giovedì 25 ottobre 2012

L'arte di guardare l'arte - Philippe Daverio


Dopo il pessimo Tsugumi ecco a voi un ottimo libro.
L'ho scoperto per caso, la Prof me lo ha consigliato ( e difficilmente mi consiglia libri che non sono di mio gradimento ); era firmato Philippe Daverio e trattava di arte, secondo il resoconto su due piedi.
Che dovevo fare?
L'ho acquistato subito, l'ho iniziato appena entrata in casa e l'ho chiuso alla decima pagina. Non volevo che finisse, non poteva finire, ma sarebbe finito subito perché, purtroppo, è un libricino esile.
Tra le mani è una sciocchezza, ma al suo interno: un mondo.
Sfogliata la prima pagina sono stata risucchiata in un turbine di idee; sono stata rapita dalla potenza della cultura e sono stata trascinata in un mondo fatto di arte, di gusto prelibato per il bello e lo strano.
Una piccola perla di saggezza che racchiude in sé tutto ciò che viene comunemente connotato con l'aggettivo umanistico. C'è il mio mondo e io mi sono sentita a casa...

L'arte di guardare l'arte di Philippe Daverio, edito "artedossier" Giunti, pagine 128, prezzo 9.90, codice ISBN 9788809774254.

"Questa è una piccola raccolta di pettegolezzi suscitati dallo scrutare la storia delle arti. E pettegolezzi lo sono per un motivo sostanzialmente etico. Che c'è di più bello che l'interessarsi agli esseri umani? Il mondo delle arti è intimamente ambiguo. Anzi, solo ciò che è ambiguo può essere considerato arte."
Così Philippe Daverio apre questo saggio assolutamente superlativo.
Si tratta di una serie di pensieri su arte e artisti e movimenti artistici.
Ma in realtà qui dentro c'è molto di più: c'è musica, c'è la voce, c'è il disegno, c'è la letteratura, c'è la poesia, ci sono gli scrittori, ci sono i pittori, c'è la storia, c'è il viaggio e c'è l'avventura. Qui dentro c'è tutto, il tutto racchiuso in capitoli brevissimi: tre facciate al massimo. Tre facciate dense di significato in cui l'autore riesce a condensare tutte le discipline umanistiche e tutti i frutti di tali discipline.
Se amate l'arte, se siete persone curiose e se siete affascinati da persone del calibro di Philippe Daverio questo libro fa per voi. L'ho letto e riletto più volte durante il mese di Agosto e avrei voluto che fosse infinito tanto mi piaceva.

Philippe Daverio è un personaggio eclettico e particolarissimo.
Colto, intelligente e sapiente. Dovrebbe insegnare nelle Università e dovrebbe avere più spazio in televisione. Mi piacerebbe vivere in un mondo pieno di Philippe perché sono sicura che a qualsiasi domanda riceverei una risposta. Una risposta di quelle che piacciono a me. Sono curiosa. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace imparare.
Philippe Daverio è un punto di riferimento culturale!

Qui sotto vi lascio delle foto delle pagine che mi hanno più colpito:

"Il primato del disegno" a pagina 63, un articolo su Marcel Duchamp.

"Altro che Giappone" da pagina 59 a 61, dove viene trattata l'influenza delle stampe Giapponesi in Occidente  durante la fine dell'800 e l'inizio dell'art Nouveau.

ed infine "Arte del taglio" da pagina 87 a pagina 89 dove l'autore tratta la figura di Lucio Fontana  e l'America Latina.

Oltre a contenere il "tutto" di cui vi dicevo prima, nel libro si fa riferimento a quadri e sculture che sono inserite in miniatura durante lo svolgimento del saggio, ma che sono riportate in dimensioni più apprezzabili al termine del libro, in una sezione apposita.:



Bellissimo.
Un libro davvero spettacolare.
L'ho adorato alla follia e piano piano credo che cercherò di acquistare tutti i libri di Mr Daverio.
L'avete letto?
Che rapporto avete nei confronti dell'arte?


PS: Anche l'articolo sui viaggi di Goethe in Italia è bellissimo.
PSS: Ho avuto la fortuna di incontrare Philippe Daverio al Salone internazionale del libro di Torino: ero talmente emozionata che non sono riuscita nemmeno a chiedergli un autografo. Mannaggia!

