzo; la poesia non attrae perché non c’è la cultura del leggere poesia; non c’è la cultura del leggere poesia perché l’editoria non la impone; l’editoria non la impone perché la poesia non vende come un romanzo. Fine. Poi ci sono altre ragioni. I pochi lettori che acquistano poesia (pochi che acquistano ma tantissimi che leggono) amano leggere esclusivamente i poeti in qualche modo conosciuti, quelli che il mercato editoriale impone. Diffidano terribilmente degli sconosciuti, giovani e più raramente meno giovani anche in considerazione che spesso coloro che scrivono poesie (poeti?) creano una frattura fra il loro poetare, espressione di esperienze personali e a volte individualistiche,  e il mondo dei lettori sempre alla ricerca di una poesia che parli al loro cuore, ai loro sentimenti, liberatoria della condizione umana, non solo quella dei grandi sistemi della sperequazione e dell’ingiustizia economica, ma quella del quotidiano, della donna tradita, dell’uomo abbandonato, dell’alienato dal lavoro, di colui o colei che si sente sommerso dal grigiore della città, dalla monotonia della ripetitività.

    1. Qualche consiglio per i giovani poeti?

    Se qualcuno, quand’ero giovane poeta, mi avesse dato dei consigli, l’avrei ascoltato? Ne dubito fortemente (a meno che avessi trovato qualcuno che mi avesse consigliato di resistere, di non accettare un lavoro che avrebbe comportato la rinuncia alla libertà di scrivere). Un giovane poeta si sente e vuole essere un innovatore, un rivoluzionario del poetare preesistente e attuale. Guai se non fosse così. Ma cercare pareri, confrontarsi, discutere, litigare aspramente con i coetanei e, semmai fosse fortunato, con poeti più anziani di cui stima il lavoro, sarebbe una strada privilegiata per aggiungere ricchezza alla propria interiorità. E questo anche se personalmente ritengo che una simile pratica comporti un grosso rischio di adeguamento a schemi preconfezionati. Il livello di sperimentazione poetica è tale che anche il verso destrutturato risponde ormai a schemi rigidi, camuffati da libertà di espressione. Sono fermamente convinto che un poeta non deve lasciarsi influenzare, non deve seguire questa o quella moda, ma avere chiaro davanti a sé la necessità di costruire un linguaggio personale, che meglio risponda alle proprie esigenze di musicalità e concettuali. Occorre che il giovane poeta presti molta attenzione alla sonorità della parola, leggendo e rileggendo ad alta voce per sentirne l’armonia, gli echi, i rimandi, consapevole, momento per momento,che il proprio essere è in continua evoluzione nel percepire e rielaborare la realtà.

    A un giovane poi, che insistesse a chiedere consigli sulla strategia da adottare per giungere alla pubblicazione con editori, rifiuterei qualsiasi risposta, perché obiettivo del poeta non deve mai essere la pubblicazione ma la diffusione del proprio pensiero. E per la diffusione esistono tantissimi strumenti, dai classici reading in occasione di manifestazioni (che si vanno sempre più diffondendo) dedicate alle poesie, alla pubblicazione sui social network. Il poeta deve rivolgersi alla gente comune, a coloro che leggono i romanzi, a coloro che ascoltano musica, a coloro che vedono film e fuggono davanti alla poesia. Scopo del poeta è farsi amare. Ecco il consiglio che posso dare a un giovane che, in quanto scrittore di poesie già ama: farsi amare. E lasciare che gli scoramenti facciano parte del suo crescere.