Tsugumi - Banana Yoshimoto


Sono appena tornata a casa!
Finalmente!

Questa settimana è stata massacrante, ma di questo vi parlerò più tardi in un altro post. Adesso sono qui perché, nel sondaggio della scorsa settimana, due dolci ragazze iscritte alla mia pagina Facebook hanno votato la recensione del libro di cui sto per parlarvi. E siccome lo scorso fine settimana non ho avuto tempo di pubblicare nulla, questo pomeriggio mi sono impegnata per recuperare il lavoro.
Iniziamo subito...oggi vi parlo di:


Tsugumi di Banana Yoshimoto, Edito Feltrinelli, pagine 156 (compresi i due post scriptum), prezzo 7 euro, codice ISBN 9788807812941.

"Giornate di una felicità intensa non capitano spesso nella vita. Ed è inseguendo quel vivido miraggio, che le persone riescono a tirare avanti e a invecchiare...Tsugumi è un romanzo che parla di questo. Di un'estate di un gruppo di ragazzi che non tornerà mai più. Del mare e del primo amore..." Così Banana Yoshimoto parla del suo romanzo tutto dedicato all'adolescenza. Uscito a puntate nell'edizione giapponese di "Marie Claire" e apparso in volume nel 1989, Tsugumi è sicuramente il più grande successo di Banana Yoshimoto, superando i due milioni di copie vendute: questa è la prima edizione in lingua occidentale. Maria e Tsugumi sono amiche fin dall'infanzia anche se sono due ragazzine molto diverse. Maria, l'io narrante, è dolce e buona: ha lasciato il piccolo paesino in cui era nata e cresciuta per iscriversi all'università di Tokyo. Tsugumi è bellissima ma dotata di un carattere infernale: affabile e dolce con gli estranei, nel privato è un tiranno, parla come un maschio ed è viziata all'inverosimile. Non può spostarsi dalla tranquilla penisola  di Izu perché le sue condizioni di salute non glielo permettono. Il suo destino pare essere segnato...Ma quando due amiche si ritrovano, e se questo accade d'estate, e se è il mare a cullare le rispettive solitudini, allora la magia scaturita dall'attimo può creare sensazionali cambiamenti del mondo reale. 
 La cara Banana è riuscita a deludermi: questo libro mi ha infastidito.
Perché? Ve lo dimostro subito: andate a pagina quattordici, se non avete il libro a portata di mano vi trascrivo l'episodio in cui Maria ci racconta come sono diventate amiche:


Io e Tsugumi siamo diventate amiche nel vero senso della parola, a causa di un <>. Tsugumi era intelligente e diligente nello studio. Nonostante le numerose assenze per motivi di salute, quanto a voti era quasi sempre tra i primi della classe. Andava a caccia dei libri più svariati, in modo da essere ben preparata in ogni materia. Forse, se non avesse fatto lavorare così tanto il cervello, non le sarebbero mai potute venire in mente tutte quelle cattiverie. I primi anni delle elementari, io e lei giocavamo spesso alla <>. Ai piedi delle montagne, nel giardino dietro la scuola, c'era una capannina meteorologica in rovina. Avevamo deciso che quel posto era in collegamento con il mondo degli spiriti e che lì venivano recapitate le lettere all'aldilà. Di giorno andavamo a metterci fotografie spaventose o articoli su storie di fantasmi, presi da alcune riviste, e di notte tornavamo a riprenderli. Quel giardino, che di giorno non aveva niente di particolare, di notte, quando di andavamo di nascosto nel buio pesto, faceva davvero paura, e per qualche istante andavamo in visibilio. Però col passare del tempo anche quel gioco finì col confondersi tra gli innumerevoli divertimenti di quel periodo, e ce ne dimenticammo. Io cominciai le medie e decisi di entrare nella squadra di basket. Gli allenamenti erano talmente duri che, quando tornavo a casa la sera, facevo i compiti e andavo subito a letto. Di Tsugumi me ne importava sempre meno, tanto che era diventata la << cugina della porta accanto>>. L' <> accadde in quel periodo, durante le vacanze primaverili della seconda media, se non ricordo male. Quella sera stava piovigginando e io ero chiusa in camera mia. Nelle città di mare la pioggia ha l'odore della salsedine. In quella notte di pioggia, nel profondo del mio cuore mi sentivo avvilita. Era appena morto mio nonno. Dal momento che ero cresciuta in casa sua fino alle età di 5 anni, ero sempre stata indiscutibilmente la sua cocca. E dopo essermi trasferita con la mamma dagli Yamamoto, andavo a trovarlo regolarmente e ci tenevamo in contatto anche per lettera. Avevo saltato l'allenamento ed ero distesa sul letto con gli occhi gonfi per il pianto, senza riuscire a concentrarmi su niente. Mia madre mi disse che c'era Tsugumi al telefono e io la pregai di dirle che ero fuori. Non ero proprio nelle condizioni di parlarle. Stavo quasi per assopirmi, quando dal corridoio sentii avvicinarsi un rumore di ciabatte. Nell'istante in cui alzai la testa, il fusuma si aprì di scattò: Tsugumi era lì in piedi bagnata fradicia. Tutta ansimante e con gli occhi spalancati, mi chiamò con un fil di voce:
<< Maria!>>.
<< Cosa è successo?>>
Sembrava in ansia, come spaventata. Poi mi disse con tono prepotente:
<< Ohi, sveglia, c'è poco da dormire! Leggi qua!>>, e mi porse un foglio che aveva tirato fuori dalla tasca con una cura estrema. Confusa da tutta quella attenzione lo presi e, non appena lo guardai, mi sembrò di venir spinta sotto il fascio di luce di un riflettore. Non c'erano dubbi: quella era la calligrafia del mio caro nonno, con quei tratti in semicorsivo tracciati energicamente con il pennello. L'attacco era il suo solito, quello con cui aveva sempre iniziato le lettere che mi aveva scritto.

Al mio tesoro, Maria.
Addio.
Abbi cura di nonna, papà e mamma. Mi raccomando, vedi di diventare una donna rispettabile degna del nome che porta.
                                                            Ryuso