    Ringrazio il Signor Marcello Comitini per la sua disponibilità e per avermi dato la possibilità di conoscere le sue poesie. E grazie anche a voi, cari amici lettori, per aver letto il mio articolo. A tutti gli amanti della poesia auguro la curiosità di provare a leggere poeti meno conosciuti di quelli onnipresenti nelle antologie scolastiche; ai non amanti della poesia consiglio di leggere questo libro, sono sicura che a lettura terminata cambierete idea e prospettiva.
    A presto!

    lunedì 7 ottobre 2013

    Nuova sfida


    Ciao a tutti cari amici lettori e ciao a tutti i nuovi iscritti!
    In questo periodo sono stata molto assente. Come sapete sto cercando di laurearmi; il 30 Settembre ho sostenuto un degli esami più pesanti, difficili e importanti della mia facoltà: il temutissimo esame di "Storia della lingua latina". Non so se lo sapete, ma io ho studiato in una scuola in cui l'insegnamento della lingua latina non era previsto. L'errore commesso a suo tempo mi ha fatto aprire gli occhi e mi ha fatto scoprire la mia passione: le Lettere.
    Così nel 2010 ho iniziato un percorso, che spero possa regalarmi qualche soddisfazione anche dal punto di vista lavorativo, e ho iniziato questa avventura nel mondo delle Lettere già con l'ansia nei confronti di questo esame. Tutti mi dicevano che non ce l'avrei mai fatta ad imparare da sola il latino; che sarei dovuta andare a lezione e a ripetizioni per anni; che avrei dovuto sostenere l'esame più di una volta perché SICURAMENTE mi avrebbero bocciato.
    E invece no.
    Ce l'ho messa tutta. Mi sono rinchiusa sette mesi in casa a studiare e ce l'ho fatta. E anche se non ho visto l'estate e il mare e anche se ho dovuto compiere enormi sacrifici, l'impegno, il sudore e la stanchezza alla fine mi hanno ripagato. Ho superato l'esame! Me ne manca un altro per potermi laureare, ma già sono più tranquilla e, come ho promesso a me stessa, eccomi qui.
    Ora che ho la mente più libera posso dedicarmi totalmente alla mia passione più grande e al mio adorato blog così ho pensato di creare nuove rubriche ed eccomi qui a raccontarvi di questo folle progetto che ho deciso di affrontare. Si tratta di un progetto a lungo termine, che probabilmente si protrarrà per anni.






    E la mia idea nasce da questo libro intitolato "1001 libri da leggere prima di morire". Ricordo che regalai questo manuale a mia madre. L'ho sfogliato e sfogliato per anni e proprio oggi ho deciso di fare un resoconto di quello che considero il mio bagaglio culturale  "da lettrice"; così, tanto per vedere a che punto sono arrivata. Se è vero che prima di morire sarebbe meglio leggere questi 1001 libri sono curiosa di sapere come me la sono cavata in questi 22 anni di vita, o meglio, in questi effettivi 8 anni da lettrice.

    Non fate quella faccia! Ho iniziato a leggere seriamente da soli 8 anni, e allora? Ho tutto il tempo per recuperare.
    Tornando a noi, nella mia libreria ci sono circa 300 titoli. Di questi 300circa libri ne ho letti un abbondante 98% e in questo 98% ci sono alcuni titoli presenti in questo volume. Precisamente:
    57\1001
    Da questo calcolo è scattata la scintilla.
    Voglio leggere questi 1001 libri. Ci vorranno anni. Il titolo suggerisce che ci vorrà una vita, ma io non ho fretta e mi piacciono le sfide.





    Per l'ennesima volta sfoglio questo libro e, siccome voglio rendervi partecipi di questa mia sfida contro il tempo, vi faccio vedere nel dettaglio l'intera opera.

    Come vedete si tratta di un bel volumone: 959 pagine, compresi i ringraziamenti. Questo libro è stato curato da Peter Boxall, Professore di Letteratura Inglese presso l'Università del Sussex, il quale ha deciso di raccogliere in quella che è stata considerata "la guida ideale per ogni amante della letteratura" quelle che sono considerate le opere che più hanno appassionato i lettori di tutto il mondo.
    La mia guida ideale e se siete qui e state leggendo le mie parole è anche la vostra.
    Come vedete dalla foto il libro si apre con questa immagine poco rassicurante in cui è raffigurato uno scheletro umano intento a leggere un libro...