Rimasi senza parole. Per un attimo rividi la figura di spalle del nonno alla scrivania e provai una fitta al cuore. Poi chiesi a Tsugumi con un'irruenza incredibile:
<< Dove l'hai trovata?>>.
Lei mi fissò e con un tono serissimo, da preghiera, mosse le sue labbra vermiglie e mi rispose:
<< Ci credi? Era nella cassetta degli Spiriti>>.
<< Cosa?>>
In un istante il ricordo di quella capannina metrologica  che ormai avevo dimenticato del tutto, riaffiorò nella mia mente. Tsugumi abbassò la voce e sussurrò:
<< Prima, stavo dormendo quando ho sognato il nonno. Ho provato ad aprire gli occhi, ma non se ne voleva andare. Era come se cercasse di dire qualcosa. Io gli sono molto riconoscente. Sai, quando ero piccola mi ha comprato così tante cose. Poi a un certo punto del sogno sei saltata fuori anche tu e il nonno sembrava volerti parlare. Ti voleva bene, eh? D'un tratto, ecco che mi è venuta l'illuminazione e sono andata a vedere nella cassetta. Ma tu gli avevi parlato del nostro gioco mentre era in vita?>>
<>, risposi io scuotendo il capo. <>
<>, urlò e poi aggiunse con un tono grave:
<>.
Tsugumi si era fatta pallida in volto quando finalmente, guardandomi negli occhi, riuscì a dirmi con un fil di voce:
<< E adesso cosa facciamo?>>.
<< Per ora>>, cominciai io con decisione, <>
<< Va bene, ho capito>>, rispose Tsugumi; Si alzò di scatto e disse:
<< Torno a casa!>>.
Mentre usciva dalla mia stanza le dissi: <>.
<< Di niente!>>, mi rispose lei e, senza neppure voltarsi a salutare, se ne andò lasciando il fusuma aperto.
Per un po' rimasi seduta per terra a rileggere, chissà quante volte, quella lettera. Le mie lacrime cadevano copiose sul tappeto. Più la leggevo e più le lacrime si facevano abbondanti, mi ci sdraiai sopra e piansi all'infinito.
Il giorno dopo Maria scopre di essere stata ingannata: è stata Tsugumi a scrivere la lettera imitando alla perfezione lo stile e la calligrafia del nonno.
Certo che c'ero cascata proprio in pieno... per un istante avevo dubitato che si trattasse di un imbroglio, visto che c'era di mezzo Tsugumi. Però, quella calligrafia, quel tratto, quell'inizio di lettera: << Al mio tesoro >>, di cui solo io e il nonno eravamo a conoscenza, erano aldilà di qualsiasi sospetto. Lo sguardo deciso, penetrante di Tsugumi bagnata dalla pioggia, quel suo tono di voce... aah, avevo abboccato alla perfezione. Il trucco lo scoprii il giorno successivo. Non appena Tsugumi entrò nella stanza, vide l'espressione del mio volto e sogghignando disse: << Mi hai scoperta?>>. In quell'istante mi infuocai di rabbia e di vergogna. Mi alzai di scatto e le diedi una spinta con tutta me stessa. Tsugumi, cadendo a terra, sbatté con violenza contro la parete. Ero davvero furiosa tanto che persino Tsugumi non osò aprir bocca. Nessuno l'aveva mai aggredita in quel modo. Lei in quel momento capì che, se non l'avesse fatto, la nostra amicizia sarebbe stata compromessa per sempre. E infatti era proprio così. Ancora nella posizione in cui ero caduta, fissò i miei occhi con uno sguardo trasparente. Poi pronunciò, quasi bisbigliando, una frase che non aveva mai detto in vita sua.  In nessuna circostanza, qualsiasi cosa fosse accaduta, anche se le avessero squarciato la bocca.
<>
Restai senza parole, in silenzio e con il fiato sospeso. Tsugumi che chiede scusa? I raggi di sole che riempivano la stanza ci rendevano brillanti in quello spazio immobile. In lontananza si sentiva soltanto il rumore del vento che quel pomeriggio soffiava sulla città.
<< Ah!Ah!Ah!>> Il silenzio venne rotto da Tsugumi che d'improvviso scoppiò a ridere.
<< Certo che anche tu ci sei cascata...eh, Maria?>>, disse, ormai ridendo a crepapelle.
<< Prova a ragionare con un briciolo di buon senso! Un morto non può certo scrivere una lettera, no? Sei proprio stupida! Ah!Ah!Ah!>>.
Non riusciva più a contenersi: comprimendosi lo stomaco con le braccia, si contorceva dalle risa.
Di riflesso anche a me venne da ridere, arrossii e dissi:
<< Hai vinto tu>>.
Ancora oggi, quando ricordiamo le frasi di quella notte di pioggia, c'è da sbellicarsi dalle risate per ore e ore.
Si, quella fu la ragione per cui io e Tsugumi finimmo col diventare amiche per la pelle, nel bene e nel male.

Voi non l'avreste insultata? Non avreste scaraventato verso di lei tutti gli oggetti possibili e immaginali presenti in quella stanza? Non vi sareste arrabbiati a morte? Non avreste urlato come folli psicopatici? Io si. E ogni volta che nel libro si presentava questo terribile personaggio mi sono sentita così. L'ho odiata con tutta me stessa e mi è capitato di arrabbiarmi anche con Maria che, diciamocelo, è tanto buona e cara...ma non può farsi trattare così. Io non riesco proprio a concepire un'amicizia tra queste due figure. Mi sembra impossibile che una storia del genere possa essere quantomeno vicino alla realtà.
Un'estate, due ragazzine amiche da anni, due ragazzine troppo diverse.
Mi dispiace dirlo, ma l'idea di fondo non regge, e anche se questo libro è il più grande successo dell'autrice che è riuscita a venderne più di due milioni di copie e bla bla bla... non mi ha convinto.
Forse non l'ho capito, ed è possibilissimo, ma più penso a questo libro e meno mi convince.
Peccato.

Voi l'avete letto?
Che effetto vi ha fatto?

giovedì 18 ottobre 2012

Pubblica un libro: realizza il tuo sogno con Lampi di stampa; editore print on demand



La lettura rende un uomo completo,
la conversazione lo rende agile di spirito e
 la scrittura lo rende esatto.
Francis Bacon

Questa settimana sembrava non finire mai, ma per fortuna sono tornata. La sessione autunnale è ufficialmente terminata e io ho un po’ di tempo per me. Ed eccomi qui oggi con un nuovo post, che per una volta non riguarderà una recensione (o almeno non ancora); sono qui per condividere con voi una riflessione.
Cosa ci riserva il futuro?
Dopo una scuola superiore sbagliata (come ormai saprete tutti) mi sono trovata a dover pensare a cosa fare della mia vita. Passavo giornate intere a leggere libri; mi appassionavano i discorsi di arte e letteratura e poesia; ho sempre amato scrivere e allora, quando sono stata costretta a scegliere, ho deciso di proseguire gli studi e ho optato per quell'unica facoltà che riassumeva in sé tutte le mie passioni.
Oggi, due anni dopo, mi mancano sette esami alla laurea e sono di nuovo qui a pensare cosa fare della mia vita.
Leggere e scrivere sono le mie passioni più grandi, i miei hobby e i miei svaghi…potrebbero diventare il mio lavoro in futuro? Perché no? Dopo tutto Stephen King diceva:

Se volete fare gli scrittori ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto, scrivere molto.”
On Writing

Potrei trasformare quelle che sono le mie passioni in un lavoro e a volte il mondo dell’editoria può rivelarsi un valido alleato, ad esempio:





La casa editrice Lampi di stampa, del Gruppo Messaggerie (uno dei principali Editori e distributori editoriali) permette di dare notevole visibilità alle pubblicazioni degli autori attraverso una pratica del tutto innovativa che viene classificata con il nome di Print on demand. Questo significa che le copie del vostro libro pubblicato saranno sempre disponibili per essere ordinate, sia nelle librerie tradizionali che nelle librerie on-line, e verranno stampate nel numero di copie richieste dall'ordine  anche una sola copia per volta. Questo significa che al costo di 99 euro potrete Pubblicare un libro, potrete crearlo passo dopo passo nella procedura guidata del sito scegliendo l’impaginazione e tutto il resto. Al vostro libro verrà assegnato un codice ISBN e mediante un algoritmo potrete stabilire il prezzo di copertina e scegliere la percentuale dei diritti d’autore. Lampi di stampa vi permetterà di pubblicare un libro on-line e la casa editrice assolverà l’obbligo del deposito legale come previsto dalla Legge del 15 aprile 2004, n. 106 e dal D.P.R. del 3 maggio 2006, n. 252.


È veramente semplice creare un progetto di pubblicazione. Le varie fasi:
Step 1: conferma il tipo di progetto "pubblica con Lampi di stampa".
Step 2: stabilisci le caratteristiche tecniche: il numero di pagine, il tipo di carta, il tipo di stampa (se bianco e nero o a colori) e il numero di copie.
Step 3: scegli il formato .
Step 4: inserisci le specifiche della copertina:
·         se stampata in bianco e nero o a colori;
·         se stampata solo esternamente o anche all'interno;
·         se deve avere le alette laterali.
 Step 5: preventivo.
Step 6: scegli uno dei modelli proposti per la copertina.
Step 7: compila l'anagrafica progetto che serve a catalogare il tuo libro nella vetrina on-line. Questi dati verranno inseriti in copertina nelle posizioni prestabilite.
Step 8: fai l'upload della/e immagine/i se previste nel modello di copertina scelto.
Step 9: esegui l'upload degli interni del libro.
Terminate tutte le fasi del progetto potrai procedere con l'ordine.

Se il vostro sogno è pubblicare un romanzo inedito, pubblicare poesie o semplicemente pubblicare un libro da oggi potete farlo. Nietzsche diceva:

“L’autore migliore sarà quello che non si vergognerà di diventare scrittore”

Se avete scritto un libro e volete pubblicarlo non aspettate oltre e realizzate il vostro sogno!
Per maggiori informazioni potete collegarvi alla pagina Facebook o Twitter e una volta che avrete pubblicato il vostro libro fatemi sapere come è andata.
Potrei diventare una scrittrice famosa…chi lo sa… J


sabato 13 ottobre 2012

Fuoco centrale - Mariangela Gualtieri


Sono molto ignorante in argomento "poesia"..però mi piace ascoltare. Ogni tanto qualcuno mi apre un mondo e mi regala perle come questa raccolta. Che in realtà non è un regalo, è un prestito. Ma mai prestito fu più gradito. Non ve ne parlo nello specifico, forse perché non potrei nemmeno spiegarlo come merita, però voglio lasciarvi qualche poesia...
voglio farvi un regalo!