     Se continuiamo a sfogliare troviamo un sommario e una guida alla consultazione in cui viene spiegato che i libri si susseguono cronologicamente secondo l'anno di pubblicazione nel paese di origine.

    Segue una prefazione dell'autore e poi un indice dei titoli, che è esattamente quello che vedete nella foto accanto. Si tratta di quattro facciate in cui sono riportati tutti i titoli contenuti nell'opera sistemati in ordine alfabetico. Ovviamente provvederò a fotocopiare il tutto così da avere sempre a portata di mano l'elenco.

    Ovviamente, prima o poi, dovrò acquistare dei libri che per ora non possiedo, per cui sarà comodo avere questo elenco magari spillato in agenda anziché portarsi dietro questo tomo.









    E poi si inizia.
    Il volume è suddiviso in quattro parti, che poi non sono altro che quattro macro-periodi in cui cronologicamente sono presentate le rispettive opere importanti e significative.

    Ogni periodo è contraddistinto da una banda di colore diverso, sulla quale è disposto verticalmente il nome e sulla parte più sinistra sono riportate quattro foto di quattro diversi testi autografi che, guarda un po', appartengono al periodo indicato dal titolo.


    I libri che ho già letto appartengono soprattutto all'Ottocento e al Novecento e credo che all'inizio di questa esperienza titanica continuerò a coltivare letture di questo tipo.
    Ci tengo a specificare due cose prima di proseguire:

    1. Voglio sfidare me stessa, ma questo non vuol dire che da oggi fino alla fine dei miei giorni leggerò soltanto libri consigliati da questo Atlante. Cercherò di leggerne molti, ma non mi limiterò a leggere solo questo. Ciò non toglie che io prima o poi possa riuscire a terminare questo progetto...ma non ho fretta! 
    2. Ho detto poco fa che tra questi 1001 titoli io ne ho già letti 57. Però ho detto anche che ho iniziato a leggere a 15 anni ed effettivamente molti di questi libri li ricordo in un modo molto vago e credo anche di non averli capiti e interiorizzati fino in fondo. Quindi sì, prima o poi dovrò acquistarne di nuovi, ma voglio anche rileggere quelli che già possiedo. La lettura di una ragazza di prima liceo e la lettura di una ragazza al terzo anno di università sono letture diverse.




    Quindi questo è il piano:
    Da oggi in poi inizio questo progetto, rileggerò alcuni libri che già possiedo e ne comprerò e leggerò di nuovi, il tutto senza scadenze e senza fretta. Può darsi che in un anno io riesca a leggere 40 libri di quelli consigliati da questo volume e che l'anno dopo riesca a leggerne soltanto 2 e potrò comunque ritenermi soddisfatta.

    Questa è una rubrica a cadenza puramente casuale e oltre ad essere un rubrica per il blog e una sfida per me stessa può essere anche un momento di confronto tra di noi.
    Può partecipare chi vuole e se qualcuno di voi deciderà di scrivere una recensione per ogni libro letto (appartenente a questo progetto) vi assicuro che oltre a rendere me felice e soddisfatta potrete lasciarmi il link del vostro articolo e io lo allegherò alla mia recensione che, di volta in volta, pubblicherò.

    Se qualcuno decidesse di partecipare a questa sfida gli basterà scrivermi un commento qua sotto o privatamente e io cercherò di inviargli l'elenco dei 1001 titoli...o magari dedicherò un ulteriore post ad essi.
    Io inizio, chiunque vorrà partecipare e dire la sua sarà il benvenuto!








    Ora vi lascio qualche foto per rendervi partecipi anche del contenuto, ma state tranquilli, ho deciso che ogni volta che pubblicherò questo tipo di recensioni allegherò al post anche la foto della pagina di questo atlante  corrispondente al libro in questione!









     #1001LIBRI


    accorrete numerosi!
    Al prossimo post!