Fuoco centrale di Mariangela Gualtieri, edito da Einaudi, 118 pagine,  14 euro, codice ISBN 9788806164683.

Misericordia allora, Angelo del Lunedì
che rovesci il disastro in un
giorno risorto. Punta al nostro
stupido cuore e fanne pura sostanza
che non si dolga per un poco di
vento e qualche nuvola.

Il tempo ci inganna
e non sposta, non sposta. 
Cadono le ore - ma non succede - 
cadono ore di vari colori, si adombrano,
si velocizzano, bagnano e seccano la fronte,
sfagliano, e non succede.
Patiscono e non succede. Operina del tempo
e dei suoi orologi di petto, tic tac penetrante.

Allora io vado all'acqua da sola mi calma, a lei
vado come al fondo di me come allo specchio alla
radice al letto, alla mia mamma acqua bevo, sgorgo,
volo, cado, in quella posa dei sofferenti, poi torno a
casa.

Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle
ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a
bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale
che si mangia la luce.

Nessun indizio
da questo cielo impassibile
e la fiamma non sa per che
verso bruciare.

Il principe della nebbia - Carlos Ruiz Zafon




Cara lettrice e caro lettore,
perdonate la mia assenza, ma queste ultime settimane sono state settimane di fuoco: è finita la sessione autunnale; è nato il mio dolcissimo nipotino Gabriele e sono iniziate le lezioni del mio ultimo anno di università! Di cose ne ho fatte tante e non ho avuto nemmeno un attimo per collegarmi a internet, ma oggi (finalmente) ho avuto tutto il pomeriggio libero...quindi eccomi qui a recensire un nuovo libro, scelto direttamente dalle mie care iscritte alla pagina Facebook di Letterando con Marty. (Se volete mettere un bel "mi piace" potete cliccare Qui!).

Sto parlando di:


Il principe della nebbia di Carlos Ruiz Zafon, edito dalla casa editrice Mondadori (serie "Numeri primi"), prezzo di copertina 13 euro, pagine 202, codice ISBN 9788866210337.

Questo libro fa parte della categoria degli "acquisti non preventivati". Giorni fa stavo studiando nella mia nuova casetta universitaria, ad un certo punto ricevo una chiamata da mia madre: era nella nostra libreria preferita e girovagando tra gli scaffali si era imbattuta in questa copia del libro di Zafon in edizione economica; ovviamente mi ha chiamata subito per chiedermi se lo avessi già acquistato e alla mia risposta negativa ha chiuso il telefono e l'ha preso al volo. Questo libro, come sicuramente saprete, è uscito da tempo in traduzione italiana, ma siccome ho iniziato a collezionare i libri di Zafon in edizione economica non mi andava di acquistare questi "ultimi" in copertina rigida. E' stata una tortura vederli in vetrina e non poterli acquistare, ma per il rapporto qualità prezzo sono riuscita a resistere.

Comunque, alla fine della fiera, ho letto un altro libro di Zafon.
"Il principe della nebbia" è il primo libro, in ordine cronologico, pubblicato da questo autore. Nasce come libro per ragazzi e fa parte di un ciclo di tre libri che viene definito come "Trilogia della nebbia" (composta da Il principe della nebbia, Il palazzo della mezzanotte, Le luci di Settembre).

La storia è ambientata nel 1943, negli anni della Seconda guerra mondiale. Protagonista è una famiglia, la famiglia Carver, che ad un certo punto del racconto decide di trasferirsi sulla costa proprio per mettersi al riparo dalle atrocità della guerra. Conosciamo subito Maximilian Carver e la moglie Andrea e i tre figli Alicia, Irina e Max. Tutti e cinque partono alla volta di una nuova casa, ormai abbandonata, nella quale vissero due coniugi che, dopo aver perso il loro bambino, si trasferirono altrove senza lasciare traccia.
Il piccolo Max, e forse il vero protagonista principale della storia, è un ragazzino che non passa inosservato, sembra aver capito tutto dalla vita, nel tempo libero legge Copernico e a confronto del padre sembra essere lui il vero adulto, quello con i piedi ben saldi per terra.
Max si annoia terribilmente nella nuova città, ma ad un certo punto conosce Roland, un ragazzo che dovrebbe arruolarsi a breve per la guerra e che, nel frattempo, trascorre le sue giornate in bicicletta o a fare immersioni nell'acqua della costa, dove, molto tempo prima, una nave è affondata a causa di una terribile tempesta. I due ragazzi esplorano i fondali e trascorrono le loro vite in compagnia di una noiosa tranquillità.
Ma non per sempre, perché di lì a poco inizieranno a palesarsi starne situazioni: orologi le cui lancette ruotano in senso contrario; inquietanti statue che cambiano espressione e un terribile incidente che coinvolge la piccola Irina, sorella di Max.
I due ragazzi, e Alicia, la sorella maggiore di Max, saranno messi a dura prova da terribili forze oscure...

Su aNobii ho deciso di dare a questo libro tre stelline (=così così), perché, secondo me, non è un libro malvagio. Ho sentito diversi pareri discordanti a riguardo: c'è a chi piace alla follia, c'è chi lo odia con altrettanto pathos. A me è piaciuto. Lo stile lineare di Zafon è piacevole, le ambientazioni un po' gotiche, maligne e spettrali mi affascinano e la storia ha un filo logico ben rispettato.
Se fosse stato un libro per adulti gli avrei dato zero stelle, perché dura poco, è scritto in maniera davvero troppo semplice e per i più perspicaci è un attimo arrivare alla soluzione dell'enigma.
Ma, in realtà, si tratta di un libro per ragazzi e se fossi stata più giovane sono sicura all'84,35% che gli avrei dato cinque stelline, perché ad una ragazzina dai dodici ai diciassette anni sarebbe piaciuto; non sarebbe stato una lettura pesante (come leggere Tolstoj in terza media); la storia d'amore, perché c'è una storia d'amore, sarebbe stata avvincente e il mistero sarebbe stato intrigante.
Siccome sono adulta e ho letto un libro per ragazzi, voglio giungere ad un compromesso e dargliene tre, di stelline. Devo ammettere che ho apprezzato molto questo esordio letterario, già si intravede il fantastico Zafon che sarà quello di "L'ombra del vento",e che tanto ho adorato, e già si intravede anche questo genere così poco definibile che pervaderà tutti i suoi libri, e che tanto mi piace (sia chiaro!).

L'unica pecca di questo libro è che lo si legge troppo in fretta...un po' perché arrivati ad un certo punto si vuole a tutti i costi svelare l'arcano (e io ammetto di non essere una di quelle lettrici perspicaci di cui parlavo poco fa) e un po' di più perché è scritto in corpo 20 con una spaziatura di un centimetro abbondante tra una riga e l'altra. Della serie: scrivere questo libro in un formato normale avrebbe comportato l'utilizzo di 100 pagine scarse e magari anche un prezzo più contenuto, anziché le nostre 202 pagine e i nostri 13 euro...ma queste sono scelte editoriali che non comprenderò mai.

Pagina 98: "Quest'autunno compirò settantadue anni e, anche se mi resta la consolazione di non dimostrarli, ciascuno di essi mi pesa sulle spalle come una lastra di marmo. L'età ti fa vedere certe cose. Per esempio, adesso so che la vita di un uomo si divide essenzialmente in tre periodi. Nel primo, non si pensa nemmeno che si invecchierà, né che il tempo passi, né che, dal giorno in cui nasciamo, camminiamo verso un'unica fine. Passata la prima gioventù, inizia il secondo periodo, in cui ci si rende conto della fragilità della propria esistenza, e quella che all'inizio è una semplice inquietudine va crescendo dentro come un mare di dubbi e incertezze che ti accompagnano per il resto dei tuoi giorni. Per ultimo, nel finale della vita, si apre il terzo periodo, quello dell'accettazione della realtà e, di conseguenza, della rassegnazione e dell'attesa. Nel corso della mia esistenza ho conosciuto molte persone che sono rimaste ancorate a uno di questi stadi e non sono mai riuscite a superarlo. E' qualcosa di terribile."

Al prossimo post